| Giuseppe Conte | |
|---|---|
| Presidente del Movimento 5 Stelle | |
| In carica | |
| Inizio mandato | 6 agosto 2021 |
| Predecessore | Vito Crimi |
| Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana | |
| Durata mandato | 1º giugno 2018 – 13 febbraio 2021 |
| Capo di Stato | Sergio Mattarella |
| Vice presidente | Matteo Salvini Luigi Di Maio |
| Predecessore | Paolo Gentiloni |
| Successore | Mario Draghi |
| Componente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa | |
| Durata mandato | 18 settembre 2013 – 27 febbraio 2018 |
| Presidente | Giorgio Giovannini Alessandro Pajno |
| Deputato della Repubblica Italiana | |
| In carica | |
| Inizio mandato | 13 ottobre 2022 |
| Legislatura | XIX |
| Gruppo parlamentare | Movimento 5 Stelle |
| Circoscrizione | Lombardia 1 |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | Movimento 5 Stelle (dal 2021) In precedenza: Ind. (fino al 2021) |
| Titolo di studio | Laurea in giurisprudenza |
| Università | Università di Roma "La Sapienza" |
| Professione | Avvocato; Docente universitario |
| Firma | |
Giuseppe Conte (Volturara Appula, 8 agosto 1964) è un politico e avvocato italiano, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 1º giugno 2018 al 13 febbraio 2021 e presidente del Movimento 5 Stelle dal 6 agosto 2021.
Negli anni novanta ha iniziato l'attività di docente universitario di diritto privato presso diverse università italiane. Nel 2013 è stato indicato dal Movimento 5 Stelle quale membro laico del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa. Durante la campagna per le elezioni politiche del 2018, il Movimento aveva annunciato che sarebbe stato proposto quale Ministro per la pubblica amministrazione in caso di vittoria. All'epoca giurista poco conosciuto al grande pubblico, Conte viene indicato come Presidente del Consiglio nell'ambito di un'alleanza di governo tra i pentastellati e la Lega, ricevendo l'incarico di formare un governo il 23 maggio 2018. Dopo che il Presidente della Repubblica ha respinto la nomina di Paolo Savona quale ministro dell'economia, Conte rimette l'incarico, salvo riaccettarlo il 31 maggio successivamente alla risoluzione della situazione di stallo politico.
Il primo governo Conte, soprannominato governo gialloverde, è stato caratterizzato da un atteggiamento euroscettico e legalitario (con riforme che hanno inasprito la lotta alla corruzione e bloccato la prescrizione), dall'intransigenza nei confronti dell'immigrazione clandestina e da riforme sociali tra cui l'introduzione di un reddito minimo garantito, un abbassamento temporaneo dell'età pensionabile e nazionalizzazioni di alcune grandi aziende. Rassegna le proprie dimissioni il 20 agosto 2019, in seguito a una crisi di governo causata da dissidi interni alla maggioranza e dalla richiesta da parte di Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e leader della Lega, di sciogliere le Camere e andare a elezioni anticipate.
In seguito a un accordo di governo tra pentastellati, Partito Democratico e Liberi e Uguali, viene nuovamente indicato come Presidente del Consiglio, accettando con riserva l'incarico dal Presidente della Repubblica il 29 agosto. Il nuovo esecutivo si attesta su posizioni più europeiste e progressiste, assestando la nuova linea politica che il Movimento 5 Stelle seguirà negli anni seguenti. In seguito alla pandemia di COVID-19, che ha colpito duramente l'Italia prima di ogni altro paese europeo, ha disposto le iniziative atte a contenere la diffusione della malattia, tra cui la chiusura dei confini nazionali e periodi di lockdown.
