| Dolcedo comune | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Giuseppe Rebuttato (lista civica Cambiamo Dolcedo) dal 10-6-2024 |
| Territorio | |
| Coordinate | 43°54′24.8″N 7°57′05.79″E |
| Altitudine | 75 m s.l.m. |
| Superficie | 19,8 km² |
| Abitanti | 1 267 (31-5-2026) |
| Densità | 63,99 ab./km² |
| Frazioni | Bellissimi, Castellazzo, Costa, Isolalunga, Lecchiore, Piazza (capoluogo comunale), Ripalta, Trincheri |
| Comuni confinanti | Badalucco, Civezza, Imperia, Montalto Carpasio, Pietrabruna, Prelà, Taggia, Vasia |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 18020 |
| Prefisso | 0183 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 008030 |
| Cod. catastale | D319 |
| Targa | IM |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona C, 1 362 GG |
| Nome abitanti | dolcedesi |
| Patrono | san Tommaso Apostolo |
| Giorno festivo | 21 dicembre |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Dolcedo (Dôçeo in ligure, O Dusséu nella variante locale) è un comune italiano di 1 267 abitanti della provincia di Imperia in Liguria.
Dolcedo è situata nella valle del Prino, nei pressi della confluenza del rio dei Boschi con il torrente Prino.
Il capoluogo comunale, detto "Piazza", è un tipico centro di fondovalle e già sede di mercato. Il territorio comunale conta altri quattro centri maggiori: Isolalunga, poco a est di Piazza, Ripalta, Costa Carnara, Bellissimi e Lecchiore posti più a ovest.
Tra le vette del territorio dolcedese il monte Faudo (1149 m), il monte Cantagallo (603 m), il monte Cinque Bourche (379 m) e il passo di Vena (969 m).
Dolcedo trae origine da un insieme di comunità facenti parte del terziere di San Tommaso della comunità di Porto Maurizio: Isola Longa, Piazza, Rivalta, Case dei Giordani, Costa Rossa, Ville dei Bensi, Boeri, Magliani, Orenghi, Lecchiore, Villaro, Sciorati.
Questi insediamenti, sorti in epoca altomedievale, sono dislocati in una fascia di territorio più alta rispetto all'attuale nucleo centrale abitato.

La più antica testimonianza di insediamenti umani nel territorio di Dolcedo è nei pressi del monte Follia, cima conica sul versante meridionale del monte Faudo, dove sono state rinvenute le tracce di un sito per la lavorazione dei metalli, con fornaci e strutture abitative.
Anche se certamente frequentato in epoca storica da popolazioni Liguri e poi romane, non si hanno notizie sulle vicende del luogo.
In località Castellazzo venne costruito un insediamento arroccato, il castello, residenza del funzionario locale del marchese Arduino d'Ivrea con compiti militari, fiscali e di giustizia.
Si trovano indizi di un primitivo insediamento medievale a livello dell'antica chiesa di Castellazzo, sorta per opera delle suore Benedettine di Caramagna Piemonte, presenti dal XII secolo presso Porto Maurizio.
Nel 1028, Dolcedo fa parte della potente marca di Olderico Manfredi e fu poi possedimento di sua figlia, la contessa Adelaide di Susa.
Agli inizi del XII secolo entrò in possesso del marchese Bonifacio del Vasto, dal quale passò in seguito al figlio, il marchese Ugone di Clavesana.
Nel 1103 il vescovo di Albenga cedette la chiesa di San Tommaso ai monaci benedettini di Lerino che diffusero la coltura dell'olivo, attività che assumerà progressivamente sempre maggiore estensione sino al suo massiccio impiego intorno al XVII secolo. Si favorì lo spostamento degli abitati più a valle poiché la costruzione di frantoi azionati da mulini ad acqua necessitò di insediamenti lungo i torrenti.

Nel 1161 Dolcedo si affrancò dalla condizione di feudo dei marchesi di Clavesana ed entrò a far parte della Communitas di Porto Maurizio con il nome di Terziere di San Tommaso, associandosi con il Terziere di San Giorgio di Torrazza e con quello di San Maurizio.
A seguito di una convenzione stipulata tra Bonifacio di Clavesana e i consoli genovesi nel 1192, Dolcedo divenne località di rifugio per importanti famiglie dell'epoca.
I marchesi di Clavesana cedettero i propri diritti sul Terziere nel 1228 alla Repubblica di Genova.
Nel 1238 quando Porto Maurizio si ribellò a Genova, Dolcedo si astenette e si proclamò Comune autonomo.
Nel 1262 i Cavalieri di Malta vi costruirono il cosiddetto "ponte Grande" sul torrente Prino per facilitarne i propri viaggi verso l’estremo Ponente Ligure ed il Piemonte..
Il castello è distrutto dai genovesi nel 1342.
Molte famiglie genovesi acquistarono terreni nella zona, e in particolare i Doria che lasciarono in eredità agli abitanti di Dolcedo il diritto di essere curati gratuitamente negli ospedali genovesi.

