| Tonno rosso | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Classe | Actinopterygii |
| Ordine | Scombriformes |
| Sottordine | Scombroidei |
| Famiglia | Scombridae |
| Sottofamiglia | Scombrinae |
| Tribù | Thunnini |
| Genere | Thunnus |
| Specie | T. thynnus |
| Nomenclatura binomiale | |
| Thunnus thynnus (Linnaeus, 1758) | |
| Sinonimi | |
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Albacora thynnus (Linnaeus, 1758) | |
| Nomi comuni | |
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(EN) Atlantic Bluefin Tuna | |




Il tonno rosso o tonno pinna blu (Thunnus thynnus Linnaeus, 1758) è un pesce osseo pelagico appartenente alla famiglia Scombridae in grado di raggiungere dimensioni molto grandi. Si tratta di una specie molto importante per la pesca.
L'areale di T. thynnus comprende principalmente l'oceano Atlantico settentrionale, sia sul lato americano che europeo/africano. Nella parte occidentale il limite nord si trova sulle coste canadesi del Labrador e di Terranova e giunge a sud fino al golfo del Messico e il mare Caraibico mentre è molto raro sulle coste brasiliane. Sul lato orientale il limite nord è costituito dalle isole Lofoten in Norvegia mentre a sud arriva alle isole Canarie, con alcuni record anche dalla Mauritania. È inoltre presente nel mar Mediterraneo e nel mar Nero meridionale. Le parti dell'areale alle alte latitudini sono frequentate solo da adulti che vi si spingono in estate.
Si tratta di una tipica specie pelagica oceanica, che però può stagionalmente avvicinarsi alle coste. Si trova su un ampio intervallo batimetrico, da 0 a 900 metri anche se normalmente non scende sotto i 100 metri, esistono tuttavia record da oltre 1000 metri. Si tratta della specie di Thunnus in grado di tollerare il maggior intervallo di temperature, da 1 a 29 °C. Mostra inoltre una spiccata preferenza per acque ad alta salinità.
Ha corpo massiccio, fusiforme, con peduncolo caudale sottile provvisto di una carena longitudinale e di 8-10 pinnule superiori e 7-9 inferiori. Gli occhi sono relativamente piccoli, la bocca è armata di piccoli denti conici. Le pinne dorsali sono due, contigue, la prima abbastanza lunga ed alta nella parte anteriore, composta da 12-15 raggi spiniformi la seconda triangolare, breve e alta con 12-14 raggi molli. La pinna anale, uguale e simmetrica alla seconda dorsale, è formata da 11-12 raggi molli. Le pinne pettorali sono brevi (nell'affine alalunga sono invece molto lunghe); le pinne ventrali sono più corte delle pettorali. La pinna caudale è ampia e falcata, con lobi acuti. Le pinne pari e le ventrali durante il nuoto sono tenute chiuse ed alloggiate all'interno di incavature, permettendo al pesce di mantenere un profilo perfettamente idrodinamico. Le scaglie sono molto piccole, ma coprono tutto il corpo.
Il colore è blu acciaio scuro sul dorso, talvolta quasi nero. Il ventre ed i fianchi sono bianco-argentei, possono essere presenti macchie o linee verticali chiare sul ventre. Le pinnule sono giallastre bordate di nero e hanno colore più vivo nel periodo riproduttivo, soprattutto negli individui femminili. La prima dorsale ha colore che va dal giallo al blu, la seconda invece è bruno rossastra.
Si tratta di uno dei più grandi pesci del Mediterraneo: il record è di 458 cm di lunghezza e di 684 kg di peso. La taglia media è intorno ai 2 metri.
La longevità massima nota è di 32 anni.
Il tonno rosso è una specie gregaria che mostra il fenomeno del gregarismo per taglia, ovvero i banchi sono formati da individui della stessa taglia appartenenti anche a specie diverse. Nel caso di T. thynnus frequentemente si associa a alalunghe, tonni pinna gialla, tonni obesi e tonnetti striati. Le prede vengono individuate per mezzo della vista.
Le migrazioni del tonno sono state studiate fin dall'antichità. Già Aristotele e Strabone ritenevano che la riproduzione della specie avvenisse nel mar Nero e da lì i nuovi nati migrassero nell'oceano Atlantico dove sarebbe stata raggiunta la maturità sessuale. Tranne che per la riproduzione nel mar Nero si è continuato a credere almeno fino al XIX secolo che la popolazione mediterranea non fosse stabile e che il Mediterraneo fosse solo l'area riproduttiva dei tonni atlantici. Anche in tempi recenti, negli ambienti della pesca, si riteneva che i tonni rossi vivessero la maggior parte della loro vita nell'Atlantico settentrionale. Si credeva che in primavera si riunissero in grandi banchi e migrassero verso il Mediterraneo per la riproduzione ("tonni di andata") mentre in autunno tornassero nell'oceano ("tonni di ritorno"). Dato che si riteneva che i tonni non si alimentassero durante la migrazione i tonni di andata, dalle carni più grasse e gustose, erano preferiti e più frequentemente pescati rispetto ai tonni di ritorno.