Il suo secondo esecutivo, oltre che dalla pandemia, è stato caratterizzato da un cambio di rotta nei suoi rapporti con l'Europa, soprattutto nell'ambito delle trattative per l'ottenimento delle ingenti risorse stanziate nel Next Generation EU, fondo europeo destinato alla ripresa post-pandemica. In seguito a diatribe concernenti la destinazione delle risorse del fondo europeo, nel gennaio 2021 Italia Viva, partito guidato dall'ex-segretario del PD Matteo Renzi, annuncia la sfiducia al governo, dando inizio a una crisi che culminerà il 26 gennaio con le dimissioni del Presidente Conte, a cui succede l'economista Mario Draghi.
Per il suo controverso stile di leadership Conte è stato spesso considerato uno dei principali esponenti del tecnopopulismo, mentre il suo primo governo è stato descritto da molte testate, tra cui The New York Times e La Repubblica, come il "primo governo populista moderno in Europa occidentale". È stato soprannominato dai suoi sostenitori come l'Avvocato del popolo, come si è autodefinito durante il discorso tenuto al Palazzo del Quirinale dopo aver ricevuto l'incarico di formare il primo governo.
Conte è stato il secondo Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana a non ricoprire alcun incarico politico prima della sua nomina (dopo Carlo Azeglio Ciampi nel 1993). Conte è stato inoltre il Presidente del Consiglio che ha mantenuto più a lungo la carica da indipendente, seppur sia stato accreditato come molto vicino alle posizioni del Movimento 5 Stelle, a cui ha formalmente aderito nel 2021 e del quale, nello stesso anno, è divenuto capo politico.
Si è candidato alle elezioni politiche del 25 settembre 2022, venendo eletto deputato della Repubblica Italiana.
Nato l'8 agosto 1964 a Volturara Appula (Foggia), figlio del segretario comunale Nicola Conte (1930-2023), originario di Cerignola, e della maestra elementare Lillina Roberti, anche lei di Volturara Appula; si stabilì ben presto con la famiglia dapprima a Candela e, successivamente, a San Giovanni Rotondo, sempre nel foggiano, per via dei continui trasferimenti lavorativi del padre.
Diplomato al liceo classico Pietro Giannone di San Marco in Lamis, nel 1988 si è laureato con lode in giurisprudenza presso l'Università di Roma "La Sapienza", per intraprendere quindi la carriera di avvocato civilista. Da studente Conte frequentò il collegio universitario Villa Nazareth. Nel 1992 lavorò come docente invitato presso l'Università Yale negli Stati Uniti; mentre dal 1992 al 1993 fu borsista presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche.
È iscritto all'Albo degli avvocati dal 1992 ed è avvocato patrocinante in Cassazione dal 2002. Conseguita nel 2000 l'idoneità a professore associato di diritto privato e nel 2002 a professore ordinario, ha insegnato presso la LUMSA, l'Università di Roma Tre e l'Università di Sassari. È professore ordinario di diritto privato presso l'Università di Firenze e docente presso la LUISS di Roma.
Il 18 settembre 2013 viene eletto dalla Camera dei deputati come componente laico del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, l'organo di autogoverno dei magistrati amministrativi, candidato dal Movimento 5 Stelle per quell'incarico, organo di cui è stato, tra il 2016 e il 2017, il vicepresidente. Successivamente Conte raccontò di avere avuto i suoi primi contatti col Movimento 5 Stelle in quell'occasione, dove disse: «per onestà intellettuale precisai: "non vi ho votato", e precisai anche "non posso neppure considerarmi un simpatizzante", non li conoscevo. In questi quattro anni in cui ho svolto questo incarico non ho ricevuto una telefonata che potesse in qualche modo interferire [..] nel delicato incarico che ho ricoperto».
Cattolico e devoto a Padre Pio, dopo pochi anni di matrimonio si separò dalla moglie Valentina Fico, anch’essa avvocato. La coppia ha un figlio: Niccolò, nato nel 2007. Attualmente è legato a Olivia Paladino, figlia dell'imprenditore Cesare Paladino e dell'attrice svedese Ewa Aulin. È tifoso della Roma, una passione nata negli anni in cui era studente universitario nella Capitale.

