Filago

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Bambagia
Filago arvensis (Bambagia campestre)
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùGnaphalieae
SottotribùGnaphaliinae

Flag clade

GenereFilago
Loefl., 1753
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùGnaphalieae
Genere Filago
Specie

Filago Loefl., 1753 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae, tribù Gnaphalieae e sottotribù Gnaphaliinae).

Etimologia

Il nome del genere (Filago) deriva dalla voce latina filum (= piccolo filo) e si riferisce o al ricco tomento di queste piante simile ai fili dei capelli o ai fiori filamentosi esterni.

Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Pehr Loefling (1729-1756) nella pubblicazione " Species Plantarum" (Sp. Pl. 2: 927, 1199, [1230] (1753), nom. cons.) del 1753.

Descrizione

Il portamento
(Filago germanica)
Le foglie cauline
(Filago arvensis)
Infiorescenza
(Filago pyramidata)
I fiori
(Filago lutescens)

Habitus. Le specie di questo gruppo hanno un habitus di tipo erbaceo annuale. In genere sono ricoperte da un tomento grigio-biancastro. I cauli di queste piante sono provvisti del floema, ma non di canali resiniferi; mentre i sesquiterpeni lattoni sono normalmente assenti (piante senza lattice). La forma biologica prevalente è terofita, ossia sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme. Alcune sono scapose, altre rosulate o reptanti. Una delle caratteristiche più particolari di questa specie sono le infiorescenze in quanto una generazione dei capolini sembra elevarsi sopra il grappolo precedente che l'ha generato.

Fusto. La parte aerea del fusto è ramosa o semplice. Le ramificazioni sono dicotomo-corimbose. Il portamento è ascendente o prostrato. Alcune specie hanno un habitus cespitoso con 2 – 7 gambi. Le radici normalmente sono secondarie da fittone. Altezza massima del fusto: 5 – 40 cm.

Foglie. Le foglie sono soprattutto caulinari; sono disposte in modo alterno e addensate in modo continuo lungo il caule. La forma è intera, da lesiniforme a lineare-lanceolata (a volte anche spatolata o oblanceolata) con pelosità appressata o lanosa su entrambe le facce. Il colore è grigiastro.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini solitari o da 8 - 35 capolini raccolti in formazioni di glomeruli. Le infiorescenze vere e proprie sono formate da un capolino terminale sessile o peduncolato di tipo discoide (con fiori omogami) o disciforme (con fiori eterogami). I capolini spesso sono avvolti alla base da filamenti lanosi e brattee fogliacee. I capolini sono formati da un involucro, con forme più o meno piramidali o cilindriche, composto da alcune brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori. Le brattee, a consistenza cartilaginea, colorate di bruno, con forme acute e aristate, sono disposte in modo più o meno embricato su 3 - 4 serie e possono essere connate alla base (strati di stereoma indiviso); talora possono avere un margine ialino. Il ricettacolo è nudo ossia senza pagliette a protezione della base dei fiori; la forma normalmente è piatta o conica. Il ricettacolo può essere accorciato (nelle specie italiane) o allungato (può avvolgere la corolla) e filiforme in altre specie (forma conica). Le squame più o meno lanceolate sono disposte in 3 – 4 serie.

Fiori. I fiori (quelli pistilati: da 27 a 40; quelli bisessuali: da 2 a 9) sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre tubulosi, attinomorfi e si distinguono in:

  • fiori del disco esterni: sono femminili e filiformi; sono disposti in modo uniseriato o biseriato; crescono all'ascella di una brattea dell'involucro ed hanno la particolarità che il tubo corollino è inserito all'apice dell'ovario.
  • fiori del disco centrali: sono pochi e sono ermafroditi oppure talvolta sono funzionalmente maschili (per aborto dell'ovario); le forme sono tubulari.

In questo gruppo di piante i fiori radiati (ligulati o del raggio) sono assenti; a volte sono confusi con i fiori femminili (tubulosi) del disco esterno più o meno sub-zigomorfi con un lembo piatto e possono essere interpretati come fiori del raggio.

