Barbania

Barbania
comune
Barbania – Stemma
Barbania – Bandiera
Barbania – Veduta
Barbania – Veduta
Chiesa di San Giuliano Martire, 2016
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Piemonte
Città metropolitana Torino
Amministrazione
SindacoGiuseppe Drovetti (lista civica) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate45°17′28.51″N 7°37′49.14″E
Altitudine362 m s.l.m.
Superficie12,8 km²
Abitanti1 573 (31-5-2026)
Densità122,89 ab./km²
FrazioniBoschi, Colli, Fandaglia, Gianotti, Perrero, Piana, Seita, Vignali, Zaccaria
Comuni confinantiBusano, Levone, Rivara, Rocca Canavese, Vauda Canavese
Altre informazioni
Cod. postale10070
Prefisso011
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT001021
Cod. catastaleA625
TargaTO
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 897 GG
Nome abitantibarbaniesi
Patronosan Giuliano di Brioude
Giorno festivoultima domenica di agosto e lunedì successivo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Barbania
Barbania
Barbania – Mappa
Barbania – Mappa
Localizzazione del comune di Barbania nella città metropolitana di Torino
Sito istituzionale

Barbania (IPA: /barbaˈnia/; Barbanià in piemontese) è un comune italiano di 1 573 abitanti della città metropolitana di Torino, in Piemonte.

È situato nella parte sud-occidentale del Canavese, al margine del pianalto della Vauda.

Geografia fisica

Territorio

Il territorio comunale comprende, da nord a sud, parte della pianura alluvionale del Malone nel suo medio corso, il pianalto settentrionale delle "Vaude" (il conoide di deiezione formato in epoche glaciali dalla Stura di Lanzo) e il tratto finale della piccola valle del torrente Fandaglia.
Il capoluogo si trova a 362 m s.l.m., il punto più alto a 440 m s.l.m. ed il meno elevato a 281 m s.l.m.

Clima

Origini del nome

L'origine celtica appare evidente nel toponimo: bar indica il villaggio fortificato (come in Bard e Bar Cenisio) che si ergeva sul gradiente ove si trova l'attuale centro storico; separato da un piccolo rio vi era un bannos, nucleo di capanne da cui proviene la seconda parte del nome del paese.

Tra le numerose ipotesi ottocentesche sulla derivazione del toponimo, una si rifaceva alla ricchezza boschiva del luogo: berbèn significa quercia in provenzale.

Due leggende tramandate oralmente si riferivano l'una a una persona con la barba e l'altra a uno zio (barba in piemontese) che annegava nel torrente, da cui barba ch'a nìa (barba o zio che annega).

Storia

Il territorio di Barbania fu interessato dalla presenza dei Salassi, popolazione di origine celtica stanziatasi nell'area verso la fine del V secolo a.C. Un primo insediamento sarebbe sorto sul pianoro dominante il Canavese occidentale, mentre a poche centinaia di metri si sarebbe sviluppato un secondo abitato fortificato, posto in posizione naturalmente favorevole alla difesa.

La romanizzazione del territorio procedette lentamente, anche per la posizione degli insediamenti, relativamente distante dalle principali vie di comunicazione utilizzate per l'attraversamento delle Alpi. Secondo la tradizione storiografica locale, la diffusione del cristianesimo nell'area avvenne in epoca più tarda, intorno al VII secolo, anche per opera dei monaci legati alla tradizione di san Colombano.

Intorno all'anno Mille i due nuclei abitati risultavano ormai riuniti. Il territorio era sottoposto a Emerico Dro, nobile di origine borgognona che esercitava il proprio dominio sulla valle del Malone dal castellazzo di Camagna, nell'odierno territorio di Rivara. Secondo la Chronica magna S. Benigni Fructuariensis, Emerico fondò un monastero benedettino a Busano, affidandolo alla figlia Libania in qualità di badessa; nel 1019 donò inoltre al monastero i propri possedimenti nel territorio di Barbania.

