| Positrone | |
|---|---|
| Classificazione | Particella elementare |
| Famiglia | Fermioni |
| Gruppo | Antileptoni |
| Generazione | Prima |
| Interazioni | Gravità, elettromagnetica, debole |
| Simbolo | e+, β+ |
| Antiparticella | Elettrone (e−) |
| Teorizzata | Paul Dirac (1928) |
| Scoperta | Carl D. Anderson (1932) |
| Proprietà fisiche | |
| Massa | 9,1093826(16)×10−31 kg |
| Carica elettrica | +1 e +1,602176634×10−19 C |
| Carica di colore | No |
| Spin | ½ |
Il positrone, chiamato anche antielettrone o positone (meno usato), è l'antiparticella dell'elettrone. Rispetto a quest'ultimo, ha carica elettrica uguale e opposta (+e), lo stesso spin 1/2 e la stessa massa. Come l'elettrone, è un leptone di prima generazione. È stata la prima antiparticella osservata sperimentalmente.
I positroni furono scoperti nei raggi cosmici da Carl Anderson nel 1932. Furono Patrick Blackett e Giuseppe Occhialini a completare la scoperta l'anno successivo, confermando la previsione teorica dell'esistenza di un'antiparticella dell'elettrone, formulata da Paul Dirac nel 1928 come conseguenza della propria equazione.
I positroni sono usati anche in campo medico. La tomografia a emissione di positroni (PET) è una tecnica che permette di valutare la presenza di cellule tumorali somministrando al paziente sostanze metabolicamente attive marcate con radioisotopi soggetti a decadimento β+, che quindi emettono positroni.
Quando un positrone viene in contatto con un elettrone si ha un processo di annichilazione e la loro massa viene convertita in energia, nella maggior parte dei casi sotto forma di due fotoni ad altissima energia nella banda dei raggi gamma, secondo il seguente processo:
Prima dell'annichilazione, il positrone e l'elettrone possono anche formare, in determinate condizioni, un atomo di tipo esotico, per sua natura instabile, chiamato positronio.
Un positrone può essere generato dal decadimento radioattivo β+ o dall'interazione con la materia di fotoni aventi energia superiore a 1,022 MeV; questo processo è chiamato produzione di coppia in quanto genera un positrone e un elettrone, in base alla conservazione della carica elettrica e del numero leptonico.
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