| Massa Lombarda comune | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Stefano Sangiorgi (lista civica di centro-sinistra Massa Lombarda futura) dal 10-6-2024 |
| Territorio | |
| Coordinate | 44°27′N 11°49′E |
| Altitudine | 13 m s.l.m. |
| Superficie | 37,25 km² |
| Abitanti | 10 943 (31-5-2026) |
| Densità | 293,77 ab./km² |
| Frazioni | Villa Serraglio |
| Comuni confinanti | Conselice, Imola (BO), Lugo, Mordano (BO), Sant'Agata sul Santerno |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 48024 |
| Prefisso | 0545 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 039013 |
| Cod. catastale | F029 |
| Targa | RA |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona E, 2 251 GG |
| Nome abitanti | massesi |
| Patrono | san Paolo |
| Giorno festivo | 25 gennaio |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Massa Lombarda (La Màsa in romagnolo), è un comune italiano di 10 943 abitanti della provincia di Ravenna in Emilia-Romagna.
Situato nella bassa pianura romagnola, è riconosciuto come un centro di eccellenza della frutticoltura italiana. Nel 1927 ospitò la Seconda Esposizione Nazionale di Frutticoltura, consolidando il suo ruolo nel settore. La città ha visto nascere nel 1926 la prima azienda italiana dedicata alla produzione di succhi di frutta, la "Fabbrica Marmellate S.p.A. Massalombarda", che ideò il marchio "Yoga".
Le origini di Massa Lombarda sono riconducibili al IX secolo d.C. quando si creò il primo agglomerato di natura agricola.
In seguito all'anno Mille nacquero le prime dispute territoriali che ne caratterizzeranno tutta la storia medioevale con varie successioni tra lo Stato Pontificio e diverse signorie, prima delle quali i Conti di Cunio a partire dal 1164.
L'origine del suo nome è dovuto dall'asilo offerto a partire dal 1251 a un gran numero di famiglie guelfe provenienti da Marmirolo (nei dintorni di Mantova), in quanto fuggiasche dalle violente mire espansionistiche del ghibellino Ezzelino III da Romano; il nome della città, infatti, cambio da Massa S. Paolo a Massa dei Lombardi, poi Massa Lombarda.
Dopo il breve regno di Alberico da Barbiano il governo passò alla signoria dei Visconti di Milano, ma in seguito all'estinzione di questa casata il dominio passò allo Stato Pontificio. Nel 1440 la città fu poi venduta alla casata degli Estensi di Ferrara da Papa Nicola III; grazie a questo dominio Massa Lombarda conobbe il suo massimo splendore. Il dominio Estense s'interruppe, con la sua estinzione, nel 1598 con il conseguente nuovo passaggio allo Stato Pontificio.
Un nuovo passaggio si ebbe agli inizi del XIX secolo con le conquiste della Romagna da parte di Napoleone per poi ritornare allo Stato Pontificio in seguito alla caduta dell'Imperatore francese.
Nel 1859 fu definitivamente annessa al Regno d'Italia e dichiarata città nel 1889.
Al tempo dei vari Crispi, Sella e Minghetti, il corpo elettorale era di dimensioni così ristrette (essendo basato sul censo) che anche il conoscere la parte politica dei deputati eletti non aiuta a capire quali fossero le idee prevalenti dei massesi. Il sindaco, inoltre, era nominato dal Re.
Forse è più interessante sapere che la popolazione era in massima parte composta da gente povera e che, fino al 1885, sul territorio massese non esisteva ancora l'industria.
Lo storico locale Luigi Quadri segnala la presenza di "molti giovani massesi sotto il comando del generale Giuseppe Garibaldi" nelle battaglie del Volturno e nella presa di Gaeta (1866). Nel 1866 nella Terza Guerra d'Indipendenza tra i massesi arruolati nel Corpo Volontari Italiani, quattro presero parte alla vittoriosa Battaglia di Bezzecca. Nel 1867, sempre secondo il Quadri, 17 furono i volontari massesi che combatterono nella Battaglia di Mentana, mentre 3 furono coloro che nel 1870 parteciparono alla presa di Roma.
