Sidamo

Sidamo
Provincia storica
Sidamo
Localizzazione
StatoEtiopia (bandiera) Etiopia
Amministrazione
CapoluogoIrgalem (fino al 1978)
Auasa (successivamente)
Data di istituzione1942-1943
Data di soppressione1987 (riorganizzazione amministrativa)
Territorio
Coordinate
del capoluogo
Abitanti
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+3
Cartografia
Sidamo – Localizzazione
Sidamo – Localizzazione

Il Sidamo (in amarico ሲዳሞ, Sidamo), talvolta indicato come Sidama, fu una provincia dell'Etiopia meridionale, il cui territorio si estendeva dagli altopiani situati a sud della Rift Valley etiopica fino alle pianure confinanti con il Kenya e la Somalia. Il capoluogo fu inizialmente Irgalem (o Yirga Alem), successivamente sostituita da Auasa (Hawassa). La provincia prendeva il nome dai sidama, una delle principali popolazioni dell'Etiopia meridionale, ma comprendeva territori abitati da numerosi altri gruppi etnolinguistici, tra cui oromo, gedeo, wolaita, borana e altre comunità degli altopiani e delle pianure meridionali.

Il Sidamo costituì una delle principali circoscrizioni amministrative dell'Impero d'Etiopia e venne riorganizzato durante il regno dell'imperatore Hailé Selassié, nell'ambito delle riforme del 1942-1943. La provincia comprendeva regioni relativamente fertili e intensamente coltivate, soprattutto nelle aree montane, dove la produzione di caffè rappresentava una delle attività economiche più importanti. Il territorio era delimitato a ovest dal Gamu-Gofa, a nord dallo Scioa, a nord e a est dal Bale, a sud-est dalla Somalia e a sud dal Kenya. I confini subirono tuttavia diverse modificazioni nel corso del XX secolo, soprattutto in seguito alle riorganizzazioni territoriali del periodo imperiale e del governo militare del Derg.

La provincia cessò di esistere come unità amministrativa nell'ambito delle trasformazioni territoriali degli anni ottanta e novanta. Dopo l'adozione del sistema federale, gran parte del territorio fu distribuita tra la Regione di Oromia, la Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud e la Regione dei Somali. Nel 2020 i territori abitati prevalentemente dai sidama furono separati dalla Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud per costituire l'autonoma Regione di Sidama, con capoluogo Auasa. Questa nuova entità amministrativa non coincide territorialmente con l'antica provincia del Sidamo.

Geografia

Territorio

Il Sidamo occupava un'ampia regione dell'Etiopia meridionale, caratterizzata da una notevole varietà di ambienti geografici. La parte settentrionale e centrale comprendeva gli altopiani situati a sud della Rift Valley etiopica, caratterizzati da rilievi montuosi, vallate profonde e superfici collinari relativamente fertili. Tra le principali regioni montuose figuravano gli altopiani dei Sidama e dei Gedeo, nei quali le precipitazioni relativamente abbondanti hanno storicamente favorito l'agricoltura intensiva e la coltivazione del caffè. Verso est e sud-est il territorio degradava progressivamente verso le pianure abitate dalle popolazioni oromo e somale, caratterizzate da condizioni climatiche generalmente più calde e aride. La parte meridionale comprendeva ampi settori della regione del Borana, fino al confine con il Kenya, dove prevalevano paesaggi di savana, boscaglia e prateria. Le differenze altitudinali e climatiche determinavano una forte varietà nella distribuzione degli insediamenti e nelle attività economiche, dall'agricoltura permanente degli altopiani alla pastorizia delle pianure meridionali.

