| Elena Bonetti | |
|---|---|
| Presidente di Azione | |
| In carica | |
| Inizio mandato | 29 marzo 2025 |
| Predecessore | Mara Carfagna |
| Vicepresidente di Azione | |
| Durata mandato | 29 gennaio 2024 – 29 marzo 2025 |
| Contitolare | Giulia Pastorella Emma Fattorini |
| Presidente | Mara Carfagna |
| Predecessore | Carica creata |
| Ministro per le pari opportunità e la famiglia con delega alle adozioni internazionali | |
| Durata mandato | 5 settembre 2019 – 14 gennaio 2021 |
| Capo del governo | Giuseppe Conte |
| Predecessore | Alessandra Locatelli Vincenzo Spadafora |
| Successore | Se stessa |
| Durata mandato | 13 febbraio 2021 – 22 ottobre 2022 |
| Capo del governo | Mario Draghi |
| Predecessore | Se stessa |
| Successore | Eugenia Maria Roccella |
| Deputata della Repubblica Italiana | |
| In carica | |
| Inizio mandato | 13 ottobre 2022 |
| Legislatura | XIX |
| Gruppo parlamentare | Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe |
| Circoscrizione | Veneto 2 |
| Incarichi parlamentari | |
| |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | Azione (dal 2024) In precedenza: PD (2017-2019) IV (2019-2023) PER (2023-2024) |
| Titolo di studio | Dottorato di ricerca in matematica |
| Università | Università degli Studi di Milano |
| Professione | Docente universitaria |
Elena Bonetti (Asola, 12 aprile 1974) è una politica italiana, dal 13 ottobre 2022 deputata alla Camera per Azione, di cui è dal 20 novembre 2023 vice-capogruppo del gruppo parlamentare a Montecitorio.
È stata ministro per le pari opportunità e la famiglia dal 5 settembre 2019 al 14 gennaio 2021 e dal 13 febbraio 2021 al 22 ottobre 2022 nei governi Conte II e Draghi.
Nata ad Asola (Mantova), figlia di Giulio Bonetti e Margherita Froldi, insegnante di scuola media e politica, consigliera comunale di Ceresara (Mantova) e segretaria comunale del Partito Democratico, che vivono a Ceresara (Mantova), consegue la laurea in matematica all'Università di Pavia nel 1997, quale alunna del collegio Ghislieri, e poi il dottorato di ricerca all'Università degli Studi di Milano nel 2002.
Dapprima ricercatrice e poi docente a contratto all'Università di Pavia, dal 2016 è professoressa associata di analisi matematica presso l'Università di Milano.
È sposata con Davide Boldrini, responsabile del centro San Simone della Caritas della Diocesi di Mantova, ha due figli e risiede a Mantova.
È stata per molto tempo attiva negli scout AGESCI, di cui è stata Incaricata nazionale della branca R/S.
In questa veste, ha contribuito all'organizzazione della Route Nazionale 2014, a cui hanno partecipato oltre 30.000 ragazzi e che ha avuto come esito la scrittura da parte dei giovani scout della «Carta del coraggio». Tale documento fece notizia, poiché – tra le altre cose – chiedeva all'AGESCI di dimostrare «maggiore apertura riguardo a temi quali omosessualità, divorzio, convivenza» e di non considerare «esperienze di divorzio, convivenza o omosessualità invalidanti la partecipazione alla vita associativa e al ruolo educativo»; alla Chiesa «di accogliere e non solo tollerare qualsiasi scelta di vita guidata dall'amore» e «di mettersi in discussione e di rivalutare i temi dell’omosessualità, convivenza e divorzio»; allo Stato che «porti avanti politiche di non discriminazione e accoglienza nei confronti di persone di qualunque orientamento sessuale» e «di agevolare sia dal punto di vista economico che burocratico le pratiche di adozione nazionale».
