Robert Barth (Schöneberg, 17 aprile 1910 – Mosca, 23 novembre 1945) è stato un attivista tedesco di fede comunista, membro della resistenza antinazista e agente dei servizi segreti dell'Armata Rossa (noto con il nome in codice di Scout e Beck per le comunicazioni radio, e con lo pseudonimo di Walter Kersten).
Dopo il divorzio dei genitori avvenuto durante la sua infanzia, Barth crebbe a Schöneberg assieme alla madre e frequentò la Mittelschule. Abbandonò gli studi per lavorare come operaio non qualificato, periodo in cui entrò in contatto con la Lega della Gioventù Comunista di Germania; successivamente ottenne un apprendistato come tipografo nel reparto stampa del quotidiano Die Rote Fahne, organo ufficiale del Partito Comunista di Germania (KPD). Completata la formazione professionale, lavorò per diverse tipografie, aderì all'Opposizione Sindacale Rivoluzionaria e nel 1930 formalizzò la propria iscrizione al KPD.
A partire dal 1932 svolse attività di propaganda comunista nel quartiere di Schöneberg all'interno di una cellula locale guidata da Gerhard Jurr e comprendente Erna Ohm; nello stesso periodo entrò in contatto anche con Otto Gäbel e conobbe la futura moglie Anna. In seguito all'ascesa del nazismo, il 16 maggio 1933 fu arrestato per detenzione illegale di armi e condannato a un anno di reclusione nella prigione di Plötzensee. Scontata la pena e rilasciato l'8 maggio 1934, si riqualificò come elettricista dopo un periodo di disoccupazione e lavorò dal 1938 presso una tipografia, mantenendo costanti ma clandestini i contatti con il KPD. Nel dicembre 1939 fu richiamato alle armi nella 168. Infanterie-Division della Wehrmacht.
Dopo aver completato l'addestramento come marconista, nel 1940 fu inviato sul fronte occidentale in Francia, dove rimase ferito in combattimento. Durante la licenza di convalescenza studiò pittura presso la Scuola Reale d'Arte di Berlino, prima di essere inviato nel 1941 sul fronte orientale con il grado di soldato semplice.
Il 2 marzo 1942 fu catturato dalle truppe sovietiche; trasferito inizialmente in un campo di prigionia e successivamente presso la sede del NKVD alla Lubjanka, venne reclutato da Aleksandr Mikhajlovič Korotkov. Ricevette quindi un addestramento specifico come paracadutista e agente operativo a Bykovo (nei pressi di Mosca). La sua missione consisteva nel rientrare in Germania insieme all'agente Albert Hoessler con il compito di affiancarlo, stabilire un ponte radio con i servizi segreti sovietici e supportare la rete di resistenza antifascista legata a Harro Schulze-Boysen e Hans Coppi.
Il 5 agosto 1942 Barth e Hoessler furono paracadutati da un bombardiere sovietico nei pressi di Gomel', nella Bielorussia sud-orientale. Entrambi erano provvisti di documenti d'identità falsi, tessere per il razionamento alimentare, valuta e apparecchiature radio; per simulare due soldati in licenza, Barth indossava un'uniforme da sergente d'artiglieria, mentre Hoessler una da caporale. Dopo l'atterraggio si diressero a Berlino transitando per Varsavia e Poznań, giungendo a destinazione il 13 agosto. Tre giorni dopo Hoessler prese contatto con Elisabeth Schumacher. Fin dal loro arrivo i due operativi riscontrarono serie difficoltà nel reperire un alloggio sicuro.
Inizialmente era stato pianificato l'uso della casa vacanze di Arvid Harnack a Bad Saarow, la quale si rivelò tuttavia inadatta per l'installazione e la trasmissione radio. I coniugi Schumacher presentarono quindi la coppia a Harro Schulze-Boysen, il quale propose come alternativa un campeggio situato nei pressi del lago Teupitz, anch'esso giudicato non idoneo. Successivamente Schulze-Boysen mise in contatto Hoessler con Hans Coppi, marconista della rete di resistenza; alla fine i due agenti vennero ospitati direttamente nell'abitazione degli Schumacher.
