Leini

Leinì
comune
Leinì – Stemma
Leinì – Bandiera
Leinì – Veduta
Leinì – Veduta
Campanile della chiesa di San Giovanni Battista
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Piemonte
Città metropolitana Torino
Amministrazione
SindacoLuca Torella (PD) dal 24-6-2024
Territorio
Coordinate45°11′04.5″N 7°42′47.78″E
Altitudine245 m s.l.m.
Superficie31,90 km²
Abitanti16 426 (31-5-2026)
Densità514,92 ab./km²
FrazioniAuture, Canova, Cascinotta, Castaudia, Centrale Enel, Frati, Fornacino, Grangiotto, Grivetta, Maffei, Montegrappa, Muzio, Pogliani, Pratonuovo, Ranera, Ruffini, Santarosa, Settimo, Siberia, Tedeschi, Torino, Vastamia
Comuni confinantiCaselle Torinese, Lombardore, Mappano, San Francesco al Campo, San Maurizio Canavese, Settimo Torinese, Volpiano
Altre informazioni
Cod. postale10040
Prefisso011
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT001130
Cod. catastaleE518
TargaTO
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 722 GG
Nome abitantileinicesi
Patronosan Lorenzo
Giorno festivo10 agosto
Motto(LA) In omnibus unio
(IT) Unità di tutte le cose
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Leinì
Leinì
Leinì – Mappa
Leinì – Mappa
Localizzazione del comune di Leini nella città metropolitana di Torino.
Sito istituzionale

Leini (Leynì o Leyni fino al 1939; pronunciato e meglio noto come Leinì, denominazione con cui è identificato in piemontese), è un comune italiano di 16 426 abitanti della città metropolitana di Torino, in Piemonte.

Geografia fisica

Leini si trova alle porte di Torino, ed è considerata la "porta del Canavese". Dalla cittadina parte infatti la SP13 di Front Canavese che termina a Cuorgnè con Via Torino, città dell'Alto Canavese.

Territorio piuttosto ampio e prevalentemente pianeggiante, si articola a nord dell'abitato, subito alle spalle della frazione Tedeschi, con il pianalto delle Vaude, una cui porzione è compresa appunto all'interno del territorio comunale. L'area sopraelevata raggiunge la quota di circa 300 m. s.l.m.

Origini del nome

Le vicende del toponimo

La denominazione del comune ha conosciuto diverse variazioni nel corso del XX secolo. Con il regio decreto 12 aprile 1939, n. 925, emanato durante il governo Mussolini, la denominazione ufficiale fu modificata da «Leyni» a «Leini», nell'ambito della politica di italianizzazione dei toponimi. La precedente denominazione «Leynì» e il mutamento avvenuto nel 1939 sono riportati anche dall'Istituto dell'Enciclopedia Italiana.

Dopo la seconda guerra mondiale tornò nell'uso locale la precedente grafia «Leyni»; successivamente si diffuse la forma «Leinì», con sostituzione della y con la i e mantenimento dell'accento sulla vocale finale. L'impiego della vecchia denominazione nel periodo successivo alla guerra è attestato anche da una lapide dedicata ai caduti della Resistenza, censita dall'ANPI, sulla quale compare la grafia «Leyni».

Nel 1997 il consiglio comunale chiese alla Regione Piemonte di modificare nuovamente la denominazione in «Leynì», ripristinando la y e mantenendo l'accento sulla vocale finale.

Nel 2000 entrò in vigore il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, recante il Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, il cui articolo 6 disciplina l'autonomia statutaria dei comuni e delle province.Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articolo 6 Nello statuto comunale venne adottata la denominazione «Leinì», senza y e con l'accento sulla vocale finale.

Nel febbraio 2009 il Ministero dell'interno stabilì tuttavia che la denominazione ufficiale del comune dovesse corrispondere a quella fissata dal regio decreto del 1939, ossia «Leini», priva sia della y sia dell'accento finale. Il 13 marzo dello stesso anno il consiglio comunale prese atto della denominazione indicata dal Ministero. In relazione alla possibilità di indire un referendum sulla questione, l'allora sindaco Ivano Coral si dichiarò contrario, definendolo «un inutile spreco di carta».

