| Lumpy Gravy album in studio | |
|---|---|
| Artista | Frank Zappa, Abnuceals Emuukha Electric Symphony Orchestra & Chorus |
| Pubblicazione | 13 maggio 1968 |
| Durata | 31:39 |
| Dischi | 1 |
| Tracce | 2 |
| Genere | Musica concreta Musica sperimentale Musica contemporanea Musica elettronica |
| Etichetta | MGM Records |
| Produttore | Nick Venet Frank Zappa |
| Registrazione | 13 febbraio–ottobre 1967 |
| Note | n. 159 |
| Frank Zappa - cronologia | |
Lumpy Gravy è il primo album solista di Frank Zappa (e il quarto contando anche gli LP con i Mothers of Invention), pubblicato nel 1968 originariamente a nome Francis Vincent Zappa, e a nome Frank Vincent Zappa nelle ristampe,
La progettazione del disco era partita però nel 1966, quando il produttore Nick Venet offrì a Zappa la possibilità di registrare un disco di musica orchestrale. Tutte le composizioni sono opera di Zappa e sono eseguite sul disco da un gruppo di turnisti da lui battezzati "Abnuceals Emuukha Electric Symphony Orchestra & Chorus". Zappa diresse l'orchestra ma non suonò nell'album.
Una versione interamente orchestrale dell'album fu commissionata e pubblicata per breve tempo, il 7 agosto 1967, dalla Capitol Records ed esclusivamente nel formato Stereo-Pak a 4 tracce — per poi essere ritirata a seguito di un'azione legale intentata dalla MGM Records. La MGM sosteneva che l'album violasse il contratto di Zappa con la sua sussidiaria, la Verve Records. L'opera fu rielaborata e pubblicata nuovamente dalla Verve il 13 maggio 1968; la nuova versione consisteva in due brani di musique concrète che fondevano elementi della performance orchestrale originale con elementi di surf music e parti recitate. L'album ricevette apprezzamenti per la musica e il montaggio da parte della critica musicale ma le vendite furono scarse.
Realizzato contemporaneamente a We're Only in It for the Money, Lumpy Gravy era concepito da Zappa come la seconda parte di una continuità concettuale che avrebbe poi incluso il suo ultimo album, Civilization Phaze III. In particolare l'album contiene alcune tematiche che si collegano a We're Only in It for the Money; come scrisse Zappa nelle note interne di Lumpy Gravy: «Is this phase 2 of We're Only in It for the Money?».

Dopo la pubblicazione di Freak Out!, album di debutto del gruppo rock Mothers of Invention, il dirigente della Capitol Records Nick Venet commissionò un disco di musica orchestrale al leader dei Mothers, Frank Zappa, un compositore autodidatta. Venet spese 40.000 dollari per finanziare il progetto. Poiché il contratto di Zappa con la Verve e la MGM Records non gli consentiva di partecipare ad album registrati per altre etichette, egli non poté suonare alcuno strumento nel disco in questione, limitandosi invece a dirigere un'orchestra composta da turnisti ingaggiati per la registrazione. Zappa dichiarò: «Il mio contratto [con la MGM] non me lo impediva. Non avevo firmato come direttore d'orchestra». Lumpy Gravy fu concepito come un breve oratorio, scritto nell'arco di undici giorni. Zappa chiamò il gruppo appositamente riunito per le sessioni "Abnuceals Emuukha Electric Symphony Orchestra & Chorus".
