Fantaspionaggio

Locandina di Tobor - Il re dei robot (Tobor the Great, 1954), in cui un robot destinato al programma spaziale diventa l'obiettivo di spie comuniste.

Il fantaspionaggio o fanta-spionaggio (spy-fi in inglese) è un filone della narrativa che innesta sullo spionaggio elementi di fantascienza. Questi possono presentarsi come tecnologie e armi avveniristiche, gadget, supercriminali e minacce di portata globale, oppure investire l'agente e la missione con modificazioni del corpo e dell'identità, viaggi nel tempo, avventure nel futuro e scenari interplanetari.

Raramente il filone rappresenta lo spionaggio per come si pratica nella realtà: propone piuttosto una fantasia d'evasione, costruita sulla mondanità, sull'avventura ad alto rischio e sulla temerarietà. Gadget e apparecchiature sono spesso volutamente eccessivi, tanto che la spiegazione scientifica del funzionamento passa in secondo piano rispetto all'impiego nell'azione. I piani da sventare arrivano in alcuni casi a progetti di dominio mondiale o interstellare.

I due generi compaiono insieme già nella narrativa popolare degli anni trenta e nel secondo dopoguerra. Negli anni sessanta il successo cinematografico di James Bond moltiplicò le storie di agenti segreti e portò la televisione britannica a riconoscere nel fantaspionaggio una forma a sé. Nello stesso decennio nacque in Europa il filone filmico dell'Eurospy, che accolse in alcuni casi motivi fantascientifici senza però coincidere con il fantaspionaggio: quest'ultimo attraversa infatti letteratura, cinema, televisione, fumetto, animazione e videogiochi. Nelle forme più speculative l'agente segreto compare in storie di viaggio nel tempo e di space opera, mentre altre varianti mettono al centro tecnologia, corpo, identità e sorveglianza.

Caratteristiche

Ian Fleming, autore dei romanzi di James Bond: durante la guerra aveva lavorato nell'intelligence della marina britannica e ne riversò alcuni elementi in avventure del tutto fantastiche.

Nome

Il termine italiano "fantaspionaggio" è formato per analogia con "fantapolitica", neologismo del 1963, ed è attestato almeno dalla seconda metà degli anni sessanta. L'inglese ricorre invece a spy-fi, che designa le storie in cui i due generi si intrecciano. A una tradizione diversa appartiene il filone dell'Eurospy, nato nel cinema europeo sulla scia di Bond: comprende in alcuni casi motivi fantascientifici, ma non coincide con il fantaspionaggio.

Figura dell'agente segreto

Nel racconto di spionaggio britannico convivono storicamente una tradizione realistica e una romantico-avventurosa, più vicina al romanzo d'avventura: la figura della spia gentiluomo (gentleman spy) appartiene soprattutto alla seconda, che James Bond rilanciò proponendo le avventure di una spia governativa professinista all'interno di una cornice mondana. Il fantaspionaggio ne accentua gli aspetti spettacolari con minacce e situazioni che oltrepassano il realismo consueto. Il ricorso alla fantasia non esclude però elementi tratti dai servizi segreti reali: Ian Fleming maturò esperienza diretta nell'intelligence della marina britannica durante la seconda guerra mondiale e ne rielaborò alcuni aspetti nei romanzi di Bond, pur entro avventure lette per lo più come pure fantasie d'evasione. La figura principale resta l'agente segreto, impegnato di norma contro minacce rivolte al proprio governo o a un ordine politico più ampio. Bond si distingue inoltre per il comportamento sociale: alla sicurezza di sé e alla raffinatezza si accompagnano prestanza fisica, sessualità e capacità di adattarsi alle circostanze della missione. In alcune storie le minacce arrivano fino al dominio o alla distruzione del mondo, ben oltre la scala abituale del racconto di spionaggio. Anche le ambientazioni sono spettacolari: l'azione si svolge in luoghi esotici o nello spazio, associando l'agente a un immaginario di lusso e di rischio.

Letteratura

Copertina del primo numero di Operator #5 (1934-1939), rivista pulp che passò dal controspionaggio a guerre future, invasioni e minacce tecnologiche.

Dalle riviste popolari al dopoguerra

Copertina dell'aprile 1937 di Secret Agent "X" (1934-1941), serie pulp in cui un agente governativo affronta scienziati pazzi e armi avveniristiche.
Caricatura di scienziato pazzo, tipo di antagonista ricorrente nelle riviste pulp di agenti segreti degli anni trenta.

Fra le due guerre, spionaggio e fantascienza convissero soprattutto nella narrativa popolare: negli Stati Uniti la fantascienza occupava una quota minima del mercato delle riviste, molti dei suoi autori scrivevano anche in altri generi e le testate dedicate agli agenti segreti ospitavano scienziati pazzi, armi avveniristiche, invasioni e guerre future. In Italia Lo zar non è morto è un romanzo d'avventura fantapolitico del 1929, scritto a più mani dal "Gruppo dei Dieci", un collettivo di autori d'impronta futurista formato da Filippo Tommaso Marinetti, Massimo Bontempelli, Antonio Beltramelli, Lucio D'Ambra, Alessandro De Stefani, Fausto Maria Martini, Guido Milanesi, Alessandro Varaldo, Cesare Giulio Viola e Luciano Zuccoli. Nel romanzo alcuni uomini dei servizi segreti fascisti trovano in Manciuria un sosia dello zar, abbattono il potere comunista nell'Unione Sovietica e insediano al suo posto il falso sovrano. Negli Stati Uniti Secret Agent "X" (1934-1941) opponeva a un agente governativo impegnato nel controspionaggio scienziati pazzi e altri nemici dotati di armi avveniristiche. Operator #5 (1934-1939) esordì invece con un'impostazione più vicina al racconto di spionaggio e, dopo i primi venti numeri, passò a una successione di guerre future che anticipavano nella narrativa popolare lo scenario di una nuova guerra mondiale, con invasioni e minacce spesso fondate su tecnologie straordinarie e dirette contro gli Stati Uniti.

Dal 1938 la fantascienza di rivista entrò nella fase convenzionalmente ricordata come Epoca d'oro della fantascienza, sotto la direzione di John W. Campbell ad Astounding Science-Fiction e nel pieno della grande stagione delle riviste popolari. Quando il mercato dei pulp declinò, nel dopoguerra, il pubblico si spostò verso il thriller, il racconto di spionaggio e il poliziesco procedurale (police procedural); il thriller rinnovato assunse così un peso crescente nella narrativa popolare. La continuità fra le due tradizioni emerge nella narrativa di John Creasey: la serie Department Z, avviata nel 1933 come ciclo di controspionaggio rivolto contro il nazismo, dopo la guerra virò verso la fantascienza fino a sovrapporsi alla serie dedicata al dottor Palfrey, nella quale un'organizzazione segreta affronta disastri provocati e invasioni aliene.

Guerra fredda

Sovraccoperta della prima edizione de Il terrore dalla sesta luna (The Puppet Masters, 1951), romanzo che trasforma l'infiltrazione della guerra fredda in controllo alieno degli esseri umani.

Nel dopoguerra le storie che univano i due generi non si limitavano ad armi o invenzioni: la competizione per la conoscenza scientifica mise in primo piano il rapporto fra Stato e individuo e lo scontro fra agente di sicurezza e scienziato, con una segretezza che riguardava insieme la politica e il controllo del sapere. Infiltrazione, controllo mentale e identità incerta trasformavano le paure della guerra fredda in problemi che gli strumenti ordinari dei servizi segreti non riuscivano sempre a risolvere. Il terrore dalla sesta luna (The Puppet Masters, 1951) di Robert A. Heinlein segue un agente governativo alle prese con parassiti alieni capaci di controllare gli esseri umani: il dominio degli invasori rende letterale la paura dell'infiltrazione, tanto che la loro adesione al corpo umano viene esplicitamente accostata all'indottrinamento comunista nel clima di paranoia dell'epoca. Il controspionaggio diventa un problema d'identità tecnologica in Incognita uomo (Who?, 1958) di Algis Budrys, sviluppato da un racconto del 1955: le autorità devono stabilire se un uomo ricostruito con protesi e restituito dalle forze comuniste sia davvero lo scienziato necessario a un progetto segreto oppure un impostore. Il progetto resta deliberatamente indefinito, perché il romanzo non si sofferma sul funzionamento dell'invenzione ma sull'incapacità dei servizi di accertare l'identità di una persona e di controllare la conoscenza da cui dipendono. Smg. "RAM" 2000 (The Dragon in the Sea) di Frank Herbert, pubblicato a puntate su Astounding nel 1955-1956 e in volume nel 1956, sviluppa la vicenda spionistica come thriller sottomarino fantascientifico.

