| Eyes Wide Shut | |
|---|---|
| Lingua originale | inglese |
| Paese di produzione | Stati Uniti d'America, Regno Unito |
| Anno | 1999 |
| Durata | 159 min |
| Rapporto | 1,37:1 (negativo) 1,66:1 (cinema europei) 1,85:1 (cinema americani) 1,33:1 (home video) 1,78:1 (Blu-ray) |
| Genere | drammatico, erotico, thriller, giallo |
| Regia | Stanley Kubrick |
| Soggetto | tratto dal romanzo Doppio sogno di Arthur Schnitzler |
| Sceneggiatura | Stanley Kubrick, Frederic Raphael |
| Produttore | Stanley Kubrick |
| Produttore esecutivo | Jan Harlan |
| Casa di produzione | Warner Bros., Stanley Kubrick Productions, Pole Star, Hobby Films |
| Distribuzione in italiano | Warner Bros. Italia |
| Fotografia | Larry Smith |
| Montaggio | Nigel Galt |
| Musiche | Jocelyn Pook |
| Scenografia | Leslie Tomkins, Roy Walker |
| Costumi | Marit Allen, Timothy Everest |
| Trucco | Robert McCann |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori originali | |
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| Doppiatori italiani | |
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Eyes Wide Shut è un film del 1999 co-sceneggiato, prodotto e diretto da Stanley Kubrick, qui al suo ultimo lavoro come regista prima della sua morte, sopraggiunta all'inizio dello stesso anno.
Tratta liberamente dal romanzo Doppio sogno di Arthur Schnitzler, la pellicola narra le vicende di William Harford, detto Bill, un dottore benestante di Manhattan che rimane particolarmente sconvolto dall'apprendere che sua moglie ha pensato di tradirlo: l’uomo si lancia così in un’avventura che dura tutta la notte e che lo vede, fra le altre cose, infiltrarsi all'interno di una festa in maschera organizzata da una società segreta.
Il film – che uscì postumo negli Stati Uniti d'America il 16 luglio 1999, mentre fu presentato in anteprima europea alla 56ª Mostra di Venezia (della quale fu il film d'apertura) il 1º settembre 1999 – segna anche l'ultima apparizione congiunta sul grande schermo per la coppia composta da Nicole Kidman e Tom Cruise.
Il dottor William "Bill" Harford e sua moglie Alice, coppia benestante newyorkese, partecipano a una festa pre-natalizia organizzata presso la dimora di Victor Ziegler, un loro amico facoltoso. Giunti alla festa, i due si trovano ben presto a declinare le avance – rispettivamente – di due ragazze e di un maturo signore ungherese; tuttavia, Alice vede allontanarsi il consorte in quanto convocato in segreto dal padrone di casa per soccorrere una giovane escort colpita da overdose, riuscendo a salvarla e a mantenere pertanto intatta la reputazione di Ziegler.
La sera seguente, fumando della marijuana, Alice e Bill discutono della serata precedente. La loro conversazione assume, via via, toni sempre più aspri: Bill nega la propria gelosia, proclamando la fedeltà di lei, ma la donna – in un momento di rabbia – gli rivela di essere stata colpita dall'avvenenza di un ufficiale della Marina scorto durante una loro vacanza, abbandonandosi in seguito a fantasie scabrose che includevano la fuga. Scosso dalla rivelazione, Bill riceve d'un tratto una telefonata dai familiari di un suo assistito appena deceduto e si reca a casa loro, dove – intrattenendosi a parlare con la figlia del defunto, peraltro fisicamente abbastanza somigliante alla moglie – subisce un improvviso tentativo di seduzione. Congedatosi, Bill comincia a vagare per Greenwich Village, venendo avvicinato da una giovane prostituta, Domino, che la invita presso la sua abitazione; tuttavia, venendo raggiunto da una telefonata di Alice, desiste dall'avere rapporti sessuali con lei, decidendo comunque di pagare la ragazza.
