Norreni

«Sappiamo che vengono ricordati nelle fonti con nomi diversi quali Norreni, Vichinghi, Variaghi e Normanni, tutti appellativi riconducibili a guerrieri temibili e abili marinai originari delle remote regioni scandinave. Questi, infatti, salparono dalla Norvegia, Svezia e Danimarca…»
Stanziamento dei norreni nell'VIII (rosso scuro), IX (rosso), X (arancione) e XI (giallo) secolo. Il verde indica le aree frequentemente colpite da razzie vichinghe

I norrèni o nordici sono un gruppo etnolinguistico di popoli germanici che nel Medioevo abitavano la Scandinavia e parlavano la lingua norrena, lingua del ramo germanico settentrionale da cui discesero le moderne lingue scandinave.

Il termine 'norreni' è spesso assimilato al termine vichinghi, sebbene quest'ultimo termine sarebbe specifico per quel ristretto gruppo di norreni esploratori e guerrieri che a bordo di dreki navigavano per mare e compivano scorrerie.

Il termine norreno era tradizionalmente utilizzato per riferirsi solo alla lingua e letteratura proprie della Norvegia e dell'Islanda del IX-XIV secolo, mentre il suo utilizzo per indicare i popoli nordici è un'estensione recente, diffusa soprattutto in ambito accademico e scientifico.

Etimologia e sinonimi

Il termine norreno è un calco di norðrœnn che nella loro lingua significava 'settentrionale' ed è una parola composta da norðr, 'nord', e da -œnn suffisso aggettivizzante, a sua volta derivata dal protogermanico nurþrōnijaz. È importante notare che gli scandinavi medievali non utilizzavano questo termine per riferirsi a se stessi in senso etnico, ma piuttosto in senso geografico.

Tra VIII e XI secolo l'aggettivo norrœnn venne usato per indicare i popoli di tutta la penisola scandinava. Da norðr deriva anche nordmadr, in latino medievale nortmannus, da cui Normanno, letteralmente "uomo del nord", termine molto noto grazie alla preghiera attribuita, anche se con alcune incertezze, ai monaci dei monasteri depredati dai razziatori vichinghi nei secoli VIII e IX, che recitava: «Dio ci salvi dal furore normanno».

La Cronaca anglosassone distingue tra i vichinghi norvegesi pagani, stanziati a Dublino, nominandoli Norðmannum, e i vichinghi danesi cristianizzati stanziati nel Danelaw, nominandoli Dæne. Analoga distinzione è presente nelle memorie di Edmondo I d'Inghilterra sui Vichinghi del regno di Jórvík da lui sconfitti nel 942. Pertanto, il termine normanni aveva come significato originale coincidente all'attuale norreni.

I norreni erano anche conosciuti come Ascomanni dagli altri Germani (nome forse derivante dal loro mitico antenato Askr, oppure dal legno di frassino - askr - con cui costruivano le loro navi). Erano invece chiamati Lochlanach (gente dei fiordi/laghi) in irlandese, mentre gli Anglosassoni utilizzavano, oltre Dæne, anche il termine Dena (Danesi). Gli irlandesi distinguevano inoltre tra dubgaill (stranieri neri, riferito ai danesi) e finngaill (stranieri rossi, riferito ai norvegesi).

Gli Slavi orientali, i Balti, gli Ugrofinnici, i Bizantini e gli Arabi li chiamavano Rus' o Rhos, che forse derivava da roþs- o dall'area di Roslagen (Svezia centro-orientale), oppure dal termine finnico ruotsi (rematori), da dove molti Norreni giunsero nelle terre degli slavi. Archeologi e storici sono oggi convinti che gli insediamenti scandinavi nelle terre degli slavi portarono alla formazione dei nomi di Russia e Bielorussia.

