| Adriana Poli Bortone | |
|---|---|
| Sindaco di Lecce | |
| In carica | |
| Inizio mandato | 27 giugno 2024 |
| Predecessore | Carlo Salvemini |
| Durata mandato | 25 maggio 1998 – 29 maggio 2007 |
| Predecessore | Mario Ciclosi (commissario straordinario) |
| Successore | Paolo Perrone |
| Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali | |
| Durata mandato | 11 maggio 1994 – 17 gennaio 1995 |
| Capo del governo | Silvio Berlusconi |
| Predecessore | Alfredo Diana |
| Successore | Walter Luchetti |
| Senatrice della Repubblica Italiana | |
| Durata mandato | 29 aprile 2008 – 14 marzo 2013 |
| Legislatura | XVI |
| Gruppo parlamentare | - Il Popolo della Libertà (fino al 10/06/2009) - Misto (dall'11/06/2009 al 07/10/2009) - UdC, SVP e Autonomie (dal 08/10/2009 al 01/03/2011) - Coesione Nazionale (dal 02/03/2011) |
| Coalizione | Centro-destra 2008 |
| Circoscrizione | Puglia |
| Incarichi parlamentari | |
| |
| Sito istituzionale | |
| Europarlamentare | |
| Durata mandato | 20 luglio 1999 – 28 aprile 2008 |
| Legislatura | V, VI |
| Gruppo parlamentare | UEN |
| Circoscrizione | Italia meridionale |
| Incarichi parlamentari | |
VI legislatura:
| |
| Sito istituzionale | |
| Deputata della Repubblica Italiana | |
| Durata mandato | 12 luglio 1983 – 14 aprile 1999 |
| Legislatura | IX, X, XI, XII, XIII |
| Gruppo parlamentare | IX-XI: MSI-DN XII: AN-MSI XIII: AN |
| Coalizione | XII: Polo del Buon Governo XIII: Polo per le Libertà |
| Circoscrizione | Puglia |
| Collegio | XII-XIII: 7. Lecce |
| Incarichi parlamentari | |
XII legislatura:
| |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | Io Sud (dal 2009) In precedenza: MSI (1967-1995) AN (1995-2009) GS (2011-2013) FdI (2014-2016) FI (2016-2019) MSFT (2019-2022) |
| Titolo di studio | Laurea in lettere classiche |
| Università | Università del Salento |
| Professione | Docente universitaria |
Adriana Poli Bortone (Lecce, 25 agosto 1943) è una politica italiana, sindaco di Lecce dal 1998 al 2007 e nuovamente dal 2024.
È stata deputata alla Camera dal 1983 al 1999 per il Movimento Sociale Italiano e Alleanza Nazionale, senatrice della Repubblica dal 2008 al 2013 e ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali dall'11 maggio 1994 al 17 gennaio 1995 nel primo governo Berlusconi.
Nel 1961 conseguì la maturità classica al liceo Giuseppe Palmieri di Lecce. Nel 1967 divenne docente di latino e greco presso il medesimo istituto, subito dopo aver conseguito la laurea in lettere. Nel 1968 divenne assistente alla cattedra di letteratura latina della facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Lecce, quindi dal 1985 professore associato di letteratura latina presso il medesimo ateneo.
Bortone è stata insignita dell'onorificenza di Dama dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, su iniziativa del principe Vittorio Emanuele di Savoia[senza fonte].

Aderisce da giovane al Movimento Sociale Italiano. Nel 1967 fu eletta consigliere comunale del capoluogo salentino nella lista della fiamma e sempre riconfermata fino al 1998. È stata segretario nazionale femminile dal 1981 al 1994 e componente dell'esecutivo nazionale del partito dal 1981.
Fu eletta deputata al Parlamento italiano per la prima volta nel 1983, per il MSI in Puglia, venendo riconfermata alla Camera nel 1987, 1992, 1994 e 1996. Durante il mandato come deputato al Parlamento italiano è stata capogruppo in Commissione Cultura[senza fonte], componente della Commissione di Vigilanza RAI, vicepresidente della Commissione speciale per le Telecomunicazioni, vicepresidente della commissione d'inchiesta sulla Federconsorzi; componente della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati, componente della Commissione Speciale Pensioni; membro dell'esecutivo della Commissione Interparlamentare; è stata componente della Commissione Autorizzazioni a procedere e della Commissione Politiche dell'UE.