Rilievi e idrografia

Il territorio del Sidamo comprendeva parte del settore meridionale dell'Acrocoro Etiopico e le regioni poste lungo il margine orientale della Rift Valley. Gli altopiani centrali presentavano quote frequentemente comprese tra 1.500 e 2.500 m, mentre alcuni rilievi raggiungevano altitudini superiori. Il sistema idrografico era caratterizzato dalla presenza di numerosi corsi d'acqua appartenenti a bacini differenti. Le regioni orientali e sudorientali erano drenate prevalentemente dai sistemi del Genale e del Daua, che confluiscono in Somalia formando il Giuba, tributario dell'Oceano Indiano. Alcuni settori occidentali appartenevano invece ai bacini della Rift Valley e dei laghi dell'Etiopia meridionale. Tra i principali bacini lacustri della regione figuravano il lago Auasa, situato presso l'omonima città, e i laghi Abaya e Chamo, nelle aree confinanti con l'antico Gamu-Gofa.

Il lago Auasa, di origine tettonica, costituisce un importante elemento geografico e ambientale della regione. Le sue acque e gli ambienti umidi circostanti hanno favorito la crescita della città e lo sviluppo della pesca e di altre attività economiche.

Clima e vegetazione

Il clima della provincia variava considerevolmente secondo l'altitudine e la posizione geografica. Negli altopiani centrali prevalevano condizioni tropicali relativamente temperate e umide, con precipitazioni favorevoli alla coltivazione del caffè, dei cereali e di numerose altre piante alimentari. Le regioni più elevate presentavano temperature generalmente miti e precipitazioni più abbondanti rispetto alle pianure meridionali. Nelle aree orientali e sudorientali il clima era invece generalmente più caldo e arido, con precipitazioni stagionali irregolari e una maggiore vulnerabilità ai periodi di siccità. La vegetazione naturale comprendeva foreste montane, formazioni sempreverdi, boscaglie, praterie e savane. Negli altopiani relativamente umidi erano presenti foreste afromontane, in parte trasformate dall'espansione delle coltivazioni e degli insediamenti rurali. Nelle pianure meridionali prevalevano formazioni arbustive e savane alberate, con specie vegetali adattate a precipitazioni più scarse e irregolari.

Storia

Le formazioni politiche precedenti alla conquista etiopica

Prima dell'espansione dell'Impero etiopico verso sud, il territorio del futuro Sidamo era occupato da numerose popolazioni e formazioni politiche locali. Tra i principali gruppi presenti figuravano i sidama, i gedeo, i wolaita e differenti comunità oromo, ciascuno caratterizzato da proprie tradizioni linguistiche, istituzioni politiche e sistemi economici. Le comunità degli altopiani praticavano prevalentemente l'agricoltura e l'allevamento, mentre nelle pianure meridionali erano diffusi sistemi pastorali e agro-pastorali. L'organizzazione politica variava considerevolmente. In alcune regioni erano presenti monarchie e capi territoriali, mentre in altre comunità le istituzioni sociali e politiche erano collegate a sistemi tradizionali di classi generazionali e di successione dell'autorità. I rapporti tra questi territori erano caratterizzati da scambi commerciali, migrazioni, alleanze e occasionali conflitti. La regione non costituiva uno Stato unitario corrispondente ai confini della successiva provincia del Sidamo, ma comprendeva differenti entità territoriali che furono progressivamente incorporate nell'Impero etiopico.

L'incorporazione nell'Impero etiopico

L'espansione territoriale promossa da Menelik II, inizialmente sovrano dello Scioa e successivamente imperatore d'Etiopia, portò alla conquista delle regioni meridionali durante gli ultimi decenni del XIX secolo. I territori dei sidama, dei gedeo e di altre popolazioni dell'Etiopia meridionale furono progressivamente assoggettati attraverso campagne militari e accordi con le autorità locali. L'incorporazione comportò l'introduzione di nuove strutture amministrative, la presenza di governatori nominati dal potere imperiale e profonde trasformazioni nei sistemi tradizionali di possesso e utilizzazione della terra. In numerose regioni vennero assegnati diritti fondiari e fiscali a funzionari, soldati e proprietari collegati alla monarchia etiopica. L'insediamento di amministratori e militari provenienti dagli altopiani settentrionali contribuì a modificare gli equilibri sociali ed economici delle comunità locali. Le trasformazioni furono particolarmente significative nelle regioni agricole più fertili, dove si svilupparono grandi proprietà e nuovi sistemi di tassazione.

