
Corrado Cattani è interpretato da Michele Placido. Sposato con Else, giovane pittrice di nazionalità francese che sarà poi uccisa in un agguato il cui obiettivo era lo stesso Corrado, e padre della piccola Paola, morta quattordicenne (in un incidente stradale) dopo esser stata rapita e violentata dalla mafia, Corrado assisterà alla morte dei suoi cari e dei suoi amici, ma nonostante ciò riuscirà a trovare la forza di reagire e otterrà grandi vittorie sulla Piovra, sfidando fino alla morte la criminalità organizzata. La data del suo assassinio citata nelle serie successive coincide con quella in cui è andata in onda la puntata conclusiva dell'ultima stagione in cui è protagonista: il 20 marzo 1989.
Nella prima miniserie, il commissario Cattani si trasferisce insieme alla moglie Else e alla figlia Paola in Sicilia, prendendo il posto del collega Marineo, assassinato dal boss e principale spacciatore della zona, Sante Cirinnà. Per incastrare quest'ultimo, Cattani sfrutta il sentimento che la giovane Titti Pecci Scialoja (legata al boss soprattutto perché quest'ultimo le procura la droga da cui è dipendente) prova nei suoi confronti. Alla fine però finirà per innamorarsi anche lui. A causa di questa relazione mette a dura prova il matrimonio già in crisi con Else. Il gruppo dei mafiosi guidati dall'avvocato Terrasini, per impedire che Cattani si spinga troppo in là con le indagini, fa rapire la piccola Paola. Corrado si trova così costretto a scendere a compromessi per la salvezza della figlia. La bambina verrà rilasciata, ma si scoprirà subito essere stata violentata durante il sequestro, per questo fortemente provata psicologicamente. Disperata inoltre nel vedere ormai definitivamente naufragato il matrimonio dei genitori, Paola finirà per morire.
Nella seconda miniserie, Cattani, disperato dopo la morte della figlia Paola, lascia la polizia. I suoi colleghi, che hanno scoperto la verità (alla quale lui era già giunto, ma che aveva taciuto per salvare la famiglia) vengono uccisi e Cattani decide così di tornare in Sicilia, dove riprende la sua lotta alla mafia, ancora più motivato dal desiderio di ottenere giustizia. Si separa dalla moglie Else, che torna in Francia, e comincia a indagare su un traffico d'armi con l'aiuto dell'infida ex nemica Olga Camastra. Il commissario, coinvolto in drammatici fatti di sangue, perde la moglie che tenta di salvarlo in una sparatoria. Colpito negli affetti più cari, ormai è un uomo solo, ma non demorde nella sua ricerca di verità e di giustizia.
Nella terza miniserie, Corrado Cattani cerca di riprendersi dopo la morte di sua figlia, trasferendosi a Milano e, grazie anche all'aiuto dell'abate Lovani, decide di ricominciare a combattere contro la criminalità organizzata. Tutto riparte dal rapimento di una bambina, figlia del banchiere Carlo Antinari. Coraggiosamente, Cattani la salva e arresta il rapitore. Ovviamente il movente sta nel lavoro dell'onesto banchiere, che non si vuole piegare al ricatto di trafficanti di armi internazionali. Contestualmente si scopre che sia suo padre, il vecchio Nicola Antinari che il suo braccio destro, Dino Alessi, sono collusi con i trafficanti (e con l'avvocato Terrasini) e vorrebbero mandare in porto l'affare, per riceverne in cambio enormi profitti e il salvamento della propria banca. Gli Antinari inoltre hanno una figlia maggiore giornalista, Giulia, che si innamora ricambiata del commissario e, collaborando alle sue indagini, viene quindi a scoprire che il padre Carlo è a suo discapito implicato in questa grande compravendita di armi. Il traffico viene sventato, ma Cattani paga cara la sua vittoria, perdendo per sempre Giulia.
