Kurt Schulze

Kurt Schulze (Pyritz, 28 dicembre 1894 – Berlino, 22 dicembre 1942) è stato un attivista e agente segreto tedesco, impiegato delle poste e membro della resistenza anti-nazista.

Inizialmente legato all'Internazionale Comunista (Comintern) e in seguito ufficiale dei servizi segreti militari sovietici, operò come radiotelegrafista e istruttore. Durante gli anni del regime nazista collaborò con il gruppo di resistenza guidato da Ilse Stöbe e Harro Schulze-Boysen, poi rinominato dall'Abwehr con il nome di Orchestra Rossa.

Entrato a far parte della rete di spionaggio facente capo a Schulze-Boysen e Harnack grazie all'intermediazione di Walter Husemann, conosciuto durante le riunioni del KPD a Pankow, nelle comunicazioni radio utilizzò il nome in codice "Berg".

Biografia

Nacque nel 1894 a Pyritz in una famiglia modesta, settimo di dieci figli del fornaio Hermann Schulze e di sua moglie Anna Koft. Nel 1900 l'intera famiglia si trasferì a Berlino, dove Kurt conseguì il diploma di scuola primaria nel 1909. Successivamente intraprese la formazione professionale per lavorare come commesso di drogheria. Prima della Pasqua del 1913 si trasferì ad Amburgo in cerca di nuova occupazione, imbarcandosi come mozzo su una nave diretta in Venezuela.

Rientrato in Germania l'anno successivo, trovò lavoro come impiegato in diverse località finché, nel maggio 1916, venne arruolato nella Marina imperiale tedesca a Kiel. Assegnato all'incrociatore leggero SMS Stuttgart, seguì l'addestramento come radiotelegrafista e operatore radio aeronautico. Rimasto disoccupato al termine della prima guerra mondiale, dal 1920 lavorò come autista per l'impresa di trasporti del padre e nello stesso anno aderì al Partito Comunista di Germania (KPD), frequentando la sezione locale di Pankow a Berlino dove fece la conoscenza di Walter Husemann.

Tra il 1929 e il 1931 lavorò per l'AM-Apparat (il servizio d'informazione d'intelligence) del Comintern nel Brandeburgo. Nel 1929 fu reclutato dal GRU e si recò a Mosca per perfezionarsi nelle tecniche di cifratura radio. Al suo ritorno divenne il principale referente dei servizi segreti sovietici a Berlino per le comunicazioni radiotelegrafiche, ricevendo nel corso del decennio successivo almeno tre ricetrasmettitori da distribuire, forniti da funzionari dell'ambasciata e della rappresentanza commerciale sovietica.

L'8 settembre 1929 sposò Marta Leishner. Alla morte del padre nel 1932 ereditò l'azienda familiare di taxi, che vendette poi nel 1935 per trasferirsi a Petershagen e lavorare come rappresentante per un caseificio di Berlino. Nel 1939 si stabilì nuovamente a Berlino, trovando impiego l'anno seguente come camionista presso le poste tedesche (Deutsche Post).

L'attività nella resistenza

All'inizio della carriera come agente operativo sovietico, Schulze lasciò ufficialmente il KPD per proseguire l'attività in clandestinità. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale fu assegnato alla rete "Arier", che raccoglieva informazioni tramite il diplomatico Rudolf von Scheliha. Del gruppo facevano parte la giornalista Ilse Stöbe (nome in codice "Alta"), l'addetto commerciale Gerhard Kegel e la coppia composta da Marta Welkisch e dall'avvocato Kurt Welkisch.

Il 18 ottobre 1941 Leopold Trepper, capo dell'intelligence militare sovietica nell'Europa occidentale, ordinò ad Anatoly Gurevich di recarsi a Berlino per incontrare Schulze-Boysen e Arvid Harnack al fine di ripristinare i collegamenti con Mosca. Viaggiando sotto la copertura di dipendente della società Simexco, Gurevich cercò innanzitutto di contattare Ilse Stöbe ma, non trovandola, si rivolse a Schulze presso la sua abitazione in Spinolastraße 14 a Karow. In tale occasione gli consegnò una nuova chiave di cifratura destinata alla Stöbe (che tuttavia non venne mai impiegata) e 1 000 Reichsmark per le spese operative.

Nel novembre 1941, tramite Walter Husemann, Schulze si occupò di procurare un nuovo apparato radio a Hans Coppi, il cui precedente trasmettitore si era danneggiato irreparabilmente a causa di un errato collegamento alla rete elettrica. Schulze consegnò a Coppi un modello più moderno e provvedette a fornirgli un'ulteriore formazione tecnica per l'uso dell'apparecchio.

Arresto e condanna

Il 16 settembre 1942 Schulze fu arrestato dalla Gestapo mentre si trovava sul posto di lavoro presso l'ufficio postale della stazione di Stettino e fu condotto nel centro di detenzione di Prinz-Albrecht-Straße. Il 19 dicembre 1942 la terza sezione del Reichskriegsgericht lo condannò a morte con l'accusa di alto tradimento, indebolimento della potenza militare, favoreggiamento del nemico e spionaggio.

La condanna fu eseguita mediante impiccagione il 22 dicembre 1942 nella prigione di Plötzensee, assieme a Rudolf von Scheliha, Harro Schulze-Boysen, Arvid Harnack, John Graudenz e Kurt Schumacher. Nel gennaio 1943 la moglie Martha fu condannata a cinque anni di reclusione per complicità.

Onorificenze

Ordine della Guerra patriottica di I Classe - nastrino per uniforme ordinaria
Ordine della Guerra patriottica di I Classe
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Note

  1. 1 2 3 4 Kesaris, p. 353.
  2. ↑ Kesaris, p. 141.
  3. 1 2 3 4 Coppi, Kebir, p. 73.
  4. ↑ (DE) Kurt Schulze, in Neues Deutschland, Social Democratic Party of Germany, 23 dicembre 1969.
  5. 1 2 Kesaris, p. 143.
  6. 1 2 Kesaris, p. 142.
  7. ↑ Coppi, Kebir, p. 57
  8. ↑ Tuchel.
  9. ↑ Coppi, Kebir, p. 78
  10. ↑ Coppi, Kebir, p. 77
  11. ↑ Kesaris, p. 154.
  12. ↑ Brysac, p. 307.
  13. ↑ Kesaris, pp. 142-143.
  14. ↑ Brysac, p. 359.
  15. ↑ Coppi, Kebir, p. 97.
  16. ↑ Gladkov, p. 80.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

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