Storia

Le ricostruzioni ottocentesche proposero diverse ipotesi sull'origine dell'abitato. Goffredo Casalis, nel Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S. M. il Re di Sardegna, mise in relazione il nome di Leynì con quello di un antico insediamento dalla denominazione simile situato nel territorio di Moncrivello, presso un lago indicato come Laneus. Un'ipotesi analoga fu ripresa nel 1883 dal segretario comunale Giovanni Paviolo nell'opuscolo Cenni storici e statistici sul comune di Leynì, secondo il quale il villaggio sarebbe stato fondato da famiglie provenienti da Laniasco, piccolo centro presso Moncrivello situato sulle rive del medesimo lago. Tali ricostruzioni non risultano tuttavia suffragate dalla documentazione medievale esaminata dagli studi più recenti.

Le più antiche attestazioni documentarie del luogo risalgono al Medioevo. Nelle fonti il toponimo compare in diverse forme latine, tra cui Leynico, Laniacum, Leiniacum e Leudenigo. Una prima attestazione è stata individuata in un documento del 904, nel quale compare fra i testimoni un «Bertefredo de Leudenigo». Una tradizione storiografica locale attribuiva inoltre al 999 un diploma con il quale l'imperatore Ottone III avrebbe confermato a Leone, vescovo di Vercelli, la Vauda di Leinì, precedentemente concessagli da Berengario II d'Ivrea; gli studi più recenti hanno tuttavia rilevato l'inesistenza di tale attestazione documentaria.

Tra l'XI e il XIV secolo il territorio fu interessato dal confronto fra diversi poteri signorili dell'area piemontese. La storiografia locale ha ricondotto una prima fase ai marchesi di Torino, successivamente alla dissoluzione della Marca di Torino, e quindi a diritti signorili di natura episcopale. Nel 1163 Viterbo e Gualtiero, figli di Robaldo di Lanzo, cedettero al marchese Guglielmo V del Monferrato i propri diritti feudali sul territorio, che entrò così nell'orbita del Marchesato del Monferrato.

Nel corso del XIII secolo è documentata anche la presenza dei conti di San Martino, importante famiglia aristocratica canavesana, titolare di diritti su parte dell'abitato. La posizione di Leinì, ai margini del Canavese, lungo le direttrici verso le Valli di Lanzo e in prossimità dei possedimenti dell'Abbazia di Fruttuaria di Lombardore e Volpiano, contribuì alla rilevanza strategica del centro durante le contese territoriali medievali.

Nell'agosto 1307 Leinì, già fortificata, fu assediata per sette giorni dalle forze di Filippo I di Savoia-Acaia nel contesto delle lotte per la successione al Marchesato del Monferrato. Dopo la conquista rimase temporaneamente sotto il controllo del ramo sabaudo degli Savoia-Acaia, prima di essere restituita al marchese del Monferrato nel 1310. Allo stesso periodo risalgono controversie territoriali con i monaci di Fruttuaria per la definizione dei confini fra Leinì, Volpiano e Lombardore.

Un passaggio decisivo nella storia locale fu l'affermazione della famiglia Provana. Nel XIV secolo i Provana acquisirono diritti signorili su Leinì, destinati a essere mantenuti dalla famiglia per diversi secoli. Nel 1331 la comunità e i consignori Provana raggiunsero un accordo per la costituzione della cosiddetta «villa ristretta», prevedendo lo scavo di fossati e la costruzione di tre porte; le opere di fortificazione furono ulteriormente sviluppate nel corso del secolo.

Nel 1379, al termine delle contese fra il Marchesato del Monferrato e i Savoia, Amedeo VI di Savoia acquisì il territorio di Leinì, che entrò stabilmente nell'orbita sabauda; i Provana continuarono a esserne investiti come signori.

Durante il Tuchinaggio, la vasta rivolta che interessò il Canavese alla fine del XIV secolo, il territorio di Leinì fu coinvolto nelle tensioni politico-militari dell'area. Nel 1387 il centro subì almeno un'incursione di forze sostenute dal marchese del Monferrato; non è invece documentata con certezza un'adesione della comunità leinicese alla rivolta. Nel 1391 gli abitanti avanzarono ai Provana richieste relative alla concessione di statuti, richiamandosi a quelli posseduti da centri quali Caselle, Avigliana, Rivoli e Cirié. La comunità ottenne successivamente propri statuti, confermati nel 1442 sul modello di quelli di Caselle.