Gli abitanti dell'estrema Europa orientale e i Bizantini chiamavano queste genti anche col nome di variaghi (dal norreno væringi, composto da vár - giuramento - e gengi - compagno), letteralmente "uomini giurati" o "compagni che hanno prestato giuramento": col nome di guardia variaga si indicava il nome dei soldati della guardia del corpo degli imperatori bizantini.

Storia

Origini

Mappa della Scandza con l'indicazione di alcune tribù.
Lo stesso argomento in dettaglio: Popoli germanici settentrionali e Scandza.

Le ricerche archeogenetiche condotte tra il 2015 e il 2021 escludono che i norreni costituissero un gruppo etnico compatto (ad esempio potevano avere capelli castani o neri) causa influssi genetici provenienti dal sud Europa o dalla steppa euroasiatica (principalmente dalle popolazioni ugrofinniche o uralo-altaiche). Anche se si utilizzassero come unici due elementi distintivi la lingua norrena e l'insieme dei culti religiosi, ossia la mitologia norrena (da essi definito inn forni sidr, letteralmente "il costume antico", in contrapposizione al in nýi sidr, "il costume nuovo" cioè il cristianesimo), occorre distinguerli nettamente dai Sami, anch'essi abitanti della Scandinavia, già citati a parte nella Storia delle guerre di Procopio di Cesarea.

Due fonti storiografiche importanti sono De origine et situ Germanorum di Tacito che descrive i popoli germanici attorno al I secolo d.C. e, nel periodo proto-norreno, il De origine actibusque Getarum del VI secolo d.C. di Giordane, il quale nomina le varie tribù abitanti la Scandinavia (detta Scandza), chiamata nel complesso "Utero delle nazioni" e descrive i suoi abitanti come i più alti e feroci dei Germani.

Nel periodo immediatamente seguente a quello in cui scriveva Giordane, detto anche era di Vendel (anni 550-793 circa), i popoli germanici settentrionali ancora rimasti in Scandinavia dopo il periodo delle grandi migrazioni, svilupparono i caratteri della società vichinga propriamente detta uscendo dalla loro fase preistorica/protostorica e tendono ad essere indicati dalla storiografia contemporanea col termine complessivo di Norreni.

Durante l'epoca vichinga i Norreni probabilmente si consideravano un'entità più o meno unificata in ragione della lingua condivisa. Lo studioso Thomas A. DuBois ha affermato che la religione norrena e altri sistemi di credenze pre-cristiane nel Nord Europa devono essere visti «non come entità linguistiche isolate e mutuamente esclusive ma come concetti ampi condivisi tra cultura e linee linguistiche, condizionate da simili fattori ecologici e da legami economici e culturali prolungati».

Origini mitologiche

Secondo l'interpretazione evemeristica di Snorri Sturluson, i loro primi dèi, gli Asi, erano originari dell'Asia (Asíá in norreno) e da quel luogo si sarebbero spostati seguendo il loro capo Odino verso le terre del nord, fermandosi in Svezia (Svíþjóð). La loro patria d'origine era Ásaheimr ("regno degli Asi") e, al loro arrivo in Scandinavia, si scontrarono con gli dèi precedenti, i Vani, divinità più pacifiche di carattere agricolo.

La presenza apparente di due panthea distinti è stata variamente interpretata dagli studiosi. Una prima ipotesi, detta «invasione degli Æsir», fu avanzata da Bernhard Salin nel 1904. Tale interpretazione, popolare per tutta la prima metà del XX secolo e non ancora completamente tramontata, ipotizzava che il racconto di Snorri avrebbe conservato, seppur deformato, il ricordo di autentici avvenimenti storici. Secondo Salin, gli antenati dei Germani erano effettivamente migrati dal Mar Nero alla Scandinavia e qui avevano lottato contro una popolazione autoctona. Gli Æsir sarebbero stati gli dèi degli invasori germanici, mentre i Vani sarebbero gli dèi adorati dalle genti autoctone della Scandinavia e il racconto della loro lotta e riconciliazione tra Æsir e Vanir come la trasposizione mitica di un antico conflitto storico, conclusosi con un compromesso e con la fusione dei due popoli.