*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono piccoli a forma oblunga o turbinata; la superficie in genere è glabra (in qualche specie sono presenti dei piccoli peli doppi clavati); il pericarpo può essere percorso longitudinalmente da alcuni fasci vascolari. Il pappo è formato da setole capillari barbate (o scabre) libere. Il pappo è uniseriato se i frutti sono generati dai fiori più interni (se sono generati da quelli più periferici sono invece privi di pappo).

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

La distribuzione di queste piante comprende oltre all'Europa, l'Asia temperata e l'Africa boreale. In America si trovano in California, nell'Arizona e al sud in Argentina. Queste piante come habitat preferiscono in genere luoghi secchi in vicinanza di coltivi o anche in zone sassose. Spesso sono considerate erbacce infestanti.

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Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi, oppure 22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1679 generi). La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.

Filogenesi

Il genere di questa voce è descritto nella tribù Gnaphalieae, una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae. Da un punto di vista filogenetico, la tribù Gnaphalieae fa parte del supergruppo (o sottofamiglia) "Asteroideae grade"; l'altro è il supergruppo "Non-Asteroideae" contenente il resto delle sottofamiglie delle Asteracee. All'interno del supergruppo è vicina alle tribù Senecioneae, Calenduleae, Astereae e Anthemideae.

La sottotribù Gnaphaliinae è caratterizzata da portamenti di vario tipo con specie ginomonoiche e monoiche, da foglie con margini interi, da capolini disciformi omogami o eterogami e raramente radiati (o subradiati), dallo stilo con rami troncati e superfici stigmatiche separate apicalmente, da acheni glabri o con tricomi allungati e pappo ridotto.

Il genere Filago appartiene al clade Flag, un gruppo informale monofiletico della sottotribù Gnaphaliinae che occupa una posizione più o meno "basale" e con il clade Australasian forma un "gruppo fratello". Il clade "FLAG" prende il nome dai suoi quattro generi più grandi: Filago, Leontopodium, Antennaria e Gamochaeta. Ricerche sul DNA delle varie specie di questo genere suggeriscono una sua possibile origine allopoliploide con un antenato vicino alla specie Gnaphalium uliginosum (il tipo di "Gnaphalium"). In questo gruppo sono presenti specie dioiche (solo fiori femminili o solo fiori maschili) e piante a portamento cusciniforme. I capolini, in formazioni corimbose o spiciformi, possono essere sottesi da foglie bratteali. Il ricettacolo in alcuni casi è squamoso.

Il "Flag clade", da un punto di vista filogenetico, può essere suddiviso in due parti: il "Lucilia-group" basato sui tricomi degli acheni e il resto del clade (in posizione "basale") considerato "gruppo fratello" del primo. Il genere di questa voce appartiene al gruppo "basale" caratterizzato dall'assenza di tricomi; in particolare Filago insieme al genere Bombycilaena formano un "gruppo fratello"..

Nelle analisi di tipo filogenetico al "Lucilia-group" si affianca il Filago group formato dai seguenti generi: Ancistrocarphus, Bombycilaena, Chamaepus, Cymbolaena, Evacidium, Evax, Filago, Logfia, Micropus, Psilocarphus e Stylocline, alcuni attualmente considerati sinonimi di Filago e inclusi in esso (Cymbolaena, Evacidium, Evax). Il principale carattere morfologico che definisce il gruppo sono le palee ricettacolari che sottendono, e più o meno racchiudono, i fiori femminili. La tabella seguente pone a confronto i caratteri dei generi di questo gruppo.

