Lavoro di Robert Cohen, Pediatric Infectious Disease Group (GPIP) position paper on the immune debt of the COVID-19 pandemic in childhood, how can we fill the immunity gap?, in Infectious Diseases Now, vol. 51, n. 5, 2021, pp. 418–423,
Il debito immunitario (in ingleseimmunity debt e/o immunity gap) è un concetto epidemiologico che descrive la riduzione della protezione immunitaria in una popolazione a causa della scarsa esposizione a patogeni durante periodi di isolamento o misure di contenimento, come quelle adottate durante la pandemia di COVID-19. Questo fenomeno può portare a un aumento dei casi di malattie infettive quando tali misure vengono allentate.
Origine del termine
Il termine "debito immunitario" è stato coniato in un articolo del 2021 del professor Robert Cohen, pubblicato sulla rivista Infectious Diseases Now; il termine fu usato per spiegare l'aumento dei casi di infezioni respiratorie, come il RSV, osservato dopo la fine delle restrizioni legate alla pandemia di COVID-19. Inizialmente, gli autori affermavano con certezza che le misure pandemiche avessero causato una ridotta stimolazione del sistema immunitario nei bambini. Tuttavia, alla fine dell'articolo, questa affermazione si è trasformata in un'ipotesi, utilizzando termini come "potrebbe" e "si ipotizza". In altri termini gli esperti hanno ipotizzato che la ridotta circolazione di questi patogeni durante il periodo di confinamento avesse indebolito la risposta immunitaria della popolazione, creando una "finestra di vulnerabilità" che ha facilitato la diffusione di tali malattie al termine delle restrizioni.
Differenza tra Immunity debt e immunity gap
Debito immunitario (immunity debt)
È questo un concetto clinico ed epidemiologico che descrive l’accumulo di suscettibilità nella popolazione dovuto alla ridotta esposizione a patogeni, ad esempio durante lockdown, distanziamento sociale o altre misure di contenimento.
Si osserva come fenomeno concreto: aumento di casi di infezioni respiratorie nei bambini o negli adulti dopo la fine di restrizioni pandemiche, come il COVID-19. Esso è quindi un concetto descrittivo, legato all’effetto “visibile” del mancato contatto con virus stagionali o batteri comuni.
Gap immunitario (immunity gap)
È un concetto più quantitativo e matematico, usato nella modellistica epidemiologica e nella sorveglianza sanitaria. Si riferisce alla differenza tra la popolazione suscettibile prevista (basata su esposizioni naturali o vaccinazioni) e quella effettivamente immune.
Può includere più fattori: coorti pediatriche non vaccinate, decremento dell’immunità naturale, mancate vaccinazioni, esposizione ridotta a patogeni stagionali.
Esso è quindi uno strumento misurabile, utile per stimare rischi futuri di epidemie o picchi di malattie infettive.
In sintesi il debito immunitario o immunity debt è il fenomeno osservato (più clinico e sociale), mentre l’immunity gap è la misura o quantificazione matematica di questo fenomeno. In pratica, il gap può essere uno strumento per stimare il debito immunitario.
Meccanismo
Murales anti lockdown fatto a Legnano in Italia. 30-12-2020
Durante periodi pandemici in cui vengono adottate misure di contenimento, come lockdown, distanziamento fisico, uso generalizzato di mascherine, chiusura delle scuole o limitazioni nei contatti sociali, si riduce la circolazione dei patogeni stagionali e delle infezioni comuni..
Questa riduzione di esposizione interrompe o rallenta il naturale processo con cui la popolazione, in particolare i bambini, acquisisce immunità attraverso l’infezione naturale. In dettaglio il sistema immunitario dei bambini non è più debole, ma se non sono stati esposti a determinati virus secondo il solito andamento stagionale, allora viene meno la risposta di memoria che avrebbero avuto se fossero stati infettati da alcuni di questi virus per la prima volta nel corso degli ultimi due anni.
Ne consegue che, una volta che le restrizioni vengono allentate, una porzione significativa della popolazione risulta più suscettibile: l’esposizione mancata ha creato un “debito immunitario” o "immunity debt".
Il fenomeno è stato osservato in diversi contesti:
Le coorti pediatriche nate o cresciute durante le restrizioni non hanno avuto contatti sufficienti con patogeni stagionali, e quindi non hanno sviluppato adeguata immunità naturale.
Alla rimozione delle misure, queste coorti hanno mostrato un aumento dei tassi di infezione, talvolta con presentazioni cliniche più gravi o ricoveri superiori rispetto agli anni precedenti.
In vari Paesi, dopo il rilassamento delle misure anti-COVID, si sono osservate recrudescenze epidemiche di virus respiratori (influenza, RSV) e infezioni batteriche (come lo Streptococcus pyogenes) che hanno superato i livelli storici.