Successivamente Jan De Vries e soprattutto Georges Dumézil, che dedicò un'intera carriera alla comparazione dei miti, arrivarono a dimostrare che la struttura del pantheon germanico apparteneva al più antico pensiero mitico indoeuropeo.

Espansione e differenziazione

Lo stesso argomento in dettaglio: Espansione vichinga.

A partire dalla fine del VIII secolo, nel periodo detto era vichinga (anni 793–1066 circa), si osservò una notevole espansione ad opera dei clan di guerrieri, esploratori e conquistatori, comunemente indicati come Vichinghi, che razziarono e si stabilirono in territori in tutta Europa e oltre, creando stati e insediamenti nelle Fær Øer, nel Regno Unito, in Irlanda, in Islanda, in Finlandia, in Russia, in Sicilia, in Italia meridionale, sull'isola di Terranova in Canada, in Groenlandia. I gruppi sorti da questa espansione includono i Normanni, i Vichingo-gaelici e il popolo dei Rus'.

I clan che concentrarono la loro attività di razzia e conquista in Inghilterra (nel Danelaw) erano provenienti dalla odierna Danimarca, quelli che si diressero verso Irlanda e Islanda provenivano perlopiù dalla odierna Norvegia e quelli diretti verso l'Ucraina e l'Impero bizantino provenivano in maggioranza dalla Svezia.

I motivi che portarono all'espansione vichinga sono un argomento molto dibattuto nella storia nordica. Una teoria diffusa afferma che Carlo Magno «usò la forza e il terrore per cristianizzare tutti i pagani», «battezzando, convertendo o passando ai ferri». «Vichinghi e altri pagani che volevano vendicarsi». Il professor Rudolf Simek conferma che «non è una coincidenza se le prime attività vichinghe avvennero durante il regno di Carlo Magno». A causa della penetrazione del Cristianesimo in Scandinavia, duri conflitti divisero la Norvegia per almeno un secolo. In ogni caso, fu l'Inghilterra, e non il regno franco di Carlo Magno, a essere l'obiettivo dei raid vichinghi.

Un'altra teoria diffusa suppone che il sovrappopolamento vichingo avrebbe messo in crisi il potenziale agricolo della loro madrepatria scandinava. Per una popolazione costiera che aveva a disposizione tecnologie navali superiori, aveva un senso cercare di espandersi oltremare per far fronte agli effetti di un incremento della popolazione giovanile. Il primogenito ereditava le proprietà familiari, mentre i figli più giovani erano spinti a emigrare o a dedicarsi a raid. Questa teoria, però, non è in grado di spiegare perché l'espansione si sia diretta verso l'oltremare piuttosto che verso le ampie e non coltivate aree forestali dell'interno della penisola scandinava. Inoltre, non è stato dimostrato in maniera definitiva, questo fenomeno di esagerata crescita della popolazione né alcun declino nella produzione agricola. Era più facile dedicarsi a scorribande per mare piuttosto che al disboscamento di vaste aree di foresta da dedicare alla coltivazione o al pascolo, in una regione in cui si poteva usufruire di un limitato periodo di sviluppo vegetativo.

Età dei regni (XI-XIV secolo)

Dopo la fine dell'epoca vichinga classica, i territori scandinavi si consolidarono in regni centralizzati:

La cristianizzazione trasformò profondamente la società norrena, introducendo nuove istituzioni, l'alfabetizzazione latina e l'integrazione nell'Europa cristiana. La lingua norrena iniziò a diversificarsi nelle moderne lingue scandinave. Le spedizioni di razzia divennero sempre più rischiose a causa della crescita del potere centralizzato e del rafforzamento delle difese costiere, cessando completamente nell'XI secolo con l'ascesa di re e grandi famiglie nobiliari.

