Il nome generico (Salvia) deriva dal latino "salvus" ( = salvare, sicuro, bene, sano) un nome antico per questo gruppo di piante dalle presunte proprietà medicinali.
L'epiteto specifico (verbenaca) significa "simile alla verbena" (antico nome latino per la pianta Verbena).
L'altezza di queste piante varia da 2 a 5dm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie.
La parte aerea del fusto è eretta, ramosa nella parte alta e pubescente (per peli patenti e ghiandolari).
Foglie
Le foglie si dividono in basali e cauline. Quella basali sono picciolate con lamina a forma ellittica e con 3 - 4 lobi per lato a forma ottusa più o meno profonda. Le foglie cauline sono progressivamente sessili con forme ovali e lobi più profondi (la foglie sono quasi pennatosette). Lunghezza del picciolo delle foglie basali: 2 – 5cm. Dimensione della lamina delle foglie basali: larghezza 3 – 4cm; lunghezza 6 – 10cm. Dimensione della lamina delle foglie cauline: larghezza 3 – 4cm; lunghezza 4 – 6cm.
Infiorescenza
Le infiorescenze, semplici, sono formate da diversi verticillastri di 4 - 6 fiori sovrapposti che formano una struttura allungata e più o meno cilindrica (spicastro terminale). I fiori sono peduncolati. Sono presenti delle brattee verdi lunghe un po' meno del calice.
X, K (5), [C (2+3), A 2+2] G (2), supero, 4 nucule
Il calice è un tubo lanoso per brevi biancastri lunghi 1 - 1,5mm (soprattutto nelle insenature fra i denti); è inoltre gamosepalo (i sepali sono 5 e sono concresciuti) e zigomorfo (le fauci terminano in modo bilabiato con dei denti acuti erbacei: tre nella parte superiore e due in quella inferiore). Il calice è percorso da alcune nervature longitudinali. Lunghezza del tubo: 6 – 7mm.
La corolla è un tubo terminante in modo bilabiato (corolla gamopetala formata da 5 petali con struttura 2/3 e zigomorfa); le labbra sono lunghe quanto il tubo. Il labbro superiore è simile ad un cappuccio allungato e ricurvo (è convesso verso l'alto); il labbro inferiore è formato da tre lobi (quello centrale è più grande di tutti ed è concavo). La gola interna è provvista di una anello di peli per evitare l'intrusione di insetti troppo piccoli e non graditi. Il colore è violetto (raramente è azzurro o roseo). Lunghezza della corolla: 6 – 10mm.
Androceo: gli stami sono ridotti a due (il paio posteriore è vestigiale o assente), tutti fertili e con filamenti paralleli (non convergenti); sono inoltre inclusi (al massimo sporgono le antere) e sono avvicinati alla parte superiore della corolla. Le antere sono biloculari (a due teche, la seconda è atrofizzata). Il tessuto connettivo tra le teche in queste specie è molto sviluppato e le antere sono del tipo a bilanciere con un meccanismo adatto all'impollinazione incrociata ("meccanismo a leva"). I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato.
Gineceo: l'ovario è supero (o semi-infero) formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti divisori all'interno dei due carpelli. La placentazione è assile. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule). Lo stilo inserito alla base dell'ovario (stilo ginobasico) è del tipo filiforme e più lungo degli stami (in genere sporge dalla corolla). Lo stigma è bifido. Il nettario è un disco (a 4 lobi) alla base e intorno all'ovario più sviluppato anteriormente e ricco di nettare.
Fioritura: a quote basse e climi caldi tutto l'anno, altrimenti da aprile a agosto.
Frutti
Il frutto è un tetrachenio (uno schizocarpo composto da quattro nucule). La forma è più o meno ovoidale (o più o meno trigona). I semi, di colore marrone scuro, sono sprovvisti di endosperma e sono piccolissimi (in un grammo ne stanno oltre 200).