Missione su Jaimec (Wasp, 1957) di Eric Frank Russell porta l'agente segreto su un altro mondo che però richiama il Giappone della seconda guerra mondiale. I tre romanzi dedicati all'agente Kenneth Malone, firmati da Randall Garrett e Laurence M. Janifer con lo pseudonimo comune Mark Phillips e apparsi su Astounding e Analog fra il 1959 e il 1961, seguono un agente dei servizi segreti alle prese con individui dotati di poteri psi. Il confine con il romanzo di spionaggio propriamente detto rimase variabile: i romanzi di Bond di Ian Fleming, nonostante gadget avanzati e trame fantastiche, non sono generalmente considerati fantascienza; il titolo che più vi si avvicina è Il grande slam della morte (Moonraker, 1955), per la presenza di un razzo tecnologicamente in anticipo sull'epoca. Il romanzo resta però nel quadro della guerra fredda, perché il piano del malvagio introduce nelle avventure dell'agente la prospettiva della distruzione nucleare di Londra ed estende la minaccia ben oltre la singola operazione clandestina. Un cervello da un miliardo di dollari (Billion-Dollar Brain, 1966) di Len Deighton collocò la serie del suo agente anonimo in un futuro prossimo indeterminato, con un complotto imperniato su un supercomputer e su una guerra preventiva privata contro l'Unione Sovietica.

Bob Morane, creato da Henri Vernes nel 1953, attraversa generi diversi nella narrativa popolare francofona: le oltre duecento storie per ragazzi dedicate al personaggio spaziano dall'avventura e dall'esotismo allo spionaggio e alla fantascienza. In Italia Alberto Tedeschi fondò nel 1960 Segretissimo, collana dedicata esclusivamente al romanzo di spionaggio e concepita per distinguerlo dal poliziesco.

Futuro prossimo e sorveglianza

Charles Stross, autore del Ciclo della lavanderia (Laundry Files, dal 2004), nel quale convivono spionaggio, burocrazia, informatica e orrore lovecraftiano.

Dagli anni settanta in poi il thriller fantaspionistico trasferisce spesso nel futuro prossimo la figura della superspia e le invenzioni avveniristiche; altre opere mantengono servizi segreti simili a quelli del proprio tempo, affiancano allo spionaggio altri generi e spostano l'attenzione sulla burocrazia e sulla sorveglianza dell'informazione. La serie The Baroness, pubblicata negli anni settanta da Donald Moffitt con lo pseudonimo Paul Kenyon, colloca la superspia in un futuro prossimo: gli otto thriller seguono la baronessa Penelope St John-Orsini, esponente dell'alta società internazionale che agisce come spia in missioni imperniate su invenzioni futuribili e complotti contro l'Occidente.

Nel Neuromante (Neuromancer, 1984) di William Gibson, caposaldo del cyberpunk degli anni ottanta, il protagonista Case entra nel cyberspazio per violare conti aziendali e sottrarre dati, ingaggiato da committenti misteriosi per trovare o rubare informazioni. Partiranno (1986) di Luce d'Eramo prende avvio dal mistero della presenza di alcuni extraterrestri a Roma e ne ricava una storia di spionaggio. Il Ciclo della lavanderia (Laundry Files) di Charles Stross, avviato con Rapporto sulle atrocità (The Atrocity Archives, 2004), ruota attorno alla Laundry, un dipartimento segreto del governo britannico incaricato di contrastare entità provenienti da altre dimensioni. Al romanzo di spionaggio si affianca qui l'orrore lovecraftiano, la magia diventa una branca della matematica applicata e il soprannaturale finisce in un ambiente di procedure, amministrazione statale e informatica. I primi quattro volumi imitano ciascuno lo stile di un diverso autore del genere; Progetto Jennifer (The Jennifer Morgue, 2006) richiama in particolare il Bond di Fleming. I richiami a Deighton, Fleming, Anthony Price e Modesty Blaise non sono soltanto stilistici, perché investono anche le regole della narrativa di spionaggio e le paure che essa può esprimere. Bob Howard vi lavora come informatico e burocrate, con missioni imperniate sull'elaborazione dei dati e sulla sorveglianza, lontano dal modello della superspia d'azione. Annientamento (The Annihilation Score, 2015) sposta il ruolo di protagonista sulla moglie Dominique "Mo" O'Brien, anch'essa agente della Lavanderia; il ciclo principale si chiude con The Regicide Report (2026), nel quale entrambi tornano in scena.

Cinema

L'Aston Martin DB5 di James Bond, esempio dei gadget automobilistici che trasformano la tecnologia in parte spettacolare della missione.

Fino agli anni cinquanta

Scena de L'incredibile uomo trasparente (The Amazing Transparent Man, 1960), thriller in cui l'invisibilità è sfruttata per un progetto militare.

Già nel cinema muto italiano l'invenzione scientifica innescò intrecci di spionaggio: la scoperta di un nuovo potente esplosivo diede origine alla vicenda de Il segreto dell'inventore (1912). Prima degli anni sessanta, alcuni film affidavano la componente fantastica a superarmi, invenzioni sperimentali e tecnologie contese fra agenti o potenze rivali, accostandola tanto ai dischi volanti quanto alla nascente esplorazione spaziale. A sud di Panama (South of Panama, 1941) segue una spia che cerca di impadronirsi della formula di una vernice protettiva sviluppata per l'esercito statunitense, capace di rendere invisibili gli aeroplani. Allo stesso periodo appartengono i film dedicati all'agente britannico Dick Barton: in Dick Barton Strikes Back (1949) una potenza straniera impiega un dispositivo capace di produrre vibrazioni sonore letali; in Dick Barton at Bay (1950) una spia russa rapisce uno scienziato britannico per impadronirsi di un raggio in grado di disintegrare gli aeroplani. La tecnologia contesa compare nei film sui dischi volanti: nel serial cinematografico Bruce Gentry: Daredevil of the Skies (1949), prima apparizione cinematografica dei dischi volanti, i velivoli sono armi segrete impiegate da un agente nemico contro obiettivi statunitensi; The Flying Saucer (1950), primo lungometraggio dedicato al tema degli UFO, affida a un uomo reclutato dai servizi segreti statunitensi l'indagine su un disco volante sperimentale che agenti sovietici cercano di ottenere.

Negli anni cinquanta il programma spaziale offre in alcuni film un terreno comune a ricerca scientifica e spionaggio. Attacco alla base spaziale U.S. (Gog, 1954) di Herbert L. Strock mostra una potenza straniera che prende a distanza il controllo del computer di un laboratorio sotterraneo impegnato negli esperimenti per il volo spaziale umano, provocando incidenti e mettendo in azione due robot sperimentali. Tobor - Il re dei robot (Tobor the Great, 1954) di Lee Sholem è incentrato su un robot progettato per sostituire l'uomo nei voli spaziali, divenuto l'obiettivo di spie comuniste intenzionate a sottrarlo prima della consegna al governo statunitense. M7 non risponde (The Net, 1953), diretto da Anthony Asquith, ha per oggetto il progetto segreto di un velivolo a reazione capace di raggiungere tre volte la velocità del suono, presentato in Italia con il richiamo alle "spie nel cielo dei supersonici". Nello stesso periodo la fantascienza entra anche in thriller non propriamente spionistici: Viaggio nell'interspazio (Spaceways, 1953) di Terence Fisher, tratto da un radiodramma di Charles Eric Maine, pone il programma satellitare sullo sfondo di un'indagine per omicidio: uno scienziato, sospettato di avere nascosto nel satellite il corpo della moglie, parte per lo spazio per dimostrare la propria innocenza. Sette secondi più tardi (Timeslip, 1956) di Ken Hughes, sceneggiato da Maine, introduce nel poliziesco una percezione anticipata del tempo: uno scienziato atomico vive mentalmente sette secondi e mezzo nel futuro, ma l'indagine resta affidata a un giornalista; il successivo romanzo L'uomo isotopo (The Isotope Man, 1957) fu tratto dalla sceneggiatura. L'invasione aliena divenne negli anni cinquanta un tema autonomo e ricorrente del cinema fantascientifico, frequentemente collegato alle tensioni della guerra fredda, in particolare all'infiltrazione comunista e alla minaccia nucleare. Resta ai margini del genere L'incredibile uomo trasparente (The Amazing Transparent Man, 1960) di Edgar G. Ulmer, un thriller poliziesco nel quale un ex maggiore dell'esercito intende servirsi di una macchina dell'invisibilità per creare un esercito invincibile.