Il mazzinianesimo è una delle prime idee politiche a diffondersi nel ravennate, e quindi a Massa Lombarda. Nel 1872 era già attiva in paese la Consociazione repubblicana. Anche il movimento socialista non tarda a radicarsi in provincia, soprattutto per l'impulso del fondatore e leader Andrea Costa, imolese: nel 1893 il Partito Socialista Italiano apre la sua prima sezione massese. A cavallo del 1900 i candidati al parlamento che si battono per conquistare l'elettorato massese provengono da tre partiti: il repubblicano, il liberale ed il socialista. Eugenio Bonvicini era stato eletto (nel 1875) tra i liberali.
Alle elezioni parlamentari del maggio 1895 vince nel collegio di Lugo (di cui fa parte anche Massa Lombarda) il candidato repubblicano Taroni, con 487 voti. Si riconferma nel marzo 1897, al ballottaggio col generale Tullo Masi. Nel giugno 1900 Taroni vince per la terza volta, battendo di nuovo Masi. Viene invece sconfitto dal socialista Brunelli alle elezioni politiche del novembre 1902.
Nel 1905 ha termine la prerogativa del Re di nominare i sindaci delle città. Le elezioni amministrative assegnano la vittoria alla lista socialista. Il consiglio comunale elegge il repubblicano Emilio Roli. Con Roli il Comune rinuncia al diritto di designazione dell'arciprete, che risaliva alla seconda metà del XVI secolo (giuspatronato). Le cause sono economiche, poiché sul Municipio grava l'onere della manutenzione della chiesa in caso di difficoltà della parrocchia a provvedere, ma anche ideologiche, poiché la nuova Giunta persegue una politica di netta contrapposizione con la Chiesa. Nel 1907, alla sua morte, gli succede Giovanni Manaresi, direttore della Cooperativa braccianti (fondata nel febbraio 1890).
Nel dopoguerra Massa si ritrova più povera. I consensi per i socialisti aumentano. Il partito socialista è l'unico partito presente in forma organizzata a Massa Lombarda. Tra le altre forze politiche, i repubblicani hanno perso molta della loro influenza e neanche i cattolici godono di molto favore. Alle elezioni politiche del novembre 1919 la lista socialista ottiene uno schiacciante 91,7% dei voti. Nessun paese della provincia di Ravenna è a così forte presenza socialista.
Alle elezioni amministrative del 1920 l'unica lista che si presenta in città è quella socialista. Il Partito socialista prevale a Massa e in 43 dei 58 comuni romagnoli, insieme alle province di Ravenna e Forlì (che comprende anche il comprensorio di Rimini).
Il voto delle elezioni politiche del 15 maggio 1921 vede uno spostamento verso destra delle preferenze degli italiani. A Massa Lombarda, in controtendenza, il 64,4% dei voti vanno al PSI. Ma nel 1922 l'amministrazione comunale democraticamente eletta viene cacciata dal nuovo regime fascista. Alle elezioni politiche del 1924 il voto massese riflette bene quali sono i nuovi rapporti di forza in campo: ben il 63,2% dei voti va al Listone. Diventa sindaco Gustavo De Luca, classe 1896, fondatore del fascio cittadino. Nel 1928, appena un anno dopo essere stato nominato podestà (secondo la nuova legge), viene promosso-rimosso a Foligno per un regolamento di conti interno. Il Comune, dopo aver ricevuto tre ispezioni dalla Prefettura, viene commissariato e viene affidato prima a Luciano Rambelli, poi ad Arrigo Minzoni.
Durante la sua reggenza, nel 1929 si tiene il plebiscito per il regime che sostituisce le elezioni politiche. I risultati appaiono scontati: il 98% degli italiani vota sì. In provincia di Ravenna la percentuale, se possibile, è ancora superiore: 99%. A Massa Lombarda si contano 1.880 sì e 2 no. Nell'aprile del 1930 anche Minzoni lascia; si avvia una rotazione di commissari: tre in un anno. Prima Mauro Zingarelli, poi Dino Guidotti poi l'ing. Tosaroni. Tra il 1929 e il 1930 il Comune subisce nuove ispezioni ordinate dalla Prefettura. Finalmente nel giugno 1932 ritorna alla più alta carica cittadina un massese. Viene scelto infatti Giovanni Foschini (classe 1890), fondatore dell'Ondulatum. La nomina si rivelerà una scelta positiva, tanto che Foschini rimarrà alla guida del Municipio per oltre un decennio, fino al crollo del fascismo. Nel 1934 il regime indice un nuovo plebiscito. Il risultato nazionale parla del 99,84% di voti favorevoli. In provincia di Ravenna i sì sono il 99,98%.