Nella quarta miniserie, Cattani indaga sull'omicidio di Antonio Tindari, proprietario di un casinò. Le prove accumulate portano tutte a Salvatore Frolo che qualche anno prima ha perso moglie e figlia per mano di Tindari. Intanto Tano Cariddi, un uomo d'affari in collusione con la mafia, cerca di ottenere il controllo di un'importante compagnia di assicurazioni e vuol assicurarsi l'intoccabilità sposando Ester Rasi, figlia del presidente della compagnia. La ragazza è innamorata di Cattani, ma dopo il suicidio del padre in seguito al ricatto di Cariddi, decide di legarsi a colui che considera l'assassino del padre per scoprirne i segreti e potersi vendicare. Durante le indagini sui loschi affari del commercio di scorie radioattive, le cui fila sono tirate da Antonio Espinosa, Cattani conosce il giudice Silvia Conti, che s'innamora di lui. In seguito all'arresto di Cariddi, Cattani incontra Espinosa, il quale gli fa intendere il suo destino. Il giorno dopo, il 20 marzo 1989, Corrado viene assassinato, crivellato da 137 proiettili. Silvia giura di vendicarlo.
Gaetano "Tano" Cariddi è interpretato da Remo Girone. Nato in un piccolo comune della Sicilia occidentale, è figlio illegittimo del boss mafioso Pietro Favignana, il quale, poco dopo la sua nascita, uccide la madre Maria Cariddi e affida il bambino a Salvatore Mele, un bracciante mafioso locale. Tano cresce così nella fattoria del suo padre adottivo, e nel frattempo Favignana continua a tenerlo d'occhio. Fin da piccolo, pur essendo analfabeta, dà segni della sua intelligenza ed esprime il desiderio di studiare. Ad esaudirlo ci pensa il barone Francesco Altamura, che per ringraziarlo di aver messo in salvo suo figlio Paul (rapito precedentemente da Pietro per ricattare la famiglia più ricca della zona) decide di prendere in casa sua il giovane Tano.
Qui, Cariddi inizia ad appassionarsi di libri e diventa un vero genio soprattutto in matematica. Ma ancora una volta incombe su di lui la presenza del padre che stringendo un accordo con Altamura, lo riprende con sé. Tano impara così anche la violenza e le strategie mafiose. Conosce la nuova famiglia di Pietro, sua moglie Rosaria e la piccola Maria, ma ben presto si rende conto dei crimini commessi dal boss, tra cui quello della madre, e induce Rosaria a uccidere il marito. Si reca poi nuovamente dal barone Altamura e gli fa delle richieste: per sé stesso, la volontà di continuare a studiare e per la neonata sorella Maria un futuro in un istituto. Si trasferisce quindi in Inghilterra in un college privato dove, al fine di proseguire gli studi e garantirsi il futuro presso quel collegio, Tano studia tutti i giorni in biblioteca, anche di notte, senza mai concedersi un'amicizia, né una compagnia (confesserà ai membri della Cupola) e ciò è stato possibile perché ogni anno ha vinto l'unica borsa di studio messa a disposizione per gli studenti meno privilegiati.
Tornato in Sicilia presso le dipendenze del vecchio banchiere Nicola Antinari, per il quale sbriga l'attività di "faccendiere", si laurea brillantemente in economia e commercio presso l'Università degli Studi di Palermo, e ormai divenuto adulto, Tano vive a Taormina, a fianco del suo padrone sino alla morte di quest'ultimo. Ma dietro un'apparente "devozione" nei confronti del padrone, si nasconde una forte ambizione personale. Tano approfitta della complicata situazione familiare degli Antinari per trarne benefici, mostrandosi disposto anche a uccidere. Uno alla volta assiste alla distruzione di ogni singolo componente della ricca famiglia, fino a diventare direttore della "Banca Antinari". S'interessa poi a una compagnia di assicurazioni: ricatta il proprietario, Filippo Rasi, spingendolo con astuzia al suicidio, e poi sposa la figlia di questo, Ester. In una così grande scalata al potere, Tano stringerà alleanze con la mafia e con spietati affaristi come Antonio Espinosa, il barone Giovanni Linori e il prof. Ottavio Ramonte. Ma si farà anche molti nemici, tra cui il coraggioso commissario Corrado Cattani, l'ex poliziotto Davide Licata e la giudice Silvia Conti.