Eredità culturale moderna

L'interesse per i norreni e la cultura vichinga ha conosciuto diverse ondate:

Culto

Epoca tardo-antica

Rappresentazione di Týr e Fenrir sul bratteato d'oro IK 190 all'incirca del V secolo, rinvenuto a Trollhättan, Svezia.
Lo stesso argomento in dettaglio: Antica religione norrena.

Era praticata una religione politeista complessa, parte del più ampio sistema di credenze germaniche.

La religione norrena non aveva un nome proprio: coloro che la praticavano la chiamavano semplicemente siðr (costume o tradizione).

Si suppone che Odino (Óðinn) abbia guadagnato importanza successivamente alla testimonianza di Tacito, durante il periodo delle migrazioni che, secondo alcuni autori, prese gradatamente il posto di Týr alla testa del pantheon delle culture germaniche occidentali e settentrionali. Questa ipotesi si scontrerebbe con l'associazione fatta da alcuni studiosi che identificano il regnator omnium deus di Tacito con Wōdanaz, a seguito di alcune similitudini tra la descrizione del rito fornita dall'autore romano e il successivo poema eddico Helgakviða Hundingsbana II.

La teoria secondo cui Odino prese il posto di Tyr si trova anche alla base di due identificazioni tra loro in conflitto. L'originale importanza di Tyr (dal proto-germanico *Tîwaz) nasce con la teoria secondo cui sarebbe stato una nuova versione della divinità suprema di molte fedi indoeuropee: Zeus, Giove, Dyeus. Non esistono però prove che sostengano l'ipotesi secondo cui Tyr abbia avuto la stessa importanza che aveva Odino nelle regioni in cui era conosciuto, con il nome di Odino o di Wōdanaz.

Durante il periodo delle migrazioni, il termine proto-norreno *Wōdin evolvette nel nuovo nome del dio Óðinn. I reperti dell'era di Vendel (bratteati, pietre runiche) mostrano antiche scene che possono essere associate ai testi mitologici norreni dell'Alto Medioevo. Il contesto del nuovo gruppo emergente del periodo è rispecchiato dalle storie di Snorri Sturluson riguardo agli dèi indigeni Vanir rimpiazzati dagli Æsir arrivati dal continente.

Parte di un arazzo svedese del XII secolo dove troviamo rappresentati, da sinistra a destra, l'Odin con un occhio solo, Thor e Freyr con il martello che regge una spiga di grano.

Epoca vichinga

Lo stesso argomento in dettaglio: Mitologia norrena.

Le divinità sono divise in due classi:

La distinzione non è tuttavia netta: in un antico passato le due fazioni si fronteggiarono in guerra, ma in seguito raggiunsero la pace, si scambiarono ostaggi e alcuni membri si unirono in matrimonio. Di determinate divinità non è chiara l'appartenenza a una delle due classi.

Le tre principali divinità erano Odino, Thor e Freyr. Le prime due erano Asi e il terzo Vanir ed erano adorati anche in triade.

Le divinità avevano forma umana e possedevano diverse combinazioni di qualità, nonché di difetti umani. Le avventure e i problemi degli dèi erano la base di diverse leggende e racconti che servivano per illustrare come un uomo doveva, o non doveva, comportarsi. Gli Æsir e i Vanir sono generalmente nemici degli Jǫtnar (singolare Jǫtunn), i Giganti, paragonabili ai Titani della mitologia greca.
Da notare comunque che gli Æsir discendono dagli Jǫtnar e sia Æsir che Vanir possono unirsi con loro per generare figli, quando non sono dei mostri. Esistono due classi generali di giganti: Hrímþursar, i "giganti di brina", e i Múspellsmegir o "giganti di fuoco" anche detti "Figli di Muspell".

