Semnopithecus schistaceus

Come leggere il tassobox
Entello del Nepal
Un entello del Nepal (Semnopithecus schistaceus) in Bhutan
Stato di conservazione
Rischio minimo
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseMammalia
SottoclasseTheria
InfraclasseEutheria
SuperordineEuarchontoglires
(clade)Euarchonta
OrdinePrimates
SottordineHaplorrhini
InfraordineSimiiformes
ParvordineCatarrhini
SuperfamigliaCercopithecoidea
FamigliaCercopithecidae
SottofamigliaColobinae
TribùPresbytini
GenereSemnopithecus
SpecieS. schistaceus
Nomenclatura binomiale
Semnopithecus schistaceus
Hodgson, 1840
Sinonimi

Semnopithecus achilles
Semnopithecus lania
Semnopithecus nipalensis
Semnopithecus entellus schistaceus

Areale

L'entello del Nepal (Semnopithecus schistaceus Hodgson, 1840) è una specie di primate della famiglia Cercopithecidae, appartenente alla sottofamiglia Colobinae. È diffuso nelle regioni montuose dell'Himalaya, soprattutto in Nepal, India settentrionale, Bhutan e nella parte meridionale del Tibet. È uno dei primati più caratteristici degli ambienti forestali himalayani. Presenta un mantello folto e prevalentemente grigiastro, il volto nero circondato da una corona di peli chiari e una lunga coda non prensile. Vive in gruppi sociali di composizione variabile e possiede abitudini sia arboricole sia terricole.

La specie è prevalentemente folivora, con una dieta costituita soprattutto da foglie, germogli, frutti e altre parti vegetali. Come gli altri colobini, possiede uno stomaco complesso, specializzato nella fermentazione microbica dei materiali vegetali fibrosi. L'entello del Nepal mostra una notevole capacità di adattamento alle condizioni ecologiche dell'Himalaya, frequentando foreste temperate, ambienti montani e paesaggi agricoli caratterizzati dalla presenza di frammenti forestali. Le popolazioni che vivono in prossimità degli insediamenti umani sono tuttavia esposte a conflitti con gli agricoltori e a rischi derivanti dalla presenza di cani domestici. La Lista rossa IUCN classifica la specie come a minor preoccupazione (Least Concern, LC), sebbene alcune popolazioni locali siano minacciate dalla degradazione degli habitat e dall'espansione delle attività umane.

Tassonomia

L'entello del Nepal venne descritto scientificamente dallo zoologo e naturalista britannico Brian Houghton Hodgson nell'articolo Three new species of Monkey; with remarks on the genera Semnopithecus et Macacus, pubblicato nel Journal of the Asiatic Society of Bengal, volume 9, pagine 1211-1213. La pubblicazione viene generalmente datata al 1840, sebbene alcuni repertori bibliografici e tassonomici, tra cui il Mammal Diversity Database, riportino il 1841 come anno della descrizione. La località tipica è indicata genericamente come il Nepal.

Per lungo tempo la specie è stata considerata una sottospecie dell'entello delle pianure settentrionali (Semnopithecus entellus), con il nome Semnopithecus entellus schistaceus. Le revisioni sistematiche condotte tra la fine del XX e l'inizio del XXI secolo hanno portato al riconoscimento di diverse specie di entelli grigi, differenziate sulla base di caratteri morfologici e geografici. Il Mammal Diversity Database riconosce attualmente Semnopithecus schistaceus come specie valida, distinta dagli altri entelli himalayani, tra cui Semnopithecus ajax e Semnopithecus hector. La delimitazione degli areali di queste specie rimane tuttavia complessa, soprattutto nelle regioni occidentali dell'Himalaya, dove differenti classificazioni hanno attribuito alcune popolazioni a taxa diversi.

Tra i sinonimi storicamente associati alla specie figurano Semnopithecus nipalensis, Semnopithecus achilles e Semnopithecus lania. L'epiteto specifico schistaceus deriva dal latino scientifico e significa «del colore dell'ardesia», con riferimento alla tonalità grigio-scura del mantello.