Anni sessanta

L'autogiro "Little Nellie" di Agente 007 - Si vive solo due volte (You Only Live Twice, 1967), esempio dei gadget spettacolari del ciclo di James Bond.

All'inizio degli anni sessanta James Bond si affermò al cinema: nel 1962 uscì il primo film della serie, Agente 007 - Licenza di uccidere (Dr. No) di Terence Young. L'agente segreto sventa i piani del dottor No, che da un'isola caraibica cerca di dirottare i razzi lanciati da Cape Canaveral mediante un dispositivo fantascientifico: l'uso di una tecnologia fuori dall'ordinario da parte del supercriminale fissò uno schema narrativo poi ricorrente nella serie, pur restando la maggior parte dei film di Bond solo marginalmente fantascientifici. La minaccia tecnologica assume nei film un peso maggiore che nei romanzi e arriva a comprendere armi di distruzione di massa. La minaccia atomica già presente nel romanzo Il grande slam della morte (Moonraker) diventa la base della trama cinematografica in Agente 007 - Thunderball (Operazione tuono) (Thunderball, 1965). Agente 007 - Si vive solo due volte (You Only Live Twice, 1967) accentua ancora il versante fantascientifico: la malvagia organizzazione SPECTRE dispone di una base missilistica nascosta in un vulcano giapponese e cattura veicoli spaziali statunitensi e sovietici nel tentativo di provocare una guerra fra le due potenze; insieme a Moonraker, il film rientra fra gli episodi della serie nei quali la fantascienza emerge con maggiore evidenza.

Agente Lemmy Caution: missione Alphaville (Alphaville, une étrange aventure de Lemmy Caution, 1965) di Jean-Luc Godard trasferisce l'agente segreto in un ambiente fantascientifico: il protagonista si confronta con l'avanzatissimo computer che controlla Alphaville e reprime le emozioni dei suoi abitanti. Godard ottiene però un'atmosfera fantascientifica senza astronavi, raggi laser né l'apparato visivo consueto del genere, trasformando la Parigi del 1965 con la fotografia e una narrazione di impronta noir. Il computer antagonista governa una società fondata sulla razionalità assoluta, sulla sorveglianza e sull'uso della tecnologia per manipolare e opprimere. Altrove la fantascienza entra nella trama con un espediente narrativo scientifico (MacGuffin): Stazione 3: top secret (The Satan Bug, 1965) di John Sturges è imperniato su un virus artificiale capace di provocare una pandemia universalmente letale, già al centro del romanzo omonimo Il germe di Satana di Alistair MacLean, un thriller della guerra fredda costruito sullo stesso elemento fantascientifico. L'intreccio spionistico di Agente H.A.R.M. (Agent for H.A.R.M., 1966) nasce da spore sviluppate come arma biologica: l'eroe deve proteggere lo scienziato disertore che le ha create dagli agenti sovietici che tentano di impadronirsene, facendo del film un esempio precoce di fantaspionaggio cinematografico.

Eurospy

Il filone dell'Eurospy si sviluppò nel cinema europeo durante la cosiddetta "mania per Bond" (Bond mania). In Italia Agente 007 - Missione Goldfinger (Goldfinger, 1964) segnò l'accelerazione del fenomeno; per alcune stagioni le sale europee furono alimentate da numerose coproduzioni, soprattutto fra Italia, Francia, Germania e Spagna. Nate per lo più come produzioni a basso costo, queste pellicole seguivano schemi ricorrenti pur cercando di distinguersi dal modello di Bond; ai motivi fantastici affiancavano il poliziesco e la commedia, fino ad assumere in alcuni casi caratteri propri della fantascienza. L'imitazione non produceva però copie equivalenti a Bond: gli agenti dell'Eurospy ne adottavano lusso, tecnologia e intrighi internazionali, ma su di loro quegli elementi pesavano meno nel definire il personaggio. Alcuni titoli se ne staccavano proprio ricorrendo alla fantascienza, con la corsa allo spazio, invenzioni eccezionali o minacce scientifiche di portata globale. La parodia della guerra fredda e della corsa allo spazio porta, in 002 Operazione Luna (1965), due ladruncoli siciliani, sosia di cosmonauti sovietici dispersi, a essere inviati nello spazio al loro posto. In Agente segreto 777 - Operazione Mistero (1965) l'FBI indaga sulle ricerche di uno scienziato inventore di un procedimento nucleare capace di rianimare un corpo entro due ore dalla morte, mentre gli agenti di una potenza straniera tentano di sottrargli la formula; altrove la minaccia scientifica assume portata globale. Se tutte le donne del mondo... (Operazione Paradiso) (1966), film di spionaggio, segue un'agente statunitense e un'agente britannica contro il piano di un malvagio, basato su un congegno destinato a rendere sterile l'umanità. Nella versione internazionale il congegno diventa un satellite capace di emettere ultrasuoni e la vicenda coinvolge agenti segreti e la CIA. I ruoli dell'Eurospy, del resto, non riproducono meccanicamente quelli della serie inglese: alle agenti femminili (spy girls) ne spettano di più vari e meno rigidi.

Parodia della superspia

Franco e Ciccio in Due mafiosi contro Goldginger (1965), esempio italiano di parodia comica della superspia sul modello di Bond.

La parodia non nacque soltanto come effetto secondario della mania per Bond: nel cinema italiano italianizzò la figura della superspia, sostituendo all'agente angloamericano interpreti comici nazionali e adattandone i tratti alla commedia. Il nostro agente Flint (Our Man Flint, 1966) rientra fra i titoli di fantaspionaggio affini ai primi film di Bond. Nel successivo A noi piace Flint (In Like Flint, 1967) la parodia dell'agente segreto ricorre al lavaggio del cervello, a una piattaforma spaziale e a un finale ambientato in orbita. Fra i risultati di questa italianizzazione figurano Le spie vengono dal semifreddo, Il vostro superagente Flit e i due film di James Tont con Lando Buzzanca. Le parodie italiane, fra cui 00-2 agenti segretissimi e James Tont operazione U.N.O., ottennero alcuni dei risultati commerciali più favorevoli dell'intero filone. Il duo comico Franco e Ciccio viene arruolato in questo filone: i due diventano fotografi ambulanti che vengono scambiati per agenti segreti in Due mafiosi contro Goldginger (1965) e devono affrontare un criminale che vuole provocare una guerra fra Stati Uniti e Unione Sovietica. In Le spie vengono dal semifreddo (1966) compaiono donne-bomba, il sabotaggio di un supercomputer della CIA e un duplicato malvagio di Franco.

Il protagonista de Il vostro superagente Flit scopre che una serie di incidenti diplomatici è provocata da potenze extraterrestri e subisce anch'egli una suggestione ipnotica da uno di loro. James Tont operazione U.N.O. (1965), una commedia con Lando Buzzanca, fu in particolare uno dei titoli spionistici di maggiore incasso in Italia. Negli anni duemila i due film con Buzzanca sono stati riproposti come cult per un pubblico di appassionati. Perry Rhodan viene inviato, in ...4..3..2..1...morte (1967), in ricognizione sulla Luna e incontra due alieni naufraghi, in un'avventura spaziale costruita sullo schema d'azione dei film di Bond.