Come per molte altre religioni indoeuropee, la mitologia germanica presenta una debole opposizione tra bene e male, tipica invece delle tradizioni abramitiche e iraniche.
Loki, principio del disordine, in molte occasioni aiuta gli dei con la sua astuzia (per preservare l'Ordine cosmico), e in altrettante li insulta e ne causa i lutti. I Giganti, non tanto fondamentalmente malvagi, sono piuttosto rudi, vanagloriosi e incivili. L'opposizione tra queste divinità non rappresenta dunque lo scontro tra Bene e Male, bensì tra Ordine e Caos, tra l'altro reso nei miti con dinamiche non pienamente impermeabili l'una all'altra (in particolare nel ruolo ambivalente di Loki, ora a fianco degli altri dèi, ora in contrapposizione).

La cosmologia norrena prevedeva nove mondi connessi dall'albero cosmico Yggdrasill, con Ásgarðr (dimora degli Æsir), Miðgarðr (mondo degli umani) e Hel (mondo dei morti) tra i più importanti. Importanti erano anche i jötnar (giganti), descritti sia come antenati che come nemici degli dèi, e con cui gli dèi avevano relazioni complesse e ambivalenti.

Le fonti principali per la comprensione della mitologia norrena sono l'Edda poetica (una raccolta di poemi anonimi del XIII secolo) e l'Edda in prosa di Snorri Sturluson (circa 1220), sebbene quest'ultima debba essere letta criticamente poiché scritta da un autore cristiano.

Pratiche religiose

Il culto norreno non aveva un clero professionale centralizzato, ma si basava su:

  • Sacrifici (blót): offerte di animali (e occasionalmente umane) alle divinità, spesso durante feste stagionali. Secondo Adamo di Brema, nel tempio di Uppsala si svolgevano sacrifici ogni nove anni con offerte di animali e, secondo alcune fonti, anche umane.
  • Feste religiose: celebrazioni legate ai cicli stagionali e agricoli, come il solstizio d'inverno (Jól, origine del moderno Natale).
  • Luoghi sacri: templi (hof), boschetti sacri e siti naturali come fonti e montagne. Recenti scoperte archeologiche a Ose, in Norvegia, hanno rivelato un tempio dedicato a Odino e Thor risalente all'VIII secolo.
  • Seiðr e altre pratiche magiche: forme di magia e divinazione, spesso associate alle donne (Vǫlva, veggenti).

La sepoltura rifletteva le credenze nell'aldilà. I morti erano seppelliti o cremati con beni funerari che avrebbero potuto usare nell'aldilà, dalle armi e gioielli a navi intere per i più ricchi.

Lingua

Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua norrena e Storia della lingua islandese.
Pietra runica di Rök, Svezia, contenente la più lunga iscrizione scolpita su pietra in lingua norrena, utilizzante l'alfabeto runico, nonché una delle più antiche.

Il termine norreno si riferisce anche alla lingua norrena, una lingua germanica evolutasi dalla lingua proto-norrena nel VII-VIII secolo. Aveva un rapporto di mutua intelligibilità con l'antico inglese, l'antico sassone e altre lingue parlate nella Germania settentrionale.

Si suddivideva dansk tunga (dialetto orientale o norreno orientale) e dǫnsk tunga (dialetto occidentale o norreno occidentale). Questi autonimi si traducono letteralmente con "lingua danese". Non c'era una separazione territoriale ben definita fra le due varianti di questo idioma.

Dopo il XIII secolo il norreno orientale si evolse nel danese e nello svedese, mentre il norreno occidentale si evolse nell'islandese, nel norvegese e nel faorese nelle loro forme più antiche.

Il norreno utilizzava l'alfabeto runico (Fuþark recente) per iscrizioni su pietra, legno e metallo, mentre i testi letterari più tardi furono scritti con l'alfabeto latino dopo la cristianizzazione.

Letteratura

Lo stesso argomento in dettaglio: Letteratura norrena e Storia della lingua islandese.

La letteratura norrena comprende alcuni dei capolavori della letteratura medievale europea:

La maggior parte di questa letteratura fu composta e preservata in Islanda, che divenne il centro della cultura letteraria norrena dopo la cristianizzazione. Le saghe forniscono informazioni preziose sulla società vichinga, inclusi dettagli sulla costruzione navale, le provviste delle navi e altri aspetti della vita quotidiana.