Descrizione

L'entello del Nepal è un primate di taglia medio-grande, caratterizzato da una corporatura relativamente robusta, arti lunghi e una coda che supera generalmente la lunghezza della testa e del tronco. La lunghezza del corpo degli adulti è generalmente compresa tra 62 e 79 cm, mentre la coda misura approssimativamente 69-103 cm. Il peso dei maschi può variare indicativamente tra 9 e 24 kg, mentre quello delle femmine è compreso tra circa 7,5 e 18 kg. È quindi presente un certo grado di dimorfismo sessuale, con maschi mediamente più grandi e robusti delle femmine. Il mantello è lungo e folto, con una colorazione variabile dal grigio argenteo al grigio-brunastro, talvolta con sfumature crema o giallastre. Il dorso, la superficie esterna degli arti e la coda presentano generalmente tonalità più scure, mentre il petto, il ventre e alcune regioni della parte posteriore del corpo sono relativamente chiari.

La testa è circondata da una vistosa corona di peli lunghi e biancastri, particolarmente sviluppati sulla fronte e sulle guance. Questa caratteristica conferisce al volto un aspetto distintivo e contribuisce a differenziare l'entello del Nepal da altre specie di entelli grigi. Il volto, le orecchie e le regioni glabre delle mani e dei piedi sono di colore nero o nerastro. Gli occhi, relativamente grandi, sono rivolti in avanti, mentre il naso è corto e piuttosto appiattito. La coda è lunga, sottile e non prensile. Durante la locomozione può essere mantenuta arcuata sopra il dorso e contribuisce all'equilibrio, soprattutto durante gli spostamenti tra i rami. Gli arti sono adattati sia alla locomozione quadrupede sul terreno sia all'arrampicata. Le mani e i piedi possiedono dita relativamente lunghe, che consentono una presa efficace sui supporti arborei.

La folta pelliccia costituisce un importante adattamento alle condizioni climatiche delle regioni montuose himalayane, dove gli inverni possono essere particolarmente rigidi e le precipitazioni nevose frequenti. Come negli altri membri della sottofamiglia Colobinae, lo stomaco è suddiviso in più compartimenti, nei quali una comunità di microrganismi simbionti contribuisce alla fermentazione delle sostanze vegetali fibrose.

Distribuzione e habitat

Un entello del Nepal presso il passo Dochula, in Bhutan.

L'entello del Nepal occupa un ampio settore dell'Himalaya, con popolazioni distribuite principalmente in India settentrionale, Nepal, Bhutan e Tibet meridionale. Nell'India è presente soprattutto negli stati himalayani dell'Uttarakhand, dell'Himachal Pradesh, del Sikkim e in altre regioni montuose adiacenti, sebbene i limiti occidentali della distribuzione siano stati interpretati diversamente nelle varie classificazioni tassonomiche. In Nepal è diffuso in numerose regioni montuose, dalle pendici forestali delle catene himalayane fino agli ambienti relativamente elevati delle valli interne. In Bhutan occupa foreste temperate e subtropicali, mentre in Cina è presente soprattutto nella parte meridionale della regione autonoma del Tibet. Il Mammal Diversity Database riporta inoltre popolazioni attribuite alla specie in Pakistan e segnala come possibile la presenza in Afghanistan. L'esatta attribuzione tassonomica degli entelli grigi himalayani delle regioni occidentali rimane tuttavia discussa, soprattutto per le difficoltà nel distinguere Semnopithecus schistaceus da Semnopithecus ajax e da altre forme affini.

La distribuzione altitudinale è ampia e comprende ambienti situati approssimativamente tra 1500 e 4000 m, con variazioni geografiche significative e segnalazioni anche a quote inferiori. Gli habitat principali sono costituiti da foreste temperate di latifoglie, boschi misti di latifoglie e conifere, foreste subtropicali sempreverdi e formazioni forestali montane. Tra le essenze arboree caratteristiche degli ambienti frequentati figurano querce (Quercus), aceri (Acer), rododendri (Rhododendron) e diverse conifere himalayane. Nelle regioni più elevate, gli entelli possono frequentare anche margini forestali, aree rocciose e ambienti caratterizzati da una vegetazione relativamente aperta. La specie utilizza inoltre paesaggi agroforestali nei quali lembi di foresta naturale si alternano a terreni coltivati, pascoli e insediamenti rurali.