Austin Powers - Il controspione (Austin Powers: International Man of Mystery, 1997) parodiò a sua volta il modello di James Bond: Austin viene risvegliato dopo decenni di ibernazione criogenica per affrontare Dottor Male (Dr. Evil), che cerca di procurarsi armi nucleari con cui ricattare il mondo. Accanto agli incroci con la fantascienza, la parodia di Bond continuò nella commedia di spionaggio: Johnny English (2003) fece dell'agente segreto britannico una figura farsesca, parodia di James Bond; Agente speciale 117 al servizio della Repubblica - Missione Cairo (OSS 117: Le Caire, nid d'espions, 2006) rievocò in tono comico il cinema di spie ricreando deliberatamente il Bond dell'epoca di Sean Connery.

Dagli anni settanta al XXI secolo

Logo di Men in Black (1997), commedia fantascientifica su un'organizzazione clandestina che sorveglia i numerosi extraterrestri che vivono in incognito sulla Terra.

Dopo l'esaurirsi del filone dell'Eurospy il cinema sviluppò il fantaspionaggio in direzioni diverse: nei film di Bond cambiò il ruolo della tecnologia, mentre altrove il filone passò ai thriller per ragazzi, alle riletture nostalgiche della spia gentiluomo o a storie in cui la tecnologia modifica la missione. Nei film di Bond interpretati da Roger Moore, il peso della tecnologia crebbe durante gli anni settanta fino a culminare in Moonraker - Operazione spazio (Moonraker, 1979), mentre il successivo Solo per i tuoi occhi (For Your Eyes Only, 1981) tornò a un racconto più essenziale e meno dipendente dalla tecnologia. Con Casino Royale (2006), l'esordio di Daniel Craig come Bond segnò una netta riduzione dei gadget e degli artifici tecnologici; in Skyfall (2012) tornò Q, ma il film prese le distanze dai gadget esplosivi tipici dei capitoli precedenti. In No Time to Die (2021) la minaccia tecnologica è costituita da nanorobot programmati in base al DNA, destinati a uccidere individui o gruppi determinati.

Nel film commedia Condorman (1981) un disegnatore di fumetti viene coinvolto dalla CIA in un'operazione di spionaggio e assume l'identità del proprio personaggio; l'agenzia gli costruisce i veicoli e i gadget che aveva immaginato per il proprio eroe. Il ciclo cinematografico di Spy Kids propone il fantaspionaggio a un pubblico di ragazzi: nel terzo film della serie, Missione 3D - Game Over (Spy Kids 3-D: Game Over, 2003), l'azione si svolge in gran parte nella realtà virtuale, mentre nel quarto capitolo la minaccia riguarda la fine del tempo. Men in Black (1997), commedia fantascientifica, segue gli agenti di un organismo clandestino incaricato di sorvegliare gli extraterrestri che vivono in incognito sulla Terra. Kingsman: Secret Service recupera negli anni 2010 la tradizione, inaugurata da Bond, dell'organizzazione dotata di armi e dispositivi eccezionali, alternando omaggio e imitazione dello stile della spia gentiluomo, mentre il fumetto The Secret Service da cui è tratto conserva verso lo stesso prototipo un tono più satirico. Entrambe le versioni recuperano consapevolmente il Bond cinematografico anteriore alla fase con Daniel Craig, privilegiando il mondo dei gadget e il fascino disinvolto delle versioni precedenti. Il film amplia inoltre i ruoli femminili rispetto al fumetto, mettendo in discussione alcuni aspetti patriarcali della tradizione della spia gentiluomo. In Tenet (2020) l'inversione dell'entropia è insieme oggetto e strumento della missione: consentendo a persone e oggetti di muoversi a ritroso nel tempo, entra nelle operazioni degli agenti e culmina in un algoritmo capace di provocare la fine del mondo.

Televisione

Materiale di Organizzazione U.N.C.L.E. (The Man from U.N.C.L.E., 1964-1968) fotografato dalla CIA; la serie fu una delle prime risposte televisive al successo di Bond e impiegò dispositivi e situazioni fantascientifiche.

Regno Unito

Portmeirion, usata per le riprese esterne del Villaggio ne Il prigioniero (The Prisoner, 1967-1968), dove sorveglianza e controllo psicologico trasformano lo spazio in strumento di coercizione.

Negli anni sessanta la diffusione delle serie di agenti segreti e l'influenza di James Bond contribuirono all'affermazione del fantaspionaggio televisivo britannico. Il genere si allontanò dal realismo con minacce, ambienti e tecnologie apertamente fantastici; in alcune serie mutò la figura stessa dell'agente, dotato di capacità sovrumane oppure privato del controllo sulla propria identità. Gioco pericoloso (Danger Man) impiegava già nelle missioni del protagonista telecamere miniaturizzate, dispositivi d'ascolto, registratori e televisione a circuito chiuso. Agente speciale (The Avengers) e Il prigioniero (The Prisoner) portarono il racconto di spionaggio oltre i limiti del realismo verso tecnologie e situazioni fantastiche e contribuirono a definire il fantaspionaggio televisivo. Questo passaggio divenne particolarmente evidente in Agente speciale dalla metà degli anni sessanta, quando le trame fantascientifiche divennero frequenti e comparvero uomini invisibili, cyborg assassini, androidi, raggi per il controllo mentale e macchine del tempo, spesso inseriti in complotti per il dominio del Regno Unito o del mondo. La fase con Emma Peel come coprotagonista consolidò in particolare il tono fantastico e parodico con cui la serie trattava lo spionaggio.

Il prigioniero (The Prisoner, 1967-1968) capovolse il ruolo consueto dell'agente segreto: dopo essersi dimesso, l'anonimo protagonista viene rapito e rinchiuso nel Villaggio, perde il proprio nome e diventa il Numero Sei, passando da osservatore professionale a individuo sottoposto a sorveglianza e interrogatori. Poiché le autorità del Villaggio ne cercano la resa con sorveglianza, pressioni psicologiche, droghe e ipnosi, al centro del racconto finisce il controllo dell'individuo, sullo sfondo della paranoia della guerra fredda e del potere statale. Il timore non riguarda però soltanto i regimi avversari, perché la serie lo estende alle democrazie occidentali, capaci a loro volta di trasformare la sicurezza in sorveglianza dei propri cittadini. Altre serie dotarono invece gli agenti di facoltà eccezionali: i tre protagonisti di Tris d'assi (The Champions, 1968-1969), lavorano per il controspionaggio di un'organizzazione internazionale e ricevono da una civiltà nascosta nell'Himalaya capacità fisiche potenziate insieme a poteri sovrumani come telepatia e telecinesi, con cui tornano poi ad affrontare scienziati e armi avanzate. Una prosecuzione parziale del fantaspionaggio di Agente speciale arrivò negli anni settanta con Gli infallibili tre (The New Avengers, 1976-1977), che conservò parte delle qualità fantastiche della fase con Emma Peel ma ridusse la parodia e cercò un maggiore realismo. In UFO (1970) la SHADO, organizzazione segreta guidata dal comandante Straker, difende la Terra da una minaccia extraterrestre e combatte alieni ostili servendosi di basi e mezzi dislocati sul pianeta, in mare e sulla Luna.

Stati Uniti

Don Adams e Barbara Feldon in Get Smart (1965-1970), parodia spy-fi di Bond e U.N.C.L.E. con gadget fantascientifici.

Sull'onda del successo di Bond, le serie statunitensi accostarono la superspia all'avventura internazionale, alla parodia e a generi fino ad allora lontani dallo spionaggio. Organizzazione U.N.C.L.E. (The Man from U.N.C.L.E., 1964-1968) portò in televisione l'agente internazionale, con un repertorio ricorrente di dispositivi e situazioni fantascientifiche. Missione impossibile (Mission: Impossible, 1966-1973) affida le operazioni a una squadra al servizio del governo fra i cui membri ricorrono un esperto di tecnologia e un maestro del travestimento, chiamati a missioni che richiedono espedienti tecnici, segretezza e improvvisazione. Get Smart (1965-1970) volse la stessa moda in parodia, affiancando al telefono nascosto nella scarpa dell'agente 86 un laser miniaturizzato, il malfunzionante "Cono del silenzio" e il robot umanoide Hymie. Selvaggio west (The Wild Wild West, 1965-1969) fu concepita come un western di spionaggio sul modello di Bond e trattò le missioni dei due agenti con toni avventurosi e umoristici, ricorrendo a tecnologie ispirate ai romanzi di Jules Verne: la serie li contrappone a scienziati pazzi e invenzioni anacronistiche o avveniristiche, comprese macchine del tempo e dispositivi capaci di provocare terremoti. Per l'ambientazione ottocentesca e l'uso di invenzioni anacronistiche, Selvaggio west è considerata un antecedente dello steampunk.

