La Locride[ˈlɔkride] è il nome con cui si identifica un'area della città metropolitana di Reggio Calabria sul versante Ionico della Calabria. L'area della Locride copre una superficie di 1366,60km² e comprende 121 877 abitanti in 42 comuni con una densità media di 104 ab. per Km quadrato. La fascia costiera dell’area è conosciuta come Costa dei Gelsomini (o Riviera dei Gelsomini).
Geografia fisica
Territorio
Mammola - Scorcio panoramico del borgo
Paesi dell'area della Locride, suddivisi per vallate e promontori:
Cattolica di Stilo: piccola chiesa bizantina, presente in Stilo; è uno dei poli museali e nel contempo uno dei siti bizantini tra i più importanti tra quelli esistenti in Calabria. Questa minuta chiesa bizantina edificata con muratura in mattoni è sovrastata da cinque tipiche cupolette, molto caratteristiche.
Scultura nel Parco museo Santa BarbaraStilo: esterno e ingresso CattolicaSuggestiva immagine della Cattolica, vista dall'alto
Bronzi Statua A e BMammola - Santuario di San Nicodemo del X secolo (Parco nazionale dell'Aspromonte)
Bronzi di Riace. Sono queste due statue bronzee, risalenti al V secolo a.C., rinvenute da un giovane sub romano, il 16 agosto 1972, nello specchio di mare antistante la cittadina di Riace Marina, a circa 8 metri di profondità. Furono poi recuperate dai sub dell'Arma dei Carabinieri. Entrambe le statue bronzee vantano un perfetto stato di conservazione e grazie ai lavori di restauro a cui sono state sottoposte, si possono ammirare per maestosità e splendore, al Museo Nazionale di Reggio Calabria, dove sono esposte al pubblico. Le Statue sono raggiunte, ogni anno, da un numero eccezionale di visitatori, tra i 220-225.000, con punte di 50.000 visitatori solo nel mese di agosto.
Istituzioni
Fanno parte del territorio della Locride 42 comuni, di cui 13 Borghi montani ricadono nel Parco nazionale dell'Aspromonte: Africo, Antonimina, Bruzzano Zeffirio, Canolo, Careri, Ciminà, Gerace, Mammola, Platì, Sant'Agata del Bianco, Samo, San Luca e Staiti. I Borghi antichi montani di Gerace e Mammola ricchi di storia e tradizioni, che vantano una storia antichissima e suscitano grandi interessi, sono stati inclusi nei centri visita del parco.
La Locride amministrativamente rientra nel territorio della città metropolitana di Reggio Calabria e formava un circondario di decentramento denominato Circondario di Locri (ove qui era la sede), fino al 2008 indicato come Circondario della Locride. È stata uno dei tre circondari di decentramento amministrativo in cui è stata ripartita - dal novembre 1998 al marzo 2010 - la provincia; gli altri sono stati il circondario di Reggio (una volta Circondario dello Stretto, soppresso nel 2008), e il Circondario di Palmi (precedentemente della Piana).
Porto di Roccella Ionica, scalo turistico e peschereccio. La struttura è il principale scalo turistico del litorale ionico della Calabria meridionale, con i suoi 450 posti barca.
Tra le pietanze tipiche del territorio vanno ricordate in particolare:
Stocco alla mammolese - Piatto tipico di Mammola tra i più rinomati della Calabria
Lo Stocco di Mammola, è uno dei prodotti tipici più rinomati della Calabria, conta secoli di tradizione; viene preparato in maniera tradizionale, in vari modi, è l'unico pesce che si accompagna col vino rosso. Famosi: lo Stocco alla mammolese, i gustosi antipasti, i primi a base di pasta e i secondi piatti, tutti a base di Stocco. Altrettanto gustose e rinomate le frittelle di stocco.
Tipica la pasta fatta in casa con la farina di jermano (segale) condita con il sugo di stocco e/o con trippiceji (ventresche), a seconda dei gusti, viene grattugiata con la ricotta affumicata o col formaggio caprino, anche questi tipici prodotti di Mammola.
Molte altre altre ricette a base di stocco
Il baccalà alla calabrese
La bruschetta calabrese o le friselle, fette di pane abbrustolito, preparate sulle brace (o sull'antico braciere) condite con l'olio extra-vergine locale. A questi due classici ingredienti c'è chi aggiunge granelli di zucchero. Esistono altre varianti con alici piccanti (sotto sale e pepe) e foglie di basilico, condite da un filo di olio crudo. Un'altra variante utilizza la 'nduja (di origine catanzarese) o marmellate piccanti.
Il peperoncino piccante calabrese, detto “spezia dei poveri”; grazie al suo contenuto di capsicina, è un alimento antiossidante ricco di vitamine (B, K, A, moltissima C ed E) e di minerali (ferro, potassio, magnesio) ed è utile per combattere le depressioni lievi, per rinvigorire il corpo e la mente; stimola il cervello a produrre endorfine, antidolorifici naturali che contribuiscono a creare una sensazione di benessere generale.
Gli spaghetti aglio, olio e peperoncino.
Gli spaghetti alla Corte d'Assise, un piatto nato nel 1958, in un ristorante di Marina di Gioiosa Jonica. Si narra che una sera, quando oramai si approssimava l'orario di chiusura del ristorante, arrivò un giudice e lo chef Gaetano improvvisò un sughetto con gli ingredienti che aveva a sua disposizione, ovvero quelli che in un ristorante calabrese non mancano mai: pomodoro, peperoncino fresco, aglio e prezzemolo. Il giudice gradì tanto il gustoso piatto che lo "battezzò" col nome di spaghetti alla Corte d'Assise: il sugo era talmente piccante da non essere clemente con nessuno, proprio come l'ordinamento giuridico nel quale il giudice operava.