Alle elezioni politiche del 1994 viene ricandidata alla Camera nel collegio elettorale di Lecce, sostenuta dalla coalizione di centro-destra Polo del Buon Governo in quota Alleanza Nazionale (AN), venendo rieletta a Montecitorio con il 48,32% dei voti e superando i candidati dei Progressisti Ennio Cillo (32,35%) e del Patto per l'Italia Ottorino Fiore (13,69%)..
Dopo esser stata eletta vicepresidente della Camera dei deputati, con la nascita del primo governo Berlusconi venne nominata ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali, giurando nelle mani del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Sulla base di tale esperienza è stata la presentatrice della proposta di legge di costituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sul dissesto della Federconsorzi.
Nel maggio 1994 viene aspramente criticata dal WWF e da Greenpeace; la neo-ministro - a fronte di una moratoria delle Nazioni Unite sull'uso delle reti da pesca pelagiche derivanti (le cosiddette spadare) e di una direttiva dell'UE che poneva il limite di 2,5km per ciascuna rete - invita le capitanerie di porto a ''non elevare verbali ai pescatori colti in situazioni illegali''.
Presenta inoltre richiesta di deroga al Regolamento comunitario, al fine di consentire ai pescherecci operanti dalle acque territoriali italiane l'utilizzo di reti derivanti lunghe fino a 9km e il contestuale rinvio dal 1997 al 2002 del bando totale delle stesse reti.
Nel 1995 aderisce alla svolta di Fiuggi di Gianfranco Fini, che portò allo scioglimento del MSI e la sua confluenza in AN come partito, di cui fece parte del esecutivo nazionale fino al 2000. In Alleanza Nazionale è stata anche Responsabile delle politiche per il Mezzogiorno, delle relazioni con le categorie produttive e del Dipartimento Agricoltura.
Alle elezioni amministrative del 1995 viene candidata al consiglio comunale di Lecce, tra le liste di Alleanza Nazionale a sostegno del candidato sindaco di centro-destra Francesco Faggiano, risultando eletta consigliera comunale.

Alle elezioni politiche del 1996 viene ricandidata alla Camera nel medesimo collegio elettorale, sostenuto dalla coalizione Polo per le Libertà in quota AN, risultando eletta per la quinta volta deputata col 53,55% dei voti e superando i candidati de L'Ulivo Giovanni Invitto (41,7%) e della Fiamma Tricolore Giuseppe Verri (2,4%).
Alle elezioni amministrative del 1998 viene candidata a sindaco di Lecce, sostenuta da una coalizione di centro-destra formata da Alleanza Nazionale, Centro Cristiano Democratico - Cristiani Democratici per la Libertà, Forza Italia, Patto Segni, Unione Repubblicana per l'UDR, Cristiani Democratici per la Repubblica e le liste "Marine e Primo Piano" e "Lega Cittadini e Ambiente", risultando eletta con il 54% dei voti e superando il sindaco uscente di centro-sinistra Stefano Salvemini (43,78%).
Alle amministrative del 2002 viene ricandidata per un secondo mandato da sindaca, sostenuta dalla Casa delle Libertà formata da Forza Italia, AN, Unione di Centro, Movimento Sociale Fiamma Tricolore, Nuovo PSI e le liste "Per Lecce e le Marine", "Più Forza per Lecce" e "Con Te per Lecce", venendo confermata col 68,86% e superando il candidato di centrosinistra Alberto Maritati (31,14%). Durante il suo secondo mandato è stata vicepresidente vicaria e componente del Comitato direttivo dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani, nominata nel dicembre 2004 dal Consiglio nazionale. Dopo la costituzione degli Ambiti Territoriali Ottimali, nell'ottobre 2002 fu nominata presidente dell'ATO Le/1.
A luglio 2005 viene nominata coordinatrice regionale di AN in Puglia da Fini. Mentre a febbraio 2007 le fu affidato il compito di costituire e dirigere la Scuola nazionale per la formazione dei quadri dirigenti di Alleanza Nazionale.
