| Absolutely Free album in studio | |
|---|---|
| Artista | The Mothers of Invention |
| Pubblicazione | 26 maggio 1967 |
| Durata | 38:29 |
| Dischi | 1 |
| Tracce | 2 suite |
| Genere | Rock sperimentale Musica sperimentale Rock progressivo Art rock Proto-punk |
| Etichetta | Verve Records |
| Produttore | Tom Wilson Frank Zappa |
| Arrangiamenti | Frank Zappa |
| Registrazione | 15-18 novembre 1966, TTG Studios, Los Angeles |
| Note | n. 41 |
| The Mothers of Invention - cronologia | |
Absolutely Free è il secondo album in studio dei The Mothers of Invention, gruppo guidato da Frank Zappa, pubblicato dalla Verve Records nel 1967.
Come il precedente album, viene ritenuto uno dei migliori lavori del primo periodo di Zappa.
Freak Out! era costato 20,000 dollari alla Verve per produrlo, più del doppio del costo di un normale album discografico all'epoca. Dato che il disco faticava a vendere, la casa discografica stanziò un budget di soli 11,000 dollari per il seguito; questo fu registrato su un registratore a quattro piste nell'arco di appena quattro giorni, dal 15 al 18 novembre 1966, presso gli studi TTG di Los Angeles, con ulteriori operazioni di missaggio e montaggio effettuate una settimana dopo agli studi MGM di New York. Tom Wilson ricoprì nuovamente il ruolo di produttore, sebbene sia opinione diffusa che egli abbia adottato un approccio non interventista, lasciando a Zappa il pieno controllo creativo. A differenza di Freak Out!, caratterizzato da ampie orchestrazioni, il budget questa volta consentì aggiunte orchestrali solo per il brano Brown Shoes Don't Make It, mentre per la maggior parte delle altre tracce la band suonò praticamente dal vivo in studio. Poiché molti brani erano composizioni complesse articolate in più sezioni, il gruppo arrivava a registrare fino a 30 take per ogni singola sezione di un pezzo, che venivano poi assemblate in fase di montaggio. Secondo Zappa, il gruppo ebbe a disposizione: «Un giorno, con 15 minuti a brano, per registrare tutte le parti vocali dell'album. Proprio così. È la filosofia del "o canti o ti levi di mezzo"».
L'album è strutturato in due lunghe suite, con tutti i brani collegati ininterrottamente sia a livello narrativo che musicale, un approccio che, all'epoca della registrazione, precedette l'uscita di A Quick One, While He's Away degli Who e di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles. La prima suite, intitolata Absolutely Free, è essenzialmente una parodia delle storie d'amore romantiche, in cui frutta e verdura fungono da metafora per le persone; la seconda suite, The M.O.I. American Pageant, costituisce un'aspra critica sociale alla vita americana, toccando temi quali lo status e la mobilità sociale, il consumismo, l'alcolismo, l'avidità e la corruzione della classe politica.
Plastic People si sviluppò da una cover di Louie Louie suonata dal gruppo, con l'aggiunta di un nuovo testo. Si apre con un annuncio del Presidente degli Stati Uniti d'America, che è malato e ha bisogno di brodo di pollo, per poi passare a criticare gli hippy "di plastica" che frequentavano locali notturni come il Pandora's Box, epicentro delle rivolte contro il coprifuoco sulla Sunset Strip (i cosiddetti Sunset Strip Riots) avvenute proprio durante la registrazione dell'album. Il brano Son of Suzy Creamcheese, più avanti nell'album, approfondisce l'argomento, anticipando i temi del successivo disco dei Mothers, We're Only In It For The Money.
Il tema principale della suite, il cibo, appare in questa pseudo-AOR ironica ballata d'amore con testi comici improvvisati da Ray Collins, il quale, nei panni del "Duca delle Prugne" (Duke of Prunes), tenta di abbordare una donna al supermercato usando riferimenti alimentari che fungono da eufemismi per il sesso. Il brano si basa su un pezzo originale intitolato And Very True, che Zappa aveva composto per la colonna sonora di un film western intitolato Run Home, Slow.