Negli anni settanta la tecnologia fantascientifica modificò direttamente il corpo dell'agente: Steve Austin, ricostruito con un braccio, un occhio e due gambe cibernetici, viene impiegato da un'agenzia governativa ne L'uomo da sei milioni di dollari (The Six Million Dollar Man, 1974-1978) in missioni della guerra fredda. La stessa premessa venne sviluppata con una protagonista femminile ne La donna bionica (The Bionic Woman, 1976-1978): Jaime Sommers, ricostruita in parte con impianti bionici, lavora per la stessa agenzia e dispone fra l'altro di un udito artificiale capace di ampliare enormemente il suo raggio d'ascolto. Il personaggio della donna bionica acquisì rapidamente una forte autonomia: il successo delle apparizioni della protagonista spinse ABC a dedicarle una serie propria, che nella stagione 1975-1976 arrivò al quinto posto fra i programmi televisivi statunitensi più visti. Affidando l'azione fantascientifica a una donna, la serie affrontò la maggiore autonomia e l'ampliamento dei ruoli femminili negli anni settanta, benché Jaime restasse inserita in gerarchie quasi tutte maschili.

Dagli anni duemila

Logo di Alias (2001-2006), serie che rinnova lo spy-fi con invenzioni fantastiche, manipolazione della memoria e trasferimento d'identità.

Dagli anni duemila alcune serie intervengono direttamente sul corpo e sulla mente dell'agente, collegandolo a sistemi informatici fino a farne un'interfaccia tecnologica, impiantandogli nella memoria dati riservati o manipolandone l'identità; altrove lo scontro fra servizi segreti si estende a realtà parallele o alla realtà virtuale. In Jake 2.0 (2003) un tecnico informatico della National Security Agency (NSA) viene accidentalmente infettato da nanomacchine che gli conferiscono forza e sensi potenziati insieme alla capacità di interagire direttamente con i computer, tanto che l'agenzia gli affianca una squadra per operazioni clandestine. La componente fantascientifica di Alias deriva soprattutto dalle invenzioni di Milo Rambaldi, un "Nostradamus del Rinascimento", contese dalle diverse organizzazioni della serie, fra cui tecnologie capaci di modificare la memoria o trasferire l'identità: restano riconoscibili le missioni internazionali e i gadget, subordinati però a un conflitto più ampio sul controllo dell'informazione e della persona. in Fringe (2008-2013) l'agente dell'FBI Olivia Dunham è assegnata a una divisione speciale che indaga su fenomeni al confine della scienza, fra teletrasporto, resurrezione, ibridi fra esseri umani e macchine e universi paralleli; nella prima stagione le indagini conducono a un'organizzazione terroristica internazionale formata da scienziati. Una banca dati riservata viene impiantata nella mente del protagonista di Chuck (2007-2012) attraverso l'Intersect, un supercomputer governativo: la conoscenza riservata diventa parte del corpo dell'agente e lo coinvolge nelle operazioni dei servizi segreti con tono comico, anziché restare soltanto qualcosa da sottrarre o proteggere.

Thriller di guerra fredda fra due mondi paralleli collegati da un passaggio segreto a Berlino, Counterpart (2017-2019) rende letterale il motivo del doppio agente, perché ogni personaggio può incontrare - e sostituire - un'altra versione di sé; nel confronto fra le due realtà si misura quanto biografia e circostanze possano trasformare una medesima persona. Fra le serie di supereroi, Agents of S.H.I.E.L.D. affianca all'attività degli agenti intelligenze artificiali, androidi, cyborg e personaggi dotati di poteri sovrumani: nella quarta stagione un androide è impiegato come spia e diversivo, mentre parte dell'azione si svolge in un mondo virtuale in cui identità e rapporti fra i personaggi vengono alterati.

Fumetto e animazione

Jim Steranko, autore che negli anni sessanta reinterpretò Nick Fury come superspia con trame e soluzioni visive fantascientifiche.

Superspie angloamericane

Nel fumetto statunitense degli anni sessanta Nick Fury passa dal ruolo di eroe di guerra a quello di spia, divenendo una delle maggiori figure dello spionaggio dell'universo Marvel. Nato come protagonista del fumetto di guerra Sgt. Fury and his Howling Commandos, il personaggio tornò nel 1965 in Strange Tales come superagente alla guida dello S.H.I.E.L.D., in una nuova versione nata nel clima del successo di James Bond e di Organizzazione U.N.C.L.E. (The Man from U.N.C.L.E.), con armi laser, gadget e organizzazioni segrete. Il cambiamento fu ancora più netto con Jim Steranko, che lavorò prima su Strange Tales (1966-1968) e poi su Nick Fury, Agent of S.H.I.E.L.D.. La sua versione reinterpretò la superspia sul modello di Bond, con trame fuori dall'ordinario e tecnologia fantascientifica, ma rinnovò anche il modo di costruire le pagine, fra grafica moderna, riferimenti alla cultura pop e ritmo cinematografico.

La striscia britannica Modesty Blaise, iniziata nel 1963 e inserita nella produzione per lo più non fantastica di Peter O'Donnell, è di particolare interesse per la fantascienza: le storie ricorrono spesso a nuove invenzioni e a crisi politiche che, per risultare plausibili, richiederebbero ambientazioni nel futuro prossimo; alcuni romanzi della stessa serie si avvicinano ancora di più al genere.

Corpi cibernetici

Personaggi di Shōtarō Ishinomori, fra cui quelli di Cyborg 009 (dal 1964), serie che rielabora lo spionaggio affidando l'azione a una squadra multinazionale di cyborg.

In alcune serie manga giapponesi lo spionaggio passa attraverso agenti il cui corpo è trasformato dalla tecnologia. Nato come thriller tecnologico del futuro prossimo sulla scia della popolarità crescente di James Bond, Cyborg 009 (1964) si rivolge a un pubblico giovane e affida l'azione a una squadra multinazionale di cyborg ribelli all'organizzazione criminale che li ha trasformati; le molte serializzazioni successive furono accompagnate da trasposizioni animate, che portarono la serie oltre il manga. Il rapporto fra spionaggio e corpo artificiale ritorna in 009-1, incentrato su un'agente segreta del Blocco occidentale il cui corpo è stato trasformato in cyborg; la serie è ambientata in un futuro alternativo nel quale la guerra fredda dura da 140 anni. Gunslinger Girl di Yu Aida lega il corpo modificato al controllo della memoria e del comportamento: un'organizzazione muta in cyborg un gruppo di ragazze, ne cancella i ricordi e le sottopone a condizionamento per impiegarle nella lotta al terrorismo. È il caso della protagonista, sopravvissuta a un attacco in cui ha perso la famiglia e poi ricostruita con componenti robotiche. Con Ghost in the Shell di Masamune Shirow, iniziato nel 1989, il corpo cibernetico offre capacità utili nelle missioni ma mette in dubbio memoria e identità; le operazioni clandestine si svolgono in un Giappone del 2029 segnato dalla guerra cibernetica, dove un'organizzazione segreta individua ed elimina minacce criminali e la protagonista Motoko Kusanagi, cyborg a corpo interamente artificiale e guida operativa dell'unità, affronta casi di manipolazione della memoria. Nel film animato Ghost in the Shell (1995) dà la caccia al Puppet Master, capace di violare i cervelli connessi alla rete. La distinzione fra "ghost" (la coscienza e il nucleo dell'identità) e "shell" (il corpo cibernetico che la ospita) diventa incerta nel film, perché memoria e identità vengono manipolate o riscritte.

