Traversella

Traversella
comune
Traversella – Veduta
Traversella – Veduta
Veduta, 2005
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Piemonte
Città metropolitana Torino
Amministrazione
SindacoMarco Puglisi (lista civica Traversella Nuove Sinergie) dal 9-6-2024
Territorio
Coordinate45°31′N 7°45′E
Altitudine827 m s.l.m.
Superficie39,36 km²
Abitanti315 (31-5-2026)
Densità8 ab./km²
FrazioniCappia, Chiara, Delpizzen, Fondo, Succinto, Tallorno, Tissone
Comuni confinantiBrosso, Castelnuovo Nigra, Donnas (AO), Frassinetto, Ingria, Pontboset (AO), Quincinetto, Ronco Canavese, Tavagnasco, Valchiusa, Valprato Soana
Altre informazioni
Cod. postale10080
Prefisso0125
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT001278
Cod. catastaleL345
TargaTO
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona F, 3 509 GG
Nome abitantitraversellesi
Patronosan Marcello I Papa
Giorno festivo16 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Traversella
Traversella
Traversella – Mappa
Traversella – Mappa
Localizzazione del comune di Traversella nella città metropolitana di Torino
Sito istituzionale

Traversella (Traussela in piemontese) è un comune italiano di 315 abitanti della città metropolitana di Torino, nel Canavese in Piemonte.

Sorge nell'alta Valchiusella, a 827 m di altitudine. Il nucleo storico conserva edifici in pietra caratterizzati dalle tradizionali lobbie, ballatoi in legno utilizzati per l'essiccazione di pannocchie, castagne e altri prodotti della valle, da finestre ad arco e da coperture in lose, sottili lastre di pietra.

Nel territorio comunale sono distribuite numerose borgate e località, collegate al capoluogo dalla strada che risale il corso del Chiusella e da una rete di antiche mulattiere. Tra queste si trovano Cappia, Chiara, Delpizzen, Fondo, Succinto, Tallorno e Tissone. Fondo e Tallorno conservano in particolare nuclei di architettura tradizionale in pietra e sono collegati da una mulattiera che prosegue verso gli alpeggi dell'alta valle.

Storia

Nel Medioevo Traversella apparteneva alla Val di Brosso, territorio nel quale l'attività estrattiva, soprattutto del ferro, ebbe un'importanza crescente per l'economia delle comunità locali. La valle era sottoposta a diversi rami dell'aristocrazia canavesana, in particolare ai Conti di San Martino e ai conti di Castellamonte, e i rapporti tra le comunità e i signori furono caratterizzati da frequenti controversie riguardanti imposizioni fiscali, prestazioni feudali e sfruttamento delle risorse minerarie.

Tra il 1386 e il 1391 la regione fu interessata dal tuchinaggio, un'estesa rivolta delle comunità rurali del Canavese contro i poteri signorili. Nel corso della prima fase dell'insurrezione parteciparono attivamente anche gli abitanti della Val di Brosso. Nel 1387 i rappresentanti delle comunità di Brosso, Traversella, Novareglia, Vico, Drusacco, Meugliano e Lessolo si presentarono a Ibleto di Challant, capitano generale del Piemonte e rappresentante del conte Amedeo VII di Savoia, chiedendo di essere posti direttamente sotto la protezione sabauda. Il capitano accettò la loro sottomissione e concesse alle comunità ampie franchigie e immunità. L'accordo non comportò tuttavia la definitiva eliminazione dei poteri signorili: nel 1391 una sentenza pronunciata in nome di Amedeo VII dispose infatti la restituzione ai signori di parte dei territori precedentemente sottratti al loro controllo e impose sanzioni alle comunità ribelli.

Le tensioni riesplosero durante il XV secolo. Tra il 1446 e il 1450 le comunità delle valli canavesane tornarono a ribellarsi contro i signori locali, cercando nuovamente di ottenere la diretta dipendenza dal duca di Savoia. La documentazione conservata nell'Archivio storico comunale di Traversella comprende salvacondotti, sentenze e provvedimenti contro i ribelli degli anni 1447-1448 e una copia della sentenza del 1451 con la quale, dopo la repressione dell'insurrezione da parte delle forze ducali, le valli furono restituite ai precedenti signori.