Ne La piovra 3 Tano Cariddi è l'uomo di fiducia del banchiere Nicola Antinari. Dietro un'incondizionata fedeltà al suo padrone si nasconde in realtà l'obiettivo di dare la scalata al potere, con il sostegno della mafia. Su ordine del vecchio Antinari, Tano uccide Dino Alessi, cinico direttore generale della banca, dopo che questi gli dice: «Hai l'animo del servo, non sarai mai padrone» e per aver spinto Carlo Antinari al suicidio. Successivamente ottiene dal boss U' Papa, l'approvazione a eliminare l'avvocato Terrasini, così da poter prendere il suo posto come finanziere della Cupola siciliana. Il commissario Corrado Cattani cerca di mettere in guardia Giulia Antinari, la sua donna, da Tano. La ragazza però, dopo la morte di tutti i suoi parenti, è costretta a fidarsi di Cariddi per la gestione della banca. Corrado dirà a Giulia riferendosi a Tano: «Non è un uomo, è un mostro!» e tuttavia, nonostante queste raccomandazioni, Giulia partirà con Tano e la sorellina Greta.
Ne La piovra 4, dopo la morte di Giulia Antinari, secondo la versione ufficiale, pare che in maniera del tutto "accidentale" sia finita in mare annegando, e gli unici superstiti, a bordo della barca sono la piccola Greta Antinari, sorella minore di Giulia, e il faccendiere Tano Cariddi. Alla morte di Giulia, Tano diventa il direttore della "Banca Antinari". Questa però non naviga in buone acque, e Tano è costretto a salvarla dall'orlo del fallimento. Intraprende così un'azione volta al riciclaggio dei proventi illeciti che la Cupola puntualmente gli affida. Tano vuole però diventare l'assoluto proprietario della banca e per questo cerca di adottare la piccola ereditiera Greta, e ormai unico membro rimasto della famiglia Antinari. Il commissario Corrado Cattani cerca di impedirglielo facendo in modo che Greta venga affidata all'onesto frate Bernardo. Così Tano prova la scalata al potere alleandosi con il velenoso "collezionista" e uomo d'affari Antonio Espinosa, per diventare il maggiore azionista di una compagnia di assicurazioni. Grazie alla merce di ricatto che gli fornisce Espinosa, Tano minaccia l'onesto direttore della compagnia, Filippo Rasi, e lo costringe a cedergli la mano della giovanissima figlia Ester, che sposa a seguito di un cosiddetto matrimonio di interesse. Ester, dopo il suicidio del padre, si finge innamorata di Tano e fornisce a Cattani le prove per sventare il diabolico piano criminoso che Tano sta architettando con Espinosa e con la Cupola, basato sul trasferimento di un treno carico di materiale radioattivo dalla Germania fino alla Sicilia: un affare che può far fruttare miliardi di lire. Scoperto il tradimento della moglie, della quale alla fine si è davvero innamorato, Tano viene colto da un'insolita rabbia e da un'irrefrenabile follia, che lo portano a perdere la maschera di freddo e insensibile uomo cinico orientato soltanto alla morbosa ricerca del potere e a uccidere la moglie, poco prima che Cattani possa arrestarlo.
Ne La piovra 5, in seguito al suo arresto per mano del commissario Cattani, che nel frattempo è stato ucciso, Tano Cariddi comincia a subire delle turbe psichiche (che da qua in poi lo accompagneranno fino agli estremi avvenimenti finali de La piovra 10) e viene trasferito dentro un manicomio criminale. La famiglia Linori però lo fa evadere e torna ad allearsi, stavolta in segreto e ben nascosto, con gli stessi Linori, e con i vecchi alleati, ovvero Antonio Espinosa e la Cupola siciliana, che tuttavia gli fa intendere che un eventuale nuovo fallimento potrebbe costargli la vita. I nuovi avversari di Cariddi sono l'ex poliziotto Dave Licata, in passato conosciuto come Davide Pardi e soprattutto la giudice Silvia Conti, che vuole vendicare la morte di Cattani. Tano rivede dopo molto tempo la sorella neurolabile Maria (con la quale pare condividere una certa instabilità mentale) e inizia a prendersi cura di lei. Inoltre è tormentato dai ricordi della moglie Ester Rasi, il suo unico punto debole che gli è costato caro. Dopo aver fallito nuovamente la scalata al potere, la Cupola vuole ucciderlo. Ricercato anche dalla polizia, Tano fugge in Africa.
