

Yamawaro (山童? o Yamawarawa) è uno yōkai che appare sulle montagne, diffuso soprattutto nella regione del Giappone occidentale, in particolare di Kyūshū. Secondo la tradizione, si tratterebbe di un kappa che si è addentrato nelle montagne.
Nel distretto di Ashikita, nella prefettura di Kumamoto, è noto anche con i nomi yamanmon (やまんもん?), yamanto (やまんと?), yamanwakkashi (やまんわっかし?, giovane delle montagne) e yamanojiyan (やまんおじやん?, zio delle montagne), mentre nel distretto di Kuma, nella stessa prefettura, è chiamato yamantarō (山ん太郎?) o yamanbo (やまんぼ?, ragazzo di montagna).
L'enciclopedia del periodo Edo "Wakan Sansai Zue" descrive queste creature come abitanti delle zone montuose più remote del Kyūshū, dall'aspetto simile a quello di un bambino di circa 10 anni, con lunghi capelli color cachi sulla testa e il corpo interamente ricoperto da una peluria sottile. Il busto è corto, camminano eretti su due lunghe gambe e parlano la lingua degli umani. Nello stesso testo (nell'edizione pubblicata da Kyōrindō) si legge che gli yamawaro erano presenti anche nella provincia di Chikuzen (prefettura di Fukuoka) e nell’arcipelago delle isole Gotō; venivano descritti come creature dall'aspetto umano, con il viso tondo, i capelli rossi e lunghi che arrivavano fino agli occhi, le orecchie appuntite come quelle di un cane, un unico occhio sopra il naso e l'abitudine di nutrirsi di granchi, tokorō (un tipo di dioscorea) e radici di kōzo (un ibrido di due specie di Broussonetia).
Nella prefettura di Kumamoto si crede che gli yamawaro detestino i battitraccia usati in falegnameria e che, se si tracciano delle linee di inchiostro con il battitraccia intorno ad un cantiere in montagna, essi non si avvicinino.
Si dice che a volte aiutano i boscaioli nel loro lavoro in montagna e, quando in tali occasioni si offrono loro del sakè o dei nigirimeshi come ricompensa, continuano ad aiutare. I doni offerti devono essere necessariamente quelli concordati in precedenza; se si offre qualcosa di diverso, essi si arrabbiano moltissimo. Inoltre, si dice che, se la ricompensa viene consegnata prima di iniziare il lavoro, a volte se ne vanno senza lavorare. Nel distretto di Ashikita, nella prefettura di Kumamoto, quando c’è molto lavoro in montagna, si dice: «Chiediamo aiuto agli yamanwakkashi» per chiedere aiuto agli yamawaro.
Si dice che, proprio come i kappa, amino praticare il sumo e fare scherzi a mucche e cavalli. Si narra inoltre che a volte entrassero senza permesso nelle case per fare il bagno; si dice che le vasche in cui facevano il bagno gli yamawaro fossero sporche, con del grasso che galleggiava in superficie, e che emanassero un odore terribile.
Fenomeni come il tengu-daoshi e altri strani eventi in montagna, sono spesso attribuiti, nel Giappone orientale, agli dei della montagna o ai tengu, mentre nel Giappone occidentale sono spesso attribuiti agli yamawaro. Si ritiene che fenomeni simili al tengu-daoshi (che producono un rumore simile a quello di un grande albero che cade) siano causati dagli stessi yamawaro; nella prefettura di Kumamoto, oltre ai rumori di alberi che cadono e massi che rotolano, si narra che essi imitino il canto umano, producano il rumore della terra che cade da un mokko (uno strumento fatto di bambù o erba intrecciata utilizzato per trasportare carichi pesanti) o persino quello delle esplosioni causate dalla dinamite. Tuttavia, non è del tutto escluso che si tratti di opera dei tengu, in alcune zone, come ad esempio a Oguni nella prefettura di Kumamoto, dove non esistono tradizioni relative agli yamawaro, si ritiene che tali fenomeni siano opera dei tengu.
In varie zone del Giappone occidentale sono state riscontrate tradizioni secondo cui i kappa, trasferitisi in montagna, avrebbero cambiato aspetto trasformandosi in yamawaro. Si ritiene che, nella maggior parte dei casi, i kappa si addentrino nelle montagne durante il periodo dell'Higan autunnale (equinozio d'autunno) per diventare yamawaro, per poi tornare nei fiumi durante il periodo dell'Higan primaverile (equinozio di primavera) e ritrasformarsi in kappa.
Il folklorista Kunio Yanagita, sostiene che tali cambiamenti stagionali dei kappa e degli yamawaro potrebbero essere correlati ai cambiamenti stagionali nelle credenze relative al culto del dio dei campi (Ta-no-Kami) e del dio della montagna (Yama-no-Kami); inoltre, poiché in quel periodo in molte regioni si udivano versi simili a quelli degli uccelli, egli ipotizza che ciò possa indicare un legame tra i cambiamenti stagionali in Giappone e il fenomeno degli uccelli migratori.
Si dice che i kappa e gli yamawaro, quando si recano in montagna o tornano indietro, si spostino in gruppo passando attraverso gli osaki. Si narra che, se gli umani costruivano una casa lungo questo percorso, i kappa e gli yamawaro si arrabbiavano al punto da praticare dei fori nei muri. Il termine "osaki" indica una conformazione del terreno o un luogo da cui si scende dalla montagna ed è considerato un terreno non adatto alla costruzione di abitazioni. Nel villaggio di Komine, nel distretto di Aso della prefettura di Kumamoto, il percorso seguito dagli yamawaro viene definito "torisuji" (通り筋?).
Nella provincia di Hida (prefettura di Gifu) sono conosciuti anche come "yamagaro" (ヤマガロ?) e si dice che compia scherzi maliziosi, come rubare il bentō ai boscaioli che si addentrano nella montagna.
Inoltre, altri yōkai simili allo yamawaro sono il seko, il kashanbo e il kinoko. Secondo la tradizione del villaggio di Nishimera, nella prefettura di Miyazaki, il seko si addentra nella montagna al tramonto e al mattino torna al fiume. Inoltre, nel villaggio di Komine, nel distretto di Aso della prefettura di Kumamoto, si credeva che chiamarli yamawaro li facesse arrabbiare, per cui si diceva che fosse consuetudine usare il titolo onorifico "seko".
Negli yōkai emaki del periodo Edo raffiguranti yōkai, come lo "Hyakkai Zukan", e in giochi come il "Jikkai Sugoroku", lo "yamawaro" è raffigurato con nomi come "yamawarawa" o "yamawarau", rappresentato spesso con un solo occhio mentre regge un ramo d'albero. Secondo il saggio del periodo Edo "Kiyū Shōran" è possibile individuare il nome "yamawarawa" tra gli yōkai raffigurati nel "Bakemono E", dipinti da Kōhōgen Motonobu.