Semnopithecus hector

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Entello del Tarai
Stato di conservazione
Prossimo alla minaccia (nt)
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseMammalia
SottoclasseTheria
InfraclasseEutheria
SuperordineEuarchontoglires
(clade)Euarchonta
OrdinePrimates
SottordineHaplorrhini
InfraordineSimiiformes
ParvordineCatarrhini
SuperfamigliaCercopithecoidea
FamigliaCercopithecidae
SottofamigliaColobinae
TribùPresbytini
GenereSemnopithecus
SpecieS. hector
Nomenclatura binomiale
Semnopithecus hector
(Pocock, 1928)
Sinonimi

Pithecus entellus hector
Semnopithecus entellus hector

Areale

L'entello del Tarai (Semnopithecus hector (Pocock, 1928)) è una specie di primate della famiglia Cercopithecidae, appartenente alla sottofamiglia Colobinae. È diffuso nelle regioni pedemontane dell'Himalaya centrale e occidentale, soprattutto nell'India settentrionale e nel Nepal. Caratterizzato da una pelliccia prevalentemente grigiastra, dal volto scuro e da una lunga coda, appartiene al gruppo degli entelli grigi, primati prevalentemente erbivori adattati a una notevole varietà di ambienti forestali.

Vive principalmente nelle foreste tropicali e subtropicali delle pianure del Terai e delle basse pendici himalayane, ma può frequentare anche aree agricole e insediamenti umani. La sua ecologia è strettamente legata alla disponibilità stagionale delle risorse vegetali e alla struttura della copertura forestale. Un tempo considerato una sottospecie dell'entello delle pianure settentrionali (Semnopithecus entellus), è oggi generalmente riconosciuto come specie distinta. La Lista rossa IUCN lo classifica come specie prossima alla minaccia (Near Threatened, NT).

Tassonomia

L'entello del Tarai venne descritto scientificamente nel 1928 dallo zoologo britannico Reginald Innes Pocock, che lo denominò originariamente Pithecus entellus hector, considerandolo una sottospecie dell'entello comune. La descrizione apparve nell'articolo The langurs, or leaf monkeys, of British India, pubblicato nel Journal of the Bombay Natural History Society, volume 32, pagine 472-504. La località tipica è Sitabani, presso Ramnagar, nella regione del Kumaon, nell'attuale stato indiano dell'Uttarakhand, a un'altitudine di circa 600 m. L'esemplare tipo è conservato nelle collezioni del Museo di storia naturale di Londra.

Per gran parte del XX secolo il taxon venne mantenuto all'interno di Semnopithecus entellus, insieme a numerose altre forme geografiche di entelli grigi. Le successive revisioni sistematiche hanno portato al riconoscimento di diverse specie distinte, sulla base di differenze morfologiche e geografiche. Il Mammal Diversity Database riconosce attualmente Semnopithecus hector come specie valida, distinta dagli altri entelli himalayani, tra cui Semnopithecus ajax e Semnopithecus schistaceus. La delimitazione delle rispettive distribuzioni geografiche rimane tuttavia complessa e alcune popolazioni sono state attribuite a taxa differenti da autori diversi.

L'epiteto specifico hector deriva dal nome di Ettore, eroe troiano descritto nell'Iliade di Omero. Anche i nomi scientifici di Semnopithecus ajax e Semnopithecus priam richiamano personaggi del medesimo poema, rispettivamente Aiace e Priamo.

Descrizione

L'entello del Tarai è un primate di taglia medio-grande, dalla corporatura relativamente slanciata, con arti lunghi e una coda che supera generalmente la lunghezza della testa e del tronco. Il mantello presenta una colorazione prevalentemente grigia o grigio-brunastra, generalmente più chiara sulle regioni inferiori del corpo. Il volto è scuro, quasi completamente privo di pelo e circondato da una caratteristica corona di peli chiari, particolarmente sviluppata sulle guance e ai lati della testa. Le mani e i piedi sono relativamente scuri e possiedono dita allungate, che facilitano la presa sui rami durante l'arrampicata e la locomozione arborea. Gli arti posteriori, ben sviluppati, consentono salti tra i rami e spostamenti quadrupedi sul terreno. La lunga coda non è prensile e contribuisce al mantenimento dell'equilibrio. Durante la locomozione può essere mantenuta arcuata sopra il dorso, una caratteristica comune a numerosi entelli grigi.