Ne La piovra 6, Tano Cariddi trova rifugio in Africa, dove vive coperto da alcuni poliziotti locali corrotti, e versa cronicamente in uno stato di depressione, trascorrendo il suo tempo ad assumere alcoolici e a drogarsi con l'oppio. Viene trovato e arrestato da Davide Licata, che lo riporta in Italia, in gran segreto. La forte pressione del generale Alessio Amadei e soprattutto di Davide suscita in lui l'aspetto più "umano", tanto che Tano, per la prima volta, passa dalla parte della legge, divenendo un "collaboratore di giustizia". Si finge un banchiere, e con la sua astuzia e abilità riesce a ingannare alcuni pericolosi trafficanti di stupefacenti e a permettere ad Amadei, a Licata e alla giudice Silvia Conti di fermare il loro giro. Infine aiuta Davide a giungere sino al banchiere Stefan Litvak, facendoli incontrare; in cambio il poliziotto gli permette di fuggire assieme all'amata sorella Maria. Tano torna però indietro trovando a confronto Litvak e l'ormai moribondo Licata. Il banchiere gli promette il potere se esploderà il colpo di pistola rimasto contro Davide, ma Cariddi ferisce Litvak alla gamba, lo ammanetta e lascia il luogo assieme a Maria, dopo aver avvisato le forze dell'ordine.
Ne La piovra 7, Tano Cariddi - dopo aver assistito alla morte della sorella Maria, che soffriva di forti attacchi dovuti a squilibri mentali, e aver collaborato con i Servizi segreti - si rifugia in un castello abbandonato alle pendici dell'Etna. Appare ormai vecchio e tormentato dai ricordi del passato, ma ancora bramoso di potere e di rivalsa. Il professor Ottavio Ramonte, capo di una Lobby dal potere occulto, viene portato in tribunale dalla giudice Silvia Conti come mandante dell'omicidio del commissario Corrado Cattani. Ramonte incarica così un suo uomo di consegnare a Tano il suo archivio pieno di innumerevoli floppy, ognuno contraddistinto da un'etichetta che riporta l'anno e che contiene files e documenti riguardanti i crimini occulti e i punti deboli di molti personaggi importanti. Tano, che definisce quell'archivio "I fiori del male", decide di far seppellire il nuovo oggetto in suo possesso sotto la terra per poi disseppellirlo un giorno e iniziare una nuova era.
Ne La piovra 8, verso la fine degli anni '50, Tano Cariddi, detto "Tanuzzo", interpretato da Primo Reggiani, è un adolescente di umilissime origini, e abita in una fattoria a Trettorri, in provincia di Siracusa (vista la vicinanza di Pantalica dove il piccolo Paul dovrebbe essere portato dalla masseria dove è rinchiuso per essere ucciso). Tano ha assistito da piccolo alla violenza e alla morte subita dalla madre, Maria Cariddi, costretta a prostituirsi da un mafioso locale, Pietro Favignana, padre naturale dello stesso Tano. Viene affidato alle cure di Salvatore Mele, un bracciante mafioso e successivamente, una volta adolescente, entra nelle simpatie del barone Francesco Altamura, nemico di Favignana. Infine, aiuta Rosaria Albanese, moglie di Pietro, a uccidere il malvagio padre, che si è macchiato, fra le altre cose, dell'omicidio del boss Don Calogero Albanese, padre di Rosaria. Con l'aiuto iniziale del barone Altamura, Tano si trasferisce all'estero e inizia a studiare in un college in Inghilterra, vincendo ogni anno una borsa di studio, e covando il momento in cui sarebbe diventato grande e avrebbe iniziato la sua scalata al potere, dapprima adottato dal banchiere Nicola Antinari.
