| Barbania comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Giuseppe Drovetti (lista civica) dal 27-5-2019 |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°17′28.51″N 7°37′49.14″E |
| Altitudine | 362 m s.l.m. |
| Superficie | 12,8 km² |
| Abitanti | 1 573 (31-5-2026) |
| Densità | 122,89 ab./km² |
| Frazioni | Boschi, Colli, Fandaglia, Gianotti, Perrero, Piana, Seita, Vignali, Zaccaria |
| Comuni confinanti | Busano, Levone, Rivara, Rocca Canavese, Vauda Canavese |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 10070 |
| Prefisso | 011 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 001021 |
| Cod. catastale | A625 |
| Targa | TO |
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) |
| Cl. climatica | zona E, 2 897 GG |
| Nome abitanti | barbaniesi |
| Patrono | san Giuliano di Brioude |
| Giorno festivo | ultima domenica di agosto e lunedì successivo |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Barbania (IPA: /barbaˈnia/; Barbanià in piemontese) è un comune italiano di 1 573 abitanti della città metropolitana di Torino, in Piemonte.
È situato nella parte sud-occidentale del Canavese, al margine del pianalto della Vauda.
Il territorio comunale comprende, da nord a sud, parte della pianura alluvionale del Malone nel suo medio corso, il pianalto settentrionale delle "Vaude" (il conoide di deiezione formato in epoche glaciali dalla Stura di Lanzo) e il tratto finale della piccola valle del torrente Fandaglia.
Il capoluogo si trova a 362 m s.l.m., il punto più alto a 440 m s.l.m. ed il meno elevato a 281 m s.l.m.
L'origine celtica appare evidente nel toponimo: bar indica il villaggio fortificato (come in Bard e Bar Cenisio) che si ergeva sul gradiente ove si trova l'attuale centro storico; separato da un piccolo rio vi era un bannos, nucleo di capanne da cui proviene la seconda parte del nome del paese.
Tra le numerose ipotesi ottocentesche sulla derivazione del toponimo, una si rifaceva alla ricchezza boschiva del luogo: berbèn significa quercia in provenzale.
Due leggende tramandate oralmente si riferivano l'una a una persona con la barba e l'altra a uno zio (barba in piemontese) che annegava nel torrente, da cui barba ch'a nìa (barba o zio che annega).
Il territorio di Barbania fu interessato dalla presenza dei Salassi, popolazione di origine celtica stanziatasi nell'area verso la fine del V secolo a.C. Un primo insediamento sarebbe sorto sul pianoro dominante il Canavese occidentale, mentre a poche centinaia di metri si sarebbe sviluppato un secondo abitato fortificato, posto in posizione naturalmente favorevole alla difesa.
La romanizzazione del territorio procedette lentamente, anche per la posizione degli insediamenti, relativamente distante dalle principali vie di comunicazione utilizzate per l'attraversamento delle Alpi. Secondo la tradizione storiografica locale, la diffusione del cristianesimo nell'area avvenne in epoca più tarda, intorno al VII secolo, anche per opera dei monaci legati alla tradizione di san Colombano.
Intorno all'anno Mille i due nuclei abitati risultavano ormai riuniti. Il territorio era sottoposto a Emerico Dro, nobile di origine borgognona che esercitava il proprio dominio sulla valle del Malone dal castellazzo di Camagna, nell'odierno territorio di Rivara. Secondo la Chronica magna S. Benigni Fructuariensis, Emerico fondò un monastero benedettino a Busano, affidandolo alla figlia Libania in qualità di badessa; nel 1019 donò inoltre al monastero i propri possedimenti nel territorio di Barbania.
A partire dall'XI secolo la comunità locale acquisì progressivamente una maggiore autonomia rispetto al sistema feudale, pur permanendo alcune rendite spettanti al consortile locale delle famiglie Dro, anch'esse di origine borgognona. In questo periodo l'abitato assunse progressivamente la conformazione di un ricetto, organizzato in insulae e protetto da opere difensive costituite da recinzioni e fossati. A questa fase viene ricondotta anche la costruzione della torre-porta, che costituiva l'accesso fortificato al nucleo abitato.