Da sempre vicina al mondo cattolico, in particolare dello scautismo, s'iscrive al Partito Democratico (PD) in vista delle elezioni primarie del PD del 2017, dove sostiene la mozione di Matteo Renzi, segretario uscente ed ex Presidente del Consiglio, che prevale con quasi il 70% dei voti, venendo nominata Responsabile giovani e formazione nella sua segreteria nazionale del partito, occupandosi dei "20 Millennials" che Renzi volle nella direzione nazionale del partito.
Alle elezioni politiche del 2018 viene candidata alla Camera dei deputati, tra le liste del PD nel collegio plurinominale Lombardia 4 - 02 in terza posizione, risultando tuttavia non eletta.
Alle primarie del PD del 2019 sostiene la mozione di Roberto Giachetti, ex radicale e candidato renziano del partito, facendogli da coordinatrice locale, che risulterà perdente arrivando terzo con il 12%% dei voti dietro a Nicola Zingaretti (66%) e Maurizio Martina (22%).
Membro della direzione nazionale del PD, nell'estate 2019 ha organizzato la scuola di formazione politica per giovani Meritare Italia voluta da Renzi, oltre a coordinare i comitati Azione Civile, sempre voluti da Renzi per raccogliere i propri sostenitori al di fuori del PD, che poi confluiranno in Italia Viva.
Ha partecipato più volte come oratrice e organizzatrice alla Leopolda; in particolare, durante la Leopolda del 2019, ha tenuto un discorso per presentare il proprio piano per le famiglie (Family Act) di cui ha auspicato una rapida approvazione da parte del governo.
Con la formazione del governo di Giuseppe Conte sostenuto da PD, Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali, il 4 settembre 2019 viene indicata quale ministra per le pari opportunità e la famiglia. Il giorno successivo giura nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale come ministra nel governo Conte II, succedendo alla leghista Alessandra Locatelli.
A seguito della scissione nel PD da parte del gruppo dei parlamentari renziani, Bonetti aderisce il 17 settembre 2019 ad Italia Viva, partito fondato da Renzi di stampo liberale e centrista.
Per quanto riguarda le politiche a favore delle famiglie, ha proposto di estendere l'assegno per i figli – che va dagli 80 euro ai 170 euro a seconda dell'ISEE – anche alle famiglie con minori di 14 anni (che era destinato inizialmente solo ai nati nel 2020), almeno fino al dicembre 2020. Ha anche auspicato l'introduzione di «congedi parentali estesi, voucher baby sitter ma anche creazione di una rete che coinvolga terzo settore, volontariato, Comuni per aiutare concretamente le famiglie».
Durante il giugno 2020, ha stimolato l'azione del governo Conte per la riapertura dei centri estivi, che poi avverrà il 15 giugno. Bonetti ha chiesto che venisse riconosciuta importanza al «diritto al gioco e alla relazione, fondamentali per lo sviluppo integrale della persona», soprattutto con riferimento alla fascia 0-3 anni.
L'11 giugno 2020 viene approvato dal Consiglio dei ministri il piano per le famiglie proposto da Bonetti, chiamato Family Act – consistente in una proposta di legge per la tutela della famiglia in contrapposizione al ddl Pillon proposto dalla Lega – che prevede tra le tante misure un assegno unico universale per ogni figlio fino ai 21 anni.
A dicembre 2020 Bonetti, insieme alla ministra Bellanova, inizia a criticare aspramente il governo Conte, arrivando a paventare una concreta crisi di governo. Il 22 dicembre 2020 sostiene il piano C.I.A.O. (una serie di proposte raccolte nell'acronimo di Cultura, infrastrutture, ambiente, opportunità) presentato da Renzi, in polemica con il PNRR del governo Conte II sull'utilizzo dei soldi relativi al Next Generation EU, punto di frizione più evidente tra Italia Viva e il governo.
Il 3 gennaio 2021 Bonetti, in un'intervista ad Avvenire, ribadisce le proprie perplessità sul governo Conte II, e il giorno seguente, su Repubblica, ha ricordato che le sue dimissioni sono possibili in qualunque momento, invocando «chiarezza, confronto e condivisione» nelle scelte del governo sulle risorse del PNRR. Il 13 gennaio successivo rassegna le dimissioni dal governo Conte II, assieme ai colleghi Bellanova e Scalfarotto. Il giorno precedente Bonetti aveva preannunciato che sarebbe tornata a dedicarsi all'attività accademica.