Già nel 1889 Pietro Pavesi dimostrò che la popolazione mediterranea di T. thynnus è sostanzialmente stabile, con limitati interscambi di individui attraverso lo stretto di Gibilterra e che le migrazioni periodiche avvengono nell'ambito del mar Mediterraneo, sia in senso verticale che orizzontale. Questo modello ha ricevuto numerose conferme nei decenni successivi. Gli spostamenti della specie nel Mediterraneo sono legati al ciclo riproduttivo: si hanno due fasi, la fase gregaria e la fase erratica. Durante la fase gregaria avviene la riproduzione, in questa fase i tonni si riuniscono in banchi, si portano in acque più costiere e meno profonde e non si alimentano. Terminato il periodo riproduttivo subentra la fase erratica nella quale i banchi si disperdono e gli animali assumono uno stile di vita più solitario frequentando acque più profonde e meno costiere e ricominciano ad alimentarsi. Pare che le migrazioni dei tonni siano guidate dalle variazioni di temperatura e salinità dell'acqua.
L'alimentazione dei giovanili è planctofaga mentre quella degli adulti si basa su pesci, cefalopodi e crostacei pelagici. Una parte molto minoritaria della dieta è composta anche da crostacei bentonici e da altri invertebrati come spugne e tunicati.
La deposizione delle uova avviene nel periodo estivo in acque relativamente costiere. Le uova hanno forma sferica e diametro di circa 1 mm, sono pelagiche e dotate di una gocciolina oleosa per favorire il galleggiamento. Anche le larve sono pelagiche; a una lunghezza tra 4,5 e 10 mm portano alcune lunghe spine sull'opercolo branchiale. L'accrescimento è rapido ma meno veloce che in altri Scombridae. Ad un anno il pesce misura circa 60-70 cm e pesa da 3 a 5 kg. L'animale raggiunge la maturità sessuale a 3-4 anni, quando è lungo circa 1 m e pesa circa 12-15 kg.
È preda di grandi squali, soprattutto della famiglia Lamnidae (come lo squalo bianco), ma anche di verdesche e di grandi cetacei. Allo stadio giovanile può essere preda anche di uccelli marini e di Scombridae come il wahoo.
Questo pesce ha un'enorme importanza commerciale e viene insidiato con una miriade di tecniche, come la tradizionale mattanza nella tonnara, le reti da circuizione, i palamiti e la fiocina. I pescatori sportivi lo catturano soprattutto a traina.
La carne del tonno rosso è ottima e consumabile sia fresca che sott'olio; è suddivisa in vari tagli tra i quali il più pregiato è la cosiddetta ventresca, prodotta con la regione preanale del pesce.
La sua carne è molto ricercata dai giapponesi per preparare il sashimi e il sushi. Data la scarsità della materia prima e il suo prezzo, solo poche aziende artigianali usano le carni del tonno rosso per la conserva sott'olio tradizionale. A volte viene sostituito con specie congeneri, come il più economico e meno pregiato tonno pinna gialla. Le sue carni sono molto nutrienti (100 grammi di parte edibile contengono il 23,3% di proteine e il 4,9% di grassi).
Lo stato globale della specie non è ritenuto preoccupante dalla IUCN che la classifica "a rischio minimo", soprattutto grazie alla ricca subpopolazione dell'Atlantico orientale. La subpopolazione dell'Atlantico occidentale è invece molto impoverita a causa della lunga sovrapesca a cui è stata sottoposta fino almeno al 2018. Diversa è la situazione per alcuni bacini secondari come il Mediterraneo o il golfo del Messico per i quali la IUCN dà una valutazione "in pericolo". In entrambi i casi la causa è da attribuirsi alla forte sovrapesca che ha colpito la specie. Il pescato è destinato soprattutto al mercato giapponese.
A questo fine, in Europa sono stati fissati come parametri minimi di cattura il peso di 30 kg o la lunghezza di 1,15 m. È necessario avere una specifica autorizzazione per la pesca del tonno rosso ed ai pescatori sportivi non è consentito catturare più di un esemplare per bordata.
I maggiori consumatori attuali sono i giapponesi che dal dopoguerra hanno cominciato la moda di cibarsi di questo pesce prima considerato scarto; i nipponici comprano circa l'80% del tonno mediterraneo. Il costo al chilogrammo a Tokyo ha raggiunto i 694 euro, quando in data 5/1/2011 un tonno rosso da 432 chili è stato venduto all'asta del mercato del pesce della capitale giapponese per 300.000 euro.
In data 11/3/2010 il Coreper, comitato dei rappresentanti permanenti dei 27 paesi membri dell'UE, ha raggiunto a Bruxelles un accordo per la messa al bando del commercio internazionale del tonno rosso. La pesca è stata vietata in anticipo il 1º giugno 2010.
L'ultimo record per il prezzo del tonno rosso al chilogrammo risale al 05-01-2012: presso Tsukiji, a Tokyo, è stato battuto all'asta un esemplare di 269 kg a circa 2100 euro/kg, per un totale di 565 000 euro La prima asta del 2013 al mercato del pesce di Tsukiji, sulla baia di Tokyo e il più grande al mondo, non ha deluso le attese, immune da qualsiasi crisi economica: un tonno rosso del peso di 222 kg è stato battuto in mattinata al prezzo record di 155,4 milioni di yen (circa 1,3 milioni di euro), pari a 700.000 yen al chilo. Durante la prima asta dell'anno 2016, al mercato Tsukiji di Tokyo, un tonno pinna blu di 200 kg. è stato venduto all'asta per 14 milioni di yen (pari a correnti 109.000 euro).