Continuando il proprio girovagare notturno, Bill viene a scoprire che Nick Nightingale – ossia, un pianista nonché suo vecchio amico di università, già incontrato in occasione della festa organizzata da Ziegler – si esibirà all'interno del locale Sonata Jazz Club, decidendo pertanto di recarvisi. Chiacchierando con lui al termine dell'esibizione, apprende di un successivo incontro in una sontuosa residenza fuori città, Somerton, dove l'amico dovrà suonare con gli occhi bendati ad un evento esclusivo in maschera, con la presenza di bellissime donne. Irretito dalla curiosità, Bill riesce a carpire delle informazioni, inclusa la parola d'ordine ("Fidelio") necessaria per entrare all'interno della residenza, a procurarsi un costume e una maschera presso il negozio Rainbow Fashions, gestito dal signor Milich, e a recarsi alla festa in taxi.
Entrato all'interno della residenza grazie alla parola d'ordine, Bill si imbatte subito nello svolgimento di una singolare cerimonia, presenziata da un gerofante rosso, che sembra essere legata a una società segreta ed esclusiva, con tanto di officiante e baccanti nude, cui segue un convito orgiastico. Una delle donne tenta di avvertirlo subito della situazione di pericolo in cui si sarebbe cacciato, cercando di convincerlo ad andarsene immediatamente; tuttavia, pochi istanti dopo la presenza di Bill viene scoperta e il dottore viene convocato dal cerimoniere al cospetto dei convitati, interrogato e costretto a togliersi la maschera. Nonostante il dottore abbia pedissequamente rispettato gli ordini ricevuti, il gerofante rosso continua a indirizzare verso Bill minacce terribili di ritorsione per l'aver commesso una tale intrusione, arrivando persino a intimargli di spogliarsi; la donna che aveva precedentemente provato ad avvertire il dottore, tuttavia, si offre spontaneamente di riscattare la punizione al posto di Bill, purché quest'ultimo sia lasciato libero. Il cerimoniere dà il suo benestare, intimando perentoriamente a Bill di andarsene e di non fare menzione a nessuno di quanto ha visto durante la serata.
Tornato a casa spaventato, Bill trova Alice mentre è intenta a ridere nel sonno; riso che, tuttavia, si tramuta poco dopo in pianto. Una volta destata, Alice narra al marito di aver sognato di avere rapporti sessuali con l'ufficiale della Marina e di aver riso all'idea della presenza di Bill alla scena: il suo sogno, ben presto, si era però tramutato in incubo, in cui lei era posseduta da molti uomini; in quella che, di fatto, sembra quasi una riproposizione della scena del convito cui aveva assistito in prima persona il marito pochi istanti prima.
Nonostante le minacce ricevute dal gerofante rosso, la mattina seguente Bill comincia ad effettuare una serie di indagini, apprendendo della partenza improvvisa del suo amico Nick Nightingale dal portiere dell'albergo in cui quest'ultimo aveva alloggiato, per poi recarsi nuovamente all'ingresso della residenza. Arrivato sul posto, viene in poco tempo raggiunto da un misterioso uomo anziano, il quale – attraverso il cancello della villa – consegna a Bill una lettera, in cui al dottore viene nuovamente intimato di lasciar perdere qualsiasi ulteriore indagine sugli eventi della sera precedente: ricevuto tale invito perentorio a desistere, Bill torna sui suoi passi, decidendo di non approfondire oltre.
Giunta la sera, mentre sta passeggiando Bill si rende conto di essere pedinato a distanza da un uomo misterioso, che il dottore riesce a seminare soltanto dopo essersi fermato a comprare un quotidiano presso un'edicola. Pochi istanti dopo, entrato all'interno di una sala da tè per ordinare un cappuccino, Bill – leggendo un articolo pubblicato all'interno del giornale appena acquistato – apprende la notizia della morte per overdose di una nota modella, che egli riconosce essere la ragazza che aveva soccorso qualche sera prima in occasione della festa natalizia svoltasi presso la dimora di Ziegler. Recatosi in ospedale, il dottore vede confermata l'identità della vittima dalla salma presente nell'obitorio.