Uno studio condotto tra il maggio 2022 e il dicembre 2023 nella valle di Mandal, nel distretto di Chamoli, nell'Uttarakhand, ha analizzato un gruppo di entelli che occupava un ambiente montano situato tra 1500 e 1800 m di altitudine, caratterizzato da un mosaico di boschi naturali e terreni agricoli. Questi ambienti possono offrire risorse alimentari supplementari, ma espongono gli animali a una maggiore frequenza di interazioni con esseri umani e animali domestici.

Biologia

Un entello del Nepal nel distretto di Manang, sull'Himalaya nepalese.

Alimentazione

L'entello del Nepal è un primate prevalentemente erbivoro, con una dieta costituita soprattutto da foglie, germogli, frutti, fiori, semi e altre parti vegetali. Le caratteristiche dell'alimentazione variano considerevolmente in relazione alla stagione, all'altitudine e alla composizione della vegetazione. Nelle foreste temperate himalayane, la disponibilità di foglie giovani e frutti è fortemente influenzata dall'andamento stagionale delle temperature e delle precipitazioni. Durante la primavera e l'estate, la ripresa vegetativa rende disponibili numerose risorse alimentari, mentre in inverno gli animali possono ricorrere maggiormente a foglie persistenti e ad altre parti vegetali ancora accessibili. La particolare struttura dello stomaco permette di sfruttare materiale vegetale relativamente ricco di fibre. Nei compartimenti anteriori si svolge una fermentazione microbica che contribuisce alla degradazione dei polisaccaridi strutturali delle piante. Questo processo produce acidi grassi a catena corta, utilizzabili dall'organismo come fonte energetica, e consente agli entelli di utilizzare alimenti difficilmente digeribili per molti altri primati.

Nelle popolazioni che frequentano ambienti agricoli vengono consumate anche risorse coltivate, tra cui cereali, ortaggi e parti vegetative di piante destinate all'alimentazione del bestiame. L'utilizzo di queste risorse può provocare conflitti con le comunità locali, soprattutto quando i gruppi visitano ripetutamente i campi coltivati. Una ricerca pubblicata nel 2024 ha documentato come un gruppo di entelli dell'Himalaya centrale utilizzasse regolarmente sia la vegetazione forestale sia le colture agricole, modificando il proprio comportamento in relazione alla presenza di persone e cani.

Microbiota intestinale e adattamento ambientale

Le specializzazioni digestive dell'entello del Nepal sono state oggetto di ricerche dedicate al ruolo dei microrganismi intestinali nell'adattamento agli ambienti himalayani. Uno studio pubblicato nel 2024 su Frontiers in Microbiology ha confrontato la composizione del microbiota intestinale degli entelli del Nepal con quella dei macachi rhesus tibetani (Macaca mulatta vestita), esaminando l'influenza delle condizioni geografiche e ambientali sulle comunità microbiche. La ricerca ha evidenziato differenze nella composizione del microbiota dei due primati, associate alle caratteristiche ecologiche degli habitat e alle differenti abitudini alimentari.

Gli autori hanno sottolineato l'importanza dei rapporti tra dieta, condizioni climatiche e comunità microbiche intestinali per comprendere l'adattamento dei primati agli ambienti montani. Queste osservazioni contribuiscono a chiarire il ruolo del microbiota nelle strategie alimentari dei colobini, pur non consentendo di attribuire le differenze riscontrate esclusivamente all'altitudine, dato che le specie confrontate presentano anche caratteristiche ecologiche e filogenetiche differenti.

Comportamento e locomozione

L'entello del Nepal è una specie diurna, attiva principalmente durante le ore di luce. Le attività quotidiane comprendono la ricerca e il consumo del cibo, gli spostamenti, il riposo e le interazioni sociali. Presenta abitudini sia arboricole sia terricole. Nelle foreste con copertura arborea relativamente continua trascorre una parte considerevole del tempo sugli alberi, mentre negli ambienti montani più aperti può effettuare numerosi spostamenti sul terreno. La locomozione è prevalentemente quadrupede, ma comprende anche arrampicate e salti tra i rami. La lunga coda contribuisce al mantenimento dell'equilibrio, soprattutto durante gli spostamenti nella vegetazione arborea.