Tra le personalità legate alla famiglia signorile locale spicca nel XVI secolo Andrea Provana di Leinì, nato intorno al 1520 e morto nel 1592, uomo politico e militare al servizio del duca Emanuele Filiberto di Savoia. Provana ricoprì importanti incarichi militari e marittimi nello Stato sabaudo e partecipò alla battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571, comandando le galere sabaude della flotta cristiana.

Il XVII secolo fu segnato, anche per Leinì, dalle epidemie di peste, dalle carestie e dalle guerre che interessarono il Piemonte. Nel secolo successivo si concluse progressivamente la lunga presenza signorile dei Provana, mentre le trasformazioni politiche prodotte dalla Rivoluzione francese e dall'età napoleonica modificarono profondamente l'ordinamento politico e sociale del territorio.

Nel XIX secolo, parallelamente al processo che condusse all'unificazione italiana, il centro fu interessato dalla progressiva introduzione di nuovi servizi e infrastrutture, tra cui la caserma dei Carabinieri, il servizio postale, il peso pubblico e il collegamento tranviario.

Simboli

Bandiera comunale

Lo stemma e il gonfalone attualmente in uso sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro dell'11 dicembre 1997, trascritto nel Registro araldico dello Stato il 21 gennaio 1998; lo stemma sostituì quello precedentemente riconosciuto con decreto del capo del Governo, Primo Ministro, Segretario di Stato Benito Mussolini del 23 aprile 1942.

Stemma
«Inquartato d'oro e di azzurro, alla croce trifogliata d'argento sul tutto, accantonata da dodici anelli dell'uno nell'altro, posti in quattro gruppi e intrecciati in pergola. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di oro, il motto, in lettere maiuscole di nero, IN OMNIBUS UNIO. Ornamenti esteriori da Comune.»

Una precedente tradizione araldica del comune è documentata almeno nel XVII secolo. Nel Consegnamento d'arme del 1687 è attestato uno stemma nel quale figurava san Lorenzo, patrono di Leinì, rappresentato in abiti diaconali con la graticola, suo tradizionale attributo iconografico. Una rappresentazione di tale emblema è presente anche presso l'accesso al castello sul lato di piazza Vittorio Emanuele II, nei pressi della torre.

Antonio Manno ne riporta la seguente blasonatura:

«D'azzurro, alla figura di San Lorenzo, in vesti di diacono, colla dalmatica rossa, e la graticola d'oro nella destra, al naturale.»
Gonfalone

Il gonfalone municipale, concesso con il medesimo decreto dell'11 dicembre 1997, è costituito da un drappo di bianco con la bordatura di azzurro.

Bandiera

La bandiera è un drappo rettangolare di bianco bordato d’azzurro, caricato al centro dello stemma comunale.

Monumenti e luoghi d'interesse

La Torre

Lo stesso argomento in dettaglio: Torre dell'Ammiraglio.
Torre dell'Ammiraglio

È l'edificio più imponente e caratteristico di Leinì. È detta "dell'Ammiraglio", anche se è certamente preesistente alla nascita di Andrea Provana. Sorge nella sua piazza principale ed è il resto più appariscente dell'antico castello trecentesco. È alta 33 metri, a pianta quadrata, in mattoni, massiccia e coronata di merli. Il resto dell'antico complesso è occupato dagli uffici del Comune.

Il Chiosso

Il complesso architettonico del Chiosso è costituito da un insieme di fabbricati di caratteri ed epoche diverse, strutturato per costituire una corte chiusa, funzionale alla destinazione agricola che lo ha caratterizzato per la lunga parte della sua storia. Situato su un'area compresa tra la principale via di attraversamento del concentrico e la strada provinciale che da Torino conduce nel Canavese. La consistenza del fabbricato è frutto di successive mutazioni di destinazione. Il complesso produttivo preesistente, acquistato negli ultimi anni del XVII secolo da Carlo Amedeo Provana di Druent, venne trasformato in dimora signorile. Successivamente l'edificio subì altri passaggi di proprietà, il primo dei quali a favore dei Conti Provana di Frossasco e Alpignano.