Il 27 febbraio 2018 venne proposto dal capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio come possibile Ministro della pubblica amministrazione in caso di vittoria dei 5 Stelle alle elezioni politiche del 2018, e durante l'evento di presentazione dell'ipotetica squadra di governo, Conte fu elogiato da Di Maio per il suo impegno per la de-burocratizzazione dell'amministrazione pubblica e lui stesso, parlando dei suoi obiettivi da futuro ministro, fece riferimento alla "semplificazione della pubblica amministrazione" e alla "cultura della legalità" da promuovere e valorizzare tra gli italiani. Lo stesso giorno dava le dimissioni dal Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa.

Per quanto riguarda la sua collocazione politica, Conte ha dichiarato di essere stato elettore del centro-sinistra, prima di avvicinarsi al Movimento 5 Stelle, che ha ammesso di aver votato alle politiche del 2018 e alle elezioni europee del 2019. Nonostante abbia affermato che «gli schemi ideologici del Novecento non sono più adeguati», giudicando «più importante valutare l'operato di una forza politica in base a come si posiziona sul rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali», nel 2019 si definì un moderato di sinistra e appartenente alla tradizione politica del cattolicesimo democratico. In precedenza, nel 2018, si era definito "populista" e, parlando di fronte all'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel settembre dello stesso anno aveva affermato che a suo avviso il populismo e il sovranismo fossero l'essenza della Costituzione italiana venendo richiamati già dal suo primo articolo.

Il 21 maggio 2018 viene proposto come Presidente del Consiglio dei ministri dai leader della coalizione M5S-Lega al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il 23 maggio Conte fu invitato al Quirinale per ricevere l'incarico di formare il nuovo governo, che accettò con riserva. Nella tradizionale dichiarazione dopo la nomina, Conte ha detto che sarebbe stato "l'avvocato difensore del popolo italiano". Diversi commentatori ne osservarono la posizione di iniziale debolezza, in quanto "premier tecnico di un governo politico", chiamato a eseguire un programma non scelto da lui.
Il 27 maggio rinunciò all'incarico, a causa del veto posto da Mattarella alla nomina di Paolo Savona, ex ministro dell'industria, commercio e artigianato nel governo Ciampi, a ministro dell'economia e delle finanze, per cui Luigi Di Maio arrivò a parlare di stato d'accusa nei confronti del Presidente della Repubblica. La sera stessa della rinuncia, Mattarella affidò all'economista Carlo Cottarelli l'incarico per formare un governo tecnico, ma questi il 31 maggio rinunciava "essendosi create nuove condizioni per la formazione di un governo politico" e Conte ricevette una seconda volta l'incarico, che stavolta accettò senza riserva, presentando la lista dei ministri, terzo a farlo nella storia della Repubblica dopo Giuseppe Pella nel 1953 e Silvio Berlusconi nel 2008.

Il 31 maggio 2018 Conte fu nominato da Mattarella Presidente del Consiglio. All'interno della squadra di governo entrarono come vicepresidenti Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il primo anche ministro del lavoro e ministro dello sviluppo economico, il secondo ministro dell'interno.
Dopo aver giurato al Quirinale, il 5 giugno tenne il suo discorso d'insediamento al Senato, ottenendo la fiducia con 171 voti favorevoli, 117 contrari e 25 astenuti. Il giorno successivo ottenne la fiducia anche alla Camera con 350 voti favorevoli, 236 contrari e 35 astenuti.

Durante il suo discorso di insediamento, Conte annunciò la sua volontà di ridurre l'immigrazione clandestina e aumentare il contrasto ai trafficanti di esseri umani e ai contrabbandieri. Inoltre affermò di voler sostenere una lotta contro la corruzione politica, di voler introdurre una legge che regolasse il conflitto di interessi, una legge che espandesse il diritto all'autodifesa, la riduzione delle tasse, un taglio drastico dei costi della politica e propose anche di togliere le sanzioni internazionali contro la Russia.
Dal 5 febbraio 2019 al 10 luglio 2019 Conte riassunse temporaneamente le deleghe alle politiche europee dopo le dimissioni del ministro Paolo Savona, eletto presidente della CONSOB, fino all'insediamento di Lorenzo Fontana.

Nella serata del 20 agosto 2019, al termine di un lungo e animato confronto parlamentare in Senato dovuto a una mozione di sfiducia, presentata e in seguito ritirata dalla Lega, in cui il presidente del Consiglio accusò duramente l'ormai suo ex vice Salvini di essere un opportunista politico e di aver scatenato la crisi politica solo per rincorrere interessi personali e di partito, Conte si recò dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale presentò le dimissioni dalla carica di Presidente del Consiglio dei ministri, restando in carica per il disbrigo degli affari correnti.