Nelle aree forestali i gruppi utilizzano frequentemente alberi elevati per il riposo notturno, riducendo in questo modo l'esposizione ad alcuni predatori terrestri. Durante le ore più calde gli animali possono dedicare lunghi periodi al riposo e alla tolettatura reciproca. L'organizzazione delle attività quotidiane è influenzata dalla stagione, dalle condizioni meteorologiche e dalla distribuzione delle risorse alimentari. Nelle popolazioni che vivono in ambienti antropizzati, anche la presenza di persone e animali domestici può determinare importanti modificazioni comportamentali.

Organizzazione sociale

L'entello del Nepal è una specie gregaria, che vive in gruppi sociali la cui dimensione e composizione possono variare considerevolmente. Sono stati osservati gruppi comprendenti un solo maschio adulto e diverse femmine, aggregazioni con più maschi adulti e gruppi formati prevalentemente da maschi. La composizione sociale può essere influenzata dalla disponibilità alimentare, dalle condizioni ambientali e dalle interazioni competitive tra gli individui. Una delle popolazioni meglio studiate vive nella valle di Mandal, nell'Uttarakhand, dove un gruppo di entelli è stato seguito per diversi anni mediante l'identificazione individuale degli animali. Durante una ricerca condotta tra il maggio 2022 e il dicembre 2023, questo gruppo comprendeva 64 individui, dei quali sette maschi adulti, 20 femmine adulte, 16 subadulti, nove giovani e 12 piccoli. Questa composizione evidenzia la presenza di gruppi multimascchio e multifemmina relativamente numerosi, sebbene le dimensioni osservate non debbano essere considerate rappresentative di tutte le popolazioni della specie.

Le relazioni tra i membri del gruppo sono mantenute attraverso il contatto fisico, la tolettatura reciproca, il gioco e le vocalizzazioni. La tolettatura sociale rappresenta una delle principali forme di interazione affiliativa e contribuisce al mantenimento dei legami tra gli individui.

Relazioni sociali tra le femmine

Uno studio pubblicato nel 2024 da Himani Nautiyal e collaboratori sull'American Journal of Primatology ha analizzato le reti di tolettatura sociale tra le femmine di entello del Nepal, utilizzando metodi di analisi delle reti sociali. La ricerca ha esaminato l'influenza di diversi fattori, tra cui la posizione gerarchica, l'età, la parentela genetica e la presenza di piccoli dipendenti, sulle relazioni dirette e indirette tra gli individui. I risultati hanno evidenziato strategie sociali differenti a seconda delle caratteristiche individuali. Le femmine di rango elevato tendevano a instaurare relazioni con un numero relativamente ampio di altre femmine, mentre quelle con piccoli dipendenti mantenevano legami particolarmente forti con determinate compagne.

Le femmine subadulte occupavano spesso posizioni importanti nel collegamento tra differenti componenti della rete sociale, contribuendo alla coesione complessiva del gruppo. Le femmine immigrate tendevano invece a integrarsi stabilendo relazioni con individui già ben inseriti nelle reti sociali esistenti. Questi risultati mostrano che l'organizzazione sociale femminile non dipende esclusivamente dalla parentela o dalla gerarchia, ma comprende strategie relazionali più complesse, potenzialmente importanti per la sopravvivenza e il successo riproduttivo degli individui.

Riproduzione

La riproduzione dell'entello del Nepal presenta le caratteristiche generali osservate nei colobini del genere Semnopithecus. Le femmine danno generalmente alla luce un solo piccolo dopo un periodo di gestazione di circa sei-sette mesi. I parti gemellari sono rari. Alla nascita, il piccolo è completamente dipendente dalla madre, che provvede all'allattamento, al trasporto e alla protezione durante gli spostamenti. Nel corso dei primi mesi di vita i giovani iniziano progressivamente a esplorare l'ambiente, a interagire con altri membri del gruppo e a consumare alimenti solidi. Come in altri entelli, le cure parentali possono coinvolgere anche femmine diverse dalla madre, che possono contribuire alla sorveglianza e al trasporto temporaneo dei piccoli.