Habitat: l'habitat tipico per questa pianta sono gli incolti aridi e i pascoli anche pietrosi. Il substrato preferito è calcareo ma anche siliceo con pH neutro, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere arido.
Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1400m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e in parte quello montano (oltre a quello planiziale – a livello del mare).
Fitosociologia
Areale alpino
Dal punto di vista fitosociologico alpino Salvia verbenaca appartiene alla seguente comunità vegetale:
Formazione: delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche;
Classe: Lygeo-Stipetea
Ordine: Brachypodietalia phoenicoidis
Alleanza: Brachypodion phoenicoidis
Areale italiano
Per l'areale completo italiano Salvia verbenaca appartiene alla seguente comunità vegetale:
Macrotipologia: vegetazione erbacea sinantropica, ruderale e megaforbieti
Classe: Artemisietea vulgaris Lohmeyer, Preising & Tüxen ex Von Rochow, 1951
Descrizione: l'alleanza Brachypodion phoenicoidis è costituita da erbacce emicriptofite rosulate (ma anche scapose) perenni a fitta copertura. Sono presenti anche geofite bulbose e rizomatose con sviluppo vegetativo in inverno e fioritura precoce in primavera. Le ecologie presenti sono soprattutto le praterie perenni il cui sviluppo è favorito nella stagione invernale con fioritura primaverile, tipiche del macroclima mediterraneo. Sono compresi i piani bioclimatici da termo- a mesomediterranei. I suoli sono profondi, argillosi e non troppo inclinati. La distribuzione di questa alleanza è tipica della Sardegna centro-settentrionale, Sicilia e Lazio meridionale. In Europa è presente nella Penisola Iberica, nella Francia meridionale, nelle Isole Baleari e nella Corsica.
Il numero cromosomico di S. verbenaca è: 2n = (14, 16) 42, 54 e 56 (62, 65).
Variabilità
La Salvia verbenaca è una specie variabile. I caratteri soggetti a variabilità sono:
le foglie basali possono essere incise fino a 1/3 - 2/3 della semilamina (raramente possono essere solamente crenate);
il colore della corolla varia dal roseo e celeste pallido al violaceo anche scuro;
la lunghezza della corolla varia: da una sporgenza minima dal calice ad una lunghezza doppia rispetto allo stesso (nei fiori ermafroditi la corolla è grande, mentre nei fiori solo femminili la corolla è più piccola);
è variabile la lunghezza delle labbra della corolla;
Salvia anglica (Jord. & Fourr.) Verl., Arv.-Touv. & Faure
Salvia anselmii Sennen
Salvia barcinonensis Sennen
Salvia barnolae Sennen [Invalid]
Salvia basilii Sennen
Salvia betonicifolia Lam.
Salvia candollei (Timb.-Lagr.) Timb.-Lagr.
Salvia ceratophylla C.A.Mey.
Salvia clandestina L.
Salvia clandestina var. angustifolia Benth.
Salvia clandestina var. clandestina
Salvia clandestina var. hiemalis (Brot.) Nyman
Salvia clandestina subsp. multifida (Sm.) Nyman
Salvia clandestina var. obtusata Nyman
Salvia clandestina var. pallidiflora (St.-Amans) Nyman
Salvia clandestinoides Link
Salvia claytonii Nutt.
Salvia claytonii Elliott
Salvia cleistogama de Bary & Paul
Salvia collina Lowe
Salvia controversa Ten.
Salvia discolor Sennen
Salvia disermas Sm.
Salvia domenechii Sennen
Salvia dubia Lowe
Salvia electa Sennen
Salvia eriocaulis Sennen
Salvia erosa Desf.
Salvia fontii Sennen
Salvia gracilis Sennen
Salvia hiemalis Brot.
Salvia horminioides Pourr.
Salvia illyrica Schult.
Salvia intricata Sennen
Salvia laciniata Willd.
Salvia linnaei Rouy
Salvia lowei Steud.
Salvia mediterranea Sennen
Salvia multifida Sm.