Nel 1938 gli iscritti al fascio di Massa Lombarda sono 1.454. Se a questi aggiungiamo anche gli iscritti alla GIL (età minima 6 anni), otteniamo un totale di 2 896 persone. In sostanza, un massese su due tra i 6 ed i 60 anni possiede una tessera del fascio o delle organizzazioni da esso controllate.
Dopo la caduta del fascismo ed il ritorno alla democrazia, Massa Lombarda ritorna un paese a prevalenza socialista.
Al referendum del 2 giugno 1946 il 95,10% dei massesi sceglie la Repubblica.
In breve il PCI diventa il primo partito, sopravanzando gli stessi socialisti ed ottenendo più volte il 70% dei voti. Conserverà tale primato anche dopo i cambi di denominazione (PDS, DS) e dopo la confluenza dei DS nel Partito Democratico.
Le prime donne elette in Consiglio comunale furono, nel 1946, Gentile Bassi e Maria Montoschi. Nel 1959 venne nominata la prima donna assessore, Magda Bergamini.
Lo stemma della città di Massa Lombarda fu realizzato negli anni tra il 1863 e il 1869 dal pittore Luigi Folli (1830-1891) su invito del sindaco dell'epoca, Eugenio Bonvicini.
Fu riconosciuto con regie lettere patenti del 9 maggio 1890.
Il comune si denominava in passato Massa San Paolo, da qui l'effigie del santo, col suo attributo (la spada), testimoniata almeno dal secolo XVI. La campagna in punta allo scudo riprende i colori nazionali.
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Massa Lombarda è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della croce di guerra al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale:

Alla metà del Duecento le famiglie lombarde che fondarono Massa Lombarda, unitamente a quelle del luogo, edificarono una chiesa con annesso campanile che ereditò l'intitolazione alla Conversione di San Paolo dalla primitiva chiesa dell'VIII secolo, sita nel fundus Sancti Pauli.. La chiesa si affacciava verso piazza U. Ricci, all'epoca il cuore della comunità. Nel XVI secolo gli Este vollero la costruzione di una chiesa più grande. Dopo l'abbattimento della chiesa primitiva, la nuova fu costruita tra il 1528 e l'aprile del 1537. L'edificio fu progettato - secondo lo storico massese Luigi Quadri - dall'architetto milanese Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino (Milano 1465-1530). Fu orientata a nord, nella collocazione attuale; il campanile invece non fu spostato (di conseguenza la torre, che prima era a ridosso della chiesa, si trovò sul suo fianco destro). La chiesa, esempio di architettura romanica in severo stile basilicale, è a tre navate. Già nel 1576 divenne chiesa arcipretale. Fu consacrata il 10 novembre 1577. Francesco d'Este fornì un contributo all'abbellimento della nuova chiesa donando due dipinti della sua collezione: la Caduta di San Paolo di Sebastiano Filippi, detto il Bastianino (Ferrara 1532-1602) e La Risurrezione di Cristo di Benvenuto Tisi, detto il Garofalo (Ferrara, 1481-1559). Lo stesso duca volle essere sepolto in questa chiesa. Nel 1580 venne eretto sopra l'ingresso un portico a quattro colonne.
Tra il 1835 e il 1842 si effettuarono i primi lavori di restauro: il campanile fu ricostruito a pianta quadrata e fu portato dagli originali 26,30 metri agli attuali 37,39 metri. L'ultimo tronco fu costituito da una nuova cella campanaria in cui si aprono quattro bifore. Vi furono collocate quattro campane, consacrate nel 1841. Il campanile risultò quindi composto da sei piani (oltre al tamburo), tutti accessibili dall'interno. Diresse i lavori l'ingegner Bonoli. La ristrutturazione della chiesa terminò nel 1842. Il 12 novembre dello stesso anno (un sabato) fu consacrata dal vescovo d'Imola Giovanni Maria Mastai Ferretti (nel 1846 divenne Papa col nome di Pio IX). In seguito ad un nuovo intervento di restauro, nel 1932 venne abbattuto il porticato che sovrastava l'ingresso principale e la facciata assunse la forma attuale su disegno dell'ingegner Poggiali. Durante la II guerra mondiale la chiesa fu quasi completamente distrutta; entro il 1948 venne ricostruita. All'interno si possono osservare pregevoli opere d'arte.
