| Larciano comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Lisa Amidei (lista civica Impegno comune) dal 5-6-2016 (2º mandato dal 4-10-2021) |
| Territorio | |
| Coordinate | 43°49′40.37″N 10°51′28.49″E |
| Altitudine | 50 m s.l.m. |
| Superficie | 24,97 km² |
| Abitanti | 6 338 (31-5-2026) |
| Densità | 253,82 ab./km² |
| Frazioni | Castelmartini, Cecina, Larciano Castello, San Rocco |
| Comuni confinanti | Cerreto Guidi (FI), Fucecchio (FI), Lamporecchio, Monsummano Terme, Ponte Buggianese, Serravalle Pistoiese |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 51036 |
| Prefisso | 0573 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 047006 |
| Cod. catastale | E451 |
| Targa | PT |
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) |
| Cl. climatica | zona D, 1 694 GG |
| Nome abitanti | larcianesi |
| Patrono | san Rocco |
| Giorno festivo | 16 agosto |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Larciano è un comune italiano sparso di 6 338 abitanti della provincia di Pistoia in Toscana; la sede comunale è nel capoluogo San Rocco.
Il comune si trova in Valdinievole, sulle pendici occidentali del Montalbano e ai limiti del Padule di Fucecchio.

Il nome è ricondotto a Larthia, genitivo di possesso arcaico del prenome etrusco Larth: Lucia Gai vi riconosce la latinizzazione di quella forma, e alla stessa derivazione si attengono i curatori dei Comuni medievali della provincia di Pistoia. Alla stessa serie di toponimi di matrice etrusca appartiene, nel territorio comunale, il nome della frazione di Cecina: Silvio Pieri lo riconduce, insieme agli altri Cecina della Valle dell'Arno, all'etrusco Ceicna e Kaiknas, latino Caecina: è il gentilizio della nota famiglia etrusca di Volterra. Una diversa lettura vi riconosce un prediale, cioè il nome di un fondo formato con il suffisso -anus sul gentilizio del proprietario, tipo di formazione diffuso negli insediamenti di età romana; una terza, priva di riscontri, lo fa derivare dal larice, per i boschi che un tempo coprivano la zona. Le prime attestazioni sono altomedievali: una villa Larsiana ricordata nel 942 dal notaio Ranieri e un Arciano che compare nel 1046 in un atto del notaio Rotichisio, entrambi corrispondenti al toponimo odierno.
La storia di Larciano ruota intorno a quella dell'attuale Larciano Castello. Alla metà del X secolo Larciano divenne un feudo dei conti Guidi di Modigliana, che ebbero un ruolo di rilievo nell'incastellamento dei centri curtensi della Valdinievole; alla stessa fase si fa risalire l'inizio della costruzione della rocca, ricordata nel 1099 come proprietà del conte Guido. Il castello fu poi confermato ai Guidi da Arrigo VI e da Federico II. Nel 1226 il castello, con la sua corte, il distretto e la giurisdizione, fu acquistato dal Comune di Pistoia per seimila lire pisane: il sistema insediativo che passava con esso comprendeva le tre villae di Cecina, Casi e Collecchio, con i loro campi, vigne e boschi. Nel 1237 fu redatto un primo «Registro» dei diritti del Comune di Pistoia in Larciano, Cecina, Vaiano e San Donnino; nei primi anni del Trecento fu fortificata la villa di Cecina, che nel 1335 risulta già nominata come castello, e i due castelli di Larciano e Cecina sono descritti nell'inventario dei beni del Comune di Pistoia databile intorno al 1382. Per la sua posizione Larciano divenne uno dei cardini del sistema difensivo di Pistoia nei "monti di sotto"; così era infatti chiamato il versante occidentale del Montalbano, ragione che spinse la città a rafforzare le mura e le altre opere di difesa. Nel 1302, durante la guerra fra Pistoia e Firenze, Larciano fu conquistata subito dopo la resa di Serravalle. Tuttavia nel 1310 la cittadina venne recuperata insieme ad altri territori perduti da Pistoia, dietro il pagamento di 10 000 fiorini d'oro. Verso il 1391 il castello divenne una solida base organizzata da Pistoia e Firenze, accomunate dal pericolo di un'offensiva in Toscana di Gian Galeazzo Visconti. Quando nel 1401 si sottomise a Firenze con tutto il suo contado, Larciano divenne sede di una delle quattro podesterie in cui fu organizzato il territorio pistoiese. Tra i podestà, il più famoso è Francesco