GenereDistribuzioneDistribuzione delle foglieRapporto tra i fiori femminili e le palee del ricettacoloStruttura dei fiori interniPappo
AncistrocarphusCaliforniaAlternateProfondamente inclusiTutti ermafroditi e funzionalmente maschiliAssente
BombycilaenaEurasia e Nord AmericaAlternateProfondamente inclusiTutti ermafroditi e funzionalmente maschiliAssente
ChamaepusAfghanistanAlternateProfondamente inclusiTutti ermafroditi e funzionalmente maschiliAssente
FilagoEurasia, Nord Africa e Nord AmericaAlternataMediamente sottesiAlcuni femminili e altri ermafroditiAssente nei fiori esterni; presente in quelli interni
LogfiaDall'Europa a AfghanistanAlternateProfondamente inclusiAlcuni femminili e altri ermafroditiAssente nei fiori esterni; presente in quelli interni
MicropusEurasia e Nord AfricaOpposteProfondamente inclusiTutti ermafroditi e funzionalmente maschiliAssente
PsilocarphusAmericaOpposteProfondamente inclusiTutti ermafroditi e funzionalmente maschiliAssente
StyloclineNord AmericaAlternateProfondamente inclusiTutti ermafroditi e funzionalmente maschiliAssente nei fiori esterni; presente in quelli interni

Il genere è suddiviso nelle seguenti sezioni:

  • Filago subg. Filago
  • Filago subg. Crocidion
  • Filago subg. Pseudevax
  • Filago subg. Oglifa

Il cladogramma seguente, tratto dallo studio citato e semplificato, mostra una possibile configurazione filogenetica di questo gruppo evidenziando il genere di questa voce.

_Flag_clade_
 
 
 
 

(Lucilia group)

 
 

Leontopodium

 
 
 

Omalotheca

 
 
 
 
 
 
 

Psilocarphus

 
 

Micropus

 
 
 

Hesperevax

 
 
 
 

Logfia

 
 

Stylocline

 
 
 
 

Castroviejoa

 
 
 
 
_Filago_
 
 
 

Filago subg. Filago

 
 

Filago subg. Crocidion

 
 
 

Filago subg. Pseudevax

 
 
 

Filago subg. Oglifa

 
 
 

Bombycilaena

 
 
 

I caratteri distintivi del genere Filago sono:

  • la superficie degli acheni in genere è glabra;
  • il pappo nei fiori esterni è assente (è presente in quelli interni).

Il numero cromosomico delle specie di questo genere è: 2n = 18, 26 e 28.

Questo genere comprende 52 specie.

Lo stesso argomento in dettaglio: Specie italiane di Filago e Specie di Filago.

Sinonimi

Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:

Altre notizie

La denominazione di queste piante, nel corso del tempo, ha subito più di qualche cambiamento. In realtà il nome Filago come genere è stato proposto per primo dal botanico francese Antoine-Laurent de Jussieu (1748 – 1836); Carl von Linné inizialmente aveva posto queste piante nel genere Gnaphalium (sezione Filago). Altri autori preferiscono (o hanno preferito) assegnarle al genere Gifolia (ora un sinonimo), mentre anticamente queste piante venivano chiamate “Herba impia” (da Plinio il Vecchio).

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. 1 2 3 World Checklist, su Royal Botanic Gardens KEW. URL consultato il 20 giugno 2023.
  3. ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 18 gennaio 2010.
  4. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 20 giugno 2023.
  5. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  6. 1 2 Strasburger 2007, pag. 860.
  7. 1 2 3 4 Judd 2007, pag. 517.
  8. 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 562.
  9. 1 2 3 4 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 264.
  10. ↑ eFloras, su Flora of North America. URL consultato il 21 giugno 2023.
  11. 1 2 Motta 1960, vol. 2, pag. 226.
  12. 1 2 Judd 2007, pag. 520.
  13. ↑ Strasburger 2007, pag. 858.
  14. ↑ World Checklist, su Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 18 aprile 2021.
  15. ↑ Mandel et al. 2019.
  16. ↑ Zhang et al. 2021.
  17. 1 2 Smissen et al. 2020.
  18. 1 2 Luebert et al. 2017.
  19. 1 2 Freie et al. 2019.
  20. 1 2 Galbany et al. 2010.
  21. ↑ Motta 1960, vol. 2, pag. 223.

Bibliografia

Voci correlate

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