La crescita e la maturazione sessuale sono influenzate da diversi fattori fisiologici e ambientali, tra cui la disponibilità alimentare e le caratteristiche dell'organizzazione sociale. Le informazioni specifiche relative alla durata media dello svezzamento, all'età della prima riproduzione e agli intervalli tra le nascite sono tuttavia ancora relativamente limitate. Le ricerche recenti sulle reti sociali femminili hanno evidenziato che la presenza di piccoli dipendenti influenza significativamente le relazioni tra le femmine, suggerendo un ruolo importante dei legami affiliativi nella gestione delle esigenze riproduttive e parentali.

Predatori e comportamento antipredatorio

Gli entelli del Nepal possono essere predati da diversi carnivori presenti negli ecosistemi himalayani. Tra i principali predatori potenziali figurano il leopardo (Panthera pardus) e altri carnivori di dimensioni medio-grandi presenti nelle regioni montuose. La presenza di un predatore può provocare richiami d'allarme, comportamenti collettivi di vigilanza e fughe verso posizioni elevate. Negli ambienti modificati dall'uomo, una minaccia particolarmente importante è rappresentata dai cani domestici lasciati liberi di vagare, che possono inseguire o aggredire gli entelli, soprattutto durante gli spostamenti sul terreno.

Uno studio pubblicato nel 2024 su Biology ha esaminato le conseguenze della presenza di cani e persone sul comportamento degli entelli della valle di Mandal. I ricercatori hanno osservato che la presenza di cani era associata a cambiamenti significativi nell'organizzazione delle attività quotidiane. Negli ambienti forestali aperti, nei quali gli incontri con i cani erano più probabili, gli entelli dedicavano una maggiore proporzione del tempo all'alimentazione e agli spostamenti, riducendo le attività sociali e il riposo. Questi risultati indicano che il rischio percepito di predazione può influenzare non soltanto gli spostamenti degli animali, ma anche la distribuzione del tempo disponibile per le interazioni sociali. La perdita della continuità della copertura arborea può aggravare questi problemi, costringendo gli entelli ad attraversare aree aperte nelle quali risultano più esposti agli attacchi dei cani.

Rapporti con l'uomo

Entelli del Nepal tra i rami di un albero nel distretto di Manang.

L'entello del Nepal condivide con gli altri membri del genere Semnopithecus una lunga storia di interazioni con le popolazioni umane dell'Asia meridionale. Nelle tradizioni religiose induistiche, gli entelli grigi sono frequentemente associati alla figura di Hanuman, divinità dalle sembianze scimmiesche venerata soprattutto per il ruolo svolto nel poema epico Rāmāyaṇa. Questa associazione culturale contribuisce in alcune regioni a favorire atteggiamenti di rispetto e tolleranza nei confronti degli animali. Gli entelli possono frequentare villaggi, aree agricole, giardini e complessi religiosi, utilizzando sia le risorse vegetali naturali sia quelle coltivate dall'uomo.

La convivenza può tuttavia provocare conflitti, soprattutto quando i gruppi consumano o danneggiano colture destinate all'alimentazione umana e del bestiame. Nelle regioni montuose dell'Uttarakhand, alcuni gruppi utilizzano regolarmente i campi agricoli situati ai margini delle foreste. La ricerca di alimenti in questi ambienti può determinare incontri frequenti con gli agricoltori e con i cani presenti presso gli insediamenti. La frammentazione della copertura forestale contribuisce ad aumentare questi contatti, poiché gli animali sono costretti ad attraversare terreni agricoli e altri spazi aperti per raggiungere i diversi frammenti di habitat. Le ricerche condotte nella valle di Mandal hanno mostrato che la presenza umana e quella dei cani possono modificare profondamente il comportamento degli entelli, riducendo il tempo disponibile per il riposo e le interazioni sociali. La gestione dei conflitti richiede quindi interventi che tengano conto tanto delle esigenze delle comunità locali quanto delle necessità ecologiche della specie.