Ferrucci. Successivamente nel quadro istituzionale dello Stato mediceo troviamo riuniti in un'unica podesteria Larciano e Serravalle. Nel 1772 quest'ultima divenne unica sede della podesteria, mentre nel 1774 ebbe vita una comunità comprendente Larciano e Lamporecchio. Fu soltanto il 1º luglio 1897 che Larciano, ottenendo la separazione da questa località, divenne comune autonomo costituito dalle frazioni di Biagiotti, Biccimurri, Castelmartini, Cecina, Larciano Castello e San Rocco, che accolse e accoglie tuttora la sede del Municipio. Nel corso della seconda guerra mondiale, tra il 1941 e il 1943, Larciano fu uno dei comuni toscani designati come luogo di internamento civile per ebrei stranieri. Vi soggiornarono quattro profughi ebrei di nazionalità greca, due dei quali furono poi trasferiti a Agliana. Dopo l'8 settembre 1943 e la nascita della Repubblica Sociale Italiana, i due internati ebrei rimasti in paese furono arrestati per essere deportati e uccisi nei campi di sterminio. A ricordo delle due vittime, Leone Molho e Salomone Mordo, sono state collocate il 26 gennaio 2025 due pietre d'inciampo davanti all'ingresso del Palazzo Comunale. Al passaggio del fronte, il 23 agosto 1944, il territorio di Larciano (in località Castelmartini) fu interessato dall'Eccidio del Padule di Fucecchio, in cui 174 civili furono uccisi in una rappresaglia da truppe tedesche. A ricordo delle 36 vittime di Castelmartini un monumento è stato inaugurato il 16 settembre 2002 alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con regio decreto del 2 ottobre 1929.
Il gonfalone è un drappo di azzurro.


Abitanti censiti

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera era di 539 persone, pari all'8,22% dei residenti.
Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
Nel comune è presente una biblioteca comunale che offre vari servizi ai cittadini, quali il prestito locale, il prestito interbibliotecario, prestito domiciliare, consultazione e informazioni, attività di educazione agli adulti e sezione ragazzi, attività di promozione alla lettura e ludoteca.
Sul territorio di Larciano sono presenti due scuole dell’infanzia pubblica, una scuola primaria pubblica e una scuola secondaria di primo grado; l’Istituto Comprensivo di Larciano raggruppa le scuole dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado.
Il comune sparso di Larciano è composto da quattro frazioni: Castelmartini, Cecina, Larciano Castello e San Rocco, con quest'ultima come capoluogo comunale.
Centro abitato sviluppato lungo la via statale Francesca caratterizzato da una forte componente produttiva. L'originale centro abitato, che risale alla fine del Duecento quando si trova menzionato nel Liber censuum un "castrum Martini Jacobi Admannati", si trova ad ovest della via Francesca che in questo tratto corre in direzione nord-sud; nella stessa zona si trovava l'antico ospedale di S. Donnino in Cerbaia, ora scomparso di cui si conserva memoria nel titolo dell'attuale Chiesa Parrocchiale di Castelmartini. L'antico ospedale si trovava non lontano dal luogo dove Pistoia aveva un porto che, attraverso i canali delle paludi, la poneva in collegamento con Pisa. Questo antico ospedale inoltre era collegato ad una strada di notevole importanza che attraversava il Montalbano, quindi si trattava di una struttura ricettiva importante nell'organizzazione del territorio posto sotto il governo del comune pistoiese. La Chiesa Parrocchiale di Castelmartini, sorta come cappella intorno al 1200, ha subito un radicale rifacimento verso la fine dell'Ottocento, che le ha conferito un aspetto ispirato al tardo neoclassico. Nell'edificio di fianco alla chiesa si trova la sede del Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, il cui scopo è quello di promuovere iniziative tese alla conservazione ed alla valorizzazione del Padule da un punto di vista ambientale e naturalistico, come area umida di interesse nazionale ed internazionale. Procedendo verso il Porto delle Morette, area particolarmente interessante di accesso al Padule, si trova la Villa Poggi Banchieri, realizzata ampliando e modificando l'antico Castrum Martini che ha dato il nome alla località.