Nel 2007 (la notte tra il 12 e il 13 giugno) la chiesa subì un grave furto. Furono rubati molti oggetti d'arte: 14 tele (tutte quelle della Via crucis), due porte decorative del Seicento e del Settecento, una croce, il grande altare, due angioletti intarsiati e due colonne di legno con decorazioni dorate.
La Chiesa di San Salvatore fu edificata nella prima metà del XVII secolo fuori dall'antica Porta Celletta. Venne quasi interamente distrutta dalla rotta del fiume Santerno avvenuta l'11 ottobre 1745. Fu poi ricostruita nel 1763 da Cosimo Morelli. L'interno è opera dell'architetto imolese, l'esterno del massese Zaccaria Facchini. La chiesa è stata restaurata alla fine del XX secolo.
Secondo la tradizione, il Santuario della Beata Vergine della Consolazione fu costruito a seguito del ritrovamento fortuito di un'immagine della Madonna, l'11 dicembre 1793, dal colono Giacomo Pasotti mentre vangava nel suo podere. I lavori di costruzione, su progetto dell'architetto massese Zaccaria Facchini, dovevano iniziare nel 1797, ma quell'anno cominciò l'occupazione napoleonica della Romagna. Il santuario fu ultimato solamente nell'agosto del 1813. Il 19 settembre dello stesso anno l'immagine della Vergine fu collocata nella chiesa, dove si trova tuttora. L'edificio è di forma circolare; l'interno è caratterizzato dai sei grandi archi, sostenuti da colonne corinzie, che fanno da cornice alle cappelle. Nella seconda metà dell'Ottocento accanto al santuario fu costruito il cimitero cittadino.
Nel XX secolo è stato eretto un piccolo campanile su disegno dell'architetto massese Ettore Panighi.

Il Santuario del Trebeghino è situato in zona rurale in località Fruges (circa un km a sud dalla strada provinciale San Vitale). Il luogo di culto è citato sin dal 1629. La popolazione locale l'ha soprannominato "cîsa dl'Öpi", che è il nome in romagnolo dell'acero campestre, albero che si usava come sostegno per le viti. Ricalcando la pronuncia dialettale, ne è derivato il curioso nome di "chiesa dell'Oppio", che si porta dietro ancora oggi.
Il suo nome ufficiale è «Oratorio della Beata Vergine del Buon Consiglio». La struttura dell'edificio è semplice: una navata unica con volta nel presbiterio e capriate a vista nella parte restante. La facciata presenta due loculi frontali; il campaniletto a vela è ben conservato. La chiesa è stata oggetto di un importante intervento di restauro, coordinato da un comitato parrocchiale e cittadino, che si è protratto dal 1995 al 2004. Dopo il restauro il santuario ha ripreso la piena attività.
I Carmelitani, presenti nel territorio di Massa Lombarda sin dal XIV secolo, si trasferirono dentro le mura nel XVII secolo, in un'area vicino a Porta Celletta. Qui fecero costruire la nuova chiesa con annesso convento (1669-1674). Internamente l'edificio conserva architetture barocche; all'interno vi era conservato un dipinto di Carlo Cignani. L'esterno invece ha un aspetto cinquecentesco. La chiesa divenne ben presto uno dei centri primari dell'ordine Carmelitano per tutta la regione romagnola. Infatti fu diverse volte la sede del capitolo provinciale (l'ultima nel 1662). Con la soppressione napoleonica (inizio XIX secolo), chiesa e convento rimasero privi dei religiosi e il culto fu affidato al clero locale. La chiesa è rimasta aperta al culto fino alla seconda guerra mondiale. Nei giorni dell'offensiva finale Alleata (aprile 1945) un colpo sparato da un carrarmato neozelandese centrò il campanile, che crollò sul tetto della chiesa sfondando parte della facciata. Sconsacrata, i quadri che l'ornavano sono stati trasportati nella chiesa arcipretale di San Paolo. Negli ultimi decenni del XX secolo l'edificio è stato riqualificato come sala polivalente. Dal 1995 è utilizzato come sede di mostre, concerti e spettacoli teatrali. Nel 2014 è stata ricollocata all'interno dell'edificio una pala d'altare di Michele Desubleo (1602-1676), ritenuta perduta dopo i bombardamenti dell'ultimo conflitto mondiale.