Ne La piovra 10 Tano è sempre più vecchio e solo, e vive in un castello alle falde dell'Etna. Dopo l'assoluzione di Ottavio Ramonte nel processo-Cattani, Tano offre la sua alleanza all'anziano capo della loggia, facendo leva sull'archivio in suo possesso. Cariddi tuttavia non condivide né strategie né metodi di Ramonte e decide così di eliminarlo facendogli somministrare quotidianamente dosi di arsenico. Nel frattempo Tano fa rapire la giovane Giulia Mercuri, testimone dell'omicidio del medico Paolo Tripoli, un membro della loggia ribellatosi a Ramonte. Successivamente convoca gli uomini della Extrema Thule Nostra Salus per spiegare le strategie che intende adottare per arrivare al potere, affossando i metodi della mafia: difatti il piano di Tano è usare l'archivio di Ramonte per costringere i parlamentari a creare leggi a favore dello sviluppo di uno "stato-ombra" in Sicilia che funga da porto franco internazionale per affaristi legali e illegali che vi depositeranno tutti i loro capitali. Osservando da una telecamera la prigioniera Giulia (in cui rivede la moglie Ester e a cui renderà poi la libertà) Tano lascia trapelare il suo tormento interiore: ricorda la sofferenza della madre Maria, alla cui uccisione aveva assistito da bambino per colpa del padre, causa principale del suo risentimento verso il prossimo, e il tradimento di Ester, per il cui omicidio fu ritenuto non imputabile e internato. Il giudice Silvia Conti intanto scopre il suo nascondiglio e, prima che venga arrestato, Tano fugge fino alla bocca del cratere principale dell'Etna e si getta fra le fiamme magmatiche del vulcano, portandosi dietro l'archivio di testimonianze trentennali sui reati di tutti gli uomini di potere, e beffando così sia lo Stato sia i tentacoli della Piovra.
Tano Cariddi è ispirato al faccendiere, banchiere e criminale italiano Michele Sindona.
Davide Licata, pseudonimo di Davide Pardi, è interpretato dall'attore Vittorio Mezzogiorno. Licata compare ne La piovra 5 - Il cuore del problema e nella successiva La piovra 6 - L'ultimo segreto, dove è un ex poliziotto scappato negli Stati Uniti dopo che gli era stata uccisa la squadra negli anni '70. Nel 1990 ritorna in Sicilia per combattere la criminalità organizzata. Le sue indagini lo portarono a infiltrarsi in una famiglia mafiosa e da lì cominciò il suo percorso per scoprire gli intrecci di Cosa Nostra, che lo porteranno fino a Milano. Là subirà un attentato, rimanendo ferito da un colpo d'arma da fuoco alla testa, i medici lo salveranno ma con una prognosi di pochi mesi di vita. Licata morirà a Praga. Prima di morire fa scappare Tano e Maria Cariddi.
Silvia Conti è interpretata da Patricia Millardet e doppiata da Maria Pia Di Meo; è protagonista di cinque miniserie - quarta, quinta, sesta, settima e decima. Silvia è sposata con Ernesto, onesto professore universitario di scienze naturali e membro della commissione parlamentare antimafia, ucciso dall'organizzazione criminale. Dopo aver lasciato la procura, Silvia insieme all'uomo che ha sposato, Alfredo, chiede l'affidamento di Anna, una bambina sordomuta rimasta senza genitori. Donna astuta, intelligente e forte di carattere, di origine milanese, si sposta tra la Lombardia e la Sicilia per combattere la delinquenza mafiosa a fianco prima del commissario di polizia Corrado Cattani, assassinato poi dalla mafia, e poi dell'ex poliziotto Davide Licata, anch'egli ucciso in seguito dall'organizzazione criminale. Con entrambi vivrà una storia d'amore.
In entrambi i casi l'attore è stato doppiato da Pino Locchi.