Con l'indipendenza comunale, il paese avviò una fase di progresso che lo porterà a diventarne il centro economico della val Prino. A Dolcedo nacque una sorta di nobiltà terriera alla quale si associarono notai e avvocati oltre alle attivissime corporazioni artigiane; si costruirono palazzi, la parrocchiale venne quasi interamente demolita e riedificata in forme sontuose, i domenicani edificarono il convento con la chiesa omonima, venne istituita una scuola di "rettorica", vi ebbe sede la pretura, l'ospedale e un presidio fisso di soldati, e un "Giudice di pace di prima classe".
Accanto all'olivicoltura, fu molto praticata la tessitura di lana locale, da cui derivava l' "arbasino" o "arbaxo", un tessuto di grande robustezza utilizzato per confezionare gli abiti dei popolani.
Nel 1505 il padre domenicano Agostino da Savona vi fondò un Monte di Pietà per porre rimedio alle conseguenze di una siccità.
Nel 1514 lo storico Agostino Giustiniani annotò in Dolcedo 500 foghi (focolari, circa 2.500 abitanti).
Nel 1613 Genova concedette l'autonomia amministrativa al Terziere di San Tommaso, cioè a Dolcedo. Poco dopo il Monte di Pietà costruì la Loggia comunale.
Prima di essere colpito dalla peste, nel 1640, il paese raggiunse i circa 4.000 abitanti.
Con la caduta della Repubblica genovese, sul finire del 1797, e la conseguente istituzione della napoleonica Repubblica Ligure, il territorio di Dolcedo divenne sede dell'omonimo cantone nella giurisdizione degli Ulivi, con capoluogo Porto Maurizio; cantone che nel 1803 fu poi soppresso e sottoposto a quello di Porto Maurizio. Dal 1805, con il passaggio della Repubblica Ligure al Primo Impero francese, rientrò nel circondario di Porto Maurizio del Dipartimento di Montenotte. Nel 1810 ottenne il titolo di Città.
Dolcedo venne annesso al Regno di Sardegna nel 1815 dopo il congresso di Vienna del 1814, dopo la caduta di Napoleone. È quindi parte del Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio era compreso nel III mandamento dolcedese del circondario di Porto Maurizio facente parte della provincia di Nizza (poi provincia di Porto Maurizio e poi, dal 1923, di Imperia).
Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana dell'Olivo e, fino al 2011, della Comunità montana dell'Olivo e Alta Valle Arroscia.
Dal 2014 al 2024 ha fatto parte dell'Unione dei comuni montani della Valle Prino.

Lo stemma e il gonfalone sono stati approvati con decreto del presidente della Repubblica del 26 giugno 2006.


Abitanti censiti

Al 1° gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 180, ovvero il 14,34% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:
Il territorio comunale è costituito dalle frazioni di Bellissimi, Castellazzo, Costa, Isolalunga, Lecchiore, Piazza (capoluogo comunale), Ripalta, Trincheri per una superficie territoriale di 19,8 km². Fanno altresì parte dell'ente comunale le borgate storiche di Acquasanta, Boeri, Magliani, Ramelli, Rimbaudi.
Confina a nord con il comune di Prelà e Vasia, a sud con Pietrabruna, Civezza e Imperia, a ovest con Montalto Carpasio, Badalucco e Taggia e a est con Imperia.
L'economia locale si basa sulla produzione agricola (olio di oliva) e vinicola.
Il territorio di Dolcedo è attraversato principalmente dalla strada provinciale 42 che dal centro del capoluogo comunale di Piazza conduce alle frazioni di Costa e di Bellissimi. Altre arterie provinciali sono la SP 39 per Prelà, la SP 41 per Imperia, la SP 43 per la frazione di Trincheri e la SP 79 per Civezza.

| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 15 giugno 1985 | 30 maggio 1990 | Luigi Paolo Gandolfo | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 11 giugno 1990 | 24 aprile 1995 | Luigi Paolo Gandolfo | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Pier Giorgio Gandolfo | lista civica | Sindaco | |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Pier Giorgio Gandolfo | lista civica | Sindaco | |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Marco Ascheri | lista civica | Sindaco | |
| 8 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Pier Giorgio Gandolfo | Dolcedo (lista civica) |
Sindaco | |
| 26 maggio 2014 | 26 maggio 2019 | Giovanni Danio | Cambiamo Dolcedo (lista civica) |
Sindaco | |
| 27 maggio 2019 | 10 giugno 2024 | Giovanni Danio | Cambiamo Dolcedo (lista civica) |
Sindaco | |
| 10 giugno 2024 | in carica | Giuseppe Rebuttato | Cambiamo Dolcedo (lista civica) |
Sindaco | |