Come gli altri membri della sottofamiglia Colobinae, la specie possiede uno stomaco complesso, suddiviso in compartimenti nei quali una comunità di microrganismi simbionti contribuisce alla fermentazione del materiale vegetale. Questo adattamento permette di utilizzare alimenti relativamente ricchi di fibre, in particolare foglie e altre parti vegetali. Le informazioni biometriche specifiche su Semnopithecus hector sono relativamente limitate. Molte delle misurazioni pubblicate in passato si riferivano infatti a popolazioni di entelli grigi considerate appartenenti a un'unica specie, Semnopithecus entellus, rendendo difficile separare i dati relativi ai diversi taxa oggi riconosciuti.

Distribuzione e habitat

L'entello del Tarai occupa le pianure pedemontane e le prime pendici dell'Himalaya, in un territorio che si estende dall'India settentrionale al Nepal. Nell'India è presente nelle regioni himalayane del Kumaon e in altri settori del Terai, tra cui aree degli stati dell'Uttarakhand, dell'Uttar Pradesh, del Bihar e del Bengala Occidentale. La sua distribuzione comprende inoltre le pianure meridionali del Nepal e le basse colline adiacenti. Il Mammal Diversity Database indica un intervallo altitudinale compreso approssimativamente tra 600 e 1800 m e riporta la presenza della specie in India e Nepal, considerando possibile anche quella in Bhutan. La distribuzione geografica esatta presenta tuttavia alcune incertezze, soprattutto nei settori orientali dell'areale, a causa delle difficoltà nell'identificazione delle diverse specie di entelli grigi e delle modificazioni tassonomiche intervenute negli ultimi decenni.

Gli ambienti caratteristici comprendono le foreste tropicali e subtropicali decidue, le foreste ripariali e le formazioni forestali dominate dal sal (Shorea robusta), un albero della famiglia Dipterocarpaceae particolarmente diffuso nelle regioni pedemontane dell'Himalaya. Queste foreste sono generalmente caratterizzate da una marcata stagionalità delle precipitazioni, legata al monsone estivo dell'Asia meridionale. Durante la stagione umida la vegetazione produce abbondanti foglie giovani, mentre nella stagione secca la disponibilità di alcune risorse alimentari può diminuire sensibilmente. La specie frequenta anche margini forestali, boscaglie, ambienti ripariali e aree parzialmente trasformate dalle attività umane. In alcune località è presente nelle vicinanze di villaggi e centri abitati, dove può utilizzare sia la vegetazione naturale sia le risorse alimentari di origine antropica.

Nel Nepal meridionale l'entello del Tarai è segnalato, tra l'altro, nel parco nazionale di Chitwan e nelle aree circostanti. Un rapporto pubblicato nel 2024 sulla fauna del parco ne conferma la presenza nelle foreste ripariali e di sal, descrivendolo come un primate relativamente comune e ampiamente distribuito nel territorio nepalese.

Biologia

Alimentazione

L'entello del Tarai è un primate prevalentemente erbivoro, la cui dieta comprende soprattutto foglie, germogli, frutti, fiori e altre parti vegetali. Come gli altri entelli grigi, possiede specializzazioni digestive che gli consentono di sfruttare anche foglie relativamente mature, caratterizzate da un elevato contenuto di fibre e da una qualità nutritiva inferiore rispetto a quella di altri alimenti vegetali. La composizione della dieta varia presumibilmente nel corso dell'anno, in rapporto alla disponibilità delle risorse alimentari e alla stagionalità delle foreste tropicali decidue frequentate dalla specie. Le foglie giovani e i germogli possono risultare particolarmente abbondanti durante i periodi di ripresa vegetativa, mentre nella stagione secca assumono maggiore importanza le risorse ancora disponibili. La fermentazione del materiale vegetale nei compartimenti anteriori dello stomaco permette la produzione di acidi grassi a catena corta, che possono essere utilizzati come fonte energetica dall'organismo.

Negli entelli grigi sono stati documentati anche il consumo occasionale di piccoli invertebrati e l'ingestione di materiali dal suolo. Non è tuttavia possibile stabilire con precisione l'importanza di queste risorse nella dieta specifica dell'entello del Tarai sulla base delle conoscenze attualmente disponibili. Le popolazioni che vivono presso gli insediamenti umani possono alimentarsi di prodotti agricoli, frutta coltivata e alimenti forniti direttamente dalle persone. Questa disponibilità supplementare può modificare il comportamento alimentare e la distribuzione delle attività quotidiane.

