| Collina della Croce | |
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| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Altezza | 137 m s.l.m. |
| Coordinate | 42°56′39.06″N 13°52′24.15″E |
| Altri nomi e significati | Monte Sereno Monte di Aniceto |
| Mappa di localizzazione | |
La Collina della Croce (localmente nota anche come Monte della Croce) è un'altura situata nel territorio comunale di San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, disposta nel settore retrostante il centro urbano moderno. Il rilievo raggiunge un'altitudine di 137 m s.l.m..
Nella toponomastica storica e d'archivio il rilievo collinare era originariamente identificato con gli odonimi rurali di Monte Sereno o Monte di Aniceto. Quest'ultima denominazione derivò da un evento di cronaca locale occorso il 22 dicembre 1822, giorno in cui vi perse la vita, precipitando nel vuoto, il cittadino sambenedettese Aniceto Merlini (noto storicamente con il soprannome popolare di Muscio, da cui l'ulteriore variante di Monte di Muscio).
Il sito assunse l'actuale denominazione ufficiale nel 1901 quando monsignor Francesco Sciocchetti, parroco della Cattedrale di Santa Maria della Marina, promosse l'erezione di una monumentale croce sul colle a perpetuo ricordo del giubileo del 1900. La raccolta fondi demaniale, sostenuta dalla cittadinanza, permise di affidare l'esecuzione materiale dell'opera in ferro battuto al maestro artigiano Nazzareno Bruni. Sotto il profilo storico e politico, la forte valenza ascensionale del monumento venne concepita dall'autorità ecclesiastica per massimizzarne la visibilità da tutto il tessuto urbano, nel quadro delle tensioni ideologiche e dei dissidi istituzionali legati alla "questione romana" e ai rapporti tra lo Stato italiano e la Città del Vaticano, risolti trent'anni dopo con la firma dei Patti Lateranensi.
Il sito collinare, sottomesso a vincolo di proprietà parrocchiale, rimase al centro di accesi confronti ideologici tra le fazioni cattoliche e i movimenti anticlericali locali; i registri d'archivio documentano che nel maggio del 1902 la rimozione forzata di una bandiera rossa, issata sul braccio della croce per provocazione politica dal cittadino Romolo, costò al parroco Sciocchetti una formale citazione in giudizio demaniale.
Durante gli eventi bellici della seconda guerra mondiale, nel corso del 1944, il monumento fu gravemente danneggiato e parzialmente abbattuto dai bombardamenti aerei delle forze alleate. L'infrastruttura metallica venne integralmente ricomposta nel 1947, subendo un definitivo intervento di consolidamento ingegneristico, restauro conservativo e illuminazione notturna nel 1975.



Sotto il profilo geomorfologico, il rilievo si configura come una modesta formazione collinare del subappennino marchigiano che domina l'abitato pianeggiante del quartiere di Sant'Antonio. Dalla sommità dell'altura si sviluppa un'ampia visuale panoramica che cinge l'intera linea di costa della Riviera delle Palme, estendendosi longitudinalmente dal litorale settentrionale di Grottammare fino alla foce del fiume Tronto e al confine amministrativo abruzzese di Martinsicuro.
Fino alla prima metà degli anni settanta del XX secolo, il colle costituiva una regolare meta di camminamenti devozionali e pellegrinaggi popolari. In epoca contemporanea, l'accessibilità logistica alla sommità risulta parzialmente limitata per via della frammentazione fondiaria dei tracciati stradali, in gran parte ricadenti all'interno di proprietà private residenziali.
Sulla sommità del colle sorge il monumento della Croce cristiana, un'infrastruttura monumentale eretta nel 1901. La fabbrica, avente uno sviluppo verticale complessivo di 10 metri, si articola su un basamento poligonale di fondazione in blocchi di calcestruzzo, sul quale si innesta l'orditura fustale portante in travi e profilati di ferro calato.