Successivamente, Bill riceve una chiamata da Ziegler, il quale lo invita a passare da casa sua. Giunto sul luogo, Ziegler – dopo aver accolto il dottore presso la sua dimora – conferma a Bill di essere al corrente di quanto fosse accaduto presso Somerton e, con un atteggiamento a metà fra l’amichevole e il paterno, rimprovera il dottore per il suo tentativo maldestro di introdursi nel convito. Oltre a ciò, Ziegler dice a Bill che le intimidazioni che gli sono state rivolte dal gerofante rosso fossero soltanto una messinscena, imbastita al solo scopo di spaventarlo e allontanarlo; inoltre, Ziegler rassicura il dottore in merito alle sorti di Nick Nightingale e della misteriosa donna che si era offerta di riscattare la punizione impartita a Bill, negando assolutamente ogni sorta di nesso tra quell'episodio e la morte della modella. Più assecondato che convinto, Bill non può far altro che prendere per buono il racconto dell’amico.
Tornato finalmente a casa, Bill – dopo aver bevuto una bibita in cucina – si reca presso la camera da letto: qui, trova appoggiata sopra il cuscino – accanto alla moglie dormiente – la maschera che aveva noleggiato presso il negozio del signor Milich (e che, inizialmente, credeva di aver smarrito). Il rinvenimento della maschera fa scoppiare in lacrime Bill, che – avendo svegliato Alice – decide di raccontarle gli eventi che lo avevano interessato nel corso delle ultime ore. La moglie, anch'essa decisamente provata dopo aver sentito il racconto di Bill, ritiene che il loro amore sia stato salvato dalla disavventura, suggerendo pertanto al marito di cominciare a vivere più intensamente la loro vita sessuale di coppia al più presto.
Nel corso di un'intervista rilasciata all'epoca dell'uscita di Arancia meccanica a Michel Ciment, Stanley Kubrick esprimeva al critico cinematografico francese l'intenzione di trattare, in un film, le tematiche affrontate all'interno del romanzo Doppio sogno di Arthur Schnitzler:
Il testo di Schnitzler, scoperto agli inizi degli Anni Cinquanta, aveva così profondamente affascinato il cineasta statunitense, al punto di decidere di trasformarlo – dopo 2001: Odissea nello spazio – nel suo successivo progetto cinematografico.
Nell'aprile del 1971, attraverso un comunicato la Warner Bros. (vale a dire, la casa di produzione con la quale Kubrick avrebbe realizzato tutti i suoi film da Arancia meccanica in poi) dichiarava che il nuovo film del regista sarebbe stato, appunto, Traumnovelle. Tuttavia, il regista statunitense – già impegnato, in quel periodo, con il montaggio dell'adattamento cinematografico del romanzo di Anthony Burgess, che sarebbe uscito nelle sale proprio in quell'anno – cullava altresì l'idea di realizzare Napoleon, ossia un colossale progetto cinematografico studiato in ogni minimo dettaglio che avrebbe trattato la vita di Napoleone Bonaparte; sicché, la trasposizione cinematografica del testo schnitzleriano rimase de facto sospesa sino al 1994, anno in cui Kubrick decise di contattare lo scrittore Frederic Raphael, già collaboratore di Stanley Donen e John Schlesinger, per trarne una sceneggiatura.
Il clamore e la curiosità morbosa emersa intorno al progetto del regista, nuovamente al lavoro nove anni dopo l'uscita di Full Metal Jacket, il fatto di avere scelto come protagonisti due star del cinema mondiale come Tom Cruise e Nicole Kidman (ai tempi sposati anche nella realtà, ma che si sarebbero separati pochi anni dopo l'uscita del film, che ha rappresentato anche il loro apice della carriera in coppia), nonché la morte improvvisa di Kubrick a meno di una settimana dopo averne completato il montaggio, hanno fatto del suo ultimo film – ancor prima di essere trasmesso nelle sale – uno dei più chiacchierati e attesi della storia del cinema.
