| Bagnoregio comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Luca Profili (lista civica Profili sindaco) dal 27-5-2019 (2º mandato dal 10-6-2024) |
| Territorio | |
| Coordinate | 42°37′48″N 12°05′21″E |
| Altitudine | 484 m s.l.m. |
| Superficie | 72,81 km² |
| Abitanti | 3 257 (31-5-2026) |
| Densità | 44,73 ab./km² |
| Frazioni | Capraccia, Castel Cellesi, Civita, Ponzano, Vetriolo. |
| Comuni confinanti | Bolsena, Castiglione in Teverina, Celleno, Civitella d'Agliano, Lubriano, Montefiascone, Orvieto (TR), Viterbo |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 01022 |
| Prefisso | 0761 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 056003 |
| Cod. catastale | A577 |
| Targa | VT |
| Cl. sismica | zona 2B (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona E, 2 279 GG |
| Nome abitanti | bagnoresi |
| Patrono | san Bonaventura |
| Giorno festivo | 15 luglio |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Bagnoregio è un comune italiano di 3 257 abitanti della provincia di Viterbo nel Lazio.
Anticamente conosciuta con il nome di Bagnorea. Il toponimo deriva probabilmente da Balneum Regis, in riferimento alla presenza di acque termali dalle particolari proprietà terapeutiche (oggi non presenti o non sfruttate commercialmente nel territorio comunale). Secondo una leggenda, infatti, il re Desiderio sarebbe stato guarito da una grave malattia, grazie proprio alle acque termali che scaturivano nei pressi della località.
Il nome si tramanda almeno dall'epoca longobarda, tuttavia, è ignoto quello etrusco, a causa della molto probabile damnatio memoriae che i romani operarono a più riprese sui potenti vicini.
Alcuni reperti di epoca preistorica lasciano il posto alle più numerose testimonianze etrusche nell'area di Civita. Bagnoregio ricadeva infatti nel dominio dell'antica città etrusca di Volsinii (Orvieto). Conquistata dai romani nel 265 a.C., cui segue la distruzione della stessa Volsinii nel 264 a.C., vede accrescere la propria importanza in seguito alla deportazione degli abitanti della città dominante di Volsinii, verso un nuovo centro abitato, Bolsena, rispetto a cui Bagnoregio era posta a metà strada con il Tevere, allora navigabile, e la via Flaminia.
Con il crollo dell'Impero romano, Bagnoregio fu dominata da visigoti, goti, bizantini, longobardi e, infine, dai franchi del Sacro Romano Impero: questi ultimi la consegnarono al potere temporale dei papi. Fu poi infeudata ai conti Monaldeschi della Cervara, che si rivelarono inadatti e portarono la città alla rivolta, il cui successo, ebbe come conseguenza, l'instaurarsi del libero comune nel 1160.
Bagnoregio conosce la predicazione francescana nel XII secolo, e dà, all'Ordine francescano, quello che verrà poi riconosciuto come il suo secondo fondatore, nonché uno dei dottori della Chiesa: San Bonaventura.
I Monaldeschi tentano di ridurre nuovamente Bagnoregio a feudo, con la costruzione, iniziata nel 1318, del Castello della Cervara, distrutto però nel 1457 dalla popolazione nuovamente in rivolta. Dopo un fallito e analogo tentativo dei conti Baglioni di Castel di Piero, Bagnoregio opta per un governatore pontificio pur dovendo rinunciare ad alcune delle proprie libertà civili. La città rimane così direttamente dipendente dallo Stato Pontificio, che in essa mantiene la memoria di San Bonaventura attraverso la costruzione di diversi e notevoli edifici religiosi, fino al 1870, quando il territorio rientra nello stato unitario.
Il 10 giugno 1695 un terremoto colpisce Civita, che fino ad allora era la Bagnorea propriamente detta, separandola, tramite la formazione di uno spettacolare dirupo, dalle due contrade di Mercato (oggi Mercatello, allora sede comunale) e Rota: quest'ultima conoscerà una forte immigrazione civitonica divenendo la nuova Bagnorea, ossia l'attuale Bagnoregio.