Secondo il libretto dell'album, il Duca tenta di abbordare due cheerleader in un parcheggio, ma queste lo colpiscono in pieno volto con una pietra, causandogli un'amnesia. Musicalmente, l'episodio è reso attraverso un momento di frenesia free jazz della durata di un minuto che, verso la fine, cita L'uccello di fuoco di Igor' Fëdorovič Stravinskij.
Il Duca recupera improvvisamente la memoria mentre riemerge un tema tratto da The Duke of Prunes, eseguito a un tempo più rapido, prima che egli tenti un ultimo approccio amoroso intonando un brano nello stile delle Supremes che ricorda Baby Love.
Il tema del cibo ritorna in questo brano rock frenetico, sebbene Zappa sostenesse che con "vegetali" si riferisse a persone socialmente inattive, ma che potrebbero "svegliarsi" se adeguatamente scosse e strappate alla loro apatia.
Questo brano strumentale di sette minuti si apre con una citazione da I pianeti di Gustav Holst, per poi trasformarsi in una sfrenata jam session collettiva in stile proto-jazz fusion, durante la quale Zappa mette in mostra per la prima volta su disco le sue doti di improvvisatore alla chitarra.
Una ripresa di Call Any Vegetable, leggermente più lenta e di impronta blues, con accompagnamento di armonica, in cui Zappa spiega agli ascoltatori come chiamare le verdure. Il ritmo accelera poi notevolmente, prima di concludersi con una serie di ansimi di natura sessuale.
La seconda suite si apre con una parodia di una ballata lounge, cantata volutamente fuori tempo, come se l'interprete fosse ubriaco fradicio, per illustrare la vacuità e la falsità della cultura americana. Seguono citazioni dalla Marcia dei gladiatori di Fučík e dall'ouverture de La fidanzata dello zar di Nikolaj Rimskij-Korsakov, per conferire un'atmosfera circense e caricaturale.
Si tratta di una delle parodie del genere doo-wop realizzate da Zappa, sebbene vi siano inserimenti indiretti di citazioni tratte da Stravinskij e Debussy. Il testo prende di mira le cricche sociali dei licei, raccontando di un atleta egocentrico che si accorge di perdere prestigio agli occhi delle cheerleader.
Questo brano rock dal ritmo incalzante e dalla struttura piuttosto lineare critica i produttori di giocattoli violenti per bambini, paragonandoli ai genitori dei piccoli, altrettanto "di plastica". Il pezzo si chiude con diverse voci che si sovrappongono, tentando di vendere all'ascoltatore bombe giocattolo, razzi, budella, tirapugni e altri prodotti grotteschi.
Il personaggio di Suzy Creamcheese, una groupie, era stato introdotto per la prima volta in Freak Out!. Qui scopriamo di più sul suo desiderio di sentirsi "alla moda" mentre assume LSD, trascorre la notte sulla Sunset Strip, ruba la scorta di droga del fidanzato e partecipa a una manifestazione di protesta a Berkeley. Zappa ammise che questo pezzo fu uno dei brani più difficili da imparare per i Mothers, a causa dei vertiginosi cambi di tempo che spaziano tra 4/4, 8/8, 9/8, 4/8, 5/8, 6/8 per poi tornare al 4/4.
Descritto da François Couture di AllMusic un "musical di due ore condensato in otto minuti", essendo formato da 22 sezioni musicali distinte che abbracciano psichedelia, musica da camera, sprechgesang, garage rock, musica classica, music hall, doo-wop, Beach Boys, elettronica ed altro ancora; Brown Shoes Don't Make It è l'unico brano dell'album a includere un arrangiamento orchestrale esterno, che ne costituisce il culmine. È presente anche un sintetizzatore autocostruito suonato da Don Preston, una delle prime apparizioni in assoluto di tale strumento in un disco rock. Il tema centrale della canzone è la corruzione politica: un funzionario comunale fantastica, con dettagli espliciti, di avere un rapporto sessuale con una ragazza di tredici anni. Il verso: «I'd like to make her do a nasty on the White House lawn» ("Vorrei farle fare una porcata sul prato della Casa Bianca") avrebbe apparentemente ritardato l'uscita dell'album, poiché un dirigente della MGM ne contestò l'inclusione, proponendo di modificarlo in «I'd like to make her do a crossword puzzle on the back of TV Guide» ("Vorrei farle fare un cruciverba sul retro di TV Guide).