I maccaruni i casa, ovvero la pasta fatta in casa, fatta a mano
I tagliatelli cu ciciari, ovvero le Tagliatelle con i ceci
Le polpette al sugo (tipiche della domenica)
Le polpette di ricotta in umido
A cullura i pani cu sarzizzu, ovvero la salsiccia fresca arrostita sulla brace
La gelatina di maiale, ottenuta dai residui della lavorazione del maiale
Il guanciale di suino (boccuaru, o lardo).
Le zeppole, di cui esiste: una variante salata, preparata con patate, farina, acqua e lievito di birra, contenente al loro interno acciughe (o baccalà, o 'nduja e olive a piacimento), che vengono fritte in olio bollente; e una varietà dolce (le zeppone reggine o zeppole di San Giuseppe - zippuli duci ca' ricotta) - che sono dei piccoli bignè preparati con farina, zucchero, uova, vanillina e strutto farciti con ricotta, zucchero, cannella, limone grattugiato e zucchero a velo, più tipiche della vicina città di Reggio Calabria.
Il vino Greco di Bianco e di Gerace. Nella Locride esiste il vino più antico d'Italia. Gli antichi Greci chiamavano Enotria la Calabria, terra di origine di questo vino DOC. È un vino dolce ottenuto da vitigni portati dagli antichi Greci, coltivati in alcune aree della Locride (costa jonica), ricadenti nel territorio del Comune di Bianco, del limitrofo Comune di Casignana e tra Casignana e Gerace. Il vino Greco non può essere messo in commercio prima di un anno dalla vendemmia. Ha acquisito la denominazione DOC nel 1980. È un vino bianco dolce (classico vino da dessert), forte, buonissimo, straordinario per bontà ovvero per le sue caratteristiche organolettiche: al gusto è fresco, ha un profumo delicato che richiama agrumi canditi, miele, mandorla e bergamotto. Ha un colore giallo dorato con riflessi tendenti all'ambrato. Può essere abbinato alla pasticceria secca, alla frutta fresca o ai formaggi stagionati o piccanti. Il vino Greco di Bianco è entrato anche nella leggenda: si narra che nella battaglia sul fiume Sagra, nei pressi di Caulonia, in soli diecimila soldati locresi, vinsero la battaglia contro ben centotrentamila crotoniati, grazie alle qualità del vino greco.
Altro vino rinomato è il Mantonico di Bianco (dal greco Mantonikos, che significa profeta, indovino), anch'esso pregiato e di estrema rarità. Il vino Greco di Bianco e il Mantonico sono vini la cui fama ha varcato i confini nazionali.
Gli agrumi e le Clementine di Calabria prodotto quest'ultimo con Indicazione geografica protettacalabrese; le clementine vengono consumate come frutto fresco, hanno tutte le proprietà tipiche degli agrumi e un elevato contenuto di vitamina C. Sono spesso preferite alle arance per il fatto che non eccedono mai in acidità e si sbucciano più facilmente, con le mani.
La Lemoncetta locrese. Un antico agrume calabro, risulta ancora presente in parte del territorio jonico-reggino tra Locri e Siderno, ed è chiamato “lemoncetta locrese”, mentre in Campania è conosciuto col nome di "Limmo". Questo raro agrume, originario della Calabria già nel 1700 veniva utilizzato da nobili famiglie napoletane, per la produzione dell'antico e profumato liquore ai “Quattro agrumi” insieme al limone, all'arancia e al mandarino.
Il fico d'india di Calabria, anche se trattasi di frutto di origine messicana
Le Sammartine (o Petrali), dolci della tradizione natalizia
La Sguta (o Cudduraci o Cuddhuraci), il dolce pasquale per eccellenza, tipico della tradizione calabrese. Considerata la regina dei dolci pasquali è legata oltre che alla tradizione, alla cultura calabrese. Simboleggia la fine del digiuno di Quaresima e, l'uovo in essa presente, la resurrezione di Cristo.
Salvatore Filocamo (Siderno): poeta contadino, ha pubblicato la raccolta Ricchi e Povari,
Micu Pelle (Antonimina, 1910-1989): poeta contadino, Strifizzi e spiranzi, poesie di Micu Pelle in dialetto antoniminese, B. Pelle - M. Pelle - U.Mollica, Ardore Marina (RC), 1996
Nel mare della Locride, c'è l'eden degli Ippocampi o cavallucci marini (genere Hippocampus), ovvero uno dei loro habitat naturali, pertanto da aprile a novembre sono possibili incontri ravvicinati con uno di questi splendidi animali. La loro presenza è un indicatore di salubrità delle acque marine.
Modo locrio
Nella musica occidentale esiste il cosiddetto "modo locrio", che corrisponde a una precisa sequenza di intervalli tra le note che compongono un brano scritto in tale modo. Il suo nome deriva dai Locri, antichi abitanti della Locride.
Fenomeno atmosferico della "Lupa"
Su tutto il versante jonico della Locride, dopo l'inverno, può essere talora visibile il fenomeno della "Lupa": una fitta nebbia provocata dallo scorrimento di masse d'aria molto calda sulle acque superficiali del mare ancora fredde (perché fine inverno); queste provocano un tipico fenomeno di condensazione, pericoloso per la visibilità; quando si verifica questo relativamente raro fenomeno, in alcuni tratti costieri, la visibilità è ridottissima. Il fenomeno della "nebbia presente sul mare" o "Lupa" è visibile anche dallo stretto di Messina, allorché la fitta nebbia invade Reggio e la costa reggina. La nebbia è considerato un evento meteorologico veramente raro per la costa reggina.
Galleria d'immagini
Vedute panoramiche dei comuni della Locride con più di 5.000 abitanti