Il Sidamo durante il periodo imperiale

Nel corso dei primi decenni del XX secolo il Sidamo acquisì crescente importanza economica, soprattutto grazie allo sviluppo delle piantagioni di caffè. Le condizioni climatiche degli altopiani e la disponibilità di terreni agricoli favorirono l'espansione della produzione, destinata in misura crescente ai mercati nazionali e internazionali. La provincia rappresentava pertanto una fonte importante di entrate fiscali per il governo imperiale. Il suo controllo venne affidato in diverse occasioni a esponenti dell'aristocrazia militare e politica fedeli alla monarchia. Tra i principali governatori figurò il degiac Balcia Safo, conosciuto anche come Balcha Abba Nefso, che esercitò il governo della regione in differenti periodi prima dell'occupazione italiana. L'amministrazione imperiale favorì l'espansione delle coltivazioni commerciali e delle infrastrutture, ma contribuì anche all'accentuazione delle disuguaglianze fondiarie tra i proprietari e le comunità contadine.

L'attribuzione delle terre a funzionari e proprietari esterni provocò in alcune regioni la perdita dei diritti tradizionali di utilizzazione del suolo e la diffusione di rapporti di dipendenza agraria. Queste trasformazioni costituirono una delle principali cause delle successive tensioni sociali nelle campagne del Sidamo.

L'occupazione italiana

Durante la guerra d'Etiopia del 1935-1936, il Sidamo fu coinvolto nelle operazioni militari che portarono alla conquista del paese da parte dell'Italia fascista. Dopo la proclamazione dell'Africa Orientale Italiana nel maggio 1936, la regione fu inserita nel governatorato dei Galla e Sidama, una delle principali circoscrizioni amministrative dell'impero coloniale italiano. L'amministrazione coloniale introdusse modifiche nell'organizzazione territoriale, nei sistemi fiscali e nelle modalità di gestione delle attività agricole. Il controllo delle regioni più remote rimase tuttavia spesso limitato, anche a causa delle difficoltà di comunicazione e della resistenza armata che continuò in differenti aree dell'Etiopia. L'occupazione italiana terminò nel 1941, durante la campagna dell'Africa Orientale Italiana, quando le forze britanniche e quelle etiopiche alleate sconfissero l'amministrazione coloniale.

La riorganizzazione amministrativa del 1942-1943

Dopo il ritorno al potere dell'imperatore Hailé Selassié, il governo etiopico avviò una profonda riorganizzazione amministrativa. La riforma del 1942-1943 sostituì le precedenti circoscrizioni territoriali con dodici grandi province, denominate taklai ghizat, allo scopo di rafforzare il controllo del governo centrale. Nel nuovo ordinamento il Sidamo venne ampliato attraverso l'incorporazione di territori precedentemente amministrati separatamente, tra cui quelli del Borana e del Wolaita. La provincia comprendeva pertanto una vasta regione dell'Etiopia meridionale, caratterizzata da una notevole diversità ambientale, linguistica e culturale. Il capoluogo era Irgalem, centro amministrativo degli altopiani sidama, che mantenne un ruolo importante durante il periodo imperiale. La provincia venne suddivisa in circoscrizioni intermedie denominate awraja, a loro volta articolate in distretti minori, o woreda.

L'amministrazione centrale esercitava il proprio controllo attraverso governatori, funzionari e autorità locali, che avevano il compito di gestire la riscossione delle imposte e l'applicazione delle politiche statali.