Villa Violante

L'edificio, caratterizzato da particolarità architettoniche ed artistiche di fine Settecento, è situato nelle vicinanze del perimetro del centro storico, nel settore est del territorio comunale tra via Carlo Alberto e via Volpiano. Il generale Guglielmo Violante (1864-1941), colonnello degli Alpini, fu votato per anni a dirigere il comune di Leinì in qualità di sindaco e successivamente di podestà. In seguito alle disposizioni impartite nel testamento del generale Violante, la villa venne trasferita con pertinenza al comune di Leinì per essere adibita ad attività sociali, culturali e scolastiche.

Ex Capirone

Altare maggiore della chiesa parrocchiale di Leini

La nascita di questa istituzione risale al 1719 quando fu fondata la Congregazione di Carità, ad opera di padre Carlo Francesco di San Giorgio, Gesuita. Oltre ad assistere i poveri con la distribuzione di alimenti, nel 1721 viene fondato un primo ricovero, con quattro letti, ad uso degli infermi più bisognosi. Nel 1721 viene aperta la prima casa di riposo che viene sistemata dove ora si trova la Farmacia dell'Ospedale. Il ricovero ebbe vita in quel luogo fino al 1861. Nel 1839 don Piero Capirone fece donazione alla Congregazione di Carità di una casa e di terreni. Come ringraziamento la casa di riposo venne intitolata al sacerdote. Nel 1861 la casa di riposo si trasferisce nei locali costruiti appositamente in via Carlo Alberto, successivamente occupati dalla Croce Rossa Italiana. Nel 1970 l'infermeria Capirone viene trasferita negli attuali locali, costruiti grazie alla donazione di terreni fatta all'Ente Comunale di Assistenza e curata dall'Amministrazione della Casa. Nel 1982 l'Ente Morale Capirone cessa la propria esistenza e la gestione passa all'Amministrazione Comunale Leinicese fino al gennaio 2001.

Ex Singer

La Singer è una multinazionale nata nel New Jersey (Stati Uniti) nel 1851 ed è conosciuta per la produzione di macchine da cucire per usi domestici e industriali. Nel 1967 la multinazionale rileva la Domowatt, un'azienda leinicese nata nel 1962 e da diversi anni in crisi, inaugurando così una filiale dedicata alla produzione di frigoriferi e congelatori. Successivamente a questo acquisto i dipendenti dell'azienda aumentarono in modo esponenziale, come anche la popolazione che passò da 3 629 a 7 793 abitanti. Questo aumento demografico trasformò Leini da un villaggio agricolo ad una cittadina industriale. Infatti la popolazione raddoppiò nel corso di dieci anni, tra il 1961 (4070) e il 1971 (7793). La Singer di Leini ebbe un'influenza non solo sulla città, ma anche sui territori circostanti, dai quali proveniva una parte consistente dei lavoratori.

Nel 1970 una crisi di sovrapproduzione colpì l'azienda: essa portò al licenziamento di un gran numero di operai che cominciarono a organizzare una serie di manifestazioni politiche e culturali per evitare la chiusura dello stabilimento. Diedero il loro supporto una serie di personaggi molto importanti del mondo dello spettacolo: la compagnia teatrale Living Theatre, gli Inti Illimani, Dario Fo, Franca Rame, Milva, Francesco Guccini e Fabrizio De André. Un'altra azione che gli operai misero in atto per cercare di evitare il fallimento dello stabilimento, fu quello di creare una radio libera che trasmettesse, dal campanile della chiesa del paese, gli avvenimenti accaduti all'interno della fabbrica, chiamata Radio Singer. Da questo momento le strategie e la modalità per evitare la chiusura della fabbrica divennero un punto di riferimento per le aziende in crisi. Agli inizi del 1976, l'azienda viene comprata dalla GEPI, una società finanziaria pubblica.

Chiesa parrocchiale di San Pietro e Paolo

Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Leini).

