Il nome della tribù deriva dal suo genere tipoOcimum L. la cui etimologia deriva a sua volta dalla parola greca "okimon" (= profumo, olezzo) anticamente usata da Teofrasto (371 a.C. – Atene, 287 a.C.), filosofo e botanico greco antico discepolo di Aristotele autore di due ampi trattati botanici, ma anche da Dioscoride (Anazarbe, 40 circa – 90 circa) medico, botanico e farmacista greco antico che esercitò a Roma ai tempi dell'imperatore Nerone, per alcune erbe aromatiche.
Il nome scientifico della tribù è stato definito dal botanico, naturalista e politico belga Barthélemy Charles Joseph Dumortier (Tournai, 3 aprile 1797 – 9 giugno 1878) nella pubblicazione "Analyse des Familles de Plantes: avec l'indication des principaux genres qui s'y rattachent. Tournay - Anal. Fam. Pl.: 22" del 1829.
Descrizione
Le specie di questa tribù hanno un portamento erbaceo con cicli biologici annuali o perenni, oppure il portamento è arbustivo, oppure arboreo. Altre specie sono succulenti o carnose. Nelle specie arbustive il rizoma è legnoso e massiccio. Alcune specie sono aromatiche, altre sono di tipo "geoxyle" (con una ampia struttura legnosa [= fusto] sotterranea). I fusti in genere sono ricoperti da peli ispidi e setolosi oppure semplici e ramificati; in altri casi i fusti sono fistolosi o pruinosi.
Le foglie lungo il fusto sono disposte in modo opposto e ogni verticillo è alternato rispetto al precedente; sono inoltre prive di stipole. La lamina è semplice, picciolata con forme ovate, oppure a volte è ternata o con quattro foglioline. In alcune specie la base delle foglie è cuneato-decorrente; in altre le foglie sono aggregate all'apice dei rami; in altre ancora è pennatifida o subdigitata, oppure bollosa.
Le infiorescenze sono delle cime peduncolate o sessili di tipo tirsoide, portate in vari verticilli ascellari sovrapposti lungo il fusto. Ogni verticillo è composto da alcuni fiori (generalmente da 1 a 3, ma anche di più - fino a 10) sessili o pedicellati poggianti su alcune brattee di tipo fogliaceo persistenti o decidue, alcune volte colorate brillantemente all'apice, in altri casi sono spinescenti. Possono oppure no essere presenti delle bratteole. Sono presenti anche delle sinflorescenze, oppure delle infiorescenza di tipo panicolato o di tipo racemo.
X, K (5), [C (2+3), A 2+2] G (2), (supero), drupa, 4 nucule
Il calice è gamosepalo e zigomorfo, con base tubulosa, campanulata o a imbuto (in qualche caso anche a forma sferica) e terminante in modo bilabiato con 5 lobi con struttura 1/4 (il labbro posteriore ha un lobo, mentre quello anteriore ha 4 lobi) oppure 3/2, se i lobi sono 4 la struttura è 1/3 o 2/2 o 3/1, se i lobi sono 3 o 2 si hanno allora strutture tipo 1/2, 2/1 o anche 1/1 (in alcune specie i lobi arrivano fino a 8 con struttura 3/5). In altre specie i lobi sono sinuati e il calice appare con 10 lobi. Talvolta i lobi sono distribuiti in modo uguale per cui il calice risulta più o meno attinomorfo; altre volte il tubo del calice è ristretto, oppure è incurvato alla gola, altrimenti è diritto; in altre possono essere presenti delle gibbosità ventrali o una compressione laterale alla base del calice. I lobi posteriori possono essere arrotondati a forma deltoide con denti laterali; quelli anteriori hanno forme da deltoidi a subulate. Spesso la gola è densamente pelosa. La superficie del calice è percorsa da alcune (8 - 10) venature longitudinali. Alla fruttificazione il calice può dilatarsi alquanto, oppure presentarsi declinato.