Ulteriori cedimenti del suolo - catastrofici o anche solo morfologicamente importanti - costringono il genio civile a opere di rinforzamento di Bagnoregio, come ad esempio il camminamento del lato vetriolese, parallelo al corso principale, e soprattutto alla costruzione di un nuovo ponte verso Civita nel 1965. Parte del territorio comunale, è stata interessata, più di 100 anni fa, a scelte del legislatore volte a tutelare le popolazioni a rischio, in seguito al Terremoto di Messina del 1908.
Bagnoregio fu testimone di alcuni episodi, legati alla campagna dell’Agro romano per la liberazione di Roma dal potere temporale di Pio IX, nel 1867. Un gruppo di garibaldini, guidati da Giacomo Galliano e Girolamo Corsieri, di Castiglione in Teverina, il 28 settembre 1867, passa il confine dello Stato Pontificio, occupando Grotte Santo Stefano e avanzando fino a Ronciglione. Da qui, dopo uno scontro con le truppe pontificie, le camicie rosse si ritirano per ricongiungersi all'altro gruppo di volontari a Bagnoregio; nel frattempo altre bande di garibaldini occupano Acquapendente, Farnese e Ischia di Castro. Nell'Alto Viterbese, a San Lorenzo Nuovo e Valentano, si susseguono scontri e scaramucce, che culminano poi nella battaglia di Bagnoregio del 5 ottobre 1867. La battaglia, combattuta tra Poggio Scio (cimitero) e San Francesco vecchio, si conclude con la vittoria delle truppe pontificie, i garibaldini si trovano, quindi, costretti ad abbandonare Bagnoregio. A memoria di questa battaglia si conserva la "Piramide", un monumento-sacrario garibaldino custode dei volontari caduti negli scontri con i pontifici. Il direttore scientifico del complesso è lo storico e giornalista prof. Francesco Guidotti.
Tra il 1943 e il 1944 la città fu occupata dai tedeschi e subì diversi bombardamenti dagli alleati, che causarono diversi morti tra i civili.
Stemma e gonfalone sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica del 22 aprile 1998. Lo stemma si blasona:
Il gonfalone è un:
Il borgo medievale è diventato famoso per la sua caratteristica geologica di cittadella sopra uno sperone tufaceo. È accessibile solo a piedi, e grazie alla notorietà di set cinematografico, è una delle principali attrazioni turistiche di Bagnoregio. Si compone di un centro arroccato sulla cima del colle, con case, mura, un palazzo ducale e la chiesa parrocchiale. È soprannominato la "Città che Muore".
Abitanti censiti

Si ipotizza che la processione notturna del Venerdì Santo abbia avuto inizio a Civita a metà del 1600 e che sia poi stata trasferita a Bagnoregio per mancanza di figuranti. Gli oltre 300 figuranti in costume, sfilano in un'atmosfera di raccoglimento, preparata con la diffusione di musica sacra lungo tutto il percorso che, arrivato a Porta Albana, ritorna al punto di partenza a piazza L. Cristofori. Il segmento religioso più importante è il procedere del catafalco (scortato da un drappello di soldati romani, accompagnato da donne e uomini oranti, tutti di origine civitonica), su cui è adagiato il Crocefisso dell'ex cattedrale di Civita, il quale, subito dopo la processione, viene riportato a Civita dal gruppo di devoti che lo ha isolato durante l'avanzare del corteo, perché (secondo una leggenda), se rimanesse a Bagnoregio oltre la mezzanotte del Venerdì Santo, diverrebbe proprietà di questa cittadina.[non chiaro]
Durante il periodo natalizio a Civita di Bagnoregio si trasforma in una piccola Betlemme nella quale viene rievocata la Natività. Ogni cittadino del luogo è coinvolto in questa iniziativa e nei giorni del 26 dicembre, 1 e 6 gennaio diventa un piccolo abitante del villaggio. Ci sono i Magi, c'è l'immancabile Sacra Famiglia, c'è il perfido Erode e i pastorelli. Tutti gli elementi che riproducono alla perfezione la Natività e che trasmettono a ogni passante l'atmosfera natalizia.