La rivolta dei gedeo del 1960

Nel 1960 il Sidamo fu teatro di una rivolta contadina organizzata da comunità del popolo gedeo, soprattutto nelle regioni agricole meridionali della provincia. Il movimento ebbe origine dal malcontento suscitato dai sistemi di tassazione, dalla perdita dei diritti tradizionali sulla terra e dai rapporti di dipendenza economica che legavano numerosi contadini ai grandi proprietari fondiari. Le trasformazioni introdotte dall'amministrazione imperiale avevano favorito la concentrazione della proprietà e la diffusione di rapporti agrari particolarmente onerosi per le comunità locali. La crescente importanza economica del caffè contribuiva inoltre ad aumentare il valore delle terre agricole, accentuando le tensioni tra proprietari e coltivatori. Nel 1960 numerosi contadini si opposero alle richieste fiscali e alle condizioni imposte dai proprietari, dando origine a manifestazioni e successivamente a scontri armati. I ribelli, equipaggiati prevalentemente con armi tradizionali, affrontarono le forze governative e i gruppi armati sostenuti dai proprietari terrieri.

La rivolta fu repressa militarmente nel corso di diversi scontri, durante i quali le forze statali disponevano di un armamento e di un'organizzazione superiori. Il governo imperiale istituì successivamente una commissione di arbitrato presieduta dall'afa negus Eshate Gada, incaricata di esaminare le controversie tra i proprietari e le comunità contadine. La commissione si pronunciò prevalentemente a favore dei proprietari fondiari e impose sanzioni agli anziani gedeo che avevano partecipato all'organizzazione della rivolta. La repressione non eliminò le cause economiche e sociali del movimento, che continuarono a influenzare i rapporti tra le comunità rurali e l'amministrazione imperiale. La rivolta dei gedeo rappresenta uno degli episodi più significativi della conflittualità agraria nell'Etiopia meridionale durante il regno di Hailé Selassié.

Lo sviluppo di Auasa

Nel corso del XX secolo la località di Auasa (Hawassa), situata sulle rive dell'omonimo lago, acquisì crescente importanza come centro amministrativo, commerciale e urbano. Lo sviluppo della città fu favorito dalla posizione geografica lungo le principali vie di comunicazione tra Addis Abeba e l'Etiopia meridionale. La località divenne progressivamente un centro di riferimento per le attività agricole e commerciali degli altopiani circostanti, attirando popolazioni provenienti da differenti regioni. Il trasferimento del capoluogo provinciale da Irgalem ad Auasa viene generalmente indicato nelle cronologie amministrative nel 1978, sebbene altre ricostruzioni storiche collochino già negli anni sessanta il progressivo spostamento delle principali funzioni governative. La crescita urbana di Auasa proseguì anche dopo la fine del sistema provinciale, quando la città divenne capoluogo della Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud.

Il periodo del Derg

La rivoluzione etiopica del 1974 pose fine alla monarchia e portò al potere la giunta militare del Derg. Il nuovo regime introdusse profonde trasformazioni politiche ed economiche, tra cui la nazionalizzazione delle terre agricole e la riorganizzazione delle istituzioni locali. Nel Sidamo queste riforme modificarono i tradizionali rapporti di proprietà, riducendo il potere dei grandi proprietari fondiari e introducendo nuove forme di gestione delle attività agricole. Le politiche statali interessarono anche la produzione e la commercializzazione del caffè, settore di particolare importanza per l'economia provinciale. La riorganizzazione amministrativa fu accompagnata dalla creazione di associazioni contadine e da programmi di sviluppo rurale, ma anche da crescenti forme di controllo politico da parte del governo centrale. Nel corso degli anni ottanta furono introdotte ulteriori modifiche territoriali, che anticiparono la successiva soppressione del sistema provinciale.