Nel 1164 l'imperatore Federico I avrebbe concesso Barbania, insieme ad altri territori, al marchese Guglielmo V del Monferrato.[senza fonte] Successivamente il territorio fu coinvolto nei conflitti tra le principali famiglie signorili del Canavese, in particolare i Valperga e i San Martino.[senza fonte] Verso la metà del secolo è documentata la presenza di un hospitium, del quale non rimangono tracce, situato nei pressi della chiesa di Amalone.
Nel 1305, durante l'espansione sabauda nel Canavese, Filippo I di Savoia-Acaia conquistò Barbania. La comunità ne riconobbe l'autorità ottenendo in cambio diverse concessioni e franchigie. Da allora il centro rimase legato ai domini sabaudi e conservò nel tempo diversi privilegi, tra i quali quello per cui gli abitanti non potevano essere incarcerati fuori dal territorio locale e dovevano essere giudicati nel paese.
Al 1326 risale una delle prime visite pastorali documentate nell'area da parte della diocesi di Ivrea. La documentazione ecclesiastica attesta l'esistenza di due parrocchie: una dedicata a san Giuliano, situata extra moenia, e un'altra, indicata come antiquissima e denominata Sancta Maria de Rucha Veteri, ubicata nell'area dell'insediamento più antico. Erano inoltre presenti diverse cappelle, tra cui quella dedicata a sant'Antonio abate, appartenente alla comunità.
Nell'ultimo ventennio del XIV secolo Barbania fu coinvolta nel Tuchinaggio, la vasta rivolta che interessò il Canavese e contrappose parte delle comunità rurali ai poteri feudali locali. La comunità barbaniese partecipò agli scontri, inseriti anche nel quadro della lunga contrapposizione con i confinanti conti di Valperga.
Un documento del 1447 testimonia la richiesta della comunità di poter edificare una domum fortem sive fortalicum, cioè una casa forte o fortezza, destinata anche a svolgere funzioni di magazzino. Nel corso del XV secolo il ricetto assunse così un assetto più propriamente fortificato.
In seguito alla politica sabauda di alienazione e concessione dei diritti feudali, la stessa comunità di Barbania raccolse la somma necessaria per acquisire la signoria sul proprio territorio, evitando così l'infeudazione a una famiglia signorile.
Tra il XV e il XVIII secolo furono frequenti le controversie tra la comunità di Barbania, sostenuta dai Savoia, i conti di Valperga e le comunità a essi soggette per il possesso e l'utilizzo dei fertili pascoli lungo il Malone, conosciuti come «Pasquarole». Le dispute assunsero in alcune fasi anche carattere armato e videro il coinvolgimento della Badìa, associazione locale composta da abitanti del borgo e dotata anche di funzioni militari e cerimoniali.
Tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo visse a Barbania il medico Giovanni Pietro Urceglio, autore di opere di medicina, poesia e prosa, che vi morì nel 1615.
Dopo l'armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943 anche nel territorio di Barbania si svilupparono nuclei legati alla Resistenza italiana. Nel settembre 1944 la frazione Boschi fu teatro di una rappresaglia condotta da forze nazifasciste, che incendiarono l'abitato e uccisero sette civili.
Il 21 febbraio 1945 dieci partigiani, catturati nei giorni precedenti, furono fucilati dalle forze nazifasciste nella piazza principale del paese.

Lo stemma e il gonfalone del comune di Barbania sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica Luigi Einaudi del 7 maggio 1954.
Il gonfalone è costituito da un drappo partito di bianco e di azzurro.
La bandiera è un drappo rettangolare partito di azzurro e di bianco.
Ai rifacimenti settecenteschi vanno sommati gli ampi lavori di ristrutturazione compiuti a partire dal 1870. L'interno a tre navate affrescate, conserva diverse cappelle di patronato delle famiglie più antiche. Notevole nella sua grandiosità, spicca l'altare maggiore, tutto in marmi policromi, sormontato da un grande crocifisso. Fra i quadri conservati merita una menzione quello riproducente San Carlo in atto di adorare la Sindone. Nella chiesa è presente anche una scultura lignea risalente al XV secolo raffigurante la Madonna seduta e incoronata.

