Il pesce pagliaccio di Seba (Amphiprion sebae Bleeker, 1853) è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Pomacentridae.
È presente nelle barriere coralline dell'Oceano Indiano, nel golfo di Oman negli Emirati Arabi Uniti e in Oman, in India meridionale, Sri Lanka, Maldive, isole Andamane e Nicobare, Thailandia, Indonesia. Vive in acque costiere dalla superficie fino a 25 m di profondità.
Raggiunge 12 cm di lunghezza. Presenta un corpo ovoidale abbastanza allungato e molto compresso lateralmente; il peduncolo caudale è robusto; la bocca, relativamente grande, è in posizione terminale e rivolta verso l'alto, è dotata di labbra carnose protattili e di denti conici, piccoli ma aguzzi.
La pinna caudale ha una forma a ventaglio, leggermente arrotondata; la pinna dorsale, abbastanza sviluppata in altezza è nettamente divisa in due parti da una profonda insellatura; la parte anteriore, sostenuta da dieci o undici spine rigide, può essere inarcata o portata piatta sul dorso; la parte posteriore, sostenuta da 14-17 raggi molli, è meno sviluppato in altezza dell'anteriore e non può essere reclinata; la pinna anale arriva sino al peduncolo caudale; le pinne pettorali sono di forma trapezoidale, molto sviluppate, sia in lunghezza che in altezza, e con le punte arrotondate; le pinne ventrali sono più piccole e sottili.
La livrea è molto simile a quella del pesce pagliaccio di Clark (Amphiprion clarkii) con il quale viene spesso confuso, ma a differenza di quest'ultimo nel pesce pagliaccio di Seba il giallo sul ventre è più esteso e manca la terza banda bianca prima della pinna caudale. Sulla testa, sul dorso e sul ventre si estende una grossa macchia irregolare di un colore tendente al marrone scuro e, in rari casi, al nero; sul corpo ci sono disegnate due bande verticali chiare, bianche o turchesi, che percorrono interamente il fianco del pesce, dal dorso sino al ventre; la prima di queste bande, con una forma regolare, passa subito dietro l'occhio e si congiunge sulla fronte con la sua omologa dell'altro lato; la seconda banda parte dalla parte superiore della pinna dorsale posteriore e scende, molto larga, sui due fianchi. La parte anteriore della testa, la gola, il basso ventre, le pinne ventrali e pettorali sono di color giallo uovo; la pinna caudale è anche essa di color giallo uovo con una macchia superiore chiara.


Come tutti i pesci pagliaccio, vive in simbiosi mutualistica obbligata con gli anemoni di mare, in particolare con la specie Stichodactyla haddoni. Si rifugia tra i tentacoli urticanti dell'anemone, al cui veleno il pesce pagliaccio è immune grazie al muco che ricopre la sua pelle, e oltre a proteggersi dai predatori si nutre degli avanzi e tiene pulito l'anemone dai parassiti. Inoltre, il pesce pagliaccio protegge attivamente l'anemone di mare che lo ospita da potenziali predatori (ad esempio i pesci farfalla), quindi entrambi gli organismi, sia l'anemone di mare sia il pesce pagliaccio, traggono un vantaggio da questa associazione, che è talmente forte ed importante per questi due organismi che entrambi non sopravviverebbero a lungo l'uno senza l'altro.
Come tutti i pesci pagliaccio, è oviparo ed ermafrodita proterandrico: tutti gli esemplari nascono maschi; all'interno del gruppo l'individuo più grande si "trasforma" in femmina funzionale e si accoppia con il maschio secondo per dimensioni. Se si rimuove questo individuo dal gruppo, tra quelli rimasti, il maschio di dimensioni maggiori si trasforma in femmina e il maschio secondo per dimensioni corporee è l'unico maschio sessualmente maturo. Pertanto un singolo individuo può svolgere nell'arco del suo ciclo vitale sia la funzione di maschio sia quella di femmina in momenti diversi del proprio ciclo biologico. Sono ermafroditi proterandrici sequenziali, cioè un individuo può svolgere la funzione maschile nei primi periodi del ciclo biologico e quella femminile successivamente.
La Lista Rossa della IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura) considera Amphiprion sebae come specie a rischio minimo di estinzione.