Costruita nell'attuale piazza Marmirolo tra fine XVI e inizio XVII secolo, andò a unirsi nel Settecento al convento edificato da Cosimo Morelli nell'attuale via G. B. Bassi. Scampò ai bombardamenti della seconda guerra mondiale; nonostante ciò nel 1949 fu sventrata per allargare la piazza. Rimangono: il muro perimetrale sinistro e il campanile, che versa in condizioni di grave degrado statico.
L'edificio, dedicato a Santa Maria Assunta, fu costruito nell'attuale via Rustici tra il 1577 e il 1584. Fu rimaneggiato nel XVIII secolo con rilievi a stucco e ornato di quattro statue in cotto attribuite ad Alfonso Lombardi (una di esse purtroppo oggi è tagliata a metà). Incamerata nei beni del demanio, dal 1956 al 2004 fu sede della biblioteca comunale.


Gli edifici storici civili del centro storico massese sono: il Palazzo Comunale, la Torre dell'Orologio della piazza, il palazzo dei Morelli in via G.B. Bassi e Palazzo Bonvicini. La piazza centrale di Massa Lombarda è piazza Matteotti. Racchiusa tra palazzi storici, è dominata dalla Torre dell'orologio.
In piazza Matteotti. La facciata del Palazzo comunale fu opera di Cosimo Morelli (1732-1812). I lavori furono completati dall'architetto massese Zaccaria Facchini (1751-1826). Conserva al suo interno gli Archivi storici, quello comunale e quello notarile. L'ampio porticato a cinque archi contiene i busti di cittadini massesi benemeriti: Luigi Maccaferri, Emilio Roli, Giuseppe Sangiorgi, Eugenio Bonvicini ed Adolfo Bonvicini.
In piazza Matteotti. La torre dell'Orologio è più antica del Palazzo Comunale di due anni. Fu terminata nel 1756 su progetto di Cosimo Morelli, di cui è anche considerata la prima opera certa che ne porta la firma. Posta a un angolo della piazza centrale, sostituiva una torre più antica che fungeva anche da prigione. Nel 1758 fu avviata, sempre su disegno del Morelli, la ristrutturazione del Municipio, l'ex Casa della Comunità, esistente sin dal Cinquecento. Il prospetto del palazzo, sito sul lato nord della piazza, è costituito da un portico a cinque arcate. Sulla facciata compaiono quattro finestre, sovrastate al centro da una nicchia che ospita una statua della Madonna incoronata. Fin dai tempi degli Estensi il Consiglio comunale si radunava nella rocca (a Lugo è ancora così). Dal 1748 si riunisce nel Palazzo comunale.
In via Gian Battista Bassi. Palazzo settecentesco. La sua costruzione, avviata nel 1743, si deve a Domenico Morelli, capomastro di origine svizzera padre di Luigi e Cosimo. Ospitò un convento di suore domenicane, carmelitane e dorotee. Conserva la facciata originale.
In via Adolfo Bonvicini. È la residenza signorile storica meglio conservata della città. L'edificio risale al XV secolo; è stato restaurato alla fine del XX secolo ed è tuttora di proprietà privata. Edificato dai Visconti, dopo l'abbandono della Romagna da parte del casato milanese, nel XVI secolo divenne sede di un monastero di frati Carmelitani. I frati persero tutto con l'invasione napoleonica. Nel 1840 fu acquistato da Gaetano Bonvicini, padre di Eugenio, che gli diede il nome che porta tuttora. Nella seconda metà del XX secolo fu la sede locale del PCI.

Nel territorio di Massa Lombarda vivono sei piante secolari poste sotto la tutela della Regione Emilia-Romagna. Tre pioppi monumentali vegetano non lontano dal torrente Sillaro lungo via del Signore: si tratta di un pioppo nero e di due pioppi bianchi che hanno superato il secolo e mezzo di vita. Vi sono poi un gelso nero (conosciuto come "gelso di San Giovanni") e due farnie.