Il percussionista Emil Richards ricordava di non sapere chi fosse Zappa e che non lo aveva preso sul serio all'inizio delle sessioni di registrazione, ritenendolo semplicemente il chitarrista di un gruppo rock. Tuttavia, al momento dell'incontro, Zappa consegnò ai musicisti le partiture dei brani, che si rivelarono dense, complesse e caratterizzate da tempi musicali variegati. Alle sessioni partecipò anche il chitarrista Tommy Tedesco, amico intimo di Richards. Tedesco prese in giro Zappa, convinto che questi non sapesse cosa stesse facendo. Il fagottista e il clarinettista basso ingaggiati per le sessioni si rifiutarono di eseguire le loro parti, dichiarandole impossibili da suonare. Zappa replicò: «Se suono io la vostra parte, almeno ci proverete?». Zappa utilizzò quindi la propria chitarra per mostrare le parti ai musicisti, i quali accettarono infine di eseguire le parti loro assegnate. Al termine delle sessioni di registrazione, Richards e Tedesco si convinsero del talento di Zappa e strinsero amicizia con il compositore. In seguito, Richards partecipò alle sessioni che confluirono nell'album di Zappa Orchestral Favorites (1979).
La Capitol pubblicò l'album originale interamente orchestrale Lumpy Gravy il 7 agosto 1967, esclusivamente nel formato a cartuccia a 4 piste e, a quanto pare, in tiratura limitata. La Capitol intendeva inoltre pubblicare un singolo contenente i brani Gypsy Airs e Sink Trap per promuovere l'uscita del disco. In risposta alla pubblicazione dell'album, la MGM minacciò di intentare una causa legale, sostenendo che tale uscita violasse il contratto di Zappa.
Nel corso della controversia legale, Zappa ampliò e modificò in modo significativo l'album, aggiungendo intermezzi di parlato e di musique concrète, oltre ad alcuni brani tratti dai suoi archivi risalenti al periodo precedente ai Mothers. La versione originale di Lumpy Gravy non fu ripubblicata fino al 2009, all'interno di un cofanetto di tre CD edito dalla Zappa Records, The Lumpy Money Project/Object.
| «Lumpy Gravy è stato assemblato a partire da centinaia, forse migliaia, di minuscoli frammenti di nastro magnetico, raccolti nel corso di molto tempo. Innanzitutto bisogna trovare esattamente i rumori e gli elementi giusti da inserirvi, per poi unire manualmente i vari spezzoni di nastro tagliandoli con una lametta.» |
| — Frank Zappa, 1987 |
Le parti parlate furono registrate agli Apostolic Studios di New York, dopo che Zappa scoprì che le corde del pianoforte a coda dello studio entravano in risonanza quando qualcuno parlava loro vicino. L'esperimento delle "persone nel pianoforte" (piano people) consisteva nel far improvvisare dei dialoghi a diverse persone, basandosi su argomenti suggeriti da Zappa stesso. Gran parte dei dialoghi presenti nella versione rielaborata di Lumpy Gravy — registrata in contemporanea a We're Only in It for the Money — fu eseguita da un piccolo gruppo di persone che comprendeva Motorhead Sherwood, Roy Estrada, Spider Barbour, All-Night John (il manager dello studio) e Louis Cuneo, noto per la sua risata che ricordava quella di un "tacchino psicotico". Il concept dell'album rielaborato nasceva dalla teoria della "grande nota" (big note) di Zappa, secondo la quale l'universo è costituito da un unico elemento e gli atomi sono vibrazioni di tale elemento, appunto una "grande nota".
La realizzazione della versione riveduta dell'album si rivelò molto complessa, poiché i nastri master orchestrali recuperati dalla Capitol presentavano numerose giunture difettose. La versione rielaborata includeva inoltre materiale musicale aggiuntivo assente nell'edizione originale dell'album, tra cui brani di surf music registrati in precedenza e un demo del 1963, prodotto da Zappa, di un pezzo apparso successivamente, in una registrazione del 1967, con il titolo Take Your Clothes Off When You Dance nell'album We're Only in It for the Money. Parte del lavoro di montaggio fu eseguita nel soggiorno di Zappa. Nelle edizioni dell'album del 1967 e del 1968, Zappa figurava come "Francis Vincent Zappa", poiché credeva che quello fosse il suo vero nome. In seguito scoprì che il suo nome di nascita era Frank Vincent Zappa; l'errore fu poi corretto nelle ristampe successive dell'album.