Iscrizioni runiche

Lo stesso argomento in dettaglio: Pietre runiche.

Le iscrizioni in caratteri runici forniscono testimonianze dirette della società norrena. La maggior parte delle pietre runiche dell'epoca vichinga proviene dalla Svezia, specialmente dalla regione di Mälardalen. Queste iscrizioni commemorano:

Le pietre runiche di Ingvar, per esempio, commemorano una spedizione disastrosa verso est negli anni 1040, probabilmente diretta verso il Mar Caspio. Le pietre runiche attestano viaggi vichinghi in luoghi disparati come Bath, Grecia, Persia, Gerusalemme, Spagna, Italia e varie località dell'Europa orientale.

Arte e architettura

Lo stesso argomento in dettaglio: Arte vichinga.

Stili artistici

L'arte norrena è caratterizzata da complessi motivi decorativi, spesso zoomorfi (rappresentazioni stilizzate di animali) e intrecci geometrici. Gli archeologi hanno identificato diversi stili artistici sequenziali nell'epoca vichinga:

Questi stili decoravano oggetti di metallo, legno, pietra e tessuto, dalle armi e gioielli alle navi e agli edifici. Piuttosto che creare arte fine a se stessa, i norreni producevano quasi esclusivamente arte applicata: oggetti di uso quotidiano erano decorati per renderli più piacevoli alla vista.

Architettura

L'architettura norrena era prevalentemente in legno, materiale abbondante in Scandinavia. Le principali tipologie di edifici erano:

Lo spazio domestico delle abitazioni norrene non era neutro ma rivestiva significati rituali e sociali. Le porte in particolare erano centrali per le interazioni quotidiane e rituali, orchestrando la produzione del mondo sociale nell'epoca vichinga.

Armi e equipaggiamento militare

Elmo in stile II/B rinvenuto a Vendel, Svezia
Lo stesso argomento in dettaglio: Armi e armature in epoca vichinga.

Le armi norrene erano sia strumenti pratici che status symbol:

Contrariamente all'immaginario popolare, non esistono prove archeologiche di elmi cornuti utilizzati in battaglia. Il mito degli elmi con le corna fu probabilmente diffuso nel XIX secolo durante il Romanticismo e dalle scenografie di Carl Emil Doepler per l'opera di Wagner "Der Ring des Nibelungen" (1876).

Costruzione navale

Lo stesso argomento in dettaglio: Navi vichinghe.

La maestria norrena nella costruzione navale era notevole. Le navi vichinghe utilizzavano la tecnica a clinker (assi sovrapposte), che creava scafi leggeri, flessibili e veloci. La costruzione ad assi sovrapposte creava anche un effetto aliscafo: con il movimento veloce in acqua, lo scafo si sollevava riducendo la resistenza idrodinamica e aumentando la velocità. Esistevano due tipi principali:

Navi famose rinvenute archeologicamente includono:

Le grandi navi vichinghe contengono alcune delle principali opere d'arte del periodo. La prora della nave di Oseberg dimostra la maestria norrena nell'intaglio decorativo del legno e nell'intarsio di metallo, con animali intrecciati che si contorcono sulla superficie.