Identità sotto copertura

Alcuni fumetti statunitensi degli anni duemila insistono sulla difficoltà di mantenere un'identità sotto copertura nello spionaggio, sui compromessi morali e sul modo in cui la vicenda viene raccontata. Sleeper di Ed Brubaker e Sean Phillips segue un agente infiltrato fra i supercriminali, che resta prigioniero della propria identità fittizia quando l'unico superiore in grado di richiamarlo entra in coma: ha la capacità di trasferire ad altri gli effetti della violenza subita, ma questo potere resta secondario in un racconto noir di doppio gioco e crescente compromesso morale. Zero, scritto da Aleš Kot e disegnato da un artista diverso a ogni numero, segue un assassino coinvolto in una rete di intrighi internazionali che tocca concetti fantascientifici; l'alternanza degli artisti fa parte della narrazione, perché motivi e impaginazioni ricorrenti tornano in stili diversi e accompagnano una vicenda che si estende per molti anni. Con Casanova di Matt Fraction, disegnato da Gabriel Bá e Fábio Moon, lo spionaggio si svolge fra realtà multiple: l'eroe viene rapito in un universo parallelo e costretto a lavorare contro un'organizzazione incaricata di far rispettare la legge su scala internazionale e guidata dal padre. I mondi paralleli diventano così una variante deliberata del racconto spionistico.

Fumetto europeo e italiano

Murale di Blake e Mortimer (Blake et Mortimer, dal 1946) a Bruxelles; la serie intreccia spionaggio, avventura e fantascienza fin dall'episodio dell'Espadon.

Fin dagli esordi Blake e Mortimer (Blake et Mortimer) di Edgar P. Jacobs innesta la fantascienza sul racconto d'avventura e di spionaggio, affiancando all'agente dei servizi segreti britannici Francis Blake il fisico nucleare Philip Mortimer. Nella prima avventura Il segreto dell'Espadon i due fuggono con i piani di un'arma capace di mutare le sorti della guerra, per raggiungere poi una base della resistenza in Medio Oriente per completarla, inseguiti dal malvagio antagonista Olrik, deciso a impadronirsene. La spia compare nel fumetto europeo sia nelle lunghe serie fantascientifiche sia nella space opera e nei thriller tecnologici incentrati su sorveglianza e servizi segreti. Kriss Boyd nacque in Italia per testi e disegni di Nevio Zeccara, con la collaborazione di Renata Gelardini, attiva in una produzione che, prima su Il Vittorioso e poi su Il Giornalino, comprendeva sia avventure di spionaggio sia storie di argomento fantascientifico.

Creata da Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna attorno a un agente speciale dell'Agenzia Alfa, Nathan Never è fra le serie più longeve e significative della fantascienza europea a fumetti. Il progetto nacque evitando inizialmente la space opera e cercando atmosfere noir vicine a Blade Runner, con la figura del detective privato e richiami all'hard boiled (il poliziesco duro e realistico), accanto alla crescente presenza della tecnologia. La serie mantiene la struttura tipica degli albi Bonelli, nota come "codice Bonelli", ma vi innesta ritmi e inquadrature di taglio cinematografico, soprattutto nei passaggi fantascientifici e noir, mentre il protagonista richiama quello di Blade Runner. Nel corso della serie, alle iniziali atmosfere noir e cyberpunk si sono affiancati filoni fantascientifici molto diversi, fra scenari postapocalittici, space opera, ucronie e racconti hard boiled, con riferimenti provenienti dalla tradizione letteraria, cinematografica, televisiva e fumettistica; le atmosfere urbane e le scenografie cupe restano particolarmente riconoscibili nei primi albi, mentre in seguito aumenta la varietà dei sottogeneri e dei toni narrativi. Ghost Money, sceneggiato da Thierry Smolderen e disegnato da Dominique Bertail, avvicina nel fumetto franco-belga il fantaspionaggio al thriller finanziario: manipolazione, sorveglianza e servizi segreti ruotano attorno a una giovane miliardaria, con tecnologie degli anni 2020. La serie franco-belga Valérian e Laureline, avviata nel 1967, segue la coppia formata dall'agente spazio-temporale Valérian e da Laureline, che prende spesso l'iniziativa e introduce nella serie una vena di satira femminista.

Animazione per ragazzi

Logo di Totally Spies! - Che magnifiche spie! (Totally Spies!, dal 2001), serie per ragazzi in cui la vita scolastica delle protagoniste si alterna a missioni segrete sostenute da gadget fantastici.

Nell'animazione per ragazzi Totally Spies! - Che magnifiche spie! (Totally Spies!) segue tre adolescenti divise fra la scuola e le missioni per un servizio segreto, secondo una formula spy-fi che affida a gadget fantastici quasi ogni incarico. Le protagoniste ricevono nuovi dispositivi in quasi ogni episodio, fra cui anelli a propulsione antigravitazionale, stivali con punte perforanti in titanio e un asciugacapelli dotato di laser. La serie presenta numerosi antagonisti bizzarri.

Videogiochi

Hideo Kojima, creatore della serie Metal Gear (dal 1987), che contribuì a diffondere l'infiltrazione e sviluppò temi di controllo dell'informazione, biotecnologie e intelligenza artificiale.

Infiltrazione e controllo dell'informazione

Dimostrazione dal vivo di Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots (2008), capitolo in cui nanomacchine e identificazione digitale regolano armi e combattenti.

Spionaggio e fantascienza incidono nei videogiochi sia sulla trama sia sulle regole: il giocatore osserva pattuglie, elude sistemi di sicurezza, raccoglie informazioni e penetra in installazioni protette. Nella serie Metal Gear l'osservazione delle pattuglie, l'elusione dei nemici e la penetrazione in aree sorvegliate diventano fondamentali. Nei capitoli successivi il conflitto si estende al controllo dell'informazione, delle armi e degli stessi combattenti, il racconto prende la forma di un thriller tecnologico ambientato in un futuro prossimo e vi entrano biotecnologie, nanotecnologie e intelligenze artificiali. Pur non essendo il primo videogioco d'infiltrazione in assoluto, Metal Gear (1987), pubblicato da Konami per MSX2, contribuì a rendere popolare un tipo di gioco fondato sulle operazioni sotto copertura e sull'elusione dei nemici: Castle Wolfenstein (1981) lo aveva preceduto e, quando uscì il titolo di Konami, questo modo di giocare era ancora raro in Giappone. Solid Snake deve penetrare in Metal Gear uno stato-fortezza, raccogliere informazioni e distruggere il Metal Gear, un carro armato bipede capace di lanciare armi nucleari, evitando per quanto possibile il combattimento diretto. Con Metal Gear Solid (1998), che rese la serie molto più popolare, alla componente di infiltrazione si affiancano la clonazione, virus geneticamente modificati e una trama più apertamente fantastica.

La tecnologia va poi oltre l'arsenale, perché organizzazioni segrete la impiegano per controllare l'informazione, l'economia e la guerra. La principale minaccia si sposta dall'arma nucleare al controllo dei canali digitali in Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty (2001): i Patriots mirano a filtrare, classificare e cancellare informazioni per esercitare un controllo sociale, politico ed economico, mentre Arsenal Gear è concepito soprattutto come infrastruttura per governare il flusso dei dati. Una rete di intelligenze artificiali sostiene l'economia di guerra in Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots (2008) e regola armi e combattenti mediante identificazione e nanotecnologie; le regole di gioco ne dipendono, perché le armi bloccate digitalmente devono passare per Drebin per essere sbloccate e scambiate. Metal Gear Solid V: The Phantom Pain (2015) mantiene lo spionaggio e l'infiltrazione in un mondo aperto, con missioni di intelligence e sabotaggio, ma introduce una minaccia biotecnologica che colpisce attraverso le corde vocali: parassiti geneticamente manipolati le attaccano e possono essere impiegati per eliminare intere comunità linguistiche. Splinter Cell: Chaos Theory (2005), della serie Splinter Cell, ambienta in un futuro prossimo una campagna incentrata sulla guerra informatica, nella quale Sam Fisher agisce da agente segreto e si infiltra in installazioni nemiche. Il doppio gioco regge l'infiltrazione in Tom Clancy's Splinter Cell: Double Agent (2006), perché l'eroe deve guadagnarsi la fiducia di un'organizzazione terroristica pur restando al servizio della NSA. L'equipaggiamento di Tom Clancy's Splinter Cell: Conviction (2010) comprende visori sonar che consentono di vedere al buio e oltre le pareti e di individuare firme termiche e raggi laser.

Spionaggio industriale

Logo della serie Deus Ex (dal 2000), fantaspionaggio cyberpunk basato su infiltrazione, intrusione informatica e potenziamenti nanotecnologici.