Libero comune

A partire dall'XI secolo la comunità locale acquisì progressivamente una maggiore autonomia rispetto al sistema feudale, pur permanendo alcune rendite spettanti al consortile locale delle famiglie Dro, anch'esse di origine borgognona. In questo periodo l'abitato assunse progressivamente la conformazione di un ricetto, organizzato in insulae e protetto da opere difensive costituite da recinzioni e fossati. A questa fase viene ricondotta anche la costruzione della torre-porta, che costituiva l'accesso fortificato al nucleo abitato.

Nel 1164 l'imperatore Federico I avrebbe concesso Barbania, insieme ad altri territori, al marchese Guglielmo V del Monferrato.[senza fonte] Successivamente il territorio fu coinvolto nei conflitti tra le principali famiglie signorili del Canavese, in particolare i Valperga e i San Martino.[senza fonte] Verso la metà del secolo è documentata la presenza di un hospitium, del quale non rimangono tracce, situato nei pressi della chiesa di Amalone.

Periodo sabaudo

Nel 1305, durante l'espansione sabauda nel Canavese, Filippo I di Savoia-Acaia conquistò Barbania. La comunità ne riconobbe l'autorità ottenendo in cambio diverse concessioni e franchigie. Da allora il centro rimase legato ai domini sabaudi e conservò nel tempo diversi privilegi, tra i quali quello per cui gli abitanti non potevano essere incarcerati fuori dal territorio locale e dovevano essere giudicati nel paese.

Al 1326 risale una delle prime visite pastorali documentate nell'area da parte della diocesi di Ivrea. La documentazione ecclesiastica attesta l'esistenza di due parrocchie: una dedicata a san Giuliano, situata extra moenia, e un'altra, indicata come antiquissima e denominata Sancta Maria de Rucha Veteri, ubicata nell'area dell'insediamento più antico. Erano inoltre presenti diverse cappelle, tra cui quella dedicata a sant'Antonio abate, appartenente alla comunità.

Nell'ultimo ventennio del XIV secolo Barbania fu coinvolta nel Tuchinaggio, la vasta rivolta che interessò il Canavese e contrappose parte delle comunità rurali ai poteri feudali locali. La comunità barbaniese partecipò agli scontri, inseriti anche nel quadro della lunga contrapposizione con i confinanti conti di Valperga.

Un documento del 1447 testimonia la richiesta della comunità di poter edificare una domum fortem sive fortalicum, cioè una casa forte o fortezza, destinata anche a svolgere funzioni di magazzino. Nel corso del XV secolo il ricetto assunse così un assetto più propriamente fortificato.

In seguito alla politica sabauda di alienazione e concessione dei diritti feudali, la stessa comunità di Barbania raccolse la somma necessaria per acquisire la signoria sul proprio territorio, evitando così l'infeudazione a una famiglia signorile.

Tra il XV e il XVIII secolo furono frequenti le controversie tra la comunità di Barbania, sostenuta dai Savoia, i conti di Valperga e le comunità a essi soggette per il possesso e l'utilizzo dei fertili pascoli lungo il Malone, conosciuti come «Pasquarole». Le dispute assunsero in alcune fasi anche carattere armato e videro il coinvolgimento della Badìa, associazione locale composta da abitanti del borgo e dotata anche di funzioni militari e cerimoniali.

Tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo visse a Barbania il medico Giovanni Pietro Urceglio, autore di opere di medicina, poesia e prosa, che vi morì nel 1615.

Età contemporanea

Lo stesso argomento in dettaglio: Strage di Barbania.

Dopo l'armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943 anche nel territorio di Barbania si svilupparono nuclei legati alla Resistenza italiana. Nel settembre 1944 la frazione Boschi fu teatro di una rappresaglia condotta da forze nazifasciste, che incendiarono l'abitato e uccisero sette civili.

Lo stesso argomento in dettaglio: Eccidio di Boschi di Barbania.

Il 21 febbraio 1945 dieci partigiani, catturati nei giorni precedenti, furono fucilati dalle forze nazifasciste nella piazza principale del paese.

Simboli

Bandiera comunale

Lo stemma e il gonfalone del comune di Barbania sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica Luigi Einaudi del 7 maggio 1954.