| Recensione | Giudizio |
|---|---|
| AllMusic | |
| Encyclopedia of Popular Music | |
| The Great Rock Discography | 6/10 |
| Rolling Stone | (negativo) |
| The Rolling Stone Album Guide | |
| Uncut | 7/10 |
| Ondarock | 7.5/10 |
| Piero Scaruffi | 7/10 |
| Dizionario del pop rock |
Lumpy Gravy fu accolto positivamente dalla critica; Zappa lo definì uno dei suoi lavori preferiti, affermando che contiene la musica che più ama tra quelle da lui composte. Barry Miles, scrivendo su International Times, descrisse l'album come una fusione di Fontana Mix di John Cage (1958) e Moon Taj di John Carisi (1962) con il caratteristico stile "lirico e cinico" di Zappa, e lodò il montaggio di Zappa degli spezzoni di conversazione "pregni di significato", definendoli "capolavori di montaggio" In una recensione dai giudizi contrastanti, Jim Miller di Rolling Stone lo definì l'album "più curioso" di Zappa fino a quel momento, ritenendolo l'espressione estrema del suo "approccio musicale frammentario"; tuttavia, lo giudicò nel complesso "piuttosto inerte" e criticò le parti parlate, giudicandole forzate. Ciononostante, lo considerò un album importante, concludendo: "Si potrebbe dire che Zappa commetta errori che altri compositori rock sarebbero orgogliosi di definire la loro musica migliore; Lumpy Gravy è un passo falso musicale singolare, che vale la pena ascoltare anche solo per questo motivo".
A posteriori, François Couture di AllMusic scrisse: "Punto di partenza della "musica seria" di Zappa, Lumpy Gravy risente di una certa mancanza di coerenza, ma rimane storicamente importante e offre al fan numerosi indizi di continuità concettuale". David Cavanagh della rivista Uncut scrisse che il "concept album in stile collage sonoro" include alcuni dei suoi brani più d'avanguardia, oltre ad alcuni degli incontri più bizzarri con i suoi compagni delle Mothers". Ian Stonehouse di The Rough Guide to Rock scrisse che l'album mostra Zappa nella sua veste "più originale", evidenziandone la fusione in stile cut-up di musique concrète, R&B, jazz e "borbottii dall'interno di un pianoforte a coda", e lo definì un "capolavoro che ha anticipato la tecnologia del campionamento". Miles, scrivendo nel 1983 per The History of Rock, sostenne che il disco «doveva molto più a Varèse e Stravinskij che al rock'n'roll».
Edwin Pouncey della rivista The Wire scrisse che l'album è "il culmine dell'impegno di Zappa nella musica classica contemporanea e nella musica elettronica" e lo considerava fondamentale per aver unito "interludi di ispirazione classica, astrazioni elettroniche e composizioni di spoken word a ruota libera all'interno di una struttura rock di base. Mentre altre "rockstar" giocavano spesso con vaghi concetti di musica concreta e musica sperimentale, Zappa li ha integrati in un linguaggio che ha ampliato il suo repertorio musicale e ha spinto le capacità dei Mothers of Invention verso nuovi livelli di abilità e resistenza". Ryan Reed, recensore per Ultimate Classic Rock, lo descrisse come un "capolavoro d'avanguardia" spesso trascurato nella discografia di Zappa in quanto una delle sue registrazioni più anticonvenzionali, capace di "spaziare dalla musique concrète allo splendido jazz-fusion, dall'isteria proto-elettronica ai groove rock con intonazione alterata". Nella recensione si legge inoltre che l'album ha esercitato "una notevole influenza sia su artisti rock che d'avanguardia nel corso degli anni".
Meno entusiasta il critico musicale Piero Scaruffi che sintetizza così l'opera: "Tutto sommato l'ambizione orchestrale nuoce alla musica collagistica di Zappa, che non riesce a trovare il mordente e l'immediatezza delle opere precedenti e si esaurisce in sterili giochetti di assemblaggio. Le idee, invece che compresse, sembrano diluite".
Testi e musiche di Frank Zappa