Alle elezioni europee del 1999 viene candidata al Parlamento europeo, tra le liste di Alleanza Nazionale - Patto Segni nella circoscrizione Italia meridionale, risultando eletta europarlamentare con 53.593 preferenze. Nel corso della V legislatura ha fatto parte della Commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo e delle Delegazioni per le relazioni con i paesi dell'Europa sudorientale e dell'Asia del Sud e l'Associazione Sud-Asiatica per la Cooperazione Regionale, oltre ad essere membro sostituto della Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale.
Alle europee del 2004 viene ricandidata all'Europarlamento, tra le liste di Alleanza Nazionale nella medesima circoscrizione, venendo confermata europarlamentare con 92.222 preferenze e grazie alla rinuncia del seggio di Gianfranco Fini. Nella VI legislatura del Parlamento europeo è stata vicepresidente della Delegazione per le relazioni con i paesi dell'Europa sudorientale, componente della Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della Commissione temporanea sul cambiamento climatico e della Delegazione all'Assemblea parlamentare Euromediterranea, oltreché membro sostituto della Commissione per lo sviluppo regionale e della Delegazione per le relazioni con i paesi del Mashrek.
Il 6 febbraio 2009, in un intervento a Radio 24, ha giustificato le sue assenze al 65% delle sedute del Parlamento europeo, adducendo motivi di "scomodità in quanto meridionale" e un'otite cronica a causa della quale le risulta faticoso prendere l'aereo.
Alle elezioni amministrative del 2007, non potendo correre per un terzo mandato consecutivo da sindaca, si ricandida al consiglio comunale di Lecce, tra le file di Alleanza Nazionale a sostegno del suo vicesindaco Paolo Perrone, venendo rieletta consigliere comunale con 2.240 preferenze. Nel luglio successivo, con l'elezione di Perrone a sindaco, viene nominata vicesindaca e assessore con deleghe alla cultura, politiche comunitarie e fascia costiera della sua giunta comunale.
Alle elezioni politiche del 2008 viene candidata al Senato della Repubblica, come capolista del Popolo della Libertà (lista elettorale che univa principalmente AN e Forza Italia) nella circoscrizione Puglia, venendo eletta senatrice e dimettendosi da europarlamentare, venendo sostituita da Domenico Antonio Basile.
Il 14 febbraio 2009 Poli Bortone, già in dissenso con lo scioglimento di Alleanza Nazionale e la sua confluenza nel Popolo della Libertà (PdL) come partito, fonda il movimento politico Io Sud. Il 10 giugno successivo abbandona il gruppo parlamentare del PdL, passando al gruppo misto e costituendo la componente "Io Sud", per poi ad ottobre seguente aderire al gruppo Unione di Centro, Südtiroler Volkspartei e Autonomie.
Già dal 19 gennaio era al lavoro per creare una "Lega del Sud"; il 21 gennaio 2009 si dimise da coordinatrice regionale di AN in Puglia perché, a suo dire, il governo Berlusconi IV non prestava la giusta attenzione al Mezzogiorno. Nel 2009 la Poli Bortone votò contro il federalismo fiscale, ritenuto un mezzo per tutelare l'economia del solo Nord del paese, e propose invece di territorializzare la fiscalità prodotta dalle imprese in base a dove queste producono e talvolta inquinano e non in base a dove risiede la ragione sociale.
Alle elezioni provinciali del 2009 la Poli Bortone si candidò alla presidenza della Provincia di Lecce, sostenuta dall'Unione di Centro, il suo movimento Io Sud e le liste civiche Cento Città, Verso il Partito della Nazione, Salento in Movimento e Movimento Sociale Destra Italiana, raccolse il 21,89% dei voti e si classificò terza dietro ai candidati del centro-destra Antonio Maria Gabellone (41,39%) e del centro-sinistra Loredana Capone (36,76%), venendo comunque eletta consigliera provinciale di Lecce.
Alle elezioni regionali in Puglia del 2010 presentò la propria candidatura con Io Sud, appoggiata da Unione di Centro, Movimento per le Autonomie, Rifondazione democristiana, Rinascita popolare, Democristiani e Libertà, Lista Per il Sud e Lega Meridionale. L'ufficializzazione pose fine a numerose voci che la volevano candidata per il Popolo della Libertà, che le preferì Rocco Palese. Ottenne circa l'8% dei consensi.