Il meccanismo viene ulteriormente amplificato quando sistemi di sorveglianza epidemiologica più capillari permettono di diagnosticare e registrare un maggior numero di casi rispetto al passato.
Incremento dei test diagnostici e coorti pediatriche
Studi italiani ed europei hanno evidenziato che parte dell'aumento dei casi osservato nel periodo post-pandemico può essere spiegato principalmente da due fattori:
Incremento dei test diagnostici. In molte regioni italiane il numero di test per RSV e altre infezioni respiratorie è aumentato significativamente dopo l’allentamento delle restrizioni, migliorando la sorveglianza e l’identificazione dei casi.
Coorti pediatriche non precedentemente esposte. I bambini nati o cresciuti durante il periodo di lockdown hanno avuto una ridotta esposizione al RSV e ad altri virus stagionali, con conseguente aumento della suscettibilità e dei ricoveri ospedalieri nella stagione post-pandemica. Studi italiani hanno mostrato che i bambini ricoverati erano mediamente più grandi rispetto al periodo prepandemico e presentavano un maggior fabbisogno di supporto respiratorio.
Implicazioni
Il debito immunitario ha avuto diverse implicazioni:
Aumento dei casi di malattie respiratorie: Dopo la fine delle restrizioni, si è osservato un incremento dei casi di infezioni respiratorie, in particolare tra i bambini.
Sovraccarico dei sistemi sanitari: L'aumento dei casi ha messo sotto pressione gli ospedali e i servizi sanitari, che si sono trovati a dover gestire un numero elevato di pazienti in un periodo di tempo relativamente breve.
Necessità di strategie vaccinali mirate: Per colmare il debito immunitario, è stato suggerito di implementare campagne vaccinali mirate, in particolare per i bambini e gli anziani, per rafforzare la loro protezione contro le infezioni stagionali.
Una ricerca brasiliana indica che la coinfezione è stata osservata principalmente nei bambini, mentre gli adulti e gli anziani sono stati maggiormente colpiti da una singola infezione.
Riconoscere il concetto di debito immunitario è un passo fondamentale per migliorare le strategie di risposta a future pandemie a lungo termine. La nostra ricerca fornisce prove empiriche del debito immunitario e lo quantifica su scala globale, sottolineando la necessità di considerare il debito immunitario nello sviluppo di future strategie di risposta alle pandemie.
Possibile correlazione tra "debito immunitario" e "immunità di gregge"
Il debito immunitario può influenzare l’immunità di gregge in vari modi, modificando la probabilità che una popolazione raggiunga o mantenga la soglia !soglia minima di immunità di gregge" o "herd immunity threshold" (HIT).
Alcuni esperti hanno criticato l'uso del termine "debito immunitario", sostenendo che potrebbe dare l'impressione di una "penalizzazione" per la salute pubblica, mentre in realtà le misure di contenimento erano necessarie per controllare la pandemia. Inoltre, è stato sottolineato che la protezione immunitaria non si basa esclusivamente sull'esposizione ai patogeni, ma anche sulla risposta immunitaria individuale e sulle vaccinazioni.
In ogno caso emergerebbe come il debito immunitario evidenzia l'importanza di un equilibrio tra misure di contenimento per prevenire la diffusione di malattie infettive e la necessità di mantenere una certa esposizione a patogeni per garantire una protezione immunitaria adeguata nella popolazione. La gestione di questo equilibrio è cruciale per prevenire future recrudescenze di malattie infettive e per pianificare strategie di salute pubblica efficaci.
↑Joanne G. Wildenbeest, Louis Bont, Daniela Cianci, Chiara Azzari, Jacques Brouard, Cristina Calvo, Renato Cutrera, Simon B. Drysdale, Ralph Epaud, Atul Gupta, Egbert Herting, Johannes Liese, Federico Martinon-Torres, Madelyn Ruggieri, Yoonyoung Choi, BRICE Study Group, Celine Delestrain, Mickael Shum, Caroline Faucon, Nicola Ullmann, Anna Chiara Vittucci, Clara Haug, Niklas Jaboks, Silvia Ricci, Chiara Rubino, Geraldine Engels, Katharina Hecker, Andrea Streng, Julia Bley e Natasha Thorn, Dynamics of RSV hospitalization rates in ≤ 2-year-old children between 2020–2023 in Europe (PDF), in European Journal of Pediatrics, vol.184, n.10, 13 settembre 2025, DOI:10.1007/s00431-025-06218-1, ISSN1432-1076(WC· ACNP), PMC12433331, PMID40944779. URL consultato il 27 settembre 2025.