| Canfieldite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 2.BA.70 |
| Formula chimica | Ag8SnS6 |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | ortorombico |
| Classe di simmetria | piramidale |
| Parametri di cella | a = 15,3079(4) Å, b = 7,5549(2) Å, c = 10,699(3) Å, V = 1 237,34 ų, Z = 4 |
| Gruppo puntuale | mm2 |
| Gruppo spaziale | Pna21 (nº 33) |
| Proprietà fisiche | |
| Densità misurata | 6,2 - 6,3 g/cm³ |
| Densità calcolata | 6,311 g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 2,5 |
| Frattura | irregolare, concoide |
| Colore | grigio acciaio con riflessi rossastri |
| Lucentezza | metallica |
| Opacità | opaca |
| Striscio | nero grigiastro |
| Diffusione | non comune |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La canfieldite (simbolo IMA: Cfi) è un minerale non molto comune del gruppo dell'argirodite. Appartiene alla famiglia dei "solfuri e sali dello zolfo" (in particolare, è un solfosale) e possiede composizione chimica Ag8SnS6.
La canfieldite prende il suo nome attuale nel 1893 a opera di Samuel Lewis Penfield in onore di Frederick Alexander Canfield (1849 - 1926) ingegnere minerario e collezionista di minerali di terza generazione, avendo acquisito la collezione di minerali dei suoi prozii, così come quella di suo padre.
Nella classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009, elenca la canfieldite nella classe "2. Solfuri e solfosali" e da lì nella sottoclasse "2.B Solfuri metallici, M: S > 1: 1 (principalmente 2: 1)"; questa viene ulteriormente suddivisa in base al metallo presente nel minerale, in modo tale che la canfieldite possa essere trovata nella sezione "2.BA Con Cu, Ag, Au" dove forma il sistema nº 2.BA.35 insieme a argirodite e putzite.
Tale classificazione resta sostanzialmente invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", anche se qui le sezioni vengono numerate in modo differente e la canfieldite (insieme agli altri due minerali sopra citati) si trova nel sistema nº 2.BA.70.
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la canfieldite si trova nella classe dei "solfuri e sali dello zolfo (solfuri, seleniuri, tellururi, arseniuri, antimoniuri, bismuturi)" e nella sottoclasse dei "solfuri, seleniuri e tellururi con un rapporto metallo : S,Se,Te > 1:1"; qui è nella sezione dei "solfuri, seleniuri e tellururi con prevalenza di rame e argento/oro" dove forma il sistema nº II/B.08 insieme a putzite, spryite, argirodite e alburnite.
Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca la canfieldite nella famiglia dei "solfuri, inclusi seleniuri e tellururi"; qui è nella sezione dei minerali con formula "AmBnXp, con rapporto (m+n):p = 3:2" dove forma il sistema nº 02.05.06 insieme all'argirodite.
La canfieldite cristallizza nel sistema ortorombico nel gruppo spaziale Pna21 (gruppo nº 33) con le costanti di reticolo a = 15,3079(4) Å, b = 7,5549(2) Å e c = 10,699(3) Å, oltre a possedere 4 unità di formula per cella unitaria.
La canfieldite è stata trovata in vene polimetalliche associata ad acantite, argirodite, arsenopirite, cassiterite, minerali del sottogruppo della freibergite, galena, jordanite, marcasite, pirargirite, pirrotite, polibasite, sfalerite, stannite, stannoidite e stephanite.
Il minerale non è molto comune ed è stato trovato in una sessantina di siti sparsi per il mondo. Qui si menziona solo la sua località tipo, Colquechaca (18.70013°S 66.00443°W nel dipartimento di Potosí, Bolivia).
La canfieldite è stata trovata sotto forma di piccole inclusioni o grappoli di aggregati botroidali formati da cristalli di forma pseudo-ottaedrica e dodecaedrica, di dimensioni fino a 1 cm. Il minerale è opaco con lucentezza metallica; il colore è grigio acciaio con riflessi rossastri, quello dello striscio è nero grigiastro.