Comportamento e organizzazione sociale

L'entello del Tarai è una specie diurna e gregaria, con abitudini sia arboricole sia terricole. Gli animali utilizzano gli alberi per alimentarsi, riposare e sfuggire ai predatori, ma possono spostarsi anche sul terreno, soprattutto negli ambienti forestali relativamente aperti. Le conoscenze sulla struttura sociale specifica della specie sono ancora meno approfondite rispetto a quelle disponibili per alcune altre forme di entelli grigi. In generale, nelle specie del genere Semnopithecus sono stati osservati gruppi costituiti da un solo maschio adulto e diverse femmine con la loro prole, gruppi comprendenti più maschi adulti e aggregazioni formate prevalentemente da maschi. Non è tuttavia possibile attribuire automaticamente all'entello del Tarai tutte le caratteristiche sociali osservate nelle altre specie del genere, poiché la composizione dei gruppi e i rapporti di dominanza possono variare considerevolmente tra popolazioni geografiche e condizioni ambientali differenti.

Come in numerosi altri primati sociali, la tolettatura reciproca svolge un ruolo importante nel mantenimento dei rapporti tra gli individui. Attraverso la pulizia del mantello, il contatto fisico e altre interazioni, gli animali possono rafforzare i legami sociali e ridurre le tensioni all'interno del gruppo. I richiami vocali e le posture corporee contribuiscono alla comunicazione, consentendo il mantenimento del contatto tra gli individui e la segnalazione di situazioni di pericolo.

Effetti del disturbo antropico

Le modificazioni ambientali prodotte dalle attività umane possono influenzare sensibilmente il comportamento dell'entello del Tarai. Uno studio presentato da Divya Dwivedi, del Wildlife Institute of India, ha confrontato quattro gruppi di entelli del Tarai nelle colline degli Shivalik, due dei quali presenti in aree protette del parco nazionale di Rajaji e due in ambienti forestali maggiormente disturbati della Shivalik Forest Division. Nei gruppi osservati negli ambienti meno disturbati, il tempo dedicato al riposo rappresentava il 43% delle attività registrate, seguito dall'alimentazione (19%), dalle interazioni sociali (17%) e dagli spostamenti (14%). Nei gruppi che frequentavano ambienti maggiormente alterati, il tempo dedicato al riposo scendeva al 30% e quello riservato alle interazioni sociali all'11%, mentre aumentavano le attività alimentari (29%) e gli spostamenti (26%).

Queste osservazioni suggeriscono che la perturbazione degli habitat possa comportare cambiamenti significativi nell'organizzazione delle attività quotidiane e nelle relazioni sociali. Trattandosi di risultati presentati in forma di comunicazione scientifica sintetica, sono tuttavia necessarie ulteriori indagini per determinarne la generalizzabilità ad altre popolazioni.

Riproduzione

Le informazioni specifiche sulla riproduzione dell'entello del Tarai sono relativamente limitate. Gran parte dei dati disponibili nella letteratura primatologica deriva da studi condotti su entelli grigi che, al momento della pubblicazione, erano attribuiti alla specie Semnopithecus entellus. Nei colobini del genere Semnopithecus, la riproduzione è generalmente caratterizzata dalla nascita di un solo piccolo dopo un periodo di gestazione di circa sei-sette mesi. I parti gemellari sono rari. I piccoli sono inizialmente strettamente dipendenti dalla madre, che li trasporta durante gli spostamenti e provvede all'allattamento. Con la crescita iniziano progressivamente a esplorare l'ambiente, a giocare con altri giovani e a consumare alimenti solidi.

In diverse specie di entelli sono state osservate forme di cure alloparentali, nelle quali altre femmine del gruppo possono contribuire alla pulizia, al trasporto temporaneo e alla protezione dei neonati. Sebbene tali comportamenti siano ampiamente documentati nei congeneri, sono necessari studi specifici per chiarire la loro frequenza e le caratteristiche nell'entello del Tarai, così come la durata dello svezzamento, l'età della maturità sessuale e l'eventuale stagionalità delle nascite.

Predatori e relazioni ecologiche

L'entello del Tarai vive in ecosistemi che ospitano numerosi mammiferi carnivori, tra cui il leopardo (Panthera pardus), la tigre (Panthera tigris) e il cuon (Cuon alpinus), potenziali predatori dei primati di media e grande taglia. La capacità di individuare tempestivamente i predatori costituisce un importante elemento della sopravvivenza degli entelli, che possono utilizzare richiami d'allarme e comportamenti di vigilanza per segnalare la presenza di possibili minacce.

