| Tonnetto striato | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eukaryota |
| Ramo | Bilateria |
| Superphylum | Deuterostomia |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Infraphylum | Gnathostomata |
| Classe | Actinopterygii |
| Sottoclasse | Neopterygii |
| Infraclasse | Teleostei |
| Superordine | Acanthopterygii |
| Ordine | Scombriformes |
| Sottordine | Scombroidei |
| Famiglia | Scombridae |
| Sottofamiglia | Scombrinae |
| Genere | Katsuwonus Kishinouye, 1915 |
| Specie | K. pelamis |
| Nomenclatura binomiale | |
| Katsuwonus pelamis (Linnaeus, 1758) | |
| Sinonimi | |
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Euthynnus pelamis (Linnaeus, 1758) | |
Il tonnetto striato (Katsuwonus pelamis (Linnaeus, 1758)), a cui spesso ci si riferisce con il sinonimo Euthynnus pelamis, è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Scombridae. È l'unica specie nota del genere Katsuwonus (Kishinouye, 1915). Si tratta di un animale di grande importanza per la pesca commerciale mondiale.

Il tonnetto striato ha distribuzione cosmopolita nei mari temperati e caldi. Nei mari europei giunge a nord fino alla Gran Bretagna e, occasionalmente fino alla Scandinavia. Nel mar Mediterraneo non è una specie comune ed è assente nel mar Nero.
È un tipico pesce pelagico di mare aperto che raramente si avvicina alle coste. Si spinge fino a profondità di 260 metri e vive in acque a temperatura superiore a 18 °C, migrando in zone più calde durante l'inverno delle regioni temperate, non tollera inoltre acque più calde di 30 °C nei giovani e di 25 °C negli adulti. È legato a zone oceaniche le cui acque siano ricche di ossigeno disciolto e la cui salinità sia ameno del 35‰.
L'aspetto generale non si discosta da quello dei tonni e ancor più da quello del tonnetto alletterato, rispetto al quale ha una forma più panciuta a "barilotto". La sagoma è dunque affusolata, alta al centro ma con peduncolo caudale sottile e muso appuntito. L'occhio è relativamente grande e anche la bocca, che è armata di piccoli denti. Le pinne dorsali sono due, contigue, la prima ha un lobo superiore appuntito, ha 15-16 raggi spiniformi, la seconda invece è più breve e falciforme, è composta da 14-16 raggi. La pinna anale è opposta e simmetrica alla seconda dorsale e ha lo stesso numero di raggi. Sul peduncolo caudale sono presenti 7-8 pinnule superiori e 6-8 inferiori. Le pinne pettorali e ventrali sono di piccole dimensioni mentre la pinna caudale è falciforme, grande e con lobi appuntiti.
La colorazione è blu acciaio, talvolta quasi nero sul dorso e bianco argenteo sul ventre. La regione ventrale è percorsa da 4-7 caratteristiche linee scure orizzontali, delle quali le inferiori meno visibili.
Può superare 1 m di lunghezza per un peso di oltre 34 kg, la taglia media si aggira sugli 80 cm.
Può vivere fino a 12 anni.
Vive in banchi fittissimi, talvolta composti da migliaia di individui. I banchi tendono a raggrupparsi attorno a grandi oggetti galleggianti o a grandi animali come squali o cetacei. Effettuano spesso salti in superficie. Può formare banchi misti ad altri tonni come Thunnus albacares, T. obesus e T. atlanticus
Si nutre di pesci pelagici, crostacei e cefalopodi. È comune il cannibalismo.
Nei mari tropicali si riproduce tutto l'anno mentre nei mari temperati come il Mediterraneo solo nella stagione calda. Le uova e le larve sono pelagiche. K. pelamis è una specie a rapido accrescimento e molto feconda. La maturità sessuale viene raggiunta a circa un anno di età e talvolta prima.
Numerosi sono i predatori che si nutrono del tonnetto striato. Tra di essi vi sono numerosi squali, marlin e tonni, la lampuga, il wahoo, la serna stolida e la sterna fosca.
Il tonnetto striato è una delle specie ittiche più importanti per la pesca commerciale marittima, che lo cattura soprattutto con rete da circuizione, reti da posta derivanti, palamiti e lenze. Viene catturato anche dai pescatori sportivi, soprattutto con la tecnica della traina. Le carni sono ottime, ma inferiori a quelle del tonno rosso.
Il tonnetto striato è conosciuto nella cucina giapponese come katsuo. Viene di solito affumicato, essiccato e tagliato in finissime scagliette per fare il katsuobushi, il principale ingrediente del dashi (brodo di pesce). Le scagliette vengono usate anche come guarnitura o condimento finale per diverse pietanze, tra le quali i takoyaki e l'okonomiyaki. Il pesce tagliato in pezzi viene marinato per fare il katsuo no shiokara. Un piatto tipico della cucina di Kōchi, nell'isola giapponese di Shikoku, è il Katsuo no tataki, in cui il tonnetto viene scottato leggermente alla griglia, tagliato a fette, servito con cipolline, aglio e zenzero, condito con sale o salsa di soia, aceto e succo di limone. Viene inoltre consumato crudo come sashimi e nel sushi.
Nella cucina indonesiana è chiamato cakalang; il piatto più popolare in cui viene impiegato è il cakalang fufu, tipico dei minahasa di Sulawesi. Si utilizza anche nella cucina delle Maldive.
Sull'isola di Madera in Portogallo si chiama gaiado e viene mangiato fresco (bollito) o, più tradizionalmente, seccato al sole con sale e poi bollito e condito con escabeche (misto di olio extravergine di oliva, aceto, cipolla, aglio, prezzemolo). È tipico della zona di Machico e Caniçal.
Da qualche tempo si usa anche per il confezionamento in scatola sott'olio o al naturale.
La specie è soggetta a un'intensissima pesca ma non viene considerata soggetto a sovrapesca, sebbene lo sia stata in passato. K. pelamis è una specie a crescita rapida e molto fertile, diffusa su un areale vastissimo, per cui può sopportare uno sforzo di pesca molto intenso. La IUCN la classifica "a rischio minimo".
| Controllo di autorità | LCCN (EN) sh85123203 · GND (DE) 4670676-8 · BNE (ES) XX538497 (data) · BNF (FR) cb12037767z (data) · J9U (EN, HE) 987007548638205171 · NDL (EN, JA) 00565230 |
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