La corollagamopetala è fortemente zigomorfa a 2 labbra (raramente non è così). Ha la forma di un tubo da cilindrico a forma d'imbuto terminante con 5 lobi con struttura 4/1 (3/1 se i lobi sono 4). La parte tubulosa può essere diritta o incurvata alla base e nella parte mediana può avere una gibbosità dorsale e spesso è dilatata verso la gola; può essere anche speronata. Il labbro posteriore generalmente è ascendente con 4 lobi uguali o quelli mediani più grandi di quelli laterali; i margini possono essere interi o fimbriati. Il labbro anteriore con portamento più o meno orizzontale (o anche deflesso) ha delle forme da piatte a concave, oppure ha la forma di cappuccio con portamento ascendente o riflesso. In alcune specie all'antesi, gli stami che in un primo momento sono contenuti entro il labbro anteriore della corolla, vengono rilasciati in modo quasi esplosivo. Il colore della corolla è bianco, rosa, porpora o blu, raramente è giallo.
L'androceo possiede quattro stami declinati didinami. I filamenti, spesso pelosi, paralleli e complanari, sono adnati alla corolla: il paio anteriore è adnato vicino alla gola della corolla e raramente può essere sterile; quello posteriore vicino alla base della corolla o un punto intermedio. Talvolta sono proiettati in avanti orizzontalmente, oppure sporgono dalla corolla anche esageratamente, altrimenti sono inclusi nel tubo della corolla. Le antere hanno due teche divaricate e confluenti all'apice; a volte sono uniloculari per fusione. I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato. Il disco nettario normalmente è un disco a 4 lobi con quelli anteriori più grandi, alternati alle nucule del frutto, ed è ricco di sostanze zuccherine. Nelle specie dioiche i fiori femminili sono privi di stami.
Gineceo: l'ovario è supero formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti divisori all'interno dei due carpelli. L'ovario è glabro. La placentazione è assile. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule). Lo stilo talvolta è inserito sopra l'ovario con base ingrossata (stilopodio). Lo stigma è da bilobo a clavato con lobi subulati più o meno uguali.
Il frutto è uno schizocarpo composto da 4 nucule. La forma delle nucule è da sferica a ellissoide oppure da obovoide a oblunga-cilindrica. La superficie delle nucule è ricoperta da piccole areole, è liscia con venature dorsali prominenti. Raramente nella parte apicale è pubescente e in genere è mucillaginosa.
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). I semi hanno una appendice oleosa ricca di grassi, proteine e zuccheri (elaiosoma) che attrae le formiche durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo.
Distribuzione e habitat
La tribù è più o meno cosmopolita. L'habitat è relativo soprattutto alle zone calde e tropicali. Nella tabella seguente è indicata la distribuzione e l'habitat tipico delle varie sottotribù:
La famiglia delle Lamiacee comprende circa 220 generi e quasi 7000 specie. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie; la tribù Ocimeae appartiene alla sottofamiglia Nepetoideae (Dumort.) Leurss..
In base agli ultimi studi di tipo filogenetico sul DNA delle varie specie di questo gruppo, la tribù Ocimeae risulta monofiletica e facilmente diagnosticabile con diverse sinapomorfie morfologiche. All'interno le quattro sottotribù sono anch'esse monofiletiche, mentre più di qualche genere non lo è. In particolare per la sottotribù Hyptidinae è stata proposta una nuova circoscrizione del grande genere Hyptis ricomposto in 11 nuovi generi. Da questi studi risulta che il gruppo primitivo della tribù si è originato in Asia dal quale tramite diversi eventi secondari si è diffuso nel resto del globo (la colonizzazione dell'isola di Madagascar ha avuto almeno cinque episodi, mentre per il Nuovo Mondo s'è verificata almeno tre volte).
Il cladogramma a lato, tratto dallo studio citato e semplificato, mostra la struttura interna della tribù.