Particolarmente interessante è l'associazione ecologica osservata tra gli entelli del Tarai e il cervo pomellato (Axis axis). Le due specie possono frequentare gli stessi ambienti forestali e beneficiare reciprocamente delle rispettive capacità di individuare i predatori. Gli entelli, grazie alla frequentazione della vegetazione arborea, possono segnalare pericoli non immediatamente visibili agli animali terrestri; i cervi pomellati, a loro volta, possono reagire alla presenza di predatori sul terreno, fornendo ulteriori segnali d'allarme. Questa associazione è descritta anche nel rapporto del 2024 sulla fauna del parco nazionale di Chitwan, che sottolinea il ruolo delle segnalazioni reciproche nella vigilanza antipredatoria. L'attività alimentare degli entelli può inoltre rendere disponibili ai mammiferi terrestri foglie, frutti e altri materiali vegetali lasciati cadere dagli alberi.

Rapporti con l'uomo

L'entello del Tarai, come altre specie del genere Semnopithecus, è frequentemente associato alla figura di Hanuman, divinità dalle sembianze scimmiesche venerata nell'induismo e protagonista del poema epico Rāmāyaṇa. Questa associazione religiosa contribuisce, in alcune regioni, a favorire atteggiamenti di rispetto e tolleranza nei confronti degli entelli, che possono frequentare villaggi, templi e aree agricole senza essere sistematicamente perseguitati.

La presenza degli animali in prossimità degli insediamenti umani può tuttavia provocare conflitti, soprattutto quando i gruppi consumano prodotti agricoli o alimenti conservati nelle abitazioni. La trasformazione del paesaggio e l'espansione delle infrastrutture possono inoltre modificare le modalità di spostamento e di alimentazione, favorendo una maggiore dipendenza dalle risorse antropiche. La tolleranza culturale non elimina pertanto le minacce derivanti dalla perdita degli habitat, né garantisce condizioni favorevoli alla sopravvivenza di tutte le popolazioni.

Conservazione

L'entello del Tarai è classificato come specie prossima alla minaccia (Near Threatened, NT) nella Lista rossa IUCN. Le principali minacce comprendono la perdita e la frammentazione degli habitat forestali, l'espansione delle aree agricole e degli insediamenti umani, la costruzione di infrastrutture e altre forme di perturbazione antropica. Le foreste del Terai e delle basse pendici himalayane sono soggette a importanti pressioni dovute all'intenso utilizzo del territorio, che possono ridurre la continuità della copertura arborea e limitare gli spostamenti tra le popolazioni.

Un rapporto sulla fauna del parco nazionale di Chitwan, pubblicato nel 2024, individua espressamente nella perdita e nella frammentazione degli habitat le principali minacce per la specie. Lo stesso documento sottolinea tuttavia che l'entello del Tarai è ancora relativamente comune e ampiamente distribuito in Nepal. La specie è inserita nell'Appendice I della CITES, che sottopone il commercio internazionale degli esemplari a restrizioni particolarmente severe. Nell'India figura inoltre tra i mammiferi sottoposti a un elevato livello di protezione dalla legislazione nazionale sulla fauna selvatica.

Tra le aree protette importanti per la sua conservazione figurano il parco nazionale di Rajaji, nell'India settentrionale, e il parco nazionale di Chitwan, in Nepal. La tutela a lungo termine dipende dal mantenimento degli habitat forestali, dalla conservazione dei corridoi ecologici e dalla riduzione delle pressioni antropiche, accompagnati da programmi di monitoraggio delle popolazioni e da ulteriori ricerche sulla biologia e sulla distribuzione geografica della specie.

Note

  1. 1 2 3 (EN) Semnopithecus hector, su The IUCN Red List of Threatened Species.
  2. 1 2 3 4 (EN) Semnopithecus hector, su Mammal Diversity Database, American Society of Mammalogists. URL consultato il 27 ottobre 2026.
  3. ↑ (EN) Groves C. P., Primate Taxonomy, Washington, D.C., Smithsonian Institution Press, 2001.
  4. 1 2 3 (EN) Mammals of Chitwan National Park and Its Surrounding: An Account from Camera Trap Survey (PDF), National Trust for Nature Conservation, 2024.
  5. ↑ (EN) Dwivedi D., How disturbed are the disturbed ones? Impacts of anthropogenic stressors on the socio-ecological interactions of Terai Gray langur (Semnopithecus hector) in Shivalik Hills, Outer Himalayas, India (PDF).
  6. ↑ (EN) Appendices I, II and III, su CITES.

Bibliografia

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