Rifiutando le trasferte in aereo, il regista – il quale era dell'opinione che Eyes Wide Shut potesse rappresentare la sua opera migliore – preferì girare l'intero film nei pressi di Londra, in una fedele ricostruzione degli ambienti newyorchesi, tra gli studi di Pinewood Studios e di Borehamwood.
In un'intervista rilasciata durante la fase promozionale della pellicola, Tom Cruise raccontava come – a suo dire – il set del film fosse fin troppo pulito, mancando della sporcizia e dei numerosi sacchi della spazzatura della "vera" New York, mentre, in diverse scene del film, è possibile notare una cassetta della posta recante lo stesso graffito.
Sebbene la durata iniziale delle riprese fosse stata stimata in due mesi, esse finirono per protrarsi per ben quindici mesi: la lavorazione di Eyes Wide Shut, infatti, iniziò il 4 novembre del 1996 e terminò soltanto il 3 febbraio 1998. Basti pensare che, soltanto per girare la scena dell'acquisto e della lettura del giornale, furono necessarie ben due settimane, mentre Vinessa Shaw – che nel film interpreta la prostituita Domino – rivelò che per una scena Kubrick arrivò al record di novanta riprese.
Il cast principale di Eyes Wide Shut ricomprende, fra gli altri:
Nicole Kidman, nel prendere parte al film, ha dichiarato che lavorare con Stanley Kubrick fosse stato come "frequentare una scuola di cinema". Al contrario, Tom Cruise ha spesso sottolineato come non gli piacesse particolarmente il fatto di dover interpretare il Dr. Harford, ma aggiungendo altresì che "mi sarei pentito senza alcun dubbio se non l'avessi fatto". Lo stress delle lunghe riprese fece venire un'ulcera all'attore statunitense, il quale tuttavia era così determinato a non lasciare che essa potesse interferire con le riprese medesime che non lo disse a Kubrick.
La parte di Victor Ziegler, ossia dell'amico faccendiere di Bill, era stata inizialmente assegnata a Harvey Keitel, che però abbandonò il set a circa metà delle riprese a causa dell'esasperante lentezza certosina di Kubrick e – come precisato dallo stesso Keitel in una successiva intervista – di alcuni comportamenti irrispettosi tenuti dal regista nei suoi confronti. Stando alle dichiarazioni della vedova del regista, Christiane, per sostituire Keitel venne inizialmente preso in considerazione Woody Allen, ma la scelta finale ricadde su Sydney Pollack.
La parte di Mandy venne inizialmente proposta alla top model Eva Herzigová, la quale tuttavia rifiutò il ruolo perché erano state previste troppe scene di nudo che Kubrick non aveva alcuna intenzione di modificare.
Il cast del film ha incluso ben sette registi: Sydney Pollack, Todd Field, Thomas Gibson, Rade Šerbedžija, Alan Cumming, Brian W. Cook (il quale interpreta la parte del maggiordomo che accoglie Bill Harford a Somerton, ossia la villa in cui si svolge l'orgia mascherata) e lo stesso Tom Cruise.
| Eyes Wide Shut (Music From The Motion Picture) colonna sonora | |
|---|---|
| Artista | AA.VV. |
| Pubblicazione | 1999 |
| Dischi | 1 |
| Tracce | 14 |
| Genere | Colonna sonora Musica classica Lounge |
| Etichetta | Reprise Records, Warner Bros. Records |
| Formati | CD |
La colonna sonora del film è stata pubblicata nel 1999 su formato CD dalle etichette discografiche Reprise Records e Warner Bros. Records.
Il brano Masked Ball, presente come commento alla scena preparatoria dell'orgia, deriva da un riarrangiamento di una precedente composizione di Jocelyn Pook, chiamata Backwards Priests, contenuta nell'album Deluge distribuito in Gran Bretagna dalla Virgin Records nel 1997. Lo stesso brano, scritto dopo che la coreografa Yolande Snaith ha provato la scena dell'orgia durante il ballo in maschera, presenta una liturgia ortodossa rumena registrata in una chiesa a Baia Mare, suonata al contrario come traccia di riferimento.