Il 26 febbraio 2011 annunciò la propria adesione al gruppo parlamentare di Coesione Nazionale, a sostegno della maggioranza di governo e all'interno dell'area politica e culturale del centro-destra.
Nel settembre 2011 Io Sud si federò con Forza del Sud di Gianfranco Miccichè e Noi Sud nel nuovo partito meridionalista Grande Sud, guidato dallo stesso Miccichè.
Alle elezioni politiche del 2013 viene ricandidata al Senato della Repubblica come capolista di Grande Sud in Puglia, tuttavia non fu rieletta in quanto il partito non superò la soglia di sbarramento del 3% a livello regionale (ottenne solamente l'1,08% dei consensi).
Il 9 aprile 2014 Poli Bortone annunciò la propria adesione e quella del suo movimento politico Io Sud a Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale di Giorgia Meloni.
L'11 aprile 2015 Forza Italia annunciò che il proprio candidato presidente alle elezioni regionali in Puglia del 31 maggio era Adriana Poli Bortone. Tale annuncio seguì la rottura politica con Raffaele Fitto e il ritiro del sostegno di Forza Italia a Francesco Schittulli quale candidato alla presidenza.
Il giorno successivo Poli Bortone accettò la proposta di Forza Italia, ma la candidatura non fu ben accolta da Fratelli d'Italia, che intese appoggiare Schittulli. Poli Bortone affermò dunque di essere pronta a lasciare il partito della Meloni.
Il 15 aprile il partito di cui faceva parte Poli Bortone, Fratelli d'Italia, prese la decisione definitiva di sostenere la candidatura di Schittulli e non quella del suo esponente, che si ritrovò così a essere sostenuta da Forza Italia, Noi con Salvini, Partito Liberale Italiano e la lista Puglia Nazionale.
Alle elezioni del 31 maggio 2015 Poli Bortone, con il 14% dei voti, si piazzò al quarto posto dietro a Michele Emiliano (centro-sinistra), Antonella Laricchia (Movimento 5 Stelle) e proprio Schittulli.
Il 16 maggio 2015 Poli Bortone viene sospesa dal partito di Giorgia Meloni in attesa di una decisione sulla sua espulsione. Il 29 febbraio 2016 la politica ufficializzò la propria adesione a Forza Italia, insieme al movimento da lei fondato, Io Sud.
Il 23 giugno 2017 fu nominata assessore al comune di Matera, con delega all'identità euro-mediterranea e al turismo. Si dimise dall'incarico il 20 marzo 2018.
Alle elezioni amministrative del 2019 Poli Bortone si candidò nuovamente come sindaco di Lecce, sostenuta da quattro liste: Adriana Poli Bortone Sindaco, Movimento Popolare Leccese, Fiamma Tricolore e Giovane Lecce. Con il 9,61% dei voti si classificò terza dietro al sindaco uscente del centro-sinistra Carlo Salvemini (50,87%) e al candidato del centro-destra Saverio Congedo (33,10%), venendo comunque eletta consigliera comunale.
Il 12 settembre 2019 abbandona Forza Italia per aderire al Movimento Sociale Fiamma Tricolore (MSFT), partito fondato dai missini contrari alla svolta di Fiuggi. Alle elezioni regionali in Puglia del 2020 Poli Bortone sostiene il candidato del MSFT Pierfranco Bruni alla presidenza della Regione, essendosi rifiutata di sostenere il candidato della coalizione di centro-destra Raffaele Fitto.
In vista delle elezioni politiche anticipate del 2022 con Io Sud ha dato indicazione di voto per Italexit di Gianluigi Paragone. Dopo le politiche si avvicina a Sud chiama Nord di Cateno De Luca, dichiarandosi disponibile ad aderire alla confederazione di partiti meridionalisti proposta da De Luca e partecipando all'assemblea costituente del partito tenutasi a Roma all'inizio di marzo 2023.
