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Vetrina

I cirripedi (Cirripedia Burmeister, 1834) sono una sottoclasse di crostacei, appartenente alla classe dei Thecostraca, comprendente organismi marini e d'acqua salmastra recenti e fossili.

Sono principalmente caratterizzati dalla sessilità e da un piano corporeo fortemente modificato tanto da rendere difficile l'attribuzione ai crostacei. Nei cirripedi le appendici del torace sono trasformate in cirri impiegati per l'alimentazione per filtrazione. Possono avere vita libera, e in tal caso aderiscono al substrato, oppure essere parassiti in genere di altri artropodi. Il substrato può essere costituito da rocce, oggetti galleggianti, tra cui chiglie di barche e navi, infrastrutture portuali, o esseri viventi come cetacei o tartarughe marine. Alcune specie di cirripedi vengono consumate, altre possono parassitare specie di crostacei di interesse per la pesca o essere impiegate per la lotta biologica a specie invasive, tuttavia l'importanza economica è soprattutto legata al loro ruolo nel biofouling di scafi e infrastrutture marine.

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Voci di qualità

La chiesa della Santissima Trinità in Monte Oliveto è un luogo di culto cattolico di Verona situato nei pressi di piazza Cittadella, in una zona centrale di Verona. L'edificio sorge su una collinetta di modeste dimensioni, ormai quasi nemmeno rilevabili, che si levava fuori dalle mura romane e comunali. La progressiva espansione dell'area urbanizzata di Verona ha fatto sì che l'edificio finisse per essere completamente inglobato tra diverse costruzioni più recenti, rendendolo seminascosto alla vista del passante, fatta eccezione per il suo alto campanile.

Sorta sul probabile luogo di una necropoli romana, l'edificazione ebbe inizio nel 1073 per opera della congregazione vallombrosana con l'intento di farne un monastero. La consacrazione avvenne il 12 gennaio 1117 ma a seguito del catastrofico terremoto dello stesso anno si dovette procedere a una seconda fabbrica. Oltre alla chiesa e alle residenze dei monaci, qui vi era anche un ricovero per pellegrini e uno scriptorium di notevole importanza. Nella seconda metà del XIV secolo venne commissionato a Turone di Maxio un polittico per l'altare maggiore, oggi conservato al Museo di Castelvecchio. Con il finire del Trecento ebbe inizio la parabola discendente del monastero che ebbe il suo culmine nel 1443 con il passaggio in commenda e l'allontanamento dei vallambrosiani. Nel 1529 il vescovo Gian Matteo Giberti trovò l'edificio in abbandono e circa quindici anni dopo ottenne da papa Paolo III che il complesso fosse adibito a ricovero per le "donne pentite o mal maritate"; contemporaneamente si procedette a manomissioni per adempiere ai dettami della controriforma. Nel 1797 le truppe napoleoniche decretarono la soppressione dell'abbazia e la trasformazione in ospedale militare. La stessa sorte avvenne in occasione delle guerre d'indipendenza italiane, durante l'epidemia di vaiolo del 1871-1873 e quando la città venne flagellata dall'inondazione del 1882. Sul finire della seconda guerra mondiale, il 6 aprile 1945, la chiesa fu danneggiata da un bombardamento alleato che causò, in particolare, la perdita dell'antico chiostro, quindi al termine della guerra si procedette immediatamente al restauro del monumento, tanto che già nel 1946 si riprese l'attività liturgica.

Il complesso è in stile romanico veronese, pur con alcuni rimaneggiamenti rinascimentali e neoclassici: la facciata a capanna, con protiro pensile e due trifore, dà accesso a un atrio, prolungamento della chiesa primitiva, una volta utilizzato come sagrato cimiteriale e in cui sono ancora conservate antiche tombe, come un pregevole sarcofago in marmo rosso di Verona. La tecnica costruttiva è tipica di Verona, a filari alternati di mattoni in laterizio e blocchi di tufo. Il campanile, di solido impianto quadrato, è simile a quelli quasi coevi di San Zeno e San Fermo; alla base sono incastonate alcune pietre di spoglio provenienti dall'antica necropoli mentre la cella campanaria è caratterizzata da quattro trifore. L'interno è quello che ha subito maggiori trasformazioni nel corso dei secoli perdendo quasi totalmente il suo aspetto romanico originario; si salvano alcuni affreschi che decorano le pareti di sinistra, il catino absidale e l'arco trionfale. Vi sono conservate, inoltre, numerose altre opere d'arte, in particolare dei pittori veronesi Domenico e Felice Brusasorzi.

