Pierluigi Nicolin (Bareggio, 26 agosto 1941 – Milano, 26 marzo 2025) è stato un architetto italiano, critico, curatore, docente universitario e direttore editoriale.
Nato a Bareggio, in provincia di Milano, si laureò in architettura al Politecnico di Milano nel 1967 e avviò l'attività professionale nel 1968.
Nel 1974 fu tra i fondatori della Gregotti Associati S.r.l., insieme a Vittorio Gregotti, Pierluigi Cerri, Hiromichi Matsui e Bruno Viganò; lasciò lo studio nel 1978. In ambito universitario insegnò alla Facoltà di Architettura di Palermo dal 1972 al 1980 e fu professore ordinario di Composizione architettonica al Politecnico di Milano.
L'Università degli Studi di Palermo lo ha ricordato come un «protagonista centrale nel dibattito architettonico internazionale», sottolineando il legame tra la sua attività didattica palermitana e il Laboratorio Belice '80.
È morto a Milano il 26 marzo 2025, all'età di 83 anni.
Come progettista lavorò su temi architettonici e urbani a scale diverse. Tra i progetti e concorsi ricordati dalle fonti figurano il concorso internazionale per la nuova sede dell'Università della Calabria, vinto nel 1972, il progetto per il Ponte dell'Accademia per la Mostra internazionale di architettura di Venezia del 1985, la nuova piazza Dante a Genova, il collegamento Bergamo Alta-Bergamo Bassa, il polo direzionale-finanziario nell'area Garibaldi-Repubblica a Milano e la consultazione per la ristrutturazione degli ex stabilimenti Junghans alla Giudecca.
Sul piano urbanistico sono ricordate le proposte per Partanna, il piano per la ricostruzione di Santa Ninfa, l'intervento di ricomposizione urbana per Gibellina e il Laboratorio Belice '80, legato ai territori colpiti dal terremoto del Belice del 1968.
Altre opere e concorsi citati dalle fonti comprendono il nuovo Polo giudiziario di Trento, il MOdAM - Museo e scuola della moda di Milano, la Porta di Milano presso l'Aeroporto di Milano-Malpensa e la ristrutturazione interna del Padiglione 6 della Fiera di Milano.
Alla pratica progettuale Nicolin affiancò una intensa attività teorica, critica, pubblicistica ed editoriale. Dal 1978 diresse Lotus International, rivista di architettura alla quale la sua figura rimase legata per decenni.
Secondo la ricostruzione storica pubblicata dal sito della rivista, Nicolin assunse la direzione di Lotus con il numero 14, dopo essere stato responsabile della redazione, in una fase nella quale la rivista stava assumendo progressivamente il carattere di pubblicazione tematica dedicata al dibattito sull'architettura contemporanea.
Nel corso della sua direzione la rivista si avvalse di una rete internazionale di esperti, redattori e consulenti. Nei diversi periodi vi parteciparono, tra gli altri, Gae Aulenti, Joseph Rykwert, Mario Botta, Francesco Dal Co, Franco Purini, Ignasi de Solà-Morales, Bernard Huet, Werner Oechslin e Georges Teyssot; nella redazione si avvicendarono Italo Rota, Massimo Scolari, Daniele Vitale, Luca Ortelli, Alberto Ferlenga, Mirko Zardini e Alessandro Rocca. Tra il 1994 e il 2001 la rivista collaborò inoltre con un nuovo gruppo internazionale di consulenti e interlocutori, che comprendeva, fra gli altri, Kenneth Frampton, Peter Eisenman, Richard Ingersoll, Rem Koolhaas, Renzo Piano, Álvaro Siza e Anthony Vidler.
Sotto la sua direzione, Lotus International consolidò un profilo internazionale, bilingue e fortemente orientato alla riflessione sui rapporti tra progetto, città, territorio e trasformazioni della società contemporanea. La pagina storica della rivista collega questo indirizzo alla volontà di considerare l'architettura come questione di interesse pubblico, con attenzione ai contesti, alla ricerca universitaria, agli scambi internazionali e ai valori urbani dell'architettura.
L'attività pubblicistica di Nicolin comprese editoriali, saggi e monografie. SIUSA segnala in particolare gli editoriali di Lotus International come parte rilevante della sua attività critica e pubblicistica.
Nicolin svolse anche attività curatoriale ed espositiva. Le fonti ricordano, tra le altre iniziative, Il Laboratorio del Belice, La ricostruzione della città, la XVII Triennale di Milano con l'esposizione Le città immaginate e la mostra Le città del mondo e il futuro della metropoli.
Dal 1985 al 1989 fu membro della Giunta Esecutiva della XVII Triennale di Milano e dal 1992 entrò nel consiglio di amministrazione della stessa istituzione.
Nel 2003 ricevette la Medaglia d'oro all'architettura italiana nella sezione dedicata alla critica, assegnata dalla Triennale di Milano, per l'attività svolta con Lotus International.
Nel 2017 fu eletto Accademico d'Onore dell'Accademia delle arti del disegno.
Nel 2024 ricevette il Premio alla carriera nell'ambito del Premio italiano di Architettura promosso dal MAXXI e dalla Triennale di Milano. In quella occasione fu annunciata anche l'acquisizione dell'archivio di Lotus International da parte del MAXXI e il passaggio della rivista alla Triennale Milano.
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