Le ambientazioni cyberpunk di Syndicate e della serie Deus Ex collocano le missioni fra grandi aziende, reti informatiche e tecnologie che modificano o controllano il corpo; in entrambi i casi le modificazioni fisiche incidono sulle capacità disponibili sul campo. Syndicate (1993), sviluppato da Bullfrog Productions e progettato da Peter Molyneux e Sean Cooper per Amiga e DOS, è uno dei primi esempi di tattica in tempo reale in un'ambientazione cyberpunk, dove il punto di vista non coincide con quello di un singolo agente. Il giocatore dirige un'organizzazione che mira alla conquista globale mediante missioni clandestine di assassinio, acquisizione di scienziati e conquista territoriale, impiegando una squadra di cyborg potenziabili con arti artificiali e cervelli computerizzati; gli agenti sono geneticamente modificati e sottoposti a controllo neurale, in un futuro dominato da multinazionali spietate che ricorreno ad operazioni di assassinio e "persuasione". Deus Ex (2000) colloca spionaggio governativo e cospirazioni in un futuro cyberpunk: il protagonista opera come agente della coalizione antiterrorismo delle Nazioni Unite, affronta le missioni scegliendo fra infiltrazione, negoziazione o intrusione nei sistemi informatici (hacking) e dispone di potenziamenti nanotecnologici che incidono direttamente sulle sue capacità. Adam Jensen conduce invece le proprie indagini mentre il corpo gli viene rimodellato dalla tecnologia: Deus Ex: Human Revolution (2011) lo presenta come responsabile della sicurezza di una società biotecnologica che, dopo un attentato, viene trasformato in cyborg e cerca i mandanti. Deus Ex: Mankind Divided (2016) porta Jensen nella nuova unità antiterrorismo dell'Interpol, in una società divisa dall'uso degli impianti cibernetici. Poiché le modificazioni fisiche e cognitive incidono direttamente sulle scelte tattiche, il giocatore può affrontare ogni ostacolo con la furtività, il confronto, l'interazione sociale o l'intrusione informatica. Gli impianti, però, portano con sé instabilità, disuguaglianza e perdita di controllo: doppio agente colpito da amnesia e non sempre certo di chi stia servendo, Jensen ha in corpo dispositivi di origine sconosciuta che gli danno nuove capacità e insieme lo espongono. In Invisible, Inc. (2015) il giocatore dirige una squadra di spie ed esplora basi nemiche in missioni a turni, dove l'infiltrazione impone di raccogliere informazioni e valutare i rischi. Gli edifici vengono generati automaticamente a ogni partita (in modo procedurale), il livello di sicurezza cresce con il trascorrere dei turni e il giocatore deve violare sistemi informatici, osservare le guardie e decidere quanto a lungo rimanere nell'edificio prima di uscirne; l'agenzia svolge attività di spionaggio industriale ai danni di grandi aziende e si affida all'intelligenza artificiale per penetrare nei sistemi di sicurezza.

Ritorno allo spionaggio degli anni sessanta

Logo di The Operative: No One Lives Forever (2000), gioco che rievoca in tono umoristico lo spionaggio spettacolare degli anni sessanta con furtività e gadget sperimentali.

Mentre in Perfect Dark avversari e obiettivi sono definiti da specie e tecnologie extraterrestri, The Operative: No One Lives Forever rievoca in modo volutamente fantasioso lo spionaggio spettacolare degli anni sessanta; in entrambi, infiltrazione e operazioni clandestine restano al centro delle missioni. GoldenEye 007 (1997), sparatutto in prima persona ispirato al film del 1995, affida il ruolo principale a James Bond, agente dell'MI6; accanto al combattimento assegna un peso rilevante alla capacità di muoversi senza farsi scoprire. In Perfect Dark (2000) la protagonista appartiene a un'unità addetta alle operazioni clandestine ed è coinvolta in un intrigo con due specie aliene e un'arma recuperata da un'astronave sommersa; le missioni comprendono infiltrazione, contatti con altri agenti e recupero di tecnologie, mentre il conflitto si estende a una cospirazione interplanetaria e a tecnologie extraterrestri. The Operative: No One Lives Forever (2000) rievoca la narrativa di agenti segreti degli anni sessanta in un'avventura volutamente fantasiosa e umoristica, nella quale l'agente Cate Archer dispone, accanto alle armi convenzionali, di gadget e armi sperimentali. Le regole traducono lo spionaggio in meccaniche di furtività e infiltrazione: le missioni alternano scontri e avvicinamenti clandestini, la valutazione finale premia chi è rimasto inosservato e la ricostruzione stilizzata degli anni sessanta si riflette nel modo in cui il giocatore interpreta il ruolo dell'agente.

Temi ricorrenti

Tecnologia e gadget

L'automobile Lotus Esprit che si converte in sommergibile ne La spia che mi amava (The Spy Who Loved Me, 1977), esempio di veicolo trasformato in gadget fantascientifico al servizio delle missioni di 007.

Nelle serie spionistiche degli anni sessanta il gadget è spesso progettato per uno scopo preciso e serve concretamente alla missione dell'agente. Il fantaspionaggio spinge questa tendenza oltre il realismo consueto dello spionaggio, con dispositivi volutamente eccessivi in cui conta l'impiego spettacolare nell'azione più che la spiegazione scientifica del funzionamento. Nei racconti di Bond, piccoli dispositivi per l'assassinio o la fuga nascosti in oggetti comuni confluiscono nell'equipaggiamento dell'agente e, successivamente, nei gadget cinematografici. Nei film di Bond, però, l'agente impiega la tecnologia che Q gli fornisce mantenendo una distanza ironica, senza diventarne dipendente e sa agire anche quando i gadget lo tradiscono: quando serve, sa adattare oggetti e apparecchi a scopi diversi da quelli previsti. I mezzi di trasporto si trasformano a loro volta in gadget spettacolari: ne La spia che mi amava (The Spy Who Loved Me) l'automobile di Bond diventa un minisommergibile, mentre quella di Scaramanga viene convertita in un velivolo mediante un modulo con ali e motore in Agente 007 - L'uomo dalla pistola d'oro (The Man with the Golden Gun).

La tecnologia diventa talvolta l'oggetto stesso della missione e serve da espediente narrativo (MacGuffin) che mette in moto la ricerca o lo scontro. Il governo britannico cerca di acquisire un congegno antigravitazionale in Secret service (Licensed to Kill, 1965) e l'agente Charles Vine riceve l'incarico di proteggere l'inventore svedese. Nell'Eurospy il gusto per i gadget e la tecnologia deriva dai film di Bond, insieme al lusso, al turismo e all'azione spettacolare.

Minacce globali

Modello di bomba termonucleare B61: armi nucleari e progetti di distruzione di massa mostrano la crescente portata delle minacce globali nel fantaspionaggio.

Per gli antagonisti, le superarmi estendono in alcuni casi la minaccia fino alla distruzione di massa e alla fine del mondo, sconfinando nella fantascienza apocalittica. Già i film di Dick Barton mettono al centro dell'intreccio spionistico superarmi scientifiche, mentre gli antagonisti del ciclo di Bond ricorrono via via più spesso a scienziati, tecnologie avanzate, armi nucleari e altri strumenti di distruzione di massa; la figura del supercriminale dotato di dispositivi fantascientifici deriva del resto da motivi già presenti nella fantascienza delle riviste pulp. Agente e antagonista si distinguono nei film di Bond per il modo in cui impiegano la tecnica: molti avversari portano protesi e fondano i propri piani su grandi impianti o progetti tecnologici, mentre Bond preferisce strumenti più piccoli e li adatta alle circostanze. In alcuni casi la minaccia mira al controllo del clima o della popolazione anziché alla distruzione immediata. Se tutte le donne del mondo (1966) presenta un industriale che dispone di un satellite capace di emettere ultrasuoni che renderebbero sterile l'umanità, così da poter dominare il mondo controllandone la futura popolazione. Un'organizzazione segreta ricatta il pianeta ne Il nostro agente Flint (Our Man Flint, 1966) mediante un sistema capace di controllare il tempo atmosferico, con l'obiettivo del dominio globale. Blofeld progetta di diffondere, ne Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà (On Her Majesty's Secret Service, 1969), un virus capace di rendere sterili piante, animali ed esseri umani servendosi di pazienti sottoposti a lavaggio del cervello. Nei piani dei supercriminali entrano anche i programmi spaziali: ne A noi piace Flint (In Like Flint, 1967) un generale tenta di convertire un razzo in un ordigno nucleare per conquistare il dominio del mondo, mentre Moonraker - Operazione spazio (Moonraker, 1979) porta la minaccia in orbita, con il cattivo che colloca in capsule simili a satelliti gli agenti tossici destinati alla Terra.