Un elemento centrale dei conflitti tra la popolazione e i poteri feudali era costituito dalle miniere. Gli abitanti di Traversella rivendicavano tradizionalmente la facoltà di ricercare, estrarre e lavorare il minerale ferroso presente nel territorio. Le più antiche fonti documentarie analizzate dalla storiografia mineraria moderna attestano nel 1570 una controversia davanti alla Regia Camera tra il procuratore fiscale del duca Emanuele Filiberto di Savoia e la comunità di Traversella proprio sulla titolarità del diritto di coltivazione delle miniere di ferro. La controversia si concluse nel 1575 con una sentenza camerale favorevole alle comunità di Brosso e Traversella, nella quale venne riconosciuto che i loro abitanti avevano tradizionalmente estratto e lavorato liberamente il ferro. Nel 1579 Emanuele Filiberto affidò inoltre alla Regia Camera dei Conti la concessione dei permessi per la ricerca e lo sfruttamento minerario e liberalizzò la ricerca dei minerali anche nei territori infeudati.

L'attività estrattiva conobbe una forte espansione nel corso del XVIII secolo. Dal 1723 la produzione fu sottoposta a una tassazione calcolata sul peso del minerale estratto, circostanza che ha consentito la conservazione di serie documentarie particolarmente dettagliate. Nel 1745 risultavano prodotti circa 100 000 rubbi, equivalenti a circa 920 tonnellate di minerale; nel 1750 la produzione raggiunse 190 000 rubbi e nel 1794 circa 700 000, fino ad avvicinarsi al milione di rubbi nel 1829.

Traversella ebbe un ruolo anche nei moti costituzionali del 1821. Nell'ambiente carbonaro della Valchiusella operarono diversi traversellesi, tra i quali l'avvocato Giuseppe Antonio Chialiva, il notaio Abbondio Chialiva e l'imprenditore minerario Marcello Biava. Il 6 marzo 1821 nella casa della famiglia Chialiva si tenne una riunione alla quale parteciparono esponenti delle organizzazioni carbonare della valle; nelle settimane successive un gruppo di valligiani si mosse verso Ivrea in appoggio al movimento costituzionale piemontese. Dopo il fallimento dell'insurrezione Abbondio Chialiva riparò in Spagna; rientrato successivamente a Traversella, divenne segretario comunale e sostenne le rivendicazioni locali sui diritti di escavazione mineraria, entrando in contrasto con i proprietari delle miniere. Destituito dall'incarico nel 1827, lasciò nuovamente il paese e si trasferì dapprima in Messico e successivamente in Svizzera.

Durante la Resistenza la Valchiusella divenne sede di formazioni partigiane e fu interessata da operazioni di rastrellamento tedesche e fasciste. Particolarmente grave fu quello condotto il 14 e 15 ottobre 1944. L'Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia registra l'episodio denominato «Piazza di Traversella» al 14 ottobre e vi attribuisce complessivamente 13 vittime, delle quali undici classificate come partigiani e due come civili; tra le unità tedesche indicate come responsabili o corresponsabili figura l'Ost-Bataillon 617.

Il rastrellamento si estese a diversi centri della valle e provocò combattimenti, fucilazioni e incendi. A Traversella furono incendiate 54 abitazioni, mentre fonti archivistiche del dopoguerra registrarono come gravemente danneggiati dal fuoco appiccato dalle truppe tedesche anche edifici comunali. Nella borgata di Chiara venne inoltre ucciso l'anziano contadino Giovanni Mattia Nicolino.

I caduti sono ricordati in Piazza dei Martiri del 1944, dove sono collocate lapidi commemorative che riportano i nomi delle vittime degli eventi resistenziali nel territorio comunale. Una delle iscrizioni, redatta in piemontese, ricorda espressamente le violenze e le fucilazioni del 14 e 15 ottobre 1944.

Simboli

Monumenti e luoghi d'interesse

All'inizio del paese una scritta in tedesco (Achtung bandengefahr!, "Attenzione pericolo di bande!"), restaurata nel 2010, ammonimento dipinto dalle forze d'occupazione della Wehrmacht tedesca durante la seconda guerra mondiale per segnalare il pericolo di imboscate e la presenza attiva di formazioni partigiane definite dispregiativamente "bande".