La riorganizzazione federale

Dopo la caduta del Derg nel 1991, il governo transitorio etiopico avviò una nuova organizzazione territoriale basata prevalentemente su criteri etnolinguistici. Il precedente sistema provinciale venne sostituito da Stati regionali dotati di differenti livelli di autonomia amministrativa. Con l'adozione della Costituzione federale del 1995, il territorio dell'antico Sidamo fu suddiviso principalmente tra la Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud, la Regione di Oromia e la Regione dei Somali. La prima comprendeva le aree abitate prevalentemente dai sidama, dai gedeo e dai wolaita, mentre gran parte dei territori orientali e meridionali abitati dalle popolazioni oromo venne assegnata all'Oromia. Alcune aree sudorientali furono inoltre incorporate nella Regione dei Somali. Auasa divenne il capoluogo della Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud, mantenendo quindi un ruolo amministrativo di primaria importanza.

L'antica denominazione Sidamo continuò a essere utilizzata soprattutto in ambito storico e geografico, mentre il nome Sidama venne progressivamente preferito per designare il popolo e il territorio regionale a esso associato.

La formazione della Regione di Sidama

Nel corso degli anni successivi all'introduzione del federalismo, le comunità sidama rivendicarono una maggiore autonomia amministrativa e il riconoscimento di un proprio Stato regionale. Le richieste portarono all'organizzazione di un referendum, svoltosi il 20 novembre 2019, nel quale la grande maggioranza degli elettori si espresse a favore della costituzione di una regione autonoma. Il 18 giugno 2020 venne ufficialmente istituita la nuova Regione di Sidama, separata dalla Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud. Auasa ne divenne il capoluogo, consolidando il proprio ruolo come principale centro politico e amministrativo del territorio sidama. La nuova regione comprende soltanto una parte dell'antica provincia del Sidamo e non deve pertanto essere considerata una sua continuazione territoriale diretta.

Ulteriori riorganizzazioni amministrative interessarono i territori meridionali dell'antica provincia. Nel 2023 venne istituita la Regione dell'Etiopia Meridionale, comprendente tra le altre la zona di Gedeo e quella di Wolaita.

Popolazione

Il Sidamo era caratterizzato da una notevole diversità etnica, linguistica e culturale. La denominazione provinciale derivava dal nome dei sidama, una popolazione appartenente al gruppo delle lingue cuscitiche e storicamente diffusa negli altopiani dell'Etiopia centro-meridionale. La provincia comprendeva tuttavia anche numerose altre comunità, tra cui i gedeo, i wolaita, i borana e differenti gruppi oromo. Le lingue parlate appartenevano principalmente ai rami cuscitico e omotico della famiglia afroasiatica. Negli altopiani centrali erano diffuse soprattutto lingue cuscitiche, tra cui il sidama e il gedeo, mentre l'oromo era particolarmente importante nelle regioni orientali e meridionali. Il wolaita, appartenente al gruppo delle lingue omotiche, era diffuso soprattutto nelle regioni occidentali e sudoccidentali. L'amarico svolse un ruolo importante come lingua dell'amministrazione statale durante il periodo imperiale.

La composizione religiosa era altrettanto diversificata e comprendeva comunità appartenenti al cristianesimo ortodosso etiopico, al protestantesimo, all'islam e alle religioni tradizionali africane. La distribuzione dei gruppi etnolinguistici non corrispondeva a confini rigidi, ma rifletteva una lunga storia di contatti, migrazioni e trasformazioni economiche.

Economia

L'economia del Sidamo era basata prevalentemente sull'agricoltura, sull'allevamento e sul commercio dei prodotti agricoli. Negli altopiani centrali e settentrionali le condizioni climatiche relativamente umide favorivano la coltivazione di caffè, cereali, legumi e altre piante alimentari. Nelle regioni meridionali e sudorientali, caratterizzate da precipitazioni generalmente inferiori, erano invece diffusi sistemi pastorali e agro-pastorali, basati soprattutto sull'allevamento di bovini, caprini, ovini e cammelli.