Stemma
«Di azzurro, al torrione di argento, murato di nero, aperto e finestrato del campo, fondato su una terrazza di verde e accostato in capo da tre stelle di sei raggi del secondo, male ordinate. Ornamenti esteriori da Comune.»
Gonfalone

Il gonfalone è costituito da un drappo partito di bianco e di azzurro.

Bandiera

La bandiera è un drappo rettangolare partito di azzurro e di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa di san Giuliano martire
Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Giuliano (Barbania).

Ai rifacimenti settecenteschi vanno sommati gli ampi lavori di ristrutturazione compiuti a partire dal 1870. L'interno a tre navate affrescate, conserva diverse cappelle di patronato delle famiglie più antiche. Notevole nella sua grandiosità, spicca l'altare maggiore, tutto in marmi policromi, sormontato da un grande crocifisso. Fra i quadri conservati merita una menzione quello riproducente San Carlo in atto di adorare la Sindone. Nella chiesa è presente anche una scultura lignea risalente al XV secolo raffigurante la Madonna seduta e incoronata.

Torre Porta del Libero Comune
Il "ciochér" era l'unico accesso al ricetto medievale

Costruita in pietre e legno a partire dall'XI secolo, venne ricoperta da una cortina di mattoni verso il 1500.

Nel XVIII secolo fu aggiunto un tetto in coppi per adibirla (fino al 1950 circa) a torre campanaria, benché sia lontana duecento metri circa dalla chiesa parrocchiale.

Chiesa di Rua Veder

La piccola chiesa era considerata antichissima già nel XIV secolo. Ora dedicata a Maria assunta in cielo, viene comunemente chiamata chiesa di Ravede, deformazione del nome medievale: Sancta Maria de Rucha Veteri.

Cappella di san Sisto

Edificata nella frazione di Zaccaria, nel XIV secolo apparteneva all'Ospizio del Gran San Bernardo sotto il titolo di San Siro e passò successivamente ai Cavalieri di Malta. Ora è di proprietà privata.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Il paese è balzato all'onor di cronaca nel giugno 2018 grazie ad un servizio televisivo dove si è evidenziato che a Barbania si riscontra una straordinaria percentuale di parti gemellari: i gemelli sono il 4,6%, contro una media italiana di circa 1,3%.

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti a Barbania sono 70, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative:

  1. Romania, 43

Qualità della vita

Barbania è il comune italiano con la più alta percentuale di parti plurimi; nel 2018 i gemelli erano 74, il 46,25 per mille della popolazione, un dato superiore del 50% a quello medio. Non si conoscono le cause del fenomeno.

Tradizioni e folclore

Il lunedì il priore uscente passa le consegne al successore

La festa patronale di Barbania si svolge da secoli l'ultima domenica di agosto e il lunedì successivo.

Affonda le sue radici nelle tradizioni celtiche: lo dimostrano innanzitutto i simboli utilizzati, tra cui si notano i bindéj (lunghi nastri colorati), i caritin (pani a forma di gallo, sole e luna infissi nelle armi di rappresentanza) e la Carità (grosso pane ornato di fronde); questi simboli sono riscontrabili in feste delle medesime origini, come ad esempio le Bahio occitane e le danze degli spadonari in valle di Susa.

Cultura

Istruzione

  • Scuola materna statale "Baretto"
  • Scuola primaria "Pietro Audogianotti"

Biblioteche

  • Biblioteca comunale

Musica

Dalla metà del XIX secolo è attiva la Banda musicale di Barbania.

Cucina

La cucina barbaniese poco si differenzia da quella tipica canavesana, se non per limitate integrazioni con quella delle Valli di Lanzo; un esempio significativo è la presenza sia del salame di patate che del salame di turgia. Due ricette locali si discostano da quelle classiche: i canestrelli (che vengono detti "oféle") e le cipolle ripiene, (chiamate "saule ënciorgnaté").

Geografia antropica

Nel comune sono presenti le frazioni Boschi, Colli, Fandaglia, Gianotti, Perrero, Piana, Seita, Vignali, Zaccaria; le località Ingleisa, Fatarià, Mulino e le cascine Cavaiera, Tintina e Rotonda.