Note

  1. 1 2 Lorena Cannizzaro, Introduzione all'archeologia scandinava, su archeofriuli.it, Società friulana di archeologia, 23 maggio 2020. URL consultato il 17 settembre 2024.
  2. 1 2 Norrèno, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 17 settembre 2024.
  3. ↑ Nòrdico, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 17 settembre 2024.
  4. 1 2 Simone Barcelli, Il Retaggio Perduto dei Vichinghi: Quando i Norreni conquistarono il mondo, Cerchio della luna, 2019, ISBN 9788869375019.
    «In Inghilterra venivano anche chiamati uomini del Nord o norreni, termini con cui all'epoca si indicavano in maniera generica tutte quelle popolazioni che provenivano dalla Scandinavia, senza distinzione per regione…»
  5. ↑ Rory McTurk, A Companion to Old Norse-Icelandic Literature and Culture, John Wiley & Sons, 2008, p. 7, ISBN 978-1405137386.
    «Old Norse' defines the culture of Norway and Iceland during the Middle Ages. It is a somewhat illogical concept as it is largely synonymous with 'Norse'... The term 'Norse' is often used as a translation of norroenn. As such it applies to all the Germanic peoples of Scandinavia and their colonies in the British Isles and the North Atlantic.»
  6. ↑ Jeremy DeAngelo, The North and the Depiction of the "Finnar" in the Icelandic Sagas, in Scandinavian Studies, vol. 82, n. 3, 2010, pp. 257-286, JSTOR 25769033.
    «The term "Norse" will be used as a catchall term for all North Germanic peoples in the sagas...»
  7. 1 2 David A. Leeming, The Handy Mythology Answer Book, Visible Ink Press, 2014, p. 143, ISBN 978-1578595211.
    «"Who were the Norse people?" The term Norse is commonly applied to pre-Christian Northern Germanic peoples living in Scandinavia during the so-called Viking Age. Old Norse gradually developed into the North Germanic languages, including Icelandic, Danish, Norwegian, and Swedish»
  8. ↑ Lorena Cannizzaro, Vichinghi misteriosi – ma senza esagerare, in Query. La scienza indaga i Mysteri, CICAP, 2021.
    «provenienti dai territori scandinavi di Danimarca, Norvegia e Svezia»
  9. ↑ Christopher R. Fee, Mythology in the Middle Ages: Heroic Tales of Monsters, Magic, and Might, ABC-CLIO, 2011, p. 3, ISBN 978-0313027253.
    «"Viking" is a term used to describe a certain class of marauding Scandinavian warrior from the 8th through the 11th century. However, when discussing the entire culture of the Northern Germanic peoples of the early Middle Ages, and especially in terms of the languages and literatures of these peoples, it would be more accurate to use the term "Norse." Therefore during the Middle Ages and beyond, it therefore might be useful to speak of "German" peoples in middle Europe and of "Norse" peoples in Scandinavia and the North Atlantic.»
  10. ↑ Viking, in Oxford learners dictionaries. URL consultato il 23 novembre 2021.
  11. ↑ John Lind, Vikings and the Viking Age, Mosca, Dmitry Pozharsky University, 2011, pp. 201-202.
    «Viking indicated an activity rather than a distinct group of people, and certainly did not denote the trading expeditions of the Norse peoples»
  12. ↑ Norreno, in Sapere.it, De Agostini.
  13. ↑ Aldo Gabrielli (a cura di), Norreno, in Grande Dizionario Italiano, 3ª ed., Milano, Ulrico Hoepli Editore, 2015, SBN UBO4140533.
  14. 1 2 Ma chi sono questi norreni?, su accademiadellacrusca.it, Accademia della Crusca. URL consultato il 18 gennaio 2025.
  15. ↑ (EN) norðrœnn (Old Norse), su wordsense.eu.
  16. ↑ (FR) Etymologie de Normand, Centre National de Ressources Textuelles et Lexicales.