Conservazione

L'entello del Nepal è classificato come specie a minor preoccupazione (Least Concern, LC) nella Lista rossa IUCN. La classificazione riflette la distribuzione relativamente ampia della specie e la sua presenza in numerosi ambienti forestali himalayani. Nonostante ciò, alcune popolazioni locali sono soggette a pressioni significative, soprattutto nelle regioni interessate dalla deforestazione, dall'espansione agricola e dalla frammentazione degli habitat. La conversione delle foreste in terreni coltivati, pascoli e insediamenti può ridurre la disponibilità di alberi utilizzati per il riposo e l'alimentazione e ostacolare gli spostamenti tra i diversi nuclei di popolazione. Un altro fattore di rischio è rappresentato dalla costruzione di strade e infrastrutture, che possono determinare la frammentazione della copertura arborea e aumentare l'esposizione degli animali agli incidenti stradali.

Nelle regioni montuose, i cambiamenti climatici potrebbero inoltre modificare la distribuzione delle comunità vegetali, la durata dell'innevamento e la disponibilità stagionale delle risorse alimentari. Le conseguenze di questi processi sulle popolazioni di entelli richiedono tuttavia ulteriori studi.

Conflitti con l'uomo e cani domestici

Le ricerche più recenti hanno evidenziato l'importanza delle minacce derivanti dalla convivenza con gli esseri umani e gli animali domestici. Nelle aree agricole, gli entelli possono subire aggressioni durante i tentativi di allontanamento dai campi coltivati. I cani lasciati liberi di vagare costituiscono un ulteriore elemento di rischio, soprattutto negli ambienti frammentati nei quali gli animali devono effettuare frequenti spostamenti terrestri. Lo studio pubblicato nel 2024 su Biology ha documentato gli effetti della presenza dei cani sulle attività quotidiane degli entelli dell'Himalaya centrale, evidenziando cambiamenti nel comportamento associati al rischio di predazione. Questi risultati sottolineano la necessità di considerare la gestione dei cani domestici e il mantenimento della connettività forestale tra le possibili misure di conservazione.

Misure di protezione

L'entello del Nepal è protetto da diverse disposizioni legislative nazionali e internazionali. La specie è inclusa nell'Appendice I della CITES, che sottopone il commercio internazionale degli esemplari a restrizioni particolarmente severe. In Cina è compresa tra gli animali selvatici sottoposti al massimo livello di protezione nazionale. Numerose popolazioni sono presenti in aree protette dell'Himalaya, comprese riserve forestali e parchi nazionali del Nepal, dell'India e del Bhutan.

La conservazione a lungo termine dipende soprattutto dalla tutela degli habitat forestali, dal mantenimento dei collegamenti ecologici tra i frammenti boschivi e dalla riduzione dei conflitti con le comunità umane. Ulteriori ricerche sulla distribuzione, sulla demografia e sulla variabilità genetica delle popolazioni potranno contribuire a definire con maggiore precisione le priorità di conservazione.

Note

  1. ↑ (EN) Singh, M., Kumara, H.N., Yongcheng, L., Chetry, D. & Kumar, A. 2020, Semnopithecus schistaceus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. 1 2 3 4 5 6 (EN) Semnopithecus schistaceus, su Mammal Diversity Database, American Society of Mammalogists. URL consultato il 27 ottobre 2026.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Predatory Dogs as Drivers of Social Behavior Changes in the Central Himalayan Langur (Semnopithecus schistaceus) in Agro-Forest Landscapes, in Biology, vol. 13, n. 6, 2024, p. 410, DOI:10.3390/biology13060410.
  4. ↑ (EN) Hodgson B. H., Three new Species of Monkey; with Remarks on the genera Semnopithecus et Macacus, in Journal of the Asiatic Society of Bengal, vol. 9, 1840, pp. 1211-1213.
  5. 1 2 3 (ZH) Semnopithecus schistaceus, su Chinese Primatological Society, 2024.
  6. ↑ (EN) Geographic and environmental impacts on gut microbiome in Himalayan langurs (Semnopithecus schistaceus) and Xizang macaques (Macaca mulatta vestita), in Frontiers in Microbiology, vol. 15, 2024, DOI:10.3389/fmicb.2024.1452101.
  7. 1 2 (EN) Nautiyal H., Romano V., Tanaka H., Huffman M. A., Female social dynamics as viewed from grooming networks in the Central Himalayan Langur (Semnopithecus schistaceus), in American Journal of Primatology, vol. 86, n. 8, 2024, p. e23655, DOI:10.1002/ajp.23655.
  8. ↑ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Semnopithecus schistaceus, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

  Portale Mammiferi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mammiferi