| Silicocarnotite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 9.AH.20 |
| Formula chimica | Ca5[(PO4)(SiO4)](PO4) |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | ortorombico |
| Classe di simmetria | dipiramidale |
| Parametri di cella | a = 6,7230(1) Å, b = 15,4481(2) Å, c = 10,0847(2) Å, V = 1 047,37 ų, Z = 4 |
| Gruppo puntuale | mmm |
| Gruppo spaziale | Pnma (nº 62) |
| Proprietà fisiche | |
| Densità calcolata | 3,063(1) g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 5 |
| Sfaldatura | non osservata |
| Frattura | irregolare |
| Colore | incolore (naturale); blu (sintetica) |
| Lucentezza | vitrea |
| Opacità | trasparente |
| Striscio | bianco |
| Diffusione | molto rara |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La silicocarnotite (simbolo IMA: Scnt) è un minerale molto raro della famiglia dei "silicati" (in particolare, è un nesosilicato) e possiede composizione chimica Ca5[(PO4)(SiO4)](PO4).
La silicocarnotite sintetica fu scoperta nelle scorie da Marie Adolphe Carnot e A. Richard nel 1883 è fu chiamata così nel 1911 in onore di Carnot. Da allora, il nome silicocarnotite è stato utilizzato per la fase sintetica; il minerale naturale è stato descritto da Galuskin e collaboratori nel 2016, che ne hanno mantenuto il nome.
La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009, non elenca la silicocarnotite, poiché essa è stata approvata dall'IMA solo nel 2013.
Il minerale è presente nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale la silicocarnotite si trova nella classe "9. Silicati (germanati)" e nella sottoclasse "9.A Nesosilicati"; questa viene suddivisa più finemente in base alla struttura del minerale, in modo tale che la silicocarnotite possa essere trovata nella sezione "9.AH Nesosilicati con CO3, SO4, PO4, ecc." dove forma il sistema nº 9.AH.20 insieme alla ternesite.
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la silicocarnotite è nella classe dei "silicati" e nella sottoclasse degli "inosilicati con anioni estranei"; qui è nella sezione formata dai minerali aventi "cationi con numeri di coordinazione compresi tra [8] e [12]" dove forma il sistema nº VIII/B.22 con hatrurite, olmiite, poldervaartite, afwillite, bultfonteinite, spurrite, ternesite, galuskinite, nagelschmidtite, harrisonite, nabimusaite e aradite.
La silicocarnotite cristallizza nel sistema ortorombico nel gruppo spaziale Pnma (gruppo nº 62) con i parametri di cella a = 6,7230(1) Å, b = 15,4481(2) Å e c = 10,0847(2) Å, oltre a possedere 4 unità di formula per cella unitaria.
La silicocarnotite è stata trovata all'interno di rocce pirometamorfiche contenenti gehlenite, probabilmente il risultato della combustione del bitume contenuto nelle rocce sedimentarie, a seguito di reazioni tra minerali pirometamorfici primari come flamite, larnite e fluorellestadite-fluorapatite e i fusi contenenti solfati, che sono sottoprodotti dei processi di combustione durante il pirometamorfismo. I minerali associati sono andradite, fluorapatite, jacobsite, kalsilite, magnesioferrite, pseudowollastonite, rankinite e come lamelle intercresciute con larnite e flamite.
Il minerale è molto raro ed è stato trovato solo in quattro siti; tre si trovano in Israele: Paralava e le due località tipo, Tsomet Hatrurim (31.21611°N 35.26333°E) e Har Parsa (31.21014°N 35.28326°E), tutte nel Distretto Meridionale. Il quarto sito si trova a Jebel Harmun in Cisgiordania (nello Stato di Palestina).
La silicocarnotite forma granuli di dimensioni fino a 0,15 mm e come aggregati sferulitici. Il minerale è trasparente con lucentezza vitrea; incolore quando naturale, blu se sintetica, mentre lo striscio è sempre bianco.