Werner Dissel

Werner Friedrich Dissel (Colonia, 26 agosto 1912 – Potsdam, 22 gennaio 2003) è stato un attore e regista tedesco, combattente contro il regime nazista.

Biografia

Iniziò a lavorare come fotografo per la stampa alla fine degli anni venti. Dopo l'ascesa al potere dei nazisti, divenne membro del gruppo antifascista guidato da Harro Schulze-Boysen nel giornale Der Gegner e fu coinvolto nella stesura del giornale di resistenza Wille zum Reich con Walter Küchenmeister. Fu catturato e imprigionato dal 1937 al 1939. Durante la detenzione, la Gestapo fece in modo che Schulze-Boysen potesse visitarlo, nella speranza di fargli rivelare qualcosa di incriminante mentre i due sarebbero rimasti da soli in una stanza sotto controllo; Schulze-Boysen passò a Dissel un pacchetto di sigarette, sul quale scrisse che la polizia non aveva prove concrete nei suoi confronti.

Dopo il suo rilascio, Schulze-Boysen lo convinse ad arruolarsi come volontario nella Wehrmacht, in modo da poter "distruggere l'esercito di Hitler dall'interno". Si arruolò nelle forze armate poco prima dell'invasione tedesca della Polonia e prestò servizio in un'unità militare di meteorologi. Nel 1942, evitò l'arresto durante la repressione dell'Orchestra Rossa da parte della Gestapo.

Nel dopoguerra aderì apertamente al Partito Comunista di Germania (KPD) e decise di perseguire il suo vecchio sogno di diventare attore. Dissel entrò in un cabaret di Wiesbaden e nel 1950 emigrò in Germania Est. Apparve in numerose opere teatrali, spettacoli televisivi e film, lavorando con il Berliner Ensemble, la DEFA e la DFF. Continuò la sua carriera di attore dopo la riunificazione. In totale, è apparso in più di cento produzioni cinematografiche e televisive.

Morì a Potsdam nel 2003.

Premi

Vinse il Premio d'arte della Repubblica Democratica Tedesca nell'ottobre 1986.

Filmografia

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 (EN) Biography, su umass.edu.
  2. ↑ Harro Schulze-Boysen, Hans Coppi e Geertje Andresen, Dieser Tod paßt zu mir. Harro Schulze-Boysen - Grenzgänger im Widerstand, Briefe 1915 bis 1942, a cura di Geertje Andresen, Hans Coppi, Aufbau-Verlag, 1999, pp. 228, 237, ISBN 978-3-351-02493-2.
  3. ↑ (DE) Erika Bucholtz, Das "Hausgefängnis" der Gestapo-Zentrale in Berlin: Terror und Widerstand 1933-1945, Stiftung Topographie des Terrors, 2005, p. 217, ISBN 978-3-9807205-4-0.
  4. ↑ (EN) Michael Mueller, Canaris: the life and death of Hitler's spymaster, traduzione di Geoffrey Brooks, Naval Institute Press, 2007, p. 108, ISBN 978-1-59114-101-3.
  5. ↑ Katholische Filmkommission für Deutschland. Film-Dienst, Volume 56, Issues 1-6. 2002. Page 58.
  6. ↑ Thomas Grimm, Erinnerung als Verantwortung: das Zeitzeugen-Archiv in Text und Bild, Parthas, 2003, pp. 44, 219, ISBN 978-3-932529-38-2.
  7. ↑ Frank-Burkhard Habel e Volker Wachter, Lexicon of the GDR's Stars, Berlino, Schwarzkopf & Schwarzkopf, 1999, ISBN 9783896023049..
  8. ↑ Erika Tschernig, Monika Kollega e Gudrun Müller, Unsere Kultur: DDR-Zeittafel, 1945-1987, Dietz Verlag, 1989, p. 402, ISBN 978-3-320-01132-1.
  9. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 Werner Dissel, su mubi.com.
  10. ↑ Coming Out, su mymovies.it.
  11. ↑ Anatomy, su tv.apple.com.

Collegamenti esterni

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