Il 12 febbraio 2021 viene indicata come ministra per le pari opportunità e la famiglia nel governo tecnico di unità nazionale presieduto da Mario Draghi, prestando giuramento il giorno successivo nelle mani del Presidente della Repubblica Mattarella come ministra nel governo Draghi.
Alle elezioni politiche anticipate del 2022 viene ricandidata alla Camera per la lista elettorale Azione - Italia Viva sia nel collegio uninominale Lazio - 01 (Roma Municipio I) che come capolista nei collegi plurinominali Veneto 2 - 01, Veneto 2 - 02, Veneto 2 - 03 e Sardegna - 01, risultando questa volta eletta deputata nel plurinominale Veneto 2 - 02, mentre nell'uninominale raccoglie il 16,71% dei voti e viene sconfitta dal candidato del centro-sinistra, in quota DemoS, Paolo Ciani (38,54%) e superata da quella del centro-destra, in quota forzista, Maria Spena (30,7%). Nella XIX legislatura è presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica in atto, oltreché membro della 12ª Commissione Affari sociali, della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere e della Delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.
Il 10 settembre 2023, dopo un periodo di dissenso con Renzi, abbandona Italia Viva, insieme ad Ettore Rosato, per collaborare con Azione di Carlo Calenda, pur non aderendo subito al partito. Il successivo 7 ottobre fonda l'associazione Popolari Europeisti Riformatori, che collaborerà col partito di Calenda in vista delle elezioni europee del 2024. Dopo la separazione dei gruppi parlamentari alla Camera e al Senato di Azione e Italia Viva, nel novembre 2023 diventa vice-capogruppo del gruppo parlamentare Azione - Popolari Europei Riformatori - Renew Europe alla Camera.
Il 29 gennaio 2024 Bonetti aderisce ad Azione, con cui alle elezioni europee del 2024 viene candidata al Parlamento europeo, tra le liste di Azione - Siamo Europei in tutte le circoscrizioni italiane (e in quella nord-occidentale come capolista), ma, a causa del mancato superamento della soglia di sbarramento (del 4%) della lista, risulta non eletta.
Il 29 marzo 2025, durante il secondo congresso di Azione, viene eletta per acclamazione presidente del partito.
Sin dal suo impegno in politica, ha sostenuto – prima nel Partito Democratico e poi in Italia Viva – le posizioni politiche di Matteo Renzi.
La sua nomina a capo dei dipartimenti per le pari opportunità e la famiglia nel governo Conte II può essere vista come una scelta di discontinuità rispetto al precedente governo Conte I, in particolare rispetto alla linea più conservatrice dei predecessori Fontana e Locatelli. Nello specifico, ha sostenuto in più occasioni la necessità di riconoscere i diritti civili alle coppie omosessuali. Peraltro, Bonetti ha ribadito più volte che il lavoro delle donne andrebbe riconosciuto come un «valore collettivo per tutto il Paese, così come la genitorialità».
Sostiene l'istituzione di un salario minimo garantito, di misure fiscali per famiglie con figli, di una pensione di garanzia per i giovani, di incentivi per il diritto allo studio e per ridurre l'emigrazione dei giovani, del servizio civile obbligatorio per un mese. Ha promosso la creazione di Time to Care, un accordo tra il Dipartimento per le politiche della famiglia e quello per le Politiche giovanili e lo sport per consentire ai giovani (18-35 anni) di essere «contrattualizzati e formati da Enti di Terzo Settore per supportare i bisogni delle famiglie con persone anziane e di anziani che vivono da soli».
Si è dichiarata a favore del ddl Zan per contrastare le discriminazioni e le violenze fondate su sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 426162368021825790001 · ORCID (EN) 0000-0002-8035-3257 · GND (DE) 1234927365 |
|---|