All'uscita del film, alcuni ipotizzavano che il brano utilizzasse frammenti di una messa in latino (probabilmente gregoriana), riprodotta al contrario. In realtà, le parole cantate appartengono a un canto o più propriamente canone, detto anaphora, che sarebbe l'ultima parte della messa bizantina ortodossa recitato da due sacerdoti rumeni. Jocelyn Pook ha dichiarato in un'intervista che capovolgendo l'ordine delle parole recitate avrebbe dato loro un "sapore diabolico". Kubrick ha enfatizzato questo facendo camminare l'attore in tunica rossa in senso antiorario all'interno del cerchio di donne.
Come da storica consuetudine della cinematografia di Kubrick, i testi scritti come lettere o giornali presenti all'interno del film sono stati generalmente tradotti nella lingua della rispettiva versione, come già avvenuto – per esempio – per il delirante dattiloscritto apparso in Shining. Per la versione italiana del film, Kubrick si avvalse degli amici e stretti collaboratori Riccardo Aragno e Mario Maldesi. Rade Šerbedžija, che impersona il signor Milich nel ruolo del negoziante di costumi, doppia sé stesso sia nella versione italiana che in quella francese.
In Italia, il film è stato proiettato per la prima volta in occasione dell'apertura della 56ª Mostra di Venezia, avvenuta il 1º settembre 1999, per poi essere distribuito in tutti i cinema italiani a partire dal 1° ottobre 1999.
Il film è ritornato in alcune sale italiane il 4, il 5 e il 6 maggio 2026, a quasi ventisette anni dalla prima uscita del titolo.
L'edizione in Blu-ray del film (2008), anziché rispettare il formato voluto da Kubrick per l'home-video (cioè, il 4:3), è stata tagliata in formato 16:9, avvicinandosi così al formato originale di sala (ovvero, 1,85:1): infatti, sebbene il regista statunitense avesse girato il film per il formato widescreen, marcò l'obiettivo di ripresa in modo tale da lasciare abbastanza "zona sicura" sopra e sotto l'inquadratura, ottenendo così direttamente il formato 4:3 necessario al mercato home-video dell'epoca (i televisori widescreen, infatti, non erano ancora molto diffusi); al contempo, in sala cinematografica veniva utilizzato un soft matte per ritagliare l'immagine al formato widescreen. Per rispettare la volontà di Kubrick, la versione in Blu-ray avrebbe dovuto essere rimasterizzata in formato 1440×1080 (con due bande nere laterali, a destra e a sinistra), anziché in 1920×1080.[senza fonte]
In Italia, sono state commercializzate tre differenti versioni in DVD: una prima (nel 2000) e una seconda (durante il 2001), entrambe in formato 4:3; una terza (nel 2007), contenente due DVD. Quest'ultima versione adotta un formato di masterizzazione errato, ossia anamorfico 16:9, che presenta pertanto il fotogramma dell'inquadratura monco di una parte superiore e, soprattutto, inferiore, proprio come la versione in Blu-ray.
La controversa scena dell'orgia, nella versione del film rilasciata per il mercato americano, è stata censurata elettronicamente in alcuni punti più scabrosi, apponendo – per esempio – indumenti intimi ad alcune baccanti (che, altrimenti, sarebbero apparse totalmente nude) e coprendo alcuni individui in copula mediante sagome di persone spettatrici.
All'uscita del film in Italia, la visione dell'opera è stata vietata ai minori di 14 anni.
Negli Stati Uniti, il film ha incassato complessivamente 55.691.208 di dollari, mentre a livello internazionale gli incassi al botteghino sono stati pari a 106.400.000 dollari.
Nel novembre del 1999, la Warner Bros. dichiarò pubblicamente che, con un guadagno globale pari a 162.091.208 dollari, Eyes Wide Shut si assestava come il maggiore successo commerciale conseguito da Stanley Kubrick.
