Granada

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Granada
comune
Granada – Stemma
Granada – Bandiera
Granada – Veduta
Granada – Veduta
Vista sulla città dall'Alhambra
Localizzazione
StatoSpagna (bandiera) Spagna
Comunità autonoma Andalusia
Provincia Granada
Amministrazione
AlcaldeMarifrán Carazo (Partito Popolare) dal 17-6-2023
Territorio
Coordinate37°11′N 3°36′W
Altitudine684 m s.l.m.
Superficie88,02 km²
Abitanti232 717 (2024)
Densità2 643,91 ab./km²
Comuni confinantiArmilla, Atarfe, Beas de Granada, Cenes de la Vega, Churriana de la Vega, Dúdar, Huétor Santillán, Huétor Vega, Jun, Maracena, Ogíjares, Pinos Genil, Pulianas, Santa Fe, Vegas del Genil, Víznar, La Zubia
Altre informazioni
Cod. postale18001-18015
Prefisso(+34)958
Fuso orarioUTC+1
Codice INE18087
TargaGR
Nome abitantigranadini (granadinos)
PatronoMaria Addolorata e Giovanni di Dio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Spagna
Granada
Granada
Granada – Mappa
Granada – Mappa
Sito istituzionale

Granada (pronuncia spagnola [ɡɾaˈnaða], [ɡɾaˈna] in dialetto locale), o in italiano Granata, è una città spagnola, capoluogo dell'omonima provincia andalusa.

Geografia fisica

La città si trova nella parte orientale dell’Andalusia nel Sistema Bético, ai piedi della Sierra Nevada, situata sulla confluenza del fiume Darro con il Genil.

Clima

Nonostante la vicinanza al mare e lo scorrere tra le sue mura del fiume Darro, il clima è secco e continentale. La pioggia è rara e le alte montagne della Sierra Nevada impediscono che il mare mitighi il clima. Per questo in inverno le temperature scendono spesso sotto lo zero e d'estate superano quasi sempre i trenta gradi. C'è anche una grande escursione termica tra il giorno e la notte, spesso anche con una differenza di quindici gradi. Le ore di sole durante l'anno sono 2 662.

Origini del nome

Nel secolo XI gli Ziridi spostarono la capitale da Medina Elvira («Città Elvira») a Medina Garnata. L'etimología del toponimo è ancora dibattuta e potrebbe provenire tanto dall'arabo (Gar-anat, «Collina dei pellegrini»), quanto dal latino (granatum, «melagrana»).

Il Parco delle Scienze al tramonto

Storia

Il suo periodo migliore fu quello successivo al periodo in cui al-Andalus (Spagna islamica) fu dapprima un Emirato e poi Califfato omayyade, con sede a Cordova. Con i reinos de taifas la città - che ospitava una ricca e attiva comunità ebraica, stanziata soprattutto nel quartiere Realejo, tanto da far chiamare la città Granada degli ebrei - fu governata dal 1013 in modo progressivamente indipendente dagli Ziridi, una dinastia fondata da Zāwī ibn Zīrī, un berbero giunto dal Nordafrica per partecipare alle guerre innescate in al-Andalus dal crollo del Califfato.

Durante il dominio islamico, Granada è stata una delle maggiori città commerciali per lo scambio di pietre preziose, pelli, armi e polveri da sparo. Alcuni di questi oggetti venivano anche dall'Estremo Oriente come la Cina e la Mongolia, anche se i primi importatori di oggetti provenienti da questi territori furono gli antichi romani, nel loro periodo di grande prosperità.

Nel corso della dominazione almoravide e almohade, Granada perse la sua indipendenza, costretta a piegarsi al volere dei signori venuti dal Maghreb, ma recuperò il proprio ruolo quando, nel 1238, Muḥammad ibn Yūsufu ibn Nāẓar (o Naṣr) entrò nella città dalla Puerta de Elvira per occupare il Palazzo del Gallo del Vento e legare la sorte della sua dinastia nasride al Sultanato di Granada. I Nasridi dettero alla città venti sultani, fino alla sua caduta nel gennaio del 1492.