Al termine delle consultazioni del Presidente della Repubblica emerse una possibile nuova maggioranza, tra il Movimento 5 Stelle, il Partito Democratico e Liberi e Uguali. Il 28 agosto il segretario del PD Nicola Zingaretti al Palazzo del Quirinale dichiara di essere favorevole nel mantenere Giuseppe Conte alla guida del nuovo governo, così come era stato richiesto dal Movimento 5 Stelle. Il 29 agosto Mattarella convoca il presidente Conte, dimissionario, a Palazzo del Quirinale per conferirgli l'incarico di formare un nuovo governo, che il presidente del Consiglio incaricato accetta con riserva.

Salito al Quirinale, per incontrare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 4 settembre 2019 scioglie positivamente la riserva. Dopo aver giurato al Palazzo del Quirinale il 5 settembre, il 9 settembre Conte tenne il discorso d'insediamento del suo secondo governo alla Camera dei deputati, ottenendo la fiducia con 343 voti favorevoli, 263 contrari e 3 astenuti. Il giorno successivo il governo Conte II ottenne la fiducia anche al Senato della Repubblica con 169 voti favorevoli, 133 contrari e 5 astenuti. L'ex ministro ed eurodeputato Carlo Calenda e il senatore Matteo Richetti, contrari al governo, lasciano il Partito Democratico e fondano il soggetto politico centrista Azione.

In occasione del discorso di presentazione alla Camera del suo secondo esecutivo, il 9 settembre 2019, il presidente del Consiglio ha ribadito che anche il governo M5S-PD avrebbe seguito le linee politiche decise in materia durante il governo gialloverde.
Il 16 settembre, dopo pochi giorni dal voto di fiducia, in un'intervista, l'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi annunciò l'intenzione di lasciare il PD, lanciando un nuovo partito politico liberale di centro, chiamato Italia Viva, confermando il sostegno al governo presieduto da Conte. Due ministri e un sottosegretario del governo hanno aderito, nei giorni successivi, al partito di Renzi.
Il 30 dicembre 2019, il ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Lorenzo Fioramonti, rassegnò le dimissioni dopo disaccordi col resto della maggioranza in merito all'insufficiente quota di fondi dedicati all'istruzione e alla ricerca previsti dalla legge di bilancio 2020. Conte assunse il ruolo ministeriale ad interim fino al 10 gennaio 2020, annunciando la sua decisione di dividere il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca in due distinti ministeri: un Ministero dell'istruzione, guidato dall'ex sottosegretario Lucia Azzolina (M5S), e un Ministero dell'università e della ricerca, guidato dall'ex rettore dell'Università di Napoli Federico II Gaetano Manfredi (Indipendente).
A dicembre 2020 Matteo Renzi annuncia in una conferenza quattro punti per spendere i soldi dell'Unione europea, fra cui l'utilizzo del Meccanismo europeo di stabilità. Il 13 gennaio 2021 Matteo Renzi annuncia le dimissioni delle ministre Bellanova e Bonetti e del sottosegretario Scalfarotto di Italia Viva, aprendo una crisi di governo. Giuseppe Conte dopo le dimissioni della ministra Teresa Bellanova assume la delega ad interim delle politiche agricole alimentari e forestali. Il 18 gennaio ottiene la fiducia alla Camera con 321 voti. Il giorno seguente ottiene la fiducia anche al Senato, con una maggioranza relativa di 156 voti favorevoli, insufficienti per l'ottenimento della maggioranza assoluta. Conseguentemente la posizione del governo risulta molto indebolita, perdendo la maggioranza in diverse importanti commissioni parlamentari, fondamentali per l'attività legislativa.
Il 26 gennaio Giuseppe Conte rassegna le sue dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, rimanendo in carica fino al subentro del nuovo governo, presieduto da Mario Draghi, il 13 febbraio 2021.

