| Drones club luogo fittizio | |
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| Nome originale | Drones Club |
| Altri nomi |
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| Creazione | |
| Ideatore | P. G. Wodehouse |
| Basato su | "Buck's club" a Londra, 18 Clifford Street |
| 1ª app. in | Jill ragazza bizzarra (1920) |
| Ultima app. in | I gioielli di Monty Bodkin (1972) |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Tipo | Club per gentiluomini |
Il Drones club è un luogo immaginario ricorrente nei racconti e nei romanzi dell'umorista britannico P. G. Wodehouse. Si tratta di un club per gentiluomini londinese di cui sono soci numerosi personaggi ricorrenti nelle opere narrative di Woodehouse. Nelle traduzioni italiane delle opere di Wodehouse il club conserva di solito il nome originale inglese; più raramente viene tradotto in vari nomi italianizzati.
Nei racconti di Wodehouse, il "Drones Club" è un club per gentiluomini frequentato a Londra da giovani rampolli di famiglie appartenenti alle classi superiori, in particolare da figli cadetti di famiglie aristocratiche; ha sede a a Mayfair, nell'elegante West End londinese, al numero 16 di Dover Street. Il vocabolo inglese "Drone" corrisponde all'italiano "Fuco", l'ape maschio il quale nella cultura popolare è un animale inoperoso ed ozioso, che non lavora all'interno dell'arnia e il cui unico scopo è quello di fecondare la regina. Negli anni ottanta dell'800 il politico britannico Joseph Chamberlain attaccò in un discorso i rappresentanti della Camera dei lord apostrofandoli "drones of the hive" ("fuchi dell'alveare"); l'espressione rimase impressa nella coscienza della popolazione (e di Wodehouse).
Nelle volumi delle opere di Wodehouse pubblicati negli Stati Uniti (US) e nelle riviste statunitensi il club è denominato «Drones'», con l'apostrofo; l'apostrofo non è presente tuttavia nelle stesse opere pubblicate nel Regno Unito (UK) e nei testi non narrativi di Wodehouse. Il "Drones Club" è stato tradotto in vari modi in lingua italiana: Fruttero & Lucentini lo chiamano "Club dei Fuchi", Sandra Campagna Ponzetto lo traduce "Club dei Perdigiorno", Sario Agnati "Club dei nati stanchi" o il Circolo degli Sfaticati.
In Lasciate fare a Psmith (1923) apprendiamo che il Drones club si trova al numero 16 di Dover Street, e dal racconto Jeeves e lo spirito natalizio (Jeeves and the Yule-tide Spirit, 1927), sappiamo che il club possiede una piscina nella quale Tuppy Glossop una volta vi fece cadere Bertie Wooster vestito. Norman Murphy identifica i modelli del "Drones club" in due club londinesi: il "Buck's Club" e il "Bath Club". Il "Buck's Club" è un club tuttora attivo al numero 18 di Clifford Street; fu fondato da Herbert Buckmaster nel 1919 e divenne presto per antonomasia il club dei giovani aristocratici londinesi. Il "Bath Club" era invece un club posto al numero 34 di Dover Street, frequentato da giovani amanti dello sport, distrutto durante la seconda guerra mondiale; al piano terra aveva una piscina con corde e anelli, esattamente come ha raccontato Bertie a proposito del bagno procuratogli da Tuppy Glossop.
Non è noto il numero totale dei soci del "Drones Club"; al raduno dei soci a Le Touquet, in Francia, erano presenti "circa 87 soci", ma non tutti avevano attraversato La Manica. Wodehouse fa i nomi di oltre cinquanta soci del Drones Club, e circa una dozzina di costoro furono protagonisti a pieno titolo o personaggi ricorrenti nelle sue opere narrative: Bertie Wooster (nel ciclo di Jeeves), Pongo Twistleton (nel ciclo di zio Fred), Rupert Psmith (nel ciclo di omonimo), Freddie Threepwood (nelle storie di Blandings), Bingo Little, Freddie Widgeon, Monty Bodkin, Barmy Fotheringay-Phipps, Tuppy Glossop, Catsmeat Potter-Pirbright, Archibald Mulliner, il milionario del club Oofy Prosser. Nei racconti si narrano di solito problemi finanziari o sentimentali dei vari soci. Spesso, soprattutto nella raccolta Il club dei nati stanchi, i racconti sono narrate in prima persona da soci identificati con uno dei tre nomignoli "Eggs", "Beans" o "Crumpets" (letteralmente "Uova", "Fagioli" o "Focaccine"). Una storia spesso inizia con un "Fagiolo" e un "Uovo" che brontolano per il comportamento strano di qualche socio — per esempio Bingo Little o Freddie Widgeon — ai quali subentra nella conversazione un "Focaccina" ben informato che li rassicura esponendo i motivi alla base del comportamento irrituale.
Il Drones club organizza:
I soci del Drones Club indossano una cravatta sociale di un sorprendente colore viola, che per Bertie Wooster «ha un difetto, è quello di dare un po’ nel vivace, e non si può esporre senza preavviso alla vista di persone nervose o di delicata salute». Esiste anche una sciarpa del Drones Club.