In vista delle elezioni amministrative del 2024 si ricandida a sindaco di Lecce, sostenuta da una coalizione di centro-destra composta da Fratelli d'Italia, Io Sud, Prima Lecce, UdC - Puglia Popolare, Forza Italia, Lega e le liste "Movimento Regione Salento", "Lecce Futura - Pala", "Tutta Lecce - Lisi" e "Voce Nazionale", raccogliendo il 49,95% dei voti al primo turno e accedendo al ballottaggio col sindaco uscente di centro-sinistra Carlo Salvemini (46,73%), dove riesce a ritornare sindaca col 50,69% e superando di poco Salvemini fermo al 49,31%.
Alle elezioni provinciali del 2026 si ricandida alla presidenza della Provincia di Lecce, sostenuta da Io Sud e i partiti di centro-destra FdI, Lega, Forza Italia, Unione di Centro, Noi Moderati, Puglia Popolare e Nuovo PSI, ottenendo il 46,32% dei voti ma venendo sconfitta dal candidato di centro-sinistra, nonché sindaco di Martano, Fabio Tarantino (53,68%).
Nell'ottobre 2026 prende parte alla convention di Sindaci d'Italia e Sud chiama Nord in vista delle elezioni politiche del 2027; del primo partito fanno parti amministratori di diversa provenienza mentre il secondo è guidato dal portavoce del cartello elettorale Cateno De Luca con il quale aveva già avuto modo di collaborare e al quale offre il suo supporto.
A giugno 2008 è stata rinviata a giudizio, insieme al sindaco di Lecce Paolo Perrone (PdL) e ad altre otto persone, con l'accusa di abuso d'ufficio. Secondo le accuse nel 2002 la Poli Bortone e Perrone, all'epoca rispettivamente sindaco e vicesindaco di Lecce, affidarono in via diretta una serie di lavori pubblici ad una cooperativa di lavoratori ex-detenuti. A novembre 2009 Poli Bortone è stata poi assolta con formula piena dalla seconda sezione penale del tribunale di Lecce.
Il 27 settembre 2009 Poli Bortone viene indagata per rivelazione di segreti d'ufficio e tentato abuso d'ufficio. In base alle accuse, la Poli Bortone avrebbe anticipato al marito e ai rappresentanti della società lussemburghese Iskenia, interessata all'acquisto di un'area agricola, notizie riservate dal piano urbanistico, relative a certi terreni. Il 3 dicembre dello stesso anno il GUP di Lecce Annalisa De Benedictis assolse Poli Bortone dal reato contestato stabilendo che "il fatto non sussiste".
A marzo 2012 viene indagata dalla procura della Corte dei conti di Bari per un danno erariale attorno ai 750.000 €, riguardante un incarico assegnato a Massimo Buonerba (suo consulente giuridico finito poi in carcere per presunte mazzette) che avrebbero potuto svolgere gli uffici interni del comune di Lecce.
Il 14 febbraio 2013 viene condannata dalla Corte dei Conti di Bari a restituire 99.000 € al comune di Lecce se Buonerba non dovesse pagare l’intera somma a lui richiesta; in merito alla vicenda la Poli Bortone affermò: "Rifarei tutto quello che ho fatto, perché ero in buona fede".
A gennaio 2015 viene rinviata a giudizio, insieme ad altre persone, per peculato e abuso d'ufficio in riguardo all'avallo di un'operazione a favore del costruttore Pietro Guagnano e a danno del Comune di Lecce: si tratta della trasformazione del contratto di affitto per i palazzi di via Brenta, dove ha tra l'altro sede il tribunale civile di Lecce, in un contratto di leasing sulla base di 14 milioni di euro, prezzo nettamente superiore rispetto a quello di mercato. Il processo prenderà il via il 4 maggio. Il 2 dicembre 2017 la PM chiede per lei 6 anni di reclusione. Il 12 marzo 2018 viene assolta perché "il fatto non sussiste" dall'accusa di peculato; per l'accusa di abuso d'ufficio interviene la prescrizione.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 59122719 · ISNI (EN) 0000 0000 6156 6535 · SBN TO0V314688 · LCCN (EN) n86004035 · GND (DE) 171480295 · BNF (FR) cb121578298 (data) · CONOR.SI (SL) 190794851 |
|---|