Ripresa di America Drinks ambientata al "Pompadour-a-Go-Go", si tratta di una ballata lounge incentrata sul pianoforte, composta da Zappa nel 1964; nel brano, i rumori di bevute, gioco d'azzardo e slot machine si intensificano progressivamente fino alla dissolvenza finale, lasciando spazio soltanto alle risate grottesche e alle grida di avventori ubriachi, a voler illustrare la mancanza di rispetto che tale pubblico nutre nei confronti degli artisti. Il brano presenta affinità stilistiche con You Know My Name (Look Up the Number), lato B di un singolo dei Beatles uscito successivamente e con On with the Show dei Rolling Stones.
L'uscita dell'album era prevista per il gennaio 1967, ma il progetto incontrò degli ostacoli quando la Verve si oppose all'idea di Zappa di stampare i testi sul retro di copertina, nonché alla frase "war means work for all" ("la guerra significa lavoro per tutti") presente su un cartellone pubblicitario incluso nel collage illustrato, anch'esso realizzato da Zappa. Trascorsero mesi prima che si giungesse a un compromesso: i testi non sarebbero stati stampati sull'album, ma fu consentito inserire nella copertina apribile un annuncio che invitava gli ascoltatori a inviare un dollaro per ricevere un opuscolo completo contenente i testi e la spiegazione della trama.
| Recensione | Giudizio |
|---|---|
| AllMusic | |
| Encyclopedia of Popular Music | |
| Piero Scaruffi | 8/10 |
| Dizionario del pop rock | |
| MusicHound Rock: The Essential Album Guide | |
| Ondarock | 9/10 |
| The Rolling Stone Album Guide | |
| Sputnikmusic | 5/5 |
| Uncut | |
| The Village Voice | B− |
Registrato nel novembre del 1966, l'album fu pubblicato nel maggio del 1967 dopo la censura a cui furono sottoposti i testi. Le vendite furono molto migliori rispetto al precedente Freak Out!, e il disco raggiunse la posizione numero 41 nella classifica statunitense di Billboard, diventando piuttosto noto negli ambienti "underground".
A partire dalla ristampa su CD del 1988, sono stati aggiunti, in mezzo alle due suite, due bonus track che erano state pubblicate nel 1967 nel singolo Big Leg Emma.
In una recensione contemporanea, la rivista Billboard si chiedeva se la band stesse prendendo in giro il pubblico, ma giunse alla conclusione che l'album avrebbe registrato vendite enormi. Col senno di poi, l'album ha ricevuto grandi elogi come tappa fondamentale dell'innovazione lirica e compositiva di Zappa, che si era notevolmente evoluta dai tempi di Freak Out!. AllMusic lo definisce un "disco straordinariamente creativo, che trabocca di idee", mentre The New Rolling Stone Album Guide gli ha assegnato quattro stelle e mezzo. Robert Christgau del Village Voice fu un po' meno benevolo, sostenendo che "come rock and roll è un disco di genere novelty moderatamente divertente, ma con una satira fin troppo scontata".
Pur assegnandogli un voto leggermente inferiore, il critico musicale Piero Scaruffi ha definito l'album un progresso rispetto a Freak Out!: "L'opulenza stilistica e la sfrenata verve dell'esecuzione costituiscono un significativo passo in avanti rispetto all'esordio. Inoltre Zappa dimostra un'ammirabile capacità di sintesi che, sfortunatamente lo avrebbe presto abbandonato".
Nel libro Necessity Is..., l'ex membro dei Mothers of Invention Ray Collins scrisse che Absolutely Free è probabilmente il suo preferito tra gli album classici dei Mothers.
Suite No. 1: Absolutely Free (1st in a Series of Underground Oratorios)
Suite No. 2: The M.O.I. American Pageant (2nd in a Series of Underground Oratorios)