  17. ↑ A furore Normannorum libera nos Domine rimane sostanzialmente priva di riscontri se non come successiva rielaborazione di Summa pia gratia nostra conserving corpora et custodita, de gente fera Normannica nos libero, quae nostra vastat, Deus, regna, attestata nel IX secolo come antifona dedicata ai santi Vaast e Menard (cfr. Albert D'Haenens, Les Invasions Normandes en Belgique au IX Siècle, Lovanio, 1967.).
  18. ↑ Ann Williams, Edmund I (920/21–946), in Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, 2004, DOI:10.1093/ref:odnb/8501, ISBN 978-0-19-861412-8.
  19. ↑ Whitelock (a cura di), Anglo-Saxon Chronicle, in English Historical Documents, Volume 1, c. 500-1042, 2ª ed., London, Routledge, 1979, p. 221, ISBN 978-0-415-14366-0.
  20. ↑ Bately (a cura di), The Anglo-Saxon Chronicle, A Collaborative Edition, 3, MS A, Cambridge, D. S. Brewer, 1986, p. 73, ISBN 978-0-85991-103-0.
  21. ↑ F. Donald Logan, The Vikings in History, Taylor & Francis, 2005, p. 23, ISBN 978-0-415-32756-5.
  22. ↑ James Graham-Campbell, Richard Hall, Judith Jesch e David N. Parsons, Vikings and the Danelaw, Oxbow Books, 2001.
  23. ↑ Katherine Homan, La conquista del Nord, I Vichinghi nell'Arcipelago Britannico, Bologna, Odoya, 2014, pp. 7-9.
  24. ↑ F. Donald Logan, The Vikings in History, Taylor & Francis, 2005, ISBN 978-0-415-32756-5.
  25. ↑ F. Donald Logan, The Vikings in History, Taylor & Francis, 2005, pp. 192-195, ISBN 978-0-415-32756-5.
  26. 1 2 Why Vikings weren't who we thought they were, BBC, 8 novembre 2021.
  27. ↑ Filmato audio Gioal Canestrelli, C'erano Vichinghi di colore?, su YouTube, Evropantiqva, 15 maggio 2023, a 9 min 49 s.
    «il loro retaggio non può essere ricoindotto»
  28. ↑ Ferrari 1994, p. 13.
  29. ↑ Gwyn Jones, I vichinghi, Roma, Newton Compton Editori, 1995, pp. 28-29.
  30. ↑ (DE) Josef Lindauer, Germania: Bericht über Germanien, München, Deutscher Taschenbuch Verlag, 1975, pp. 80-81, ISBN 3-423-09101-0.
  31. ↑ Peter D'Epiro, The Book of Firsts: 150 World-Changing People and Events, from Caesar Augustus to the Internet, Knopf Doubleday Publishing Group, 2010, ISBN 978-0307476661.
  32. ↑ DuBois 1999, p. 18.
  33. ↑ DuBois 1999, p. 7.
  34. ↑ Sturluson, 1.Di re Gylfi e Gefjun.
  35. ↑ Salin 1904.
  36. ↑ Æsir e Vanir, su bifrost.it, Bifrost, 21 gennaio 2007.
  37. ↑ Lotte Hedeager, Iron Age Myth and Materiality: An Archaeology of Scandinavia AD 400-1000, Cambridge University press, 1992.
  38. ↑ Erik Lönnroth, The Vikings in History and Legend, Yale University Press, 1997, pp. 58-63, ISBN 978-0300071191.
  39. ↑ Roger Bartlett, Storia della Russia, Edizioni Mondadori, 2014, ISBN 9788852059544.
    «Dall'VIII secolo in poi i norreni scandinavi iniziarono una espansione che li portò per il mondo...»
  40. ↑ Francesco Palma, Basi ideologiche e costruzioni storiografiche nelle ipotesi migrazionistiche sulla fine della Groenlandia norrena, in Scandia: Journal of Medieval Norse Studies, 2020. URL consultato il 12 novembre 2021 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2021).
    «I Norreni si concentrarono su due aree della costa sudoccidentale dell’isola...»
  41. ↑ Francesco D'Angelo, I Regni del Nord. URL consultato il 3 gennaio 2023.
  42. ↑ Knut Helle, The Cambridge History of Scandinavia: Prehistory to 1520, Cambridge University Press, 2003, pp. 121-145, ISBN 978-0521472999.
  43. 1 2 Rudolf Simek, The Emergence of the Viking Age: Circumstances and Conditions, in The Vikings First Europeans VIII - XI century: The New Discoveries of Archaeology, 2005, pp. 24-25.
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Bibliografia

Fonti antiche
Fonti moderne

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