Infrastrutture e trasporti

Strade

Barbania è attraversata dalla S.P. 34 di Rocca Canavese.

Il servizio pubblico comprende la linea GTT Forno-Torino e il bus a chiamata Provibus, circolare per Cirié.

Amministrazione

Municipio di Barbania

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
18 giugno 1985 10 maggio 1990 Ettore Andreis lista civica Sindaco
10 maggio 1990 24 aprile 1995 Ettore Andreis Democrazia Cristiana Sindaco
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Ettore Andreis centro Sindaco
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Ettore Andreis centro-sinistra Sindaco
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Giovanni Drovetti centro Sindaco
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Giovanni Drovetti lista civica Sindaco
25 maggio 2014 27 maggio 2019 Giovanni Drovetti lista civica La tua Barbania Sindaco
27 maggio 2019 9 giugno 2024 Giuseppe Drovetti lista civica Insieme per Barbania Sindaco
9 giugno 2024 in carica Giuseppe Drovetti lista civica Insieme per Barbania Sindaco

Sport

Note

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ↑ Comune di Barbania : Amministrazione comunale e sindaco - Comune di Barbania e città, Torino, Piemonte, su www.comune-italia.it. URL consultato il 5 agosto 2026.
  5. ↑ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Barbania", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, ISBN 978-88-397-1478-7.
  6. ↑ Sito del Comune, su comune.barbania.to.it. URL consultato il 5 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 7 marzo 2016).
  7. ↑ Giuseppe Seita, Barbania, storia, notizie, documenti, Minerva s.n.c., Torino, 1981
  8. ↑ Giuseppe Calligaris, Un'antica cronica piemontese inedita. Loesccher, Torino, 1889.
  9. ↑ AA.VV., Il Piemonte paese per paese, Ed. Bonechi, 1993, Firenze.
  10. ↑ L'esistenza della chiesa è certa, ma essa non è identificabile con gli edifici religiosi attuali.
  11. 1 2 3 Archivio di Stato di Torino.
  12. 1 2 3 4 Ilo Vignono, Visite pastorali in diocesi di Ivrea negli anni 1329 e 1346, Istituto per le ricerche di storia sociale e religiosa onlus, Vicenza 1980
  13. ↑ Stanislao Cordero di Pamparato, Il Tuchinaggio e le imprese di Facino Cane nel Canavese, in Eporediensia, Pinerolo, 1900.
  14. ↑ Giuseppe Cesare Pola Falletti di Villafalletto, Le gaie compagnie dei giovani del vecchio Piemonte - Miglietta, Casale Monferrato 1937
  15. ↑ Goffredo Casalis, Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, Ed. Maspero, Torino, 1855, vol. XXVII, pp. 442-443.
  16. ↑ Barbania, decreto 1954-05-07 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su Ufficio araldico - Fascicoli comunali, Archivio Centrale dello Stato.
  17. ↑ Stemmario civico piemontese, vol. I, Consiglio Regionale del Piemonte, 2016, p. 35, ISBN 978-88-96074-98-5.
  18. ↑ Comune di Barbania, Statuto comunale (PDF), art. 06 Stemma e gonfalone.
  19. 1 2 Eleonora Dalla Gassa e Federico Fiandro, Un paese, una festa, La Grafica Nuova, Torino 2004
  20. ↑ Dati tratti da:
  21. ↑ Raiplay, su raiplay.it.
  22. ↑ Dato Istat al 31 dicembre 2017, su demo.istat.it. URL consultato il 27 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2017).
  23. ↑ Dati superiori alle 20 unità
  24. ↑ Carlotta Rocci, Settantaquattro gemelli su 1600 abitanti ..., su Torino.Repubblica.it, 25 giugno 2018. URL consultato il 7 dicembre 2021.
  25. ↑ Jan Peire de Bousquier, Bahio de l'Ubac de Fraise, Soulestrelh, 1981
  26. ↑ Beò de Blins 2006 - dépliant tratto da Novel Temp - Lou temp Novel n. 6 e 7/78, Soulhestrel.
  27. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 http://amministratori.interno.it/

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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