Costruita in pietre e legno a partire dall'XI secolo, venne ricoperta da una cortina di mattoni verso il 1500.
Nel XVIII secolo fu aggiunto un tetto in coppi per adibirla (fino al 1950 circa) a torre campanaria, benché sia lontana duecento metri circa dalla chiesa parrocchiale.
La piccola chiesa era considerata antichissima già nel XIV secolo. Ora dedicata a Maria assunta in cielo, viene comunemente chiamata chiesa di Ravede, deformazione del nome medievale: Sancta Maria de Rucha Veteri.
Edificata nella frazione di Zaccaria, nel XIV secolo apparteneva all'Ospizio del Gran San Bernardo sotto il titolo di San Siro e passò successivamente ai Cavalieri di Malta. Ora è di proprietà privata.
Abitanti censiti

Il paese è balzato all'onor di cronaca nel giugno 2018 grazie ad un servizio televisivo dove si è evidenziato che a Barbania si riscontra una straordinaria percentuale di parti gemellari: i gemelli sono il 4,6%, contro una media italiana di circa 1,3%.
Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti a Barbania sono 70, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative:
Barbania è il comune italiano con la più alta percentuale di parti plurimi; nel 2018 i gemelli erano 74, il 46,25 per mille della popolazione, un dato superiore del 50% a quello medio. Non si conoscono le cause del fenomeno.

La festa patronale di Barbania si svolge da secoli l'ultima domenica di agosto e il lunedì successivo.
Affonda le sue radici nelle tradizioni celtiche: lo dimostrano innanzitutto i simboli utilizzati, tra cui si notano i bindéj (lunghi nastri colorati), i caritin (pani a forma di gallo, sole e luna infissi nelle armi di rappresentanza) e la Carità (grosso pane ornato di fronde); questi simboli sono riscontrabili in feste delle medesime origini, come ad esempio le Bahio occitane e le danze degli spadonari in valle di Susa.
Dalla metà del XIX secolo è attiva la Banda musicale di Barbania.
La cucina barbaniese poco si differenzia da quella tipica canavesana, se non per limitate integrazioni con quella delle Valli di Lanzo; un esempio significativo è la presenza sia del salame di patate che del salame di turgia. Due ricette locali si discostano da quelle classiche: i canestrelli (che vengono detti "oféle") e le cipolle ripiene, (chiamate "saule ënciorgnaté").
Nel comune sono presenti le frazioni Boschi, Colli, Fandaglia, Gianotti, Perrero, Piana, Seita, Vignali, Zaccaria; le località Ingleisa, Fatarià, Mulino e le cascine Cavaiera, Tintina e Rotonda.
Barbania è attraversata dalla S.P. 34 di Rocca Canavese.
Il servizio pubblico comprende la linea GTT Forno-Torino e il bus a chiamata Provibus, circolare per Cirié.
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 18 giugno 1985 | 10 maggio 1990 | Ettore Andreis | lista civica | Sindaco | |
| 10 maggio 1990 | 24 aprile 1995 | Ettore Andreis | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Ettore Andreis | centro | Sindaco | |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Ettore Andreis | centro-sinistra | Sindaco | |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Giovanni Drovetti | centro | Sindaco | |
| 8 giugno 2009 | 25 maggio 2014 | Giovanni Drovetti | lista civica | Sindaco | |
| 25 maggio 2014 | 27 maggio 2019 | Giovanni Drovetti | lista civica La tua Barbania | Sindaco | |
| 27 maggio 2019 | 9 giugno 2024 | Giuseppe Drovetti | lista civica Insieme per Barbania | Sindaco | |
| 9 giugno 2024 | in carica | Giuseppe Drovetti | lista civica Insieme per Barbania | Sindaco | |
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 159595498 · LCCN (EN) n93077750 · J9U (EN, HE) 987007535572205171 |
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