Abitanti censiti

Al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 1 600 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
Accanto alla lingua italiana, è parlata anche la locale variante della lingua romagnola, che presenta influssi bolognesi, quali la perdita delle vocali nasali e l'esito in /a/ dei precedenti fonemi /ɛ,ɔ/ (es. páss, rátt "pesce, rotto", vs. romagnolo occidentale comune pèss, ròtt). L'antico afflusso di coloni mantovani non sembra aver lasciato alcuna traccia linguistica riconoscibile.
Nel comune di Massa Lombarda sono presenti tre parrocchie, facenti parte della Diocesi di Imola: Massa Lombarda (principale); Villa Serraglio e Fruges (istituita nel 1965).
Nel 1853 fu consacrato nella chiesa arcipretale monsignor Emidio Foschini, che fu nominato vescovo di Città della Pieve. Nel 1962 il rito si ripeté per l'arciprete Giovanni Proni, nominato vescovo di Termoli.
Nel territorio di Massa Lombarda vi sono due santuari di devozione mariana:
Vengono dalla vicina Lugo le Figlie di San Francesco di Sales. Dal 13 gennaio 1922 gestiscono una scuola dell'infanzia intitolata a San Francesco di Sales. L'asilo fu fondato in un edificio di proprietà del conte Armandi, che da anni si era trasferito a Bologna, sito nella piazza principale. Nel 1935 le suore si trasferirono nella struttura tuttora in funzione con l'entrata in via G.B. Bassi. Nel 1949 le Salesiane fondarono l'Istituto assistenziale «Maria Immacolata» per le orfane dei lavoratori, sito in una villa Liberty in viale Zaganelli ereditata dal letterato Giacinto Ricci Signorini. Anche questo istituto è tuttora esistente. Dal 1940 fino agli anni settanta le suore massesi effettuarono il loro volontariato anche nell'ospedale cittadino.
Nel 1922 sorse a Massa Lombarda il movimento Scout. Soppresso in tutt'Italia dal regime fascista nel 1928, rinacque nel dopoguerra. A Massa Lombarda fu rifondato nel 1973.

Nata nel 1976, la manifestazione si tiene all'inizio di settembre e dura un'intera settimana. L'ultimo giorno, domenica, si tiene il Palio del timone, una competizione a squadre. La partecipazione al Palio è riservata ai quattro quartieri di Massa Lombarda; i tiratori, invece, possono provenire anche dai paesi vicini.


Comprende la biblioteca civica, la "collezione Venturini" e la pinacoteca civica.
La dotazione originaria della biblioteca è rappresentata dal fondo privato del commendator Carlo Venturini (opere antiche e rare) e da ciò che rimane delle più antiche raccolte librarie dei frati Carmelitani e dei Minori Osservanti, incamerate dallo Stato ai tempi di Napoleone. La parte più preziosa è il fondo antico costituito da circa 8.000 esemplari. L'atto di nascita della biblioteca fu, nel 1956, la sistemazione del fondo in un edificio pubblico in via Garibaldi, nei locali della chiesa dell'antico ospedale. Nel tempo la dotazione si è arricchita di ulteriori contribuzioni. La collezione personale del commendator Venturini si compone di vari pezzi: sculture, monete, diplomi, minerali, ecc.; la raccolta di dipinti comprende vari autori: opere d'arte del Garofalo e del Bastianino (XVI secolo) e del pittore massese Giambattista Bassi (XIX secolo).
Dal 2007 biblioteca, "collezione Venturini" e pinacoteca civica sono riuniti in un'unica sede, il pregevole edificio in stile liberty che ospitò dal 1910 l'asilo infantile Pueris Sacrum.
Inaugurato il 25 settembre 1983, raccoglie le testimonianze della civiltà agricola della Bassa Romagna tra Ottocento e Novecento. Sede del museo è una ex casa colonica ristrutturata.
Il primo teatro stabile del paese fu realizzato nel 1790. Nel 1810 divenne di proprietà del Comune. I muri perimetrali erano in cotto, mentre l'interno era di legno. Nel 1840 il Comune commissionò il disegno di nuove scene e del sipario all'artista faentino Romolo Liverani. Un intervento di restauro fu effettuato nel 1877. La vita della struttura continuò fino al 1891.
