I neopterigi (Neopterygii) sono una sottoclasse dei pesci ossei a pinne raggiate (Actinopterygii).
Il termine "neopterigi" deriva dal greco antico νέος (néos), «nuovo», e πτέρυξ (ptérux), «ala, pinna»)
I Neopterygii comprendono gli Holostei e i Teleostei; questi ultimi rappresentano la grande maggioranza dei pesci attuali e oltre la metà di tutte le specie di vertebrati viventi. Mentre gli olostei viventi includono esclusivamente taxa d’acqua dolce, i teleostei sono diversificati sia in ambienti di acqua dolce sia in ambienti marini. Ogni anno vengono descritte scientificamente numerose nuove specie di teleostei.
Il più antico neopterigio potenzialmente noto è il presunto «semionotiforme» Acentrophorus varians del Permiano medio della Russia; tuttavia, uno studio che integra dati morfologici da fossili e dati molecolari da DNA nucleare e DNA mitocondriale colloca la divergenza ad almeno 284 milioni di anni fa (Ma), durante l’Artinskiano del Permiano inferiore. Un altro studio suggerisce una separazione ancora più antica (360 Ma, vicino al limite Devoniano–Carbonifero).
| Vertebrati |
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I neopterigi viventi sono suddivisi in due gruppi principali (infraclassi): teleostei e olostei. Gli olostei comprendono due cladi, i Ginglymodi e gli Halecomorphi. Tutti questi gruppi possiedono un lungo ed esteso record fossile. Le relazioni evolutive tra i diversi gruppi di Neopterygii sono riassunte nel cladogramma sottostante (i tempi di divergenza per ciascun clade in Ma sono basati su).
| Neopterygii 360 Ma |
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I neopterigi costituiscono un gruppo estremamente diversificato. Rappresentano oltre il 50% della diversità dei vertebrati attuale e la loro diversità è aumentata a partire dal Mesozoico. Tuttavia, la diversità dei vari gruppi di neopterigi (o dei pesci in generale) è distribuita in modo diseguale: i teleostei costituiscono la stragrande maggioranza (96%) delle specie viventi.

All’inizio della loro evoluzione, i neopterigi furono un gruppo di pesci di grande successo, grazie alla capacità di muoversi più rapidamente rispetto ai loro antenati. Durante la loro evoluzione, le loro scaglie e il loro scheletro si alleggerirono, mentre le mascelle divennero più potenti ed efficienti. Sebbene l’elettrorecezione e le ampolle di Lorenzini siano presenti in tutti gli altri gruppi attuali di pesci (eccetto le missine), i neopterigi hanno perso questo senso, anche se esso si è successivamente ri-evoluto nei Gymnotiformes e nei pesci gatto, che possiedono ampolle non omologhe.
Durante l’evoluzione dei neopterigi a partire dagli attinopterigi più antichi si verificarono relativamente pochi cambiamenti. Tuttavia, un passaggio molto importante fu l’acquisizione di un migliore controllo dei movimenti delle pinne dorsali e delle pinne anali, con conseguente miglioramento delle capacità natatorie. Inoltre, si verificarono diverse modificazioni del cranio, che permisero l’evoluzione di differenti meccanismi di alimentazione e, di conseguenza, la colonizzazione di nuove nicchie ecologiche. Tutti questi caratteri rappresentarono importanti innovazioni evolutive, portando i Neopterygii a divenire oggi il gruppo dominante di pesci (e quindi, dal punto di vista tassonomico, di vertebrati in generale).
La grande diversità dei teleostei attuali è stata collegata a un evento di duplicazione completa del genoma avvenuto durante la loro evoluzione.