La chiesa parrocchiale di San Pietro e Paolo, situata in piazza Don Matteo Ferrero, venne edificata attorno all'anno 1000 come chiesa dell'antico cimitero. Sull'altare maggiore è ancora presente la data 1139, ma è del 1391 l'elevazione a parrocchia della chiesa. La struttura originaria è identica a quella attuale, con le medesime misure, ma priva di due navate. Nel 1486 cominciarono i primi lavori di ristrutturazione, proseguiti successivamente nel 1548 e terminati definitivamente nel 1722 con l'inaugurazione del nuovo campanile. Il 1855 vede il crollo della volta della chiesa con la distruzione di numerosi dipinti. Tra i quadri intatti vi è il più antico e prezioso, l'Adorazione dei Magi, attribuita al Defendente Ferrari. Quest'opera è stata ritirata nel 1954 per ordine della Sovraintendenza delle gallerie del Piemonte per essere restaurato. Nel 2009, per un'azione congiunta di parrocchia e amministrazione comunale, il quadro ha potuto fare ritorno nella parrocchiale di Leini. Nei primi anni del Novecento la chiesa si rivela ormai insufficiente di fronte all'ingente flusso di fedeli, e con il teologo don Giorgio Gioda si decide di prolungare l'edificio di due arcate. I nuovi lavori iniziano le 1907 e si concludono nel 1913 con la benedizione del cardinale Agostino Richelmy.

Chiesa di San Rocco

La cappella di San Rocco sorge all'angolo fra viale Italia e via Bonis. In origine era adibito a lazzaretto, per isolare i colpiti dall'epidemia di peste nel 1690 e nel 1695. Al termine dell'epidemia, nel 1703, venne deciso di elevare una cappella in ricordo di tutti i morti seppelliti nel lazzaretto. Due secoli dopo, per ricordare i caduti della Grande Guerra, il terreno circostante venne intitolato Parco della Rimembranza, con l'installazione di lapidi riportanti i nomi dei caduti.

Chiesa San Giovanni Battista

Chiesa di San Giovanni Battista

Edificio religioso inaugurato nel giugno 1647 con campanile dello stesso anno, in cui venne installato l'orologio nel 1740.

All'interno, la pala pittorica sull'altare maggiore raffigura il Battesimo di Gesù ed è datata 1665.

Santuario della Beata Vergine delle Grazie

Lo stesso argomento in dettaglio: Santuario della Beata Vergine delle Grazie (Leini).
Santuario della Beata Vergine delle Grazie

Il Santuario della Beata Vergine delle Grazie (chiesa vicina alla scuola elementare "Anna Frank"), già Madonna del Sordomuto, per gli abitanti del luogo "La Madonnina", sorge a nord del paese, nel luogo dove la Vergine Maria apparve ad un sordomuto della famiglia Regina il 1º giugno 1630, donandogli una corona del Rosario ed annunciando la fine dell'epidemia di peste che sconvolgeva la zona. La costruzione iniziò da subito e l'edificio venne aperto al culto già nel 1632. Da documenti d'archivio il luogo ha origine come Romitorio con alcune stanze per l'alloggiamento dei pellegrini. Nel catasto francese del 1805, le due navate laterali erano ancora censite come "abitazioni". La piccola Cappella era custodita dalla presenza fissa di un Eremita. Notevole è la galleria degli ex-voto con circa 800 quadretti esposti. Sopra l'Altare Maggiore è collocata l'antica Pala d'Altare del 1634. Degno di nota è il prezioso organo a canne del 1844, opera dell'organaro Luigi Alovisio, interamente restaurato negli anni '90 del secolo scorso.

Diventato nel corso del tempo un luogo di pellegrinaggio, all'interno è visibile una galleria che raccoglie i numerosissimi ex voto, circa 700, accumulatisi negli anni. Il pezzo più antico è del 1834.

La costruzione del campanile risale al 1845.

La grande statua che rappresenta la scena dell'Apparizione risale al 1894. Viene portata in processione, per le vie del paese, in occasione della celebrazione religiosa dell'Assunta.

Accanto alla chiesa sorse un Monastero di clausura con Monache Carmelitane Scalze, che ora è trasformato nella scuola elementare "Anna Frank". La costruzione del Monastero incominciò nel 1951 entrando in funzione nel 1953. Rimase edificio religioso fino al 1973 per poi essere convertito in sede scolastica.