La Fiera del Buon Consiglio, che si tiene la seconda domenica dopo Pasqua, è una delle più antiche dell'Alto Lazio. Fino ai primi anni del dopoguerra era molto frequentata per la possibilità di trovarvi, fra gli altri animali, bovini da lavoro e da ingrasso, oltre a strumenti da lavoro, vasi di cantina, stoffe e altra merce. Oggi è una fiera di merci varie che si svolge, per l'intera giornata, nel centro storico.
Il comune è sede di due università agrarie, Bagnoregio e Castel Cellesi, enti di gestione e mantenimento del patrimonio della collettività, erede di istituzioni medievali di autogoverno agrario.
Vi sono a Bagnoregio due musei privati visitabili al pubblico; il Museo Piero Taruffi dell'omonima associazione motoristica (via Fidanza 55), e un Ufo Museum (via Vittori 22) di documentazione e collezionismo, il primo in Italia nel proprio genere.
Il Museo Antica Civitas a Civita di Bagnoregio è sito nelle antiche grotte etrusche.
Il Museo Geologico e delle Frane con sede in Piazza San Donato si trova nell'antico palazzo rinascimentale appartenuto alla famiglia Alemanni e risalente al 1585, oggi di proprietà comunale. Il museo si divide in quattro sale, ognuna dedicata a un argomento differente: frane, fossili, Civita e la sua storia.
Profumo d'Autunno è una manifestazione organizzata a ottobre dalla Pro loco per la promozione della castagna della valle (marrona bagnorese), di un sapore particolare dovuto al terreno argilloso-vulcanico e al microclima.
Nel suo territorio si trova la frazione di Civita.
Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive, e addetti, intesi come numero addetti delle unità locali delle imprese attive (valori medi annui).
| 2015 | 2014 | 2013 | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Numero imprese attive | Quota provinciale Imprese attive | Quota regionale Imprese attive | Numero addetti | Quota provinciale addetti | Quota regionale addetti | Numero imprese attive | Numero addetti | Numero imprese attive | Numero addetti | |
| Bagnoregio | 306 | 1,31% | 0,07% | 711 | 1,2% | 0,05% | 312 | 695 | 315 | 742 |
| Viterbo | 23.371 | 5,13% | 59.399 | 3,86% | 23.658 | 59.741 | 24.131 | 61.493 | ||
| Lazio | 455.591 | 1.539.359 | 457.686 | 1.510.459 | 464.094 | 1.525.471 |
Nel 2015 le 306 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano l'1,31% del totale provinciale (23.371 imprese attive), hanno occupato 711 addetti, l'1,2% del dato provinciale (59.399 addetti); in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato due persone (2,32).
Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate vi sono quelle artigianali, come l'arte della ceramica, della terracotta, del ricamo e del merletto.
Bagnoregio è collegata tramite la Strada Provinciale 6 Bagnorese, che si innesta nella Strada Provinciale 5, a Celleno.
Nel 1922 un regio decreto muta il nome dal dialettale Bagnorea al più antico Bagnoregio.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 23 aprile 1995 | 13 giugno 1999 | Luciana Vergaro | Forza Italia | Sindaco | |
| 13 giugno 1999 | 12 giugno 2004 | Erino Pompei | Partito Popolare Italiano | Sindaco | |
| 12 giugno 2004 | 7 giugno 2009 | Erino Pompei | Lista civica | Sindaco | |
| 7 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Francesco Bigiotti | Lista civica | Sindaco | |
| 26 maggio 2014 | 27 maggio 2019 | Francesco Bigiotti | Lista civica | Sindaco | |
| 27 maggio 2019 | 10 giugno 2024 | Luca Profili | Lista civica | Sindaco | |
| 10 giugno 2024 | in carica | Luca Profili | Lista civica | Sindaco | |
Nel 1922 Bagnorea cambia denominazione in Bagnoregio.
Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Bagnoregio passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 126127018 · LCCN (EN) n85021509 · GND (DE) 4428387-8 · J9U (EN, HE) 987007564643405171 |
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