| Via Tiburtina Valeria Via Tiburtina Valeria | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | Civiltà romana |
| Stato attuale | |
| Regione | Lazio Abruzzo |
| Coordinate | 41°57′46.19″N 12°47′10.3″E |
| Informazioni generali | |
| Tipo | strada romana |
| Inizio costruzione | 286 a.C. |
| Costruttore | Marco Valerio Massimo Potito |
| Lunghezza | meno di 200 km |
| Inizio | Roma da porta Tiburtina |
| Fine | Tibur (Tivoli), poi Aternum (Pescara) |
| Informazioni militari | |
| Utilizzatore | Repubblica romana poi Impero romano |
| Funzione strategica | conduceva oltre gli Appennini, fino al Mare Adriatico |
| Strabone, Geografia, V. | |
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La via Tiburtina Valeria era una via consolare romana, che in una prima fase congiungeva l'antica Roma a Tibur (Tivoli) e poi fu prolungata fino al mare Adriatico terminando ad Aternum (Pescara). Il percorso è oggi ricalcato dalla moderna strada statale 5 Via Tiburtina Valeria.
La strada sorse come antichissima via di transumanza tra l'Appennino centrale e la valle del Tevere, e costituì il principale percorso di penetrazione nel territorio degli Equi da parte dei Romani, che vi fondarono le colonie di Carsioli e Alba Fucens nel 304-303 a.C.
Fu sistemata e pavimentata dal console Marco Valerio Massimo Potito attorno al 286 a.C., mantenendo la denominazione di via Tiburtina da Roma a Tibur e assumendo quella di via Valeria, dal nome del suo costruttore, fino a Corfinium dopo aver attraversato la Marsica. A seguito delle opere di restauro e completamento avvenute tra il 48 ed il 49 d.C. nel tratto tra Corfinio e Pescara da parte dell'imperatore Claudio, quest'ultima parte del percorso prese il nome di via Claudia Valeria.

Dentro Roma, il tratto urbano della via Tiburtina dal Foro percorreva l'Argiletum e il vicus Patricius o il clivus Suburanus uscendo dalle Mura serviane a porta Viminalis o a porta Esquilina e dalle successive Mura aureliane a porta Tiburtina. Dopo aver attraversato il fiume Aniene una prima volta a ponte Mammolo e una seconda a ponte Lucano, costeggiava villa Adriana e saliva verso Tibur (Tivoli) toccando il santuario di Ercole Vincitore.
Da qui attraversava gli Appennini collegando Varia (Vicovaro), Carsioli (Civita, tra Oricola e Carsoli), Alba Fucens (nel territorio degli Equi) e Marruvium (nel territorio dei Marsi), e costeggiando a nord il Lacus Fucinus fino a Cerfennia (Collarmele). Superato il passo del Mons Imeus (Forca Caruso) giungeva nel territorio dei Peligni fino a Corfinium (Corfinio) e, con il prolungamento verso l'Adriatico, attraversava la Val Pescara, dove le fonti itinerarie romane ricordano anche il vicus di Interpromium, generalmente localizzato nell'area casauriense fra Tocco da Casauria, Castiglione a Casauria e Torre de' Passeri, prima di proseguire nel territorio dei Marrucini e dei Vestini fino a Teate (Chieti) e Aternum o Ostia Aterni (Pescara).

I principali monumenti e le principali aree archeologiche che si incontrano percorrendo la via da Roma a Pescara sono:
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 315131332 · GND (DE) 4461183-3 |
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