Nella frazione di Fondo si trova il Ponte di Fondo.

Scritta in tedesco, restaurata all'ingresso del paese

Le miniere

Lo stesso argomento in dettaglio: Miniere di Traversella.
Ingresso di una galleria

Nel valloncello del Bersella si trovano giacimenti di minerali di ferro (magnetite, ma anche pirite), di tungsteno (scheelite) e, in misura minore, di rame. Gli avvenimenti geologici che hanno dato luogo a tali formazioni hanno prodotto anche silicati (granati, cloriti, epidoto, pirosseni, ecc.) che fanno di Traversella un sito ben noto agli appassionati di mineralogia. I primi documenti risalgono all'XI secolo ma la leggenda fa risalire ai Galli l'origine di queste miniere e sullo sperone di Balma Bianca, a nord di Traversella, vi sono tracce di lavori minerari consistenti in cunicoli bassi e stretti, praticamente inaccessibili, che si fanno risalire ai Salassi.
In ogni caso, Tito Livio scrive che il console Appio Claudio venne a patti con i Salassi e occupò le loro miniere fra le quali quelle di Brosso e di Phornellus-Proelim, a Traversella, e l'estrazione di ferro e rame servì per armare i presidi romani in Eporedia e Augusta Praetoria (le attuali Ivrea e Aosta).

Lo sfruttamento delle miniere di ferro rappresentò sin dal medioevo una risorsa economica importante per la comunità locale, ed i diritti di estrazione furono per lungo tempo materia di contesa con i feudatari locali.
Si legge in una vertenza del 1571, una perorazione dei diritti di estrazione da parte della gente del luogo che parla di Traversella nei seguenti termini:

«Un luogo sassoso e sterile ove non si raccoglie né grano né vino, salvo un poco di castagne che non bastano per la quarta parte dell'anno … ed in cui gli abitanti non potrebbero né abitare né vivere senza i minerali di ferro…»
Vecchi impianti estrattivi

Le gallerie che si addentrano nelle viscere della montagna furono scavate per lungo tempo senza ordine, seguendo i filoni minerari con la conseguenza di crolli e di perdite di vite umane. L'estrazione e gli impianti di separazione furono attivi negli ultimi due decenni del secolo, poi momentaneamente sospesi per effetto della concorrenza straniera.

Dopo varie vicende, nel 1914 la concessione delle miniere passò alle Ferriere Piemontesi, di proprietà della FIAT e le attività estrattive ebbero una significativa ripresa nel 1936 nel periodo di autarchia nazionale. Negli anni '60 vi erano ancora 30-35 minatori in attività nei cantieri di Traversella ma nel 1971 fu definitivamente sospesa ogni attività.
Per quanto le riserve accertate siano ancora cospicue il loro sfruttamento non è più considerato economico.

Sulla conservazione della memoria storica del lavoro in miniera si incentra un progetto ecomuseale della Regione Piemonte comprendente il "Centro Minerario di Traversella". Presso il museo è conservata una ricca collezione di minerali e di attrezzi e macchine utilizzate per il lavoro in miniera.
È possibile effettuare visite guidate nelle gallerie che si snodano nelle viscere della montagna.

Società

Evoluzione demografica

Lo spopolamento delle zone di montagna ha ridotto la popolazione di questo comune, in cento anni, a circa un quinto dei residenti rispetto al 1911.

Abitanti censiti

Amministrazione

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
25 giugno 1985 11 giugno 1990 Martino Gallo - Sindaco
11 giugno 1990 9 giugno 1993 Giovanni Giacchetto Democrazia Cristiana Sindaco
12 ottobre 1994 24 aprile 1995 Claudio Ventrice Comm. straordinario
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Bruno Biava lista civica Sindaco
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Bruno Biava lista civica Sindaco
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Giovanni Zanni lista civica Sindaco
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Renza Colombatto lista civica Sindaco
26 maggio 2014 26 maggio 2019 Renza Colombatto lista civica: nuove sinergie Sindaco
26 maggio 2019 in carica Renza Colombatto lista civica: nuove sinergie Sindaco

Sport

Sport alpinistici

Fondo, Ponte in pietra sul Chiusella

Il territorio montuoso del comune ha consentito lo sviluppo di alcuni impianti per gli sport invernali (impianti di discesa dei Palit, sopra Fondo; pista da sci di fondo a Cima Bossola, pista di sci nordico a Fondo), e, per l'arrampicata sportiva, la palestra di roccia di Traversella che, con le sue 500 vie, è uno dei siti di arrampicata più frequentati del nord ovest. Presso la palestra di roccia si trova il rifugio B. Piazza (1.050 m s.l.m.), punto di partenza per le scalate della zona, per alcuni interessanti sentieri e meta ideale per una tranquilla passeggiata.