Viaggi nel tempo

Poul Anderson, autore del ciclo de La pattuglia del tempo (Time Patrol, dal 1955), fra i primi esempi di agenti incaricati di impedire alterazioni della storia.

Nella fantascienza il tempo diventa terreno d'azione per agenti e organizzazioni, che talvolta sono in grado di viaggiare nel passato o nel futuro. La polizia temporale (o cronopolizia) è tipicamente incaricata di proteggere il passato dalle alterazioni, regolando i viaggi nel tempo e neutralizzando paradossi o riscritture pericolose della storia. I dispositivi temporali permettono inoltre di spiare il passato dal futuro. Fra i primi esempi letterari vi è il ciclo de La pattuglia del tempo di Poul Anderson, avviato con il racconto Everard cronodetective (Time Patrol) nel 1955 e poi sviluppato in raccolte e romanzi brevi, i cui agenti intervengono per impedire alterazioni della storia. Il ciclo dell'UCCI (Ufficio Centrale Cronotemporale Italiano) di Lanfranco Fabriani, iniziato con Lungo i vicoli del tempo (2002) e proseguito con Nelle nebbie del tempo, segue gli agenti dell'omonimo servizio segreto temporale, incaricato di proteggere la storia nazionale dalle alterazioni. Allo stesso modello si richiama il fumetto Valérian e Laureline. Nel film Dimensione 5 (Dimension 5, 1966) un agente segreto statunitense si sposta avanti e indietro nel tempo grazie a un dispositivo fissato alla cintura e tenta di impedire che una bomba all'idrogeno distrugga Los Angeles. La serie tv Seven Days (1998-2001) trasforma il viaggio nel tempo in uno strumento della sicurezza nazionale: il progetto segreto Backstep della NSA invia un ex agente della CIA fino a sette giorni nel passato per cambiare il corso di eventi dannosi per gli Stati Uniti; numerosi episodi impiegano questo meccanismo per sventare trame di spionaggio, mentre agenti russi tentano di sottrarre la tecnologia del progetto.

Spie galattiche

Logo di Valérian e Laureline (Valérian et Laureline, dal 1967), serie che porta gli agenti spazio-temporali nella space opera e nei conflitti fra mondi e specie.

La space opera comprende storie d'azione e avventura fondate su conflitti interplanetari o interstellari. In alcune storie, ambientate spesso in un impero galattico, i protagonisti sono agenti imperiali o galattici oppure diplomatici impegnati in missioni clandestine fra mondi e potenze differenti. Dominic Flandry, protagonista del ciclo di Poul Anderson iniziato nel 1951, serve come agente dell'Impero Terrestre e opera in un impero decadente minacciato da potenze rivali, cercando di ritardarne il declino. Cap Kennedy, agente segreto galattico, è l'eroe del ciclo pubblicato da E. C. Tubb con lo pseudonimo Gregory Kern a partire da Universo parallelo (Galaxy of the Lost, 1973).

La serie umoristica di Harry Harrison dedicata a Jim diGriz, il Ratto d'acciaio, avviata in volume con Il titano d'acciaio (The Stainless Steel Rat) nel 1961 e proseguita fino al 2010, segue un criminale interstellare (quasi) imprendibile, catturato nel primo romanzo e arruolato come agente del Corpo Speciale; ne Il Ratto d'Acciaio viene arruolato (The Stainless Steel Rat Gets Drafted) riceve l'incarico di spiare i piani d'invasione dell'esercito nel quale è stato costretto ad arruolarsi. Nel Ciclo della Cultura di Iain M. Banks il ramo Circostanze Speciali (Special Circumstances) svolge missioni clandestine presso civiltà esterne e ha un ruolo particolarmente importante, fra gli altri, ne L'impero di Azad (The Player of Games, 1988) e La guerra di Zakalwe (Use of Weapons, 1990). Nel Ciclo dei Vor di Lois McMaster Bujold, Miles Vorkosigan conduce un'avventurosa doppia vita fra la marina di Barrayar, la Sicurezza Imperiale e i mercenari Dendarii; il ciclo alterna storie militari a vicende di spionaggio, politica e romantiche con accenti ironici da commedia.

Il ciclo di Retief di Keith Laumer si svolge sullo sfondo della diplomazia interplanetaria, con il protagonista a mediare fra gli abitanti di mondi alieni e i propri superiori del Corps Diplomatique Terrestrienne; le storie che ne nascono adottano quasi sempre un tono umoristico. La space opera a fumetti di Valérian e Laureline fa da sfondo a paradossi temporali, conflitti fra specie e questioni sociali e politiche, soprattutto dopo i primi racconti più vicini all'avventura tecnoscientifica. La serie a fumetti italiana Kriss Boyd segue un agente galattico dotato di poteri telepatici, impegnato nella caccia a criminali nello spazio. In Nathan Never la space opera affianca invece scenari postapocalittici, ucronie, hard boiled, noir e cyberpunk, con protagonista un agente speciale dell'Agenzia Alfa.

Corpi e identità mutevoli, menti sotto controllo

Telecamera di sorveglianza a circuito chiuso: ne Il prigioniero (The Prisoner, 1967-1968) il Villaggio è sottoposto a sorveglianza continua e tecniche di coercizione.

La fantascienza ricorre spesso ai cyborg nelle storie di spionaggio e di guerra, dove la sorveglianza e il controllo della memoria accompagnano la trasformazione del corpo. Nelle serie bioniche degli anni settanta la tecnologia entra direttamente nel corpo dell'agente: Steve Austin ne L'uomo da sei milioni di dollari (The Six Million Dollar Man) e Jaime Sommers ne La donna bionica (The Bionic Woman) sono ricostruiti con impianti bionici e lavorano per agenzie governative. In Deus Ex JC Denton accresce le proprie capacità con modificazioni nanotecnologiche, mentre nel ciclo di Bond accade spesso il contrario: l'agente rimane del tutto umano, mentre sono protesi, modificazioni biologiche e corpi meccanizzati a caratterizzare numerosi avversari, da Dr. No e Jaws fino a Zao e Renard.

L'identità si perde o si confonde con l'amnesia, viene scambiata o trasferita, oppure muta per effetto di interventi sulla memoria. In Atto di forza (Total Recall, 1990) il protagonista scopre che identità e memoria gli sono state alterate: il suo matrimonio è solo un ricordo impiantato e un'agenzia gli ha cancellato il passato; in seguito apprende di essere stato un agente che aveva accettato di cambiare identità per riuscire a infiltrarsi tra i ribelli di Marte, telepatici. In Va e uccidi (The Manchurian Candidate, 1962) il lavaggio del cervello fa di un reduce statunitense un assassino politico, mentre in Cypher (2002) l'identità di copertura dello spionaggio industriale si regge su droghe per il controllo mentale e dispositivi cibernetici.

La sorveglianza torna infine su scale opposte: ridotto al Numero Sei, l'agente de Il prigioniero (The Prisoner, 1967-1968) vive in un villaggio osservato senza tregua; il Blofeld di Spectre (2015) dispone invece di sorveglianza globale, elaborazione dei dati e manipolazione della memoria, si infiltra nelle strutture governative grazie alla tecnologia e tenta di agire direttamente sul cervello di Bond, che però conserva memoria e identità nonostante l'intervento.

Note

  1. 1 2 3 4 (EN) Tobor the Great, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute. URL consultato il 27 agosto 2026.
  2. 1 2 3 Sexton, 2010, p. 11
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 (EN) Science Fiction Subsets (PDF), su docs.bartonccc.edu, Barton Community College, p. 16. URL consultato il 28 agosto 2026.
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Bibliografia

Fonti utilizzate
Approfondimenti

Voci correlate

Collegamenti esterni