Borgo medioevale con cinta muraria e due porte d'accesso, sulle pendici del Montalbano, di probabili origini etrusche, forse dal cognome dell'antica famiglia gentilzia etrusca di Volterra Kaiknas (in latino Caecina). All'interno delle mura si trova la chiesa ovvero la pieve di San Niccolò di origine romanica, di cui si conserva l'emiciclo esterno dell'abside, nei secoli è stata rimaneggiata radicalmente. L'interno, con copertura a volte, ha un'unica navata alla quale si aggiunge a sinistra la cappella della Madonna del Santo Rosario il cui altare è datato 1632. Nella seconda campata, a sinistra, entro una cornice seicentesca, è esposto un espressivo crocifisso ligneo della fine del Trecento, ritenuto miracoloso.
Ha mantenuto la struttura urbanistica (sviluppata su un terreno digradante) di borgo medioevale e conserva la cinta muraria del XII secolo con tre porte di accesso. All'interno delle mura, nel punto più alto si trova la rocca, il cui elemento più importante è l'alta torre quadrangolare, da cui si può osservare uno splendido panorama che spazia dalla Valdinievole al Valdarno Inferiore. Il campanile, costruito nel 1784, si compone di cinque campane, la più antica delle quali, nonché la più piccola, risale al 1500. All'interno della rocca si trova anche il museo civico. La pieve di San Silvestro è caratterizzata da una pianta molto semplice ad un'unica navata. Di origine medioevale, di cui conserva timide tracce nei paramenti murari esterni, ha subito nel corso dei secoli radicali trasformazioni. Accanto alla chiesa sorge la canonica, un tempo palazzo podestarile; per ricordare questo suo anteriore utilizzo, l’edificio conserva ancora sulla facciata esterna alcuni stemmi podestarili in maiolica e in pietra. Nel momento in cui non fu più utilizzato come palazzo podestarile e fu venduto a privati, quest’ultimi lo modificarono, cambiando le forme iniziali dell’edificio, per renderlo un’abitazione privata. Alla fine del diciottesimo secolo è diventata una casa canonica, al cui interno sono conservati tutt’oggi alcuni oggetti di valori.
Al centro della piazzetta si trova la colonna sostenente il Marzocco, ricordo della dominazione fiorentina.
Alla fine dell'Ottocento la popolazione che si era insediata fin dal Seicento presso la chiesa di San Rocco era cresciuta notevolmente; da tempo, infatti, Larciano Castello vedeva diminuire il numero dei suoi abitanti che si trasferivano nelle zone pianeggianti, gradualmente bonificate, liberandole così dalla malaria e rese coltivabili. La chiesa fu voluta dalla popolazione nel 1631 dove era la chiesetta intitolata alla "Beata Vergine" quando la peste, che aveva colpito il territorio di Larciano, si stava finalmente allontanando e fu intitolata al santo ritenuto protettore contro il male. Nel 1884 San Rocco fu staccata da San Silvestro da cui dipendeva e tre anni dopo venne riconosciuta parrocchia. Questo evento segnò l'inizio e il successivo sviluppo del paese di San Rocco distinto da Larciano Alto. Nel 1897, quando Larciano ottenne l'autonomia amministrativa da Lamporecchio, il centro di San Rocco otteneva la sede del Municipio, restaurato e inaugurato nel giugno del 1997.
Nel territorio comunale di Larciano si contano altre località abitate e borgate minori. Le principali sono Baccane, Biagiotti, Biccimurri, Case di Monte, Colonna, Mungherino e Puntoni.
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 17 luglio 1985 | 31 maggio 1990 | Graziano Lustri | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 31 maggio 1990 | 22 aprile 1991 | Graziano Lustri | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 22 aprile 1991 | 24 aprile 1995 | Andrea Stefano Lollini | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Andrea Stefano Lollini | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Roberta Beneforti | centro-sinistra | Sindaco | |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Roberta Beneforti | centro-sinistra | Sindaco | |
| 8 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Antonio Pappalardo | lista civica | Sindaco | |
| 26 maggio 2014 | 4 marzo 2015 | Antonio Pappalardo | lista civica Impegno comune per Larciano | Sindaco | |
| 4 marzo 2015 | 5 giugno 2016 | Lisa Amidei | lista civica Impegno comune per Larciano | Vicesindaco facente funzioni di sindaco | |
| 5 giugno 2016 | 4 ottobre 2021 | Lisa Amidei | lista civica Impegno comune per Larciano | Sindaco | |
| 4 ottobre 2021 | in carica | Lisa Amidei | lista civica Impegno comune per Larciano | Sindaco | |
L'U.C.Larcianese organizza il Gran Premio Industria e Artigianato, corsa in linea per professionisti che tradizionalmente si corre ad inizio marzo.
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