Il 28 febbraio 2021, a pochi giorni dalla fine del suo mandato da premier, Conte entra a far parte del Movimento 5 Stelle, all'interno del quale ricoprirà un ruolo di primo piano.
Il 24 marzo Conte incontra l'ex premier e neo-segretario del Partito Democratico Enrico Letta. Nel colloquio i due condividono la necessità di rafforzare l'alleanza tra i loro due partiti.
Nell'estate 2021 si è fatto promotore della stesura del nuovo statuto del Movimento 5 Stelle. Il progetto del nuovo statuto viene presentato il 5 giugno, e dopo un'iniziale discussione col garante del M5S Beppe Grillo su alcuni punti relativi alla leadership, l'11 luglio si trovò un accordo sul nuovo testo, che venne approvato con una votazione online il 2 e 3 agosto dall'assemblea degli iscritti.
Come da nuovo statuto il primo Presidente del Movimento 5 Stelle deve essere indicato dal Garante e approvato dagli iscritti. Il 6 agosto 2021 Conte viene eletto Presidente del Movimento 5 Stelle con 62.242 voti, pari al 93% delle preferenze sulla piattaforma "SkyVote".
Il 21 ottobre 2021 Conte presenta, davanti all'assemblea congiunta dei parlamentari, i componenti che formeranno la sua segreteria del Movimento 5 stelle: i 5 vicepresidenti Paola Taverna (che avrà il ruolo di vicepresidente vicaria), Alessandra Todde, Mario Turco, Riccardo Ricciardi e Michele Gubitosa, oltre all'ex reggente dei 5 stelle Vito Crimi nel ruolo di Responsabile dei dati personali, permettendo così al Movimento di strutturarsi ulteriormente.
Il 7 febbraio 2022 venne sospeso in via cautelare dal tribunale di Napoli, dopo una denuncia da parte di alcuni ex attivisti del M5S che contestano alcune incongruenze nel nuovo statuto del Movimento 5 Stelle che lo aveva portato all'elezione di presidente del partito. Il 27 e 28 marzo viene quindi tenuta una nuova votazione di Conte come presidente del M5S e convalidare l'attività svolta nel periodo precedente dagli iscritti, dove viene confermato nel suo ruolo con il 94% dei voti.. Il 15 giugno il tribunale di Napoli respinge il ricorso degli ex attivisti M5S.

Agli inizi di giugno 2022 Conte diventa particolarmente critico nei confronti dell'approccio del governo Draghi all'invasione russa dell'Ucraina e in particolare al dispiegamento degli aiuti militari al governo ucraino; Luigi Di Maio, ex capo politico del M5S e ministro degli esteri nel governo Draghi, in opposizione alle critiche di Conte su questa posizione, accusa il presidente del M5S di ambiguità sull'appoggio all'Ucraina, etichettando anche la sua leadership come "immatura" e debole sull'atlantismo.
A causa di queste divergenze tra Conte e Di Maio, il 21 giugno Di Maio, insieme a diversi parlamentari o alla 2ª legislatura o vicini al Ministro degli Esteri, abbandona il M5S per costituire Insieme per il futuro.
Il 6 luglio, a nome del Movimento 5 Stelle, inoltra al premier Draghi un documento contenente nove richieste al governo (introduzione del salario minimo, mantenimento del reddito di cittadinanza, un "decreto dignità" sulle assunzioni, aiuti a famiglie e imprese, transizione ecologica, mantenimento del superbonus 110%, reintroduzione del cashback, intervento su riscossione, modifica della legge di delegazione).
Il 14 luglio il Movimento 5 Stelle al Senato non vota la fiducia richiesta dal governo sul decreto aiuti, come già annunciato da Conte la sera precedente a seguito di una riunione dei vertici del M5S. I parlamentari M5S avevano già espresso la propria contrarietà al decreto, in particolar modo alla norma che avrebbe garantito al sindaco di Roma poteri straordinari per la costruzione di un termovalorizzatore, reputato dai pentastellati dannoso per l'ambiente. Nello stesso giorno Draghi si reca al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni al capo di Stato Mattarella, che le respinge per la permanenza di una maggioranza parlamentare a sostegno, invitandolo a presentarsi in Parlamento.
Il 20 luglio, dopo che Draghi ha reso le sue comunicazioni al Senato, il Movimento 5 Stelle, Forza Italia e la Lega Salvini Premier scelgono di non partecipare al voto di fiducia richiesto dal governo, negandogli così di ottenere la maggioranza assoluta. Draghi reitera le dimissioni a Mattarella, che ne prende atto e decreta lo scioglimento anticipato delle Camere. Il 21 luglio Conte difende la sua scelta di non votare la fiducia al governo Draghi, ritenendo che quest'ultimo non avesse preso in considerazione abbastanza seriamente i nove punti da lui presentati, e annuncia che si candiderà alle prossime elezioni politiche.