Monumento agli Alpini

Nel 1972 il comune, nel centenario ricordo degli Alpini leinicesi, fece erigere vicino alla scuola elementare "Anna Frank" una statua in loro onore, raffigurante, appunto, un Alpino presente in una vetta.

Società

Evoluzione demografica

Negli ultimi sessanta anni, a causa della forte immigrazione, la popolazione è quadruplicata.

Abitanti censiti

Etnie e minoranze straniere

Al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 1 225, pari al 7,55% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:

Cultura

Biblioteche

La biblioteca civica "Emilio Salgari" è contenuta nello stesso complesso in cui hanno sede l'archivio storico, la scuola materna e l'Unitre della città.

Geografia antropica

Frazioni

Nel comune si trovano numerose frazioni, tra cui molte cascine poco abitante.

Le più grand sono quella di Fornacino, Tedeschi e Grivetta.

Tedeschi

A pochi chilometri da Leini si trova la frazione Tedeschi, un piccolo borgo immerso nella natura. La frazione ha una propria chiesa, dedicata alla Beata Vergine Addolorata, costruita nel 1959, ed una propria scuola elementare, capace di accogliere circa 200 bambini.

Una manifestazione molto conosciuta è la tradizionale festa patronale dedicata alla B.V. Addolorata (per dieci giorni nel periodo tra fine agosto e inizio settembre), appuntamento a cui è stata associata la fiera "ExpoTedeschi", evento capace di coniugare gli interessi della popolazione con i prodotti e servizi offerti dalle realtà commerciali presenti, attirando, ogni anno, migliaia di visitatori i quali insieme all'aspetto fieristico possono godere della buona cucina (nelle aree ristorante e pizzeria) e grandi serate di musica come concerti e musica da ballo in aree distinte; tale festa però è terminata con il periodo COVID-19 e da allora non è più stata svolta.

In frazione Tedeschi vi è la sede di una realtà spirituale internazionale che opera attivamente anche in campo umanitario: la Chiesa cristiana Anima Universale.

Fornacino

Un'altra frazione presente sul territorio leinicese è divisa a metà con il comune di Settimo Torinese.
Curiosa la modalità di suddivisione amministrativa della frazione: gli abitanti che dimorano sul lato sinistro della via principale (Via Reisera) sono cittadini leinicesi, al contrario sul lato destro invece sono settimesi. Oltre al Fornacino Club, fulcro della frazione, presente ormai dalla seconda metà dello scorso secolo, sono presenti cascine dove si praticano allevamento e agricoltura.

Grivetta

Importante anche l'agglomerato urbano di Grivetta, composto da diversi edifici abitati, alcuni di nuova costruzione, circondati da campagna e campi agricoli.

Economia

Come nella maggior parte dei paesi limitrofi, l'economia è basata principalmente nell'agricoltura, presente principalmente nelle frazioni, più esposte "al verde".[senza fonte]

Oltre a ciò, il paese è in continuo sviluppo, soprattutto nel campo dell'immobiliare, di cui la crescita è favorita dalla vicinanza del comune alla città di Torino.

Importante anche la presenza della sede della multinazionale Seven nella frazione Fornacino.

Infrastrutture e trasporti

I trasporti urbani e interurbani di Leinì vengono svolti con autoservizi di linea gestiti da GTT.

Fra il 1884 e il 1931 Leinì fu servita dalla la principale stazione intermedia della tranvia Torino-Volpiano.

Artigianato

Di una certa importanza la produzione di strumenti musicali, come le fisarmoniche, già presente verso la fine dell'Ottocento. Di importanza anche la produzione di cioccolato, come le aziende Giordano Cioccolato e Ballesio Cioccolato.

