| Alberto Asor Rosa | |
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| Deputato della Repubblica Italiana | |
| Durata mandato | 20 giugno 1979 – 25 novembre 1980 |
| Legislatura | VIII |
| Gruppo parlamentare | PCI |
| Collegio | CUN |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | PCI (1952-1956) PSIUP (1968-1972) PCI (1972-1991) |
| Titolo di studio | Laurea in lettere |
| Università | Università degli Studi di Roma "La Sapienza" |
| Professione | Docente universitario |
Alberto Asor Rosa (Roma, 23 settembre 1933 – Roma, 21 dicembre 2022) è stato un critico letterario, storico della letteratura, saggista, italianista e politico italiano.
Figlio di un ferroviere socialista, si diplomò al liceo classico Augusto di Roma e si laureò all'Università romana degli Studi "La Sapienza", avendo come relatore Natalino Sapegno.
Di formazione marxista, nel 1952 si iscrive alla organizzazione giovanile del Partito Comunista Italiano, uscendone nel 1956 a seguito della rivoluzione ungherese e fu tra i firmatari del "Manifesto dei 101", con cui numerosi intellettuali deplorarono l'intervento sovietico.
Vicino alle posizioni operaiste di Mario Tronti e Raniero Panzieri, collaborò alle riviste Quaderni Rossi, Classe operaia, Laboratorio politico e Mondo Nuovo. Fu direttore della rivista Contropiano (1968-1971) e, dal 1989, del settimanale del Partito Comunista Italiano Rinascita. Progettò e diresse la collana Letteratura Italiana Einaudi.
Nel 1965, col saggio Scrittori e popolo, individuò e sottopose a critica quello che egli riteneva il filone populista presente nella letteratura italiana contemporanea, criticando, fra gli altri, il romanzo di Pier Paolo Pasolini Ragazzi di vita, ma anche Elio Vittorini, Vasco Pratolini e Cesare Pavese.
Nel 1968 aderì al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria e nel 1972 ne seguì le sorti quando questo si fuse con il PCI, ritornando nel partito comunista e appoggiando la politica del Compromesso storico.
Dal 1972 fu professore ordinario di letteratura italiana all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", dopo aver insegnato nei licei e in altre università, come quella di Cagliari. Pubblicò saggi su Niccolò Machiavelli, Alessandro Manzoni e Giuseppe Ungaretti.
Eletto nel 1979 deputato alla Camera nelle liste del Partito Comunista Italiano, si dimise nel novembre 1980 per tornare all'insegnamento.
Abbandonò l'attività didattica nel 2003, una volta raggiunti i limiti d'età per la pensione, e iniziò quindi a dedicarsi alla narrativa, pubblicando i romanzi L'alba di un mondo nuovo (Einaudi, 2002), Storie di animali e altri viventi (Einaudi, 2005) e Assunta e Alessandro (Einaudi, 2010).
Nel 2004 rianimò la rivista Bollettino di italianistica, semestrale di critica, storia letteraria, filologia e linguistica, prendendone la direzione. Riprese anche l'attività didattica nel 2006, come professore a contratto a titolo gratuito, presso "La Sapienza". Nel 2016 espresse posizioni vicine al movimento No Cav schierandosi a favore della tutela delle Alpi Apuane.
Nel 2011 in un articolo, pubblicato su il manifesto, auspicò:
Il pezzo destò scalpore e critiche. I suoi detrattori lo accusarono di auspicare un colpo di Stato contro Silvio Berlusconi.
È morto a Roma il 21 dicembre 2022, all’età di 89 anni. È sepolto nel cimitero del Verano.
Aveva due figlie, Angela e Laura.
Dal 2002 fu cittadino onorario della città di Artena, in cui, da bambino, passava ogni estate a casa della nonna materna.
Nel 2019 diventa cittadino onorario di Capalbio.
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