Il film è stato accolto positivamente dalla critica cinematografica internazionale. Sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes, Eyes Wide Shut ha un indice di gradimento del 77%, basato su 166 recensioni; il consenso critico del sito afferma: «L'approfondito studio della psiche umana condotto da Kubrick dà vita a un'opera cinematografica di grande impatto». Su Metacritic, il film ottiene un punteggio di 69 su 100, basato su 34 recensioni. Roger Ebert, nella sua recensione, valuta positivamente il film di Stanley Kubrick, affermando che Eyes Wide Shut «è come un sogno erotico ad occhi aperti sulle occasioni mancate e sulle opportunità non colte» e assegnandogli un voto di 3,5 stelle su 4.
Per quanto riguarda le opinioni della critica cinematografica italiana, secondo Enrico Ghezzi Eyes Wide Shut rappresenta «il film più lavorato e complesso che sia dato di vedere, un film che richiede espressamente un "di più" di uno sguardo attento», mentre per Paolo Mereghetti «Kubrick sposta subito il suo sguardo dall’oggetto della tentazione alla riflessione sui limiti delle nostre azioni e le conseguenze dei nostri atti». Nel giudizio di Gianni Canova, «Eyes Wide Shut non mette in scena la vita. Non ne parla, non la racconta. Non racconta né il senso né il tradimento coniugale. Caso mai racconta il cinema. Mette in scena se stesso in quanto macchina di produzione linguistica delle immagini», mentre secondo Claudio G. Fava «Apparentemente Eyes Wide Shut [...] sembrerebbe una molteplice riflessione sulla sensualità e sulla sessualità della coppia. Una sorta di peregrinazione fra i risvolti, le furbizie, gli ammiccamenti, le menzogne, le manie e le follie di una società [...] ossessionata dai problemi sessuali e ben decisa di utilizzare questa pulsione fondamentale per ogni possibile meccanismo di vita collettiva [...]. Una peregrinazione apparentemente ben decisa a concludersi con la scoperta che la cosa migliore è la fedeltà della coppia, scoperta a cui si arriva camminando a zigzag fra mille diverse tentazioni». Il Morandini assegna al film 4 stelle su 5, descrivendolo come «forse il film più politico di Kubrick, sostenuto da quel moralismo laico, materialista, settecentesco che l'ha sempre guidato nell'esplorare territori di una frontiera che separa, ma per ciò stesso, connette. Qui la frontiera è tra realtà e sogno nel senso che la vita è strutturalmente anche sogno, non contenuto ma forma della Traumnovelle».
Il regista americano Martin Scorsese, in un'intervista rilasciata proprio al critico cinematografico statunitense Roger Ebert, ha dichiarato di ritenere Eyes Wide Shut il quarto miglior film degli anni Novanta, mentre il regista britannico Christopher Nolan ha definito la pellicola «il "2001: Odissea nello spazio" sulle relazioni».
Dopo aver valutato, di concerto con lo sceneggiatore Raphael, alcuni possibili titoli da attribuire al film, fra i quali spicca The Female Subject, Kubrick decise di intitolare la pellicola Eyes Wide Shut, traducibile in lingua italiana attraverso la perifrasi “occhi apertamente chiusi”. Si tratta, con ogni evidenza, di un gioco di parole ossimorico che deriva – a sua volta – dall'espressione idiomatica inglese «eyes wide open», interpretabile come “occhi spalancati” oppure “occhi ben aperti”.