La produzione di caffè

Il caffè rappresentava uno dei principali prodotti agricoli della provincia e una fonte importante di entrate economiche. Le regioni montane del Sidamo presentavano condizioni particolarmente favorevoli alla coltivazione di Coffea arabica, grazie alle temperature relativamente miti, alle precipitazioni abbondanti e alla presenza di terreni adatti alla produzione. Tra le principali aree produttrici figuravano gli altopiani dei Sidama e dei Gedeo, dove il caffè veniva coltivato attraverso differenti sistemi agricoli. La produzione comprendeva coltivazioni in piccoli appezzamenti, sistemi agroforestali e piantagioni relativamente estese. Il caffè del Sidamo acquisì progressivamente importanza nei mercati internazionali, diventando una delle principali denominazioni geografiche utilizzate nel commercio del caffè etiopico. La produzione contribuì allo sviluppo dei centri commerciali e delle infrastrutture, ma fu anche associata a trasformazioni profonde dei rapporti fondiari e sociali.

Durante il periodo imperiale l'espansione delle piantagioni favorì in alcune regioni la concentrazione della proprietà e la crescita delle disuguaglianze tra proprietari e contadini.

Agricoltura e allevamento

Oltre al caffè, negli altopiani erano coltivati teff, mais, sorgo, frumento, orzo e differenti specie di legumi. Un ruolo importante nell'alimentazione tradizionale delle popolazioni degli altopiani era svolto dall'enset (Ensete ventricosum), una pianta della famiglia delle Musaceae coltivata per i suoi tessuti ricchi di amido. L'enset costituiva una risorsa alimentare particolarmente importante per numerose comunità sidama e delle regioni circostanti. L'allevamento era generalmente associato all'agricoltura nelle regioni più umide, mentre nelle pianure meridionali rappresentava spesso la principale attività economica. Le popolazioni borana svilupparono sistemi pastorali particolarmente adattati agli ambienti semiaridi, basati sulla mobilità stagionale del bestiame e sull'utilizzazione di differenti fonti d'acqua.

Ambiente naturale

L'antica provincia del Sidamo comprendeva ambienti naturali molto differenti, dalle foreste montane degli altopiani alle savane e alle boscaglie aride delle pianure meridionali. Le regioni più elevate presentavano formazioni forestali sempreverdi, spesso associate a sistemi agricoli tradizionali nei quali le coltivazioni erano integrate con alberi e arbusti. Le regioni lacustri della Rift Valley ospitavano importanti ambienti umidi, utilizzati da numerose specie di uccelli acquatici e da altre componenti della fauna locale. Nelle pianure meridionali erano diffusi ambienti di savana, caratterizzati da vegetazione erbacea, arbustiva e alberata adattata a precipitazioni stagionali. La biodiversità della provincia rifletteva pertanto la posizione geografica del territorio, situato alla transizione tra le regioni montuose dell'Etiopia centrale e gli ambienti aridi dell'Africa orientale. L'espansione delle attività agricole, il pascolo, il disboscamento e la crescita degli insediamenti contribuirono nel corso del XX secolo alla trasformazione di numerosi habitat naturali.

Note

  1. 1 2 3 4 (EN) Bahru Zewde, A History of Modern Ethiopia, 1855–1991, 2ª ed., Oxford, James Currey, 2001, ISBN 9780821414408.
  2. 1 2 (EN) Combined 7th to 10th Periodic Reports of the Federal Democratic Republic of Ethiopia to the African Commission on Human and Peoples' Rights (PDF), Federal Democratic Republic of Ethiopia.
  3. ↑ (EN) Paul B. Henze, Layers of Time: A History of Ethiopia, Palgrave Macmillan, 2000, pp. 237-238, ISBN 9780312227197.
  4. ↑ (EN) States of Ethiopia, su Statoids.
  5. ↑ (EN) Overview, su South Ethiopia Regional State, Office of the President.

Bibliografia