I Nasridi trasformarono la loro capitale in uno dei centri più brillanti dell'intera penisola iberica, tanto sotto il profilo economico e sociale quanto sotto quello prettamente culturale. Fu l'ultimo reame ad essere "riconquistato" dai cristiani che, per un lungo periodo, le consentirono di sopravvivere, sia pure in uno stato di sostanziale infeudamento, alla corona di Castiglia, fino a quando, nel 1492, Isabella di Castiglia e Ferdinando II d'Aragona costrinsero alla resa e all'esilio l'ultimo Sultano Abū ʿAbd Allāh (il "Boabdil" delle cronache cristiane dell'epoca).

C'è una località chiamata "Sospiro del moro" da dove, prima di procedere verso la costa, si vede per l'ultima volta il panorama della città, e qui secondo la tradizione si fermò Boabdil a rimpiangere il suo perduto regno. Secondo la tradizione, la madre di quest'ultimo lo rimproverò dicendogli: "Piangi come una donna perché non hai saputo difendere il tuo regno come un uomo".

Il fatto che i "Cattolicissimi" re avessero deciso di eleggere come propria sede reale a Granada proprio il palazzo dei sultani dell'Alhambra (dall'arabo al-Ḥamrāʾ, ossia "la Rossa", a causa forse del colore rosato delle strutture murarie o, forse, del colore rossiccio della barba del primo sultano) lo preservò dalla devastante damnatio memoriae dei vincitori. Oggi l'Alhambra è considerata uno dei Patrimoni dell'Umanità. Carlo V edificò anche un suo palazzo nel mezzo dell'Alhambra, che non fu però terminato.

Alla fine del XVI secolo, con Filippo II al potere, scoppiò la sanguinaria rivolta dei moriscos (musulmani convertiti al cristianesimo) e fu costretto a intervenire il fratellastro di Filippo II, Giovanni d'Austria, vincitore di Lepanto, che operò una repressione durissima: il capo degli insorti Abén Humeya (1520-1569), il cui nome cristiano era Fernando de Córdoba y Válor mentre quello arabo era Muḥammad ibn Umayya, fu tradito e assassinato da Abén Abó (Ibn ˁAbbād o Ibn ʿAbbās) che, a sua volta, fu decapitato dai cristiani che esposero la sua testa sulla Porta Reale. I moriscos vennero definitivamente espulsi dal suo regno da Filippo III e ci fu un periodo di grave crisi dell'economia nazionale (originata dallo sfacelo del settore agricolo). Nei secoli XVII secolo e XVIII secolo vi fu invece un periodo di grande splendore dovuto all'oro e all'argento delle Americhe e vennero avviate e completate le costruzioni delle grandi opere del Barocco e del periodo successivo

Nei secoli seguenti, Granada non fu più al centro della vita culturale del paese fino a quando, nel 1829, giunse in città Washington Irving, il quale dimorò all'Alhambra e scrisse I racconti dell'Alhambra che attrassero molti scrittori, artisti e viaggiatori romantici come Alexandre Dumas, Honoré Daumier, Delacroix ed altri. Nel 1889 si iniziò il restauro dell'Alhambra che fu aperta al pubblico con Alfonso XIII. Da allora Granada ha accresciuto la sua fama con Federico García Lorca, Salvador Dalí, Andrés Segovia e Manuel de Falla, che vi dimorarono contemporaneamente, facendo diventare la città andalusa uno dei maggiori centri mondiali della letteratura e della musica.

Monumenti e luoghi d'interesse

La città con l'Alhambra e, sullo sfondo, la Sierra Nevada

Granada è anche una delle città spagnole più visitata dai turisti per i suoi monumenti, le sue feste, per i locali caratteristici dei gitani nelle grotte del Sacromonte dove si canta e si ballano il flamenco e la zambra gitana.