In vista delle elezioni politiche del 2022 Conte, tramite la senatrice Alessandra Maiorino, stringe un accordo con il Partito Gay, inserendo alcuni candidati tra le liste del Movimento 5 Stelle; inoltre si candida alla Camera dei deputati come capolista del M5S nei collegi plurinominali Lombardia 1 - 01, Lombardia 1 - 02, Campania 1 - 01, Puglia - 01 e Sicilia 1 - 01. La campagna elettorale è stata incentrata sullo slogan "Dalla parte giusta", con un programma focalizzato su temi sociali e ambientali.
Alla tornata elettorale viene eletto deputato in tutti i collegi eccetto in Lombardia 1 - 01, optando per quello in Lombardia 1 - 02; mentre il risultato del M5S è stato del 15,43% alla Camera e del 15,55% al Senato della Repubblica, ottenendo un risultato superiore alle aspettative dei sondaggi (descritto da Conte come una "grande rimonta"), risultando il terzo partito più votato a livello nazionale, oltreché il primo in Sicilia e nell'Italia meridionale, superando anche la coalizione di centro-destra in Campania.

Con l'insediamento del governo di centro-destra guidato da Giorgia Meloni nella XIX legislatura, dove fa parte della 3ª Commissione Affari esteri e comunitari e della controversa Commissione parlamentare d'inchiesta sull'emergenza sanitaria epidemiologica da SARS-CoV-2, Conte colloca il Movimento 5 Stelle all'opposizione definita "durissima e inflessibile", caratterizzandosi per toni intransigenti e scontri diretti, oltre a farsi promotore dell'introduzione del salario minimo, tramite una proposta di legge con una retribuzione minima oraria di 9 euro, e dello ius scholae (l'acquisizione della cittadinanza alla frequenza di un ciclo di studi nelle scuole italiane) in Italia.
In vista delle elezioni europee del 2024 annuncia di non candidarsi al Parlamento europeo, al contrario di quasi tutti i leader politici, denunciando la pratica delle candidature pur sapendo già in anticipo che non onoreranno il mandato elettorale, definendole "candidature truffa", tant'è che a maggio presenta una proposta di legge per rendere incandidabili ministri e parlamentari.
Dopo le europee, Conte avanza, insieme all'assemblea dei parlamentari M5S, l'idea di riorganizzare il Movimento 5 Stelle, che coinvolga anche gli iscritti, per rilanciarlo; nel frattempo il garante del M5S Beppe Grillo entra in rotta con Conte, con cui i rapporti non erano buoni, per la gestione del Movimento 5 Stelle.
Nei suoi due mandati Conte ha impresso una linea personale in diversi passaggi dell'azione di governo, distinta dagli indirizzi collegiali del primo e del secondo esecutivo.
Sul piano interno, il 9 marzo 2020 annunciò in diretta televisiva l'estensione del lockdown a tutto il territorio nazionale per contenere la pandemia di COVID-19, firmando personalmente il decreto del Presidente del Consiglio noto come «#IoRestoACasa». Nel giugno 2020 promosse a Villa Doria Pamphilj gli «Stati generali dell'economia», ciclo di consultazioni con le forze produttive e la società civile sulla ripresa post-pandemica, affidando a Vittorio Colao la task force di riferimento.
In sede europea, Conte sostenne l'emissione di titoli di debito comuni e concordò con Pedro Sánchez ed Emmanuel Macron il sostegno al Fondo per la ripresa; al Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020 ottenne, dopo un confronto con il primo ministro dei Paesi Bassi Mark Rutte, l'assegnazione all'Italia di circa 209 miliardi di euro.