Interessante è anche la possibilità di pratiche escursionistiche. Tra di esse va menzionato il "Percorso G.T.A." (Grande Traversata delle Alpi), il cui tratto valchiusellese prevede il seguente percorso.
Provenendo da Quincinetto, seguendo il vallone di Scalaro, si giunge al rifugio Chiaromonte (2014 m). Il percorso scende poi ai piani di Cappia e di lì le frazioni di Succinto e Fondo.
Risalendo lungo il corso del Chiusella si sale attraversando la borgata Tallorno, gli alpeggi Pasquere, Gheia, Oche (inferiore e superiore) sino ad arrivare al colle delle Oche (2415 m), punto di passaggio verso Pianprato (frazione di Valprato Soana). Lungo il percorso sono presenti i seguenti posti-tappa:

  • Rifugio Piazza (1052 m): a mezz'ora di cammino da Traversella.
  • Rifugio Chiaromonte (2014 m): a 3,5 ore di cammino da Traversella.
  • Posto tappa di Succinto (1164 m): a 30-40 minuti dalla strada carrozzabile che collega Traversella a Fondo.

Note

  1. ↑ Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ↑ Lista dle comun-e piemontèise (PDF), su Gioventura Piemontèisa, 2009. URL consultato il 5 ottobre 2026.
  5. ↑ Storia e Cultura, su Comune di Traversella. URL consultato il 5 ottobre 2026.
  6. ↑ Traversella, su Italia.it. URL consultato il 5 ottobre 2026.
  7. ↑ Le Chiese e le Cappelle delle Borgate, su Comune di Traversella. URL consultato il 5 ottobre 2026.
  8. ↑ I Sentieri, su Comune di Traversella. URL consultato il 5 ottobre 2026.
  9. 1 2 3 4 (EN) Linda Armano, The mining culture in the Alps. Self-representation of the professional category of miners, Padova, CLEUP, 2025, p. 88, ISBN 978-88-5495-825-8.
  10. 1 2 Alessandro Barbero, Una rivolta antinobiliare nel Piemonte del Trecento: il Tuchinaggio del Canavese, in Rivolte urbane e rivolte contadine nell'Europa del Trecento. Un confronto, Firenze University Press, 2008, pp. 153-196, ISBN 978-88-8453-882-6.
  11. ↑ Marta Gravela, Prima dei Tuchini. Fedeltà di parte e comunità nelle valli del Canavese (Piemonte, secolo XIV), 2021. URL consultato il 5 ottobre 2026.
  12. ↑ (EN) Emanuele Costa et al., The Traversella Mining Site as Piemonte Geosite (PDF), 2017. URL consultato il 5 ottobre 2026.
  13. 1 2 Storia e Cultura, su Comune di Traversella. URL consultato il 5 ottobre 2026.
  14. 1 2 Barbara Berruti, Episodio di Piazza di Traversella, Traversella, 14.10.1944 (PDF), su Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia, Istituto nazionale Ferruccio Parri; ANPI. URL consultato il 5 ottobre 2026.
  15. ↑ Valchiusella: in ricordo dei martiri del 1944 (PDF), in Il Risveglio Popolare, 11 ottobre 2018. URL consultato il 5 ottobre 2026.
  16. ↑ Notizie degli Archivi di Stato (PDF), Ministero dell'interno – Direzione generale degli Archivi di Stato, 1944-1947. URL consultato il 5 ottobre 2026.
  17. ↑ Lapidi ai caduti di Traversella, su MEMO – I luoghi della memoria, ANPI. URL consultato il 5 ottobre 2026.
  18. ↑ Dati tratti da:
  19. 1 2 3 4 5 6 7 8 http://amministratori.interno.it/

Bibliografia

Voci correlate

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