Unico centro abitato massese ad avere il titolo di frazione, si trova all'estremità occidentale del territorio comunale. Alla fondazione di Massa Lombarda il territorio di Villa Serraglio apparteneva ai Conti di Cunio. Nel XVII secolo divenne un feudo dei marchesi Albergati, una nobile famiglia bolognese, che fece costruire la prima chiesa del paese, intitolata a Sant'Urbano Papa. Nel 1823 la tenuta di Villa Serraglio fu acquistata dall'esploratore lughese Agostino Codazzi, che fece costruire il palazzo signorile che divenne poi proprietà dei conti Pasolini dall'Onda. Successivamente entrò a far parte del territorio comunale. Fino alla metà del XX secolo aveva oltre cinquecento abitanti (541 al censimento del 1951), poi si è progressivamente spopolato.
Nel comune confinante di Conselice vi è una frazione, contigua a Villa Serraglio, di nome Borgo Serraglio.

Un nome originale per un centro abitato. L'agglomerato urbano si sviluppò nel secondo dopoguerra. Fino agli anni trenta, infatti non vi era che uno stabilimento per il lavoro della frutta e della conserva («Società Anonima Fruges»), sorto nel 1925 su un terreno di proprietà di Camillo Borgnino, uno dei maggiori produttori ortofrutticoli locali. Nel 1939 la fabbrica fu rilevata da un gruppo di investitori capeggiato da Leopoldo Ballardini, che ne mutarono la ragione sociale, ma continuò ad essere chiamata da tutti "La Fruges".
Lo stabilimento sorgeva due chilometri ad ovest di Massa, sulla destra della provinciale San Vitale (Ravenna-Bologna). A partire dalla metà degli anni cinquanta l'area a sinistra della San Vitale fu oggetto di una lottizzazione. Si insediarono soprattutto i lavoratori provenienti dal circondario, dalle colline e dal meridione. "La Fruges" passò così ad indicare anche il nuovo insediamento urbano. La linea di confine con l'abitato di Massa Lombarda passa dal canale di scolo Sgorba.
Nel 1965 vennero aperte le scuole elementari statali. La nuova parrocchia (intitolata a San Giacomo) provvide a realizzare l'asilo per i bambini fino ai 5 anni.
Tra il 1970 e il 1972 venne costruita, accanto all'insediamento urbano, anche un'area artigianale dalle dimensioni complessive di circa 18 ettari. Oggi "La Fruges", come tante attività produttive nate a Massa nell'anteguerra, non esiste più. Nel senso dello stabilimento: il centro abitato invece è cresciuto fino a contare circa 2 500 abitanti.
Massa Lombarda seppe mostrare nella prima metà del XX secolo una notevole capacità innovativa nel settore agroalimentare: la frutticoltura industriale, l'industria dei succhi di frutta e lo zuccherificio furono il frutto dell'abilità e della genialità degli imprenditori locali.
Il movimento cooperativo si sviluppò a Massa Lombarda a partire dagli anni ottanta del XIX secolo. Nacquero la Cooperativa Agricola Braccianti, poi la Cooperativa Muratori e la Cooperativa Frutticoltori (1922). Nel XX secolo furono fondate la cooperativa dei barbieri, dei falegnami, dei mezzadri e la cooperativa facchini. In paese vi erano ben quattro spacci cooperativi.
Secondo i dati del censimento del 1921, il 70% della popolazione della provincia di Ravenna era rurale. A Massa Lombarda erano oltre 4.000 le persone legate all'agricoltura, a cui bisognava aggiungere circa 700 braccianti.
Fino agli anni settanta del XX secolo, oltre 800 persone lavoravano nella cooperazione. Poi iniziò una parabola discendente. Nel 2012 il settore era ridotto a 80 addetti.
Massa Lombarda è attraversata, in direzione Est-Ovest, dalla strada provinciale 253, ex strada statale.
Altre strade provinciali sono: la n. 12 (verso Mordano), la n. 50 (verso San Patrizio e la n. 117 (parallela alla 253); da essa si diparte la n. 94 che giunge a Bubano, frazione di Mordano.
La località è servita dalla stazione di Massalombarda posta sulla linea Faenza-Lavezzola, servita dalle corse svolte da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Emilia-Romagna.
Dal 1887 al 1964 la cittadina era inoltre raggiunta dalla ferrovia Budrio-Massalombarda, gestita dalla Società Veneta; tra il 1934 e il 1944 fu servita anche dalla ferrovia Massalombarda-Imola-Fontanelice della Santerno Anonima Ferroviaria.
