I gamberetti sono diffusi sia in acqua dolce che in acqua salata. Si possono trovare in un'ampia gamma di habitat, ma la maggior parte delle specie è tipica delle acque marine. Solo un quarto delle specie scoperte vive in acqua dolce, e di quel quarto quasi tutte appartengono alla famigliaAtyidae e alla sottofamigliaPalaemoninae della famiglia Palaemonidae. Tra esse ci sono anche specie di importanza commerciale, come Macrobrachium rosenbergii, diffuso in tutti i continenti eccetto l'Antartide.
Le specie marine sono diffuse in tutti gli oceani, dalle zone tropicali a quelle artiche, fino a 5 000m di profondità.
Descrizione
Oltre alla varia gamma di habitat, i gamberetti variano molto anche come aspetto; spesso però hanno un carapace che protegge il cefalotorace e circonda le branchie. Anche le dimensioni sono variabili.
La maggior parte dei gamberetti è onnivora, ma alcune specie sono specializzate per una particolare dieta: alcune si nutrono filtrando l'acqua, altre raschiano via le alghe dagli scogli. Molti dei "gamberetti pulitori", che si nutrono dei parassiti esterni di altri animali, appartengono all'infraordine Caridea. Alcune specie del genereAlpheus utilizzano il suono prodotto dalle loro chele per stordire le prede.
I fossili di Caridea sono rari: sono note solo 57 specie esclusivamente fossili. I più antichi non possono essere assegnati a nessuna famiglia, ma sono datati al basso Giurassico e al Cretaceo. Un certo numero di generi estinti non può essere classificato in nessuna superfamiglia:
Le specie di maggior importanza commerciale sono probabilmente Pandalus borealis e Crangon crangon. Oggi la quantità di P. borealis catturati è circa dieci volte quella di C. crangon; nel 1950 la situazione era opposta.
↑(EN) Gary C. B. Poore e Shane T. Ahyong, Caridea – shrimps, in Marine Decapod Crustacea of Southern Australia: a Guide to Identification, CSIRO Publishing, 2004, 53–57, ISBN978-0-643-06906-0.