| Chestermanite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 6.AB.40 |
| Formula chimica | Mg2(Fe3+,Mg,Al,Sb5+)O2(BO3) |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | ortorombico |
| Classe di simmetria | bipiramidale |
| Parametri di cella | a = 18,525(4) Å, b = 12,272(2) Å, c = 3,0218(4) Å, V = 686,97 ų, Z = 8 |
| Gruppo puntuale | mmm |
| Gruppo spaziale | Pbam (nº 55) |
| Proprietà fisiche | |
| Densità misurata | 3,72(2) g/cm³ |
| Densità calcolata | 3,650 g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 6 |
| Sfaldatura | non osservata |
| Frattura | irregolare, concoide |
| Colore | dal verde-grigiastro al nero se i cristalli sono grezzi |
| Lucentezza | da vitrea a serica |
| Opacità | trasparente |
| Striscio | verde-grigiastro molto chiaro |
| Diffusione | molto rara |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La chestermanite (simbolo IMA: Csm) è un minerale molto raro del gruppo dell'ortopinakiolite; appartiene alla famiglia dei "borati" e possiede composizione chimica Mg2(Fe3+,Mg,Al,Sb5+)O2(BO3).
La chestermanite prende il nome nel 1988 da colui che scoprì i primi campioni, il geologo e mineralogista statunitense Charles Wesley Chesterman (1913-1991).
La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009, elenca la chestermanite nella classe "6. Borati" e da lì nella sottoclasse "6.A Monoborati"; questa viene ulteriormente suddivisa in base all'eventuale presenza di anioni e alla composizione del minerale, in modo tale che la chestermanite possa essere trovata nella sezione "6.AB BO3, con anioni aggiuntivi; 1(D) + OH, ecc." dove forma il sistema nº 6.AB.40 insieme a blatterite, ortopinakiolite e takéuchiite.
Tale suddivisione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org".
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la chestermanite è elencata nella classe dei "nitrati, carbonati e borati" e nella sottoclasse dei "nesoborati"; qui è nella sezione dei minerali con struttura "neso-[BO3]3-; gruppo della ludwigite" dove forma il sistema nº V/G.04 insieme a ludwigite, vonsenite, azoproite, fredrikssonite, bonaccordite, ortopinakiolite, blatterite, takéuchiite, folvikite e gaudefroyite.
Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca la blatterite nella famiglia dei "carbonati, nitrati e borati"; qui è nella classe dei "borati anidri" e nella sottoclasse dei minerali con formula "A2BO2[XO3]" dove forma il sistema nº 24.02.01 insieme a ludwigite, vonsenite, azoproite, bonaccordite e fredrikssonite.
La chestermanite cristallizza nel sistema ortorombico nel gruppo spaziale Pbam (gruppo nº 55) con i parametri di cella a = 18,525(4) Å, b = 12,272(2) Å e c = 3,0218(4) Å, e possiede 8 unità di formula per cella unitaria.
La chestermanite è stata trovata nelle venature di lenti di marmo brucitico inclusa in uno skarn a magnetite e forsterite circondato da scisti. La paragenesi è con brucite, calcite ricca di magnesio, fluoborite, löllingite, ludwigite ricca di magnesio e alluminio, safflorite, spinello e wightmanite.
Il minerale è rarissimo ed è stato trovato solo nella sua località tipo, lo "skarn senza nome #1" (37.29306°N 119.13333°W) nella contea di Fresno in California (Stati Uniti).
La chestermanite si presenta in cristalli di solito fibrosi o asbestiformi di lunghezza fino a 2 mm. Il minerale è trasparente e possiede lucentezza da vitrea a serica; il colore va dal verde-grigiastro al nero (quando in cristalli grezzi), mentre lo striscio è verde-grigiastro molto chiaro.
La chestermanite mostra un visibile pleocroismo con colori che variano dal blu-verde scuro lungo , al verde lungo , al marrone giallastro molto chiaro lungo .