Nei rapporti bilaterali, la sua prima missione internazionale fu al vertice G7 di Charlevoix del giugno 2018, dove appoggiò la proposta statunitense di reintegrare la Russia nel formato, pur allineandosi ai partner sui dazi. Il 23 marzo 2019 firmò a Villa Madama con Xi Jinping il memorandum d'intesa sulla Nuova via della seta, primo caso tra i paesi del G7. Coltivò un rapporto diretto con il presidente statunitense Donald Trump e, nel gennaio 2020, tenne a Roma incontri bilaterali con Khalifa Haftar e Fayez al-Sarraj nel quadro della crisi libica, partecipando poi alla Conferenza internazionale di Berlino sulla Libia. Il 9 maggio 2020 annunciò via social la liberazione della cooperante italiana Silvia Romano, rapita in Kenya da militanti legati ad Al-Shabaab.
Il 21 maggio 2018, quando il nome di Conte fu proposto al presidente Mattarella come Presidente del Consiglio, il New York Times, indagando sui suoi soggiorni estivi alla New York University (NYU) elencati nel suo curriculum vitae ufficiale, pubblicò un articolo in cui si affermava che una portavoce della stessa università non aveva trovato il nome di Conte nei documenti universitari. Dubbi simili sorsero riguardo al suo periodo di studio in Francia presso l'Università della Sorbona . Il giorno seguente, l'Associated Press ha riportato in un articolo pubblicato anche dal New York Times, sul quale la portavoce della NYU aggiunse che "mentre il signor Conte non aveva uno status ufficiale alla NYU, gli è stato concesso il permesso di condurre ricerche nella biblioteca della NYU" durante il periodo indicato nel suo curriculum vitae. Allo stesso modo, la Duquesne University di Pittsburgh e l'Università di Malta non hanno trovato documentazione nei loro archivi, sebbene sia stato confermato che Conte tenesse lezioni, presso il vecchio edificio universitario a La Valletta, per la Fondazione per gli studi internazionali.
Il 27 ottobre 2019 viene reso noto dal Financial Times che Conte lavorò a una trattativa finanziaria circa un fondo d'investimento; che poi, sostenuto dal Segretariato di Stato vaticano e gestito da Raffaele Mincione, fu oggetto d'indagini da parte del Vaticano nell'ambito di un'inchiesta per corruzione finanziaria. Conte è collegato alla vicenda poiché fu assunto, nel maggio 2018, dal gruppo Fiber 4.0, il principale investitore del fondo vaticano, per una consulenza legale circa il possibile esercizio da parte del governo italiano della golden power affinché venisse annullato il voto degli azionisti della compagnia di comunicazioni Retelit che avevano deciso di accettare l'investimento da parte di altri fondi rispetto a quello gestito da Mincione. Conte, nel suo parere pro veritate, giunse alla conclusione che ciò era possibile se Retelit, compagnia strategica a livello nazionale, a seguito di tale operazione risultasse controllata da soggetti stranieri.
Il 3 dicembre 2019 la trasmissione televisiva Le Iene ritorna sulla discussa questione del superamento del concorso da parte di Conte da professore ordinario all'Università della Campania Luigi Vanvitelli, tenutosi nel 2002. La questione fu inizialmente sollevata dal quotidiano La Repubblica ad ottobre 2018: il quotidiano affermava che nella commissione universitaria che lo giudicò vi era il professore nonché avvocato Guido Alpa, col quale Conte lavorava. In merito Conte smentì le indiscrezioni del quotidiano. Le Iene però nel servizio del 3 dicembre presentano un documento, una parcella, firmata da entrambi, ossia da Alpa e Conte. Quest'ultimo replicò affermando che il documento rivelato era un progetto di parcella ma non una fattura unica.
Il 1º marzo 2023, dopo che è stato ascoltato come persona informata sui fatti in merito alla mancata zona rossa nei comuni di Alzano Lombardo e Nembro, viene indagato dalla procura di Bergamo per i fatti legati alla prima ondata della gestione della pandemia di COVID-19 nel bergamasco. A giugno dello stesso anno il caso viene archiviato definitivamente dal Tribunale dei ministri di Brescia, stabilendo che non vi fosse prova del nesso di causalità tra le decisioni del governo e il numero dei decessi.
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