Amministrazione

Sindaci e commissari straordinari

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 giugno 1994 15 settembre 1995 Nevio Coral Forza Italia Sindaco
19 novembre 1995 16 aprile 2000 Nevio Coral centrodestra (liste civiche) Sindaco
16 aprile 2000 3 aprile 2005 Nevio Coral lista civica Sindaco
3 aprile 2005 28 marzo 2010 Ivano Coral centrodestra (liste civiche) Sindaco
28 marzo 2010 14 febbraio 2012 Ivano Coral centrodestra Sindaco
14 febbraio 2012 30 marzo 2012 - - Commissario straordinario
30 marzo 2012 14 agosto 2012 Francesco Provolo
Giovanni Icardi
Flavia Pellegrino
- Commissione straordinaria
14 agosto 2012 8 giugno 2014 Rita Piermatti
Giovanni Icardi
Flavia Pellegrino
- Commissione straordinaria
8 giugno 2014 9 giugno 2019 Gabriella Leone liste civiche Sindaco
9 giugno 2019 24 giugno 2024 Renato Pittalis liste civiche Sindaco
24 giugno 2024 in carica Luca Torella Partito Democratico Sindaco

La consiliatura guidata da Ivano Coral terminò anticipatamente nel 2012. Con decreto del presidente della Repubblica del 14 febbraio 2012 il consiglio comunale fu inizialmente sciolto a seguito delle dimissioni rassegnate dalla maggioranza dei consiglieri e la gestione dell'ente venne affidata a un commissario straordinario. Successivamente, il 23 marzo 2012 il Consiglio dei ministri deliberò lo scioglimento per fenomeni di infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso ai sensi dell'articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Con decreto del presidente della Repubblica del 30 marzo seguente la gestione del comune fu pertanto affidata per diciotto mesi a una commissione straordinaria composta da Francesco Provolo, Giovanni Icardi e Flavia Pellegrino. Il 14 agosto 2012 Rita Piermatti sostituì Provolo nella commissione. La gestione commissariale fu successivamente prorogata di ulteriori sei mesi con decreto del presidente della Repubblica del 6 agosto 2013, fino alle elezioni amministrative del 2014.

Gemellaggi

  • Costa d'Avorio (bandiera) Bangolo, dal 2004 – gemellaggio finalizzato anche allo sviluppo di progetti di cooperazione locale.
  • Francia (bandiera) Saint-Égrève, dal 2023 – il patto di gemellaggio è stato sottoscritto ufficialmente l'11 novembre 2023 dai sindaci Renato Pittalis e Laurent Amadieu.

Sport

Ha sede nel comune la società calcistica U.S. Leinì 1907, fondata nel 1907 e poi rifondata nel 2014 dopo fallimento come A.S.D. Calcio Leinì. Ha disputato campionati dilettantistici regionali. Oltre ad essa, ci fu anche River Leini Calcio, squadra formatasi con l'unione tra Real Leini e River Mosso, società dilettantistica di Torino.

Il paese è anche noto noto per aver ospitato e continuare i giocatori della Juventus e di altre squadre calcistiche italiane.

Nel parco dedicato al Grande Torino ogni anno i tifosi torinisti "festeggiano" la fine del campionato con una grigliata di gruppo in un periodo tra maggio e giugno. Questa specie di festa è nota anche per la partecipazione di personaggi di spicco della storia del Torino FC, tra cui ex calciatori.

Leini dispone anche di infrastrutture dedicate ad altre tipologie di sport oltre a quello calcistico, come basket, pallavolo, palestre e sport da combattimento.