Salvia multifida var. delicatula Sennen
Salvia neglecta Ten.
Salvia oblongata De Not. ex Briq.
Salvia oblongata Vahl
Salvia obtusata Brot.
Salvia ochroleuca Coss. & Balansa
Salvia pallidiflora St.-Amans
Salvia parviflora Brot.
Salvia polymorpha Hoffmanns. & Link
Salvia praecox Savi
Salvia pyrenaica L.
Salvia rhodantha Zefir.
Salvia rugosissima Zucc.
Salvia sabulicola Pomel
Salvia sennenii Font Quer ex Sennen
Salvia sibthorpii Bory & Chaub.
Salvia spielmanniana M.Bieb.
Salvia spielmannii Willd.
Salvia subscaposa Sennen
Salvia theodori Sennen
Salvia variabilis Loisel. ex Benth.
Salvia verbenaca var. amplifrons Briq.
Salvia verbenaca var. anglica (Jord. & Fourr.) P.D.Sell
Salvia verbenaca var. australis Caruel
Salvia verbenaca subsp. battandieri Maire
Salvia verbenaca var. clandestina (L.) Briq.
Salvia verbenaca subsp. clandestina (L.) Briq.
Salvia verbenaca var. controversa (Ten.) Briq.
Salvia verbenaca subsp. controversa (Ten.) Arcang.
Salvia verbenaca var. delicatula (Sennen) O.Bolòs & Vigo
Salvia verbenaca var. disermas Nyman
Salvia verbenaca subsp. foetens Maire
Salvia verbenaca subsp. horminioides (Pourr.) Nyman
Salvia verbenaca var. horminioides (Pourr.) Briq.
Salvia verbenaca var. multifida Vis.
Salvia verbenaca subsp. multifida (Vis.) Briq.
Salvia verbenaca subsp. oblongata (Vahl) Nyman
Salvia verbenaca var. oblongata (Vahl) Briq.
Salvia verbenaca subsp. ochroleuca (Coss. & Balansa) Maire
Salvia verbenaca subsp. sabulicola (Pomel) Quézel & Santa ex Greuter, Burdet & G.Long
Salvia verbenaca var. serotina Boiss.
Salvia verbenaca var. sinuata Vis.
Salvia verbenaca var. spielmannii K.Koch
Salvia verbenaca var. vernalis Boiss.
Salvia verbenacoides Brot.
Salvia verbenifolia Salisb.
Salvia vivianii Sieber ex Rchb.
Sclarea decidua Moench
Sclarea rhodantha (Zefir.) Soják
Sclarea verbenaca (L.) Soják
Sclarea viscosissima Moench
Usi
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Farmacia
Secondo la medicina popolare questa pianta ha la seguente proprietà medicamentosa:
oftalmica (facilità il flusso del sangue agli occhi e quindi rafforza la resistenza alle infezioni).
Cucina
Le parti commestibili di questa pianta sono i fiori e le foglie sono usate come condimento (nelle insalate) e tè. Le foglie giovani a volte sono consumate fritte o candite.
Note
12(EN) Salvia verbenaca, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 17 febbraio 2026.
↑Prodromo della vegetazione italiana, su prodromo-vegetazione-italia.org, p.34.4.3 ALL. LEONTODO TUBEROSI-BELLIDION SYLVESTRIS BIONDI, FILIGHEDDU & FARRIS 2001. URL consultato il 28 settembre 2017.
↑(EN) Accepted genera of Lamiaceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 17 febbraio 2026.
Walter Stephen Judd, Christopher S. Campbell, Elizabeth Anne Kellogg, Peter Francis Stevens e Michael John Donoghue, Botanica sistematica. Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN978-88-299-1824-9.
Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole, 1996.
David Aeschimann, Konrad Lauber, Daniel Martin Moser e Jean Paul Theurillat, Flora alpina, vol.2, Bologna, Zanichelli, 2004, ISBN978-8808071590 (archiviato il 30 giugno 2024).