La scelta, da parte del regista statunitense, di attribuire proprio questo titolo al film è stata motivata, nel corso del tempo, in base a differenti interpretazioni:
Durante la festa pre-natalizia organizzata da Victor, Bill viene adescato da due ragazze alle quali chiede dove lo stiano portando. La risposta delle ragazze è abbastanza sibillina, dal momento che si rivolgono al dottore rispondendogli:
Più tardi, Bill noleggia un costume e una maschera presso un negozio la cui denominazione riportata nell'insegna è Rainbow Fashions; sotto il nome dell'attività compare inoltre la scritta Under the Rainbow, quasi ad anticipare ciò che sta per accadere di lì a poco. Il proprietario del negozio (ossia, il signor Milich) conduce infatti Bill letteralmente al di sotto di quell'insegna, poiché l'esercizio si sviluppa su due piani e il genere di costumi ricercato da Bill è conservato in uno scantinato: la discesa fisica verso lo scantinato raddoppia così, sul piano visivo, quanto già suggerito dalla scritta stessa. Il dettaglio non è casuale, ma si inserisce in una simbologia più ampia, dal momento che – tradizionalmente – l'arcobaleno rappresenta un archetipo del ponte che unisce due mondi distinti: in questa prospettiva, il negozio di costumi diventa esso stesso una sorta di soglia fra – da un lato – l'esistenza quotidiana e borghese di Bill e – dall'altro lato – l'universo cifrato ed esoterico del "mondo" in cui sta per introdursi; senza il mantello e la maschera lì noleggiati, del resto, gli sarebbe impossibile prendere parte al rito mascherato organizzato presso Somerton.
I colori dell'arcobaleno, inoltre, tornano come indizio visivo ricorrente in molte altre sequenze chiave del film. L'ambientazione natalizia, ad esempio, consente a Kubrick di riempire lo schermo di alberi di Natale: un'immagine che rimanda, non casualmente, alla mitologia norrena, secondo cui l'arcobaleno (Bifrǫst) è il ponte che collega la Terra al regno degli dèi, ossia l'Asgard; un immaginario simile ricorre anche in diverse tradizioni dei nativi americani (ad esempio, per la cultura Navajo l'arcobaleno è il sentiero percorso dagli spiriti, mentre per quella Huron esso costituisce un ponte verso il mondo celeste); un parallelismo che conferma quanto il motivo del "ponte cromatico" fra due dimensioni sia un archetipo ricorrente in culture anche molto distanti fra loro. Anche le luci multicolori delle scene mondane e le vetrate, percorse nelle sequenze notturne da un tenue bagliore blu, contribuiscono a costruire un'atmosfera sospesa e vagamente onirica.
Il tema dell'arcobaleno, in definitiva, risulta essere abbastanza centrale all'interno del film: le luci colorate e gli alberi di Natale si rincorrono nelle sequenze in cui si vede la società per come vuole farsi vedere (per esempio, c'è chi ostenta ricchezza e chi si accontenta di lavorare onestamente, ma anche chi non ha paura di mostrarsi come prostituta), mentre – quando tale cromatismo viene meno – ci si ritrova in circostanze tenute nascoste ai più, in una sorta di universo parallelo a cui solo in pochi eletti hanno accesso. Una volta compiuto l'attraversamento di quel ponte e intravisto ciò che si cela dietro le quinte del potere, al dottore non resta altra soluzione che tornare sui propri passi: significativamente, il film si chiude non su un nuovo varco verso l'ignoto, bensì sul bisogno reciproco ritrovato dalla coppia; quasi come se l'unico rifugio possibile – una volta scoperto cosa si nasconde oltre l'arcobaleno – fosse proprio il ritorno alla realtà quotidiana condivisa con Alice.
Recatosi presso il negozio del signor Milich per restituire il costume noleggiato per la festa, Bill si rende conto di non avere con sé la propria maschera, ipotizzando pertanto di averla smarrita; tuttavia, tornato successivamente a casa, il dottor Harford – in maniera assolutamente inaspettata – rinvenirà la maschera adagiata sul proprio cuscino del letto matrimoniale, accanto alla moglie Alice addormentata.
Sul come la maschera sia potuta trovarsi all'interno della camera da letto dei coniugi, sono state avanzate diverse possibili interpretazioni nel corso del tempo:
Annotazioni
Fonti
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 316753477 · LCCN (EN) n99040336 · GND (DE) 4586030-0 · BNE (ES) XX3950099 (data) · BNF (FR) cb13534762h (data) · J9U (EN, HE) 987007591081105171 |
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