Alhambra

Lo stesso argomento in dettaglio: Alhambra.

Il monumento più celebre di Granada è l'Alhambra. Fu costruita nel quattordicesimo secolo da Muhammad Ibn Nasr ed è composta da tre parti: Alcazaba (dall'arabo al-Qaṣaba, "residenza fortificata"), Casa Reale o Alcazar (dall'arabo al-Qaṣr, "il Palazzo") con i giardini ed Alhambra alta o Quartiere degli Artigiani del Popolo, la cui estensione è di 104 000 metri quadrati. La fortezza era fiancheggiata da ben trecento torri, quattro delle quali sono ancor oggi porte d'ingresso al recinto, due strade pressoché parallele attraversavano la città delle quali solo una si è conservata.

Veduta dell'Alhambra.

Interessanti sono diverse sale con le caratteristiche decorazioni geometriche arabescate, sia del palazzo pubblico (Mexuar) sia di quello privato (Diwan o Serraglio), anche se alcune sono un po' trasformate dai re cristiani. Caratteristici i cortili, uno dei quali detto "Patio dei mirti", per le piante di mirto che delimitano l'interno pieno di acqua, e un altro, al centro dell'harem, detto "dei leoni" per la fontana centrale la cui vasca è sorretta da dodici leoni.

Altri edifici ospitano i bagni con diverse stanze, e poi cortili, giardini, fontanelle, piccole canalette in cui scorre l'acqua, rendono unico questo complesso. L'Alhambra è stata candidata dalla Spagna al concorso per l'elezione delle 7 meraviglie del mondo moderno nel 2007. Comprende anche il Palazzo di Carlo V.

Architetture civili

Il Palazzo della Madraza.
Il cortile dell'Ospedale Reale

Architetture religiose

L'interno della Chiesa di San Girolamo.

Altro

Scorcio di Puerta Real nel 2006
Plaza Isabel la Católica
Una delle vie principali di Granada: Camino de Ronda, essa si espande dalla zona nord a quella sud della città
La Sierra Nevada sullo sfondo, vista da Calle Acera del Darro

Cultura

Università

Lo stesso argomento in dettaglio: Università di Granada.

Musei

Infrastrutture e trasporti

Lo stesso argomento in dettaglio: Tranvia di Granada.

La città è servita dall'Aeroporto di Granada, situato a circa 20 km a ovest della città. Lo scalo ferroviario più importante è la Stazione di Granada. È presente anche una stazione dei bus, che permette di disporre di collegamenti verso quasi tutte le principali città spagnole.

Amministrazione

Il Comune di Granada, a Plaza del Carmen

Gemellaggi

Note

  1. ↑ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Granata", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, ISBN 978-88-397-1478-7.
  2. ↑ Granata, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 2 aprile 2017.
  3. ↑ (ES) Del nombre de Granada, su nueva-acropolis.es, Organización Nueva Acrópolis. URL consultato il 10 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 12 gennaio 2009).
  4. 1 2 3 4 5 6 7 TCI, p. 132.
  5. ↑ Il poeta messicano Francisco A. de Icaza ci ha lasciato questi famosi versi:"Dale, limosna, mujer / que no hay en la vida nada / como la pena de ser / ciego en Granada" [Dagli l'elemosina, donna, che non c'è nella vita niente come la pena di essere cieco a Granada](https://www.poemas-del-alma.com/blog/mostrar-poema-154237)
  6. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 TCI, p. 133.
  7. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 TCI, p. 136.
  8. ↑ TORNI, Jacopo in "Dizionario Biografico", su treccani.it. URL consultato il 22 gennaio 2022.
  9. ↑ Biowebdesign, Plaza Nueva, su alhambragranada.it. URL consultato il 25 gennaio 2022.
  10. ↑ Museo Casa de los Tiros a Granada | spain.info in italiano, su Spain.info. URL consultato il 19 gennaio 2022.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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