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Lo sapevi che...

Col termine Emoscambio (composto del greco αἷμα, hàima, sangue, e dell'italiano scambio: quindi "scambio di sangue") si indica una pratica di medicina alternativa per cui periodici scambi di sangue tra persone di sesso opposto avrebbero allungato la vita di entrambi gli individui, fino al punto di rendere raggiungibile l'immortalità. La pratica era riconducibile al guru milanese Vito Cosmaj (spesso reso con il cognome Cosmai), il quale aveva fondato un autoproclamato "Istituto Italiano di Fisiologia". Per ammissione dello stesso Cosmaj, non vi sono prove che la tecnica abbia mai avuto alcun tipo di successo.

La pratica ebbe grande eco mediatico negli anni settanta, anche grazie alla diffusione di scritte murali visibili lungo diverse strade italiane, specie nell'Italia settentrionale, dove era possibile leggere la parola «ΣMOSCAMBIO» e un numero telefonico di Milano. Le scritte sui muri garantirono all'Emoscambio lo status di leggenda metropolitana, comparendo in opere letterarie di autori come Mario Rigoni Stern, Edoardo Nesi, Nanni Balestrini ed Enrico Deaglio.

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Premi Nobel 2026

Su Wikipedia puoi leggere le biografie e gli studi dei vincitori dei Premi Nobel per il 2026. Visita anche il Portale:Premi Nobel.

 

Ricorrenze del 3 novembre

Benvenuto Cellini

Nati...

...e morti

In questo giorno accadde...

Ricorre oggi: la Chiesa cattolica celebra la memoria dei santi Berardo dei Marsi, Malachia di Armagh, Martino de Porres, Silvia e Uberto di Liegi.

 

Nelle altre lingue

Di seguito sono elencate le 10 versioni maggiori di Wikipedia (per numero di voci, non necessariamente per qualità o dimensioni totali) e una selezione casuale di altre edizioni con un numero minore di voci:

Le 10 maggiori (al 3 novembre 2026): English (inglese) (7 258 481) · Binisaya (cebuano) (6 116 168) · Deutsch (tedesco) (3 163 134) · Français (francese) (2 787 822) · Svenska (svedese) (2 629 703) · Nederlands (olandese) (2 230 991) · Español (spagnolo) (2 147 473) · Русский (russo) (2 126 383) · Italiano (1 993 911) · Polski (polacco) (1 713 356)

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Dagli altri progetti

Questa settimana la voce da tradurre è:

(versione in italiano: AI washing)

“L'astronomia ci ha insegnato che non siamo il centro dell'universo [...]. Siamo solo un minuscolo pianeta attorno a una stella molto comune. Noi stessi, esseri intelligenti, siamo il risultato dell'evoluzione stellare, siamo fatti della materia degli astri.„
Margherita Hack

Pesce balestra striato di arancio (Balistapus undulatus) nel Mar Rosso, in Egitto. Questa specie è diffusa nel Mar Rosso e nell'Indo-Pacifico, dalle coste africane alla Nuova Caledonia. Abita le barriere coralline, le lagune atollifere spingendosi fino a 50 metri di profondità. Si nutre prevalentemente di invertebrati bentonici come molluschi bivalvi, mitili, ricci di mare, ma anche di coralli e vermi. Nei luoghi d'origine è pescato per l'alimentazione umana. Come molti altri Balistidi è allevato e commercializzato per acquari marini pubblici e privati.

Galatea
Anton Giulio Barrili, Milano, 1896.

Parco nazionale Torres del Paine

È una delle aree naturali protette del Cile. Occupa una superficie di circa 242 242 ha. È uno dei parchi più grandi e più importanti del Cile, il terzo per numero di visite, delle quali circa il 75% si deve a turisti stranieri, specialmente europei. Fu creato il 13 maggio 1959. L'UNESCO lo dichiarò riserva della biosfera il 28 aprile 1978. La fauna del parco è abbondante e variegata. Gli animali più diffusi sono i puma, i guanachi, le volpi grigie, i marà, i nandù e i condor delle Ande. Due mammiferi rari sono il kodkod (un piccolo gatto selvatico) e l'orso dagli occhiali, l'unico orso del Sud America, mentre due specie di uccelli abbastanza comuni sono il fenicottero del Cile e l'anatra muschiata. Vi si accede in qualunque stagione dell'anno. In inverno è raccomandato l'uso di catene per la variabilità delle condizioni meteorologiche.