Hoessler riuscì a stabilire un primo collegamento radio con il NKVD dallo studio di Erika von Brockdorff, situato al numero 17 di Wilhelmshöher Straße nel quartiere di Tempelhof, ricevendo una conferma di ricezione. Barth avviò le proprie trasmissioni informative il 6 settembre 1942, inviando complessivamente cinque messaggi e ricevendo una risposta.
Scaduto il periodo di congedo simulato, Barth fu costretto a entrare formalmente in clandestinità. Trovò riparo provvisorio presso un compagno a Brieselang e successivamente in vari alloggi di fortuna, comprese diverse stazioni ferroviarie. In seguito all'ondata di fermi che colpì l'organizzazione e all'arresto di Harro Schulze-Boysen, Barth fu catturato a Berlino nella notte tra il 9 e il 10 ottobre 1942 durante un controllo documenti, verosimilmente a causa di una segnalazione per diserzione; Hoessler era già stato arrestato poche settimane prima, il 16 settembre.
Preso in custodia dalla Wehrmacht, Barth fu consegnato alla Gestapo. Nel corso degli interrogatori rivelò la propria chiave crittografica radio, il nome in codice "Beck" e fornì dettagli completi sull'addestramento ricevuto in Unione Sovietica e sugli obiettivi della missione affidatagli.
In seguito al suo arresto, Barth fu costretto a collaborare a un'operazione di controspionaggio nota come Funkspiel. L'operazione fu diretta dall'ufficiale della Gestapo Heinz Pannwitz, membro del Sonderkommando Rote Kapelle con il nome in codice "Amateur".
Il 14 ottobre 1942 Barth effettuò la prima trasmissione sotto il controllo tedesco; benché tentasse di segnalare la propria cattura e la precarietà della situazione, non riuscì a far pervenire l'avvertimento ai servizi segreti sovietici. Di conseguenza, i servizi di Mosca continuarono a comunicare i dettagli operativi relativi ad altri agenti presenti in Germania, portando alla scoperta di Hansheinrich Kummerow, tratto in arresto il 30 novembre 1942 e giustiziato il 4 febbraio 1944. Il giorno successivo, il 15 ottobre, anche Hoessler cercò infruttuosamente di inserire un segnale d'allarme nei propri messaggi. Tra il 4 e l'11 dicembre 1942 le comunicazioni intercettate nell'ambito del Funkspiel gestito da Barth consentirono al Sonderkommando di smascherare lo SS-Hauptsturmführer Wilhelm Lehmann, funzionario della Gestapo che dal 1929 forniva informazioni segrete all’NKVD; Lehmann fu fucilato senza processo nel corso dello stesso mese.
Il 26 febbraio 1944 Barth fu trasferito presso la Scuola della Polizia di Sicurezza a Drögen, nei pressi di Fürstenberg/Havel, da dove proseguì la gestione del traffico radio. Le comunicazioni vennero interrotte definitivamente dal comando sovietico il 12 aprile 1944. Essendo venuta meno la sua utilità operativa per il Sonderkommando, Barth venne internato nel campo di concentramento di Ravensbrück, dove rimase recluso fino all'ottobre dello stesso anno.
Il 1º ottobre 1944 Barth fu rilasciato per servire come informatore (in tedesco Vertrauensmann o V-Mann) sotto copertura per la Gestapo, un ruolo solitamente imposto ai prigionieri sotto la minaccia di condanna a morte.
Addestrato dal Sonderkommando per svolgere missioni di ricognizione dietro le linee statunitensi sul fronte occidentale sotto l'identità fittizia di Robert Brauer, lavorò per sei mesi come elettricista a Saarbrücken. Il 20 marzo 1945, con l'ingresso in città della 70th Infantry Division statunitense, Barth si ritrovò in territorio controllato dagli Alleati; tre giorni dopo si presentò alle autorità americane qualificandosi come agente sovietico e chiedendo di poter rientrare in Unione Sovietica.
Al suo rientro a Mosca, Barth fu immediatamente arrestato e condotto nel carcere della Lubjanka, per poi essere trasferito nella prigione di Lefortovo. Il 21 novembre 1945 un tribunale militare lo condannò a morte con l'accusa di alto tradimento, spionaggio e mancato adempimento dei doveri di agente dell'NKVD; la sentenza fu eseguita tramite fucilazione a Mosca due giorni dopo, il 23 novembre 1945.