Note

  1. ↑ Superficie ricalcolata in seguito all'istituzione del comune di Mappano, il cui territorio comprende porzioni precedentemente ricadenti entro i confini dei comuni di Caselle Torinese, Borgaro Torinese, Leini e Settimo Torinese Tuttitalia.
  2. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ↑ leinicése, su dizionario-italiano.it.
  6. 1 2 Leinì, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  7. 1 2 Regio decreto 12 aprile 1939, n. 925, in materia di "Riduzione in forma italiana delle denominazioni dei comuni di Leyni e di Mathi, in provincia di Torino"
  8. 1 2 Comune di Leinì: porta del Canavese tra campagna e industria, su Mole24, 26 dicembre 2025. URL consultato l'8 settembre 2026.
  9. ↑ Lapide ai caduti per la libertà - Comune di Leini (TO), su MEMO - Il progetto delle memorie, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia. URL consultato l'8 settembre 2026.
  10. 1 2 Tutti i nomi di Leinì, su labarbacana.it, 3 dicembre 2013. URL consultato il 20 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2013).
  11. ↑ Da non credere: Leynì era Leini, e non lo sapevamo! (PDF).
  12. 1 2 3 Samuele Mamola, Sulle origini di Leinì, in Studi chivassesi, vol. 12.
  13. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Samuele Mamola, Leinì. Dalle origini al basso Medioevo, San Giorgio Canavese, Atene del Canavese, 2024, ISBN 978-88-31450-95-9.
  14. 1 2 3 4 5 6 Storia del Comune di Leini, su Comune di Leini. URL consultato l'8 settembre 2026.
  15. 1 2 Andrea Merlotti, Leinì, Andrea Provana signore di, su Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 64, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2005. URL consultato l'8 settembre 2026.
  16. 1 2 3 Decreto di concessione di stemma e gonfalone (PDF). URL consultato il 20 gennaio 2022.
  17. ↑ ASTO, Sezioni Riunite, sala inventari, Consegnamento d'arme del 1687.
  18. ↑ Antonio Manno, Leynì, in Bibliografia storica degli Stati della monarchia di Savoia, vol. 9, Torino, Fratelli Bocca, 1913, p. 40.
  19. ↑ D. Carosso, C. Cavagna, D. Invernizzi e B. Mantelli, Immagini da una Crisi - La Singer di Leini, Feltrinelli, 1980.
  20. ↑ Balla, Una Fabbrica una città. La Singer di Leinì e le sue storie, Fondazione Vera Nocentini/Deriva Film, 2009.
  21. ↑ Chiesa di San Giovanni, su Comune di Leini. URL consultato il 7 settembre 2018 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2018).
  22. ↑ Scuola Elementare Statale-Anna Frank-Leinì, su annafrank.altervista.org. URL consultato il 17 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 1º marzo 2011).
  23. ↑ Dati tratti da:
  24. ↑ Popolazione residente per cittadinanza o paese di nascita, su demo.istat.it, ISTAT. URL consultato il 19 ottobre 2026.
  25. ↑ Cittadini stranieri residenti a Leini nel 2025, su SapereComune.it. URL consultato il 19 ottobre 2026.
  26. ↑ Guida alle Biblioteche dell'Area Metropolitana Torinese, Regione Piemonte.
  27. ↑ Chiesa cristiana Anima Universale, su animauniversale.it.
  28. ↑ Francesco Ogliari e Franco Sapi, Scintille tra i monti. Storia dei trasporti italiani, vol. 8 e 9. Piemonte-Valle d'Aosta, a cura degli autori, Milano, 1968.
  29. ↑ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 6.
  30. 1 2 Scioglimento del consiglio comunale di Leini e nomina del commissario straordinario, su Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 14 febbraio 2012. URL consultato l'8 settembre 2026.
  31. 1 2 Nomina della commissione straordinaria per la provvisoria gestione del comune di Leini, su Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 30 marzo 2012. URL consultato l'8 settembre 2026.
  32. 1 2 Sostituzione di un componente della commissione straordinaria per la gestione del comune di Leini, su Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 14 agosto 2012. URL consultato l'8 settembre 2026.
  33. ↑ Elezioni Amministrative Comunali 2014, su Comune di Leini. URL consultato l'8 settembre 2026.
  34. ↑ Elezioni Amministrative Comunali 2019, su Comune di Leini. URL consultato l'8 settembre 2026.
  35. ↑ Elezioni Amministrative Comunali 2024, su Comune di Leini. URL consultato l'8 settembre 2026.
  36. ↑ Guido Ruotolo, Il Comune di Leinì sciolto per mafia, in La Stampa, 23 marzo 2012. URL consultato l'8 settembre 2026.
  37. ↑ Gemellaggio con la Città di Bangolo - Costa d'Avorio, su comune.leini.to.it.
  38. ↑ (FR) Saint-Égrève. La ville est désormais jumelée à Leini, in Le Dauphiné libéré, 12 novembre 2023. URL consultato l'8 settembre 2026.
  39. ↑ Inter a Leini nello stesso hotel che usava la Juventus, su primailcanavese.it.
  40. ↑ Toro Club Leinì: ecco la grigliata di fine campionato, su toronews.net.

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