Il servizio di trasporto pubblico a Massa Lombarda è garantito con autocorse suburbane svolte dalle società TPER e START.
É presente una pista ciclabile che conduce da Massa Lombarda al centro di Fruges.
Il comune di Massa Lombarda, insieme con Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo e Sant'Agata sul Santerno forma l'Unione dei comuni della Bassa Romagna.
Ha sede a Massa Lombarda la Società Ciclistica Massese (oggi S. C. Massese-Minipan). Fondata nel 1962, dopo il 2000 ha vinto alcuni titoli nazionali. Nel 2006 la Società ha organizzato i Campionati italiani per le categorie Esordienti ed Allievi (maschili e femminili). Il massese Filippo Baroncini, è cresciuto nella S. C. Massese-Minipan.
Le principali competizioni ciclistiche che si svolgono a Massa Lombarda sono:

Nel 1947 una squadra di pallacanestro cittadina si iscrisse ai campionati federali. Con la sponsorizzazione del PSI, assunse il nome ASSI (Associazione Sportiva Socialisti Italiani). raggiunse il suo culmine con il campionato nazionale di Serie C, in cui rimase per cinque anni consecutivi. Si sciolse nel 1955.
Nel 1961 fu fondata la Polisportiva, comprendente anche la sezione pallacanestro. La squadra cittadina disputò i campionati regionali. Il livello più alto raggiunto dal sodalizio massese è stato il campionato di C1, disputato nel 2007/2008.
Nel 1964 nacque la prima squadra di pallacanestro femminile. Uno dei primi allenatori fu Luigi Montanari (1939) che, all’epoca giocava nella squadra maschile locale. Dopo la fine dell’attività agonistica Montanari dedicò tutto il suo tempo alla crescita dei giovani della Polisportiva, che riuniva gran parte degli sport massesi. Venne ricompensato per la sua meritoria attività con la Stella d'argento CONI, che gli fu conferita nel 1996.
Fondato nel 1967 (il primo presidente fu Otello Ronchi), il Circolo Tennis Massa Lombarda ha disputato ininterrottamente dal 2004 al 2015 il campionato nazionale di Serie A2. Nel campionato 2006 ha vestito i colori massesi Renzo Furlan (ex n. 19 del mondo). Nel giugno del 2015 la squadra romagnola ha vinto la finale promozione approdando così in A1 per la prima volta nella sua storia. Massa Lombarda ha disputato sei stagioni consecutive nella massima serie. È retrocesso nel 2021 per tornare dopo appena un anno in Serie A1.
Nel campionato 2025 ha raggiunto per la prima volta la semifinale scudetto, vincendola. È approdata alla finale, che si è svolta a Torino il 7 dicembre 2025. Massa Lombarda ha battuto il «Match Ball Firenze» conquistando il titolo italiano. È la prima società sportiva massese a raggiungere questo traguardo in tutti gli sport. Nel 2026 il CT Massa Lombarda ha vinto il titolo nazionale anche nel Campionato Under 16.
Un'altra squadra gareggia nel campionato dilettanti di Serie C.
Dal 1994 il circolo organizza a fine agosto un torneo di livello nazionale dotato di un montepremi di 5 000 euro, il «Trofeo Oremplast».
Massavolley, la società di pallavolo femminile cittadina, ha disputato due stagioni del campionato nazionale di B2: 2023/24 e 2024/25. Attualmente milita in Serie C.
Massa Lombarda ha dato i natali a Elio Errani, un protagonista del nuoto pinnato. Negli anni 1960 partecipò ai campionati nazionali ed europei. Fu il primo a produrre in Italia pinne in fibra di vetro.
Ha sede nel comune la società Massa Lombarda Calcio, fondata nel 1924, che ha disputato campionati dilettantistici regionali.
In passato, un'altra società molto attiva in paese è stata la Polisportiva. Fu fondata nel 1961 con tre discipline: atletica leggera, tennis e pallacanestro. Negli anni ottanta del XX secolo, con lo scioglimento della Polisportiva, ogni gruppo sportivo ha continuato la propria attività in autonomia.
Nel 2013 Massa Lombarda ha ospitato i Campionati italiani di maratona di Pattinaggio su strada.
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