CD56

Neural Cell Adhesion Molecule 1
Gene
HUGONCAM1
LocusChr. 11 q23-q24
Proteina
UniProtP13591

La CD56 o NCAM (Neural Cell Adhesion Molecule) è una glicoproteina transmembrana espressa sulla superficie dei neuroni, glia e muscoli scheletrici. Questa proteina ha un ruolo nel meccanismo di adesione tra le cellule, nella crescita degli assoni, nella plasticità sinaptica e nei meccanismi di apprendimento e di memorizzazione.

Questa proteina è utilizzata in anatomia patologica per riconoscere alcuni tumori, ma è contenuta normalmente nelle cellule NK, cellule T, nei tessuti cerebrali e neuroendocrini.

Sottopopolazioni di cellule NK

La glicoproteina CD56 svolge un ruolo importante nella classificazione delle cellule NK. I linfociti NK, infatti, si suddividono in base ai livelli di espressione della proteina: la sottopopolazione maggiormente rappresentata nel sangue periferico (circa il 90%) mostra bassi livelli di espressione di CD56 e viene definita "CD56dull"; mentre, il restante 10% delle cellule NK del sangue periferico presenta alti livelli di espressione di CD56 e viene a chiamarsi "CD56bright". Le due sottopopolazioni non differenziano solo per il livello di espressione della proteina, ma anche per la presenza di altre molecole, e questo fenomeno comporta alla comparsa di diversità nelle funzioni effettrici, sia in termini di attività citotossica sia di attività immunoregolatoria.

In particolare, le differenze tra le due sottopopolazioni possono essere riassunte così:

Note

  1. ↑ Heleen H. Van Acker, Anna Capsomidis e Evelien L. Smits, CD56 in the Immune System: More Than a Marker for Cytotoxicity?, in Frontiers in Immunology, vol. 8, 24 luglio 2017, DOI:10.3389/fimmu.2017.00892. URL consultato il 26 giugno 2024.
  2. 1 2 Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Sottopopolazioni linfocitarie - Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, su ospedalebambingesu.it. URL consultato il 26 giugno 2024.
  3. ↑ (EN) Analysis of the CCR7 surface expression on CD56 dull NK cells upon interaction with either immature or mature DCs, su researchgate.net.
  4. ↑ Istologia di Monesi, 7ª edizione, pp. 632-633.

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