| Fara in Sabina comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Roberta Cuneo (Lega) dal 22-9-2020 |
| Territorio | |
| Coordinate | 42°11′24.82″N 12°41′46.36″E |
| Altitudine | 482 m s.l.m. |
| Superficie | 54,96 km² |
| Abitanti | 14 007 (31-5-2026) |
| Densità | 254,86 ab./km² |
| Frazioni | Grottaglie, Baccelli, Borgo Quinzio, Canneto Sabino, Coltodino, Corese Terra, Passo Corese, Farfa, Prime Case, Talocci |
| Comuni confinanti | Castelnuovo di Farfa, Montelibretti (RM), Montopoli di Sabina, Nerola (RM), Toffia |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 02032 |
| Prefisso | 0765 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 057027 |
| Cod. catastale | D493 |
| Targa | RI |
| Cl. sismica | zona 2B (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona E, 2 242 GG |
| Nome abitanti | faresi |
| Patrono | sant'Antonino |
| Giorno festivo | 2 settembre |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Fara in Sabina (spesso abbreviato in Fara Sabina) è un comune italiano di 14 007 abitanti della provincia di Rieti nel Lazio.
Fara in Sabina sorge a 482 metri di altezza sul livello del mare ed è localizzata nella "parte nord-ovest" del Monte degli Elci.
Il fiume Farfa scorre nel territorio comunale.
Il clima di Fara in Sabina presenta caratteristiche temperate, con una netta differenza stagionale tra il semestre freddo, più umido, e quello estivo, più caldo e asciutto.
Le temperature medie mostrano inverni relativamente freddi, con minime medie di 2 °C a gennaio e 3 °C a febbraio e dicembre, e massime medie comprese tra 12 °C e 14 °C nei mesi più freddi; l’estate è invece calda, con massime medie che raggiungono 32 °C a luglio e 31 °C ad agosto, mentre le minime medie estive si collocano tra 16 °C e 17 °C. Le stagioni intermedie presentano valori più miti, con massime medie di 19 °C ad aprile, 24 °C a maggio, 28 °C a settembre e 23 °C a ottobre.
La piovosità media mensile risulta più elevata tra l’autunno e l’inizio dell’inverno, con 89 mm a ottobre, 103 mm a novembre e 87 mm a dicembre, mentre diminuisce sensibilmente nel periodo estivo, raggiungendo il minimo a luglio con 28 mm; giugno e agosto presentano rispettivamente 44 mm e 45 mm, confermando una fase estiva più secca rispetto al resto dell’anno.
| Fara in Sabina | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 12 | 14 | 16 | 19 | 24 | 28 | 32 | 31 | 28 | 23 | 17 | 13 | 13 | 19,7 | 30,3 | 22,7 | 21,4 |
| T. min. media (°C) | 2 | 3 | 5 | 7 | 10 | 14 | 16 | 17 | 14 | 10 | 6 | 3 | 2,7 | 7,3 | 15,7 | 10 | 8,9 |
| Precipitazioni (mm) | 75 | 74 | 61 | 67 | 57 | 44 | 28 | 45 | 71 | 89 | 103 | 87 | 236 | 185 | 117 | 263 | 801 |
Classificazione climatica: zona E, 2242 GR/G - USDA 9
L'area del comune fu popolata già in epoca preistorica (sono stati rinvenuti resti del Paleolitico medio e dell'età del bronzo medio, recente e finale).
Di fronte al Colle di Fara sorge l’altura di Monte San Martino, abitata in epoca protostorica da un esteso ed articolato insediamento risalente all’età del Bronzo finale (la maggior parte del materiale è venuto alla luce presso le pendici orientali del monte, in località Quattro Venti). Le ricerche hanno evidenziato la presenza di alcune opere di terrazzamento con recinti di mura realizzati in pietrame a secco, di cui si ipotizzò in alcuni casi una datazione ad epoca protostorica. È stato possibile ricostruire l’andamento di almeno tre cinte murarie, irregolarmente ellissoidali, che seguivano le curve di livello. Oggi questo abitato protostorico è stato identificato con Mefula, antica città degli Aborigeni (mitologia), che secondo Dionigi di Alicarnasso sorgeva ad appena 5 km di distanza da Suna (Toffia). Dionigi riferisce inoltre della presenza di mura, unico caso a riguardo del popolo aborigeno, un dato che trova conferma dall’effettiva presenza sul monte di murature a secco attribuibili ad epoca protostorica (peraltro rare in questo periodo).
L’insediamento aborigeno di Mefula scompare già durante la prima età del Ferro (forse in relazione alla contemporanea nascita dei centri sabini in pianura, come la vicina Cures).
Tra il IX secolo a.C. e il VI secolo a.C. nella località di Santa Maria in Arci si era stabilito un insediamento sabino, identificato con la città di Cures, che continuò a vivere in età romana (resti di terme e di un piccolo teatro e necropoli). Il territorio era sfruttato dal punto di vista agricolo con una fitta rete di ville, costruite su terrazzamenti in opera poligonale nel II secolo a.C. e in opera quasi reticolata nel I secolo a.C. ("villa di Grotte di Torri" e ancora di Fonteluna, di Mirteto, di Cagnani e di San Lorenzo a Canneto, di Sant'Andrea e di San Pietro presso Borgo Salario, di Grottaglie, di Piano San Giovanni, di Grotta Scura, di Monte San Martino, di Fonte Vecchia).
Le origini dell'attuale abitato sembrano risalire ad epoca longobarda, alla fine del VI secolo, come sembra indicare il toponimo, derivante dal termine longobardo fara, con il significato di "clan familiare". Il castello è attestato dal 1006 e dal 1050 fu sotto il controllo dell'abbazia di Farfa. Fu quindi feudo degli Orsini. Dal 1400 è divenuto sede dell'abate commendatario di Farfa e si sono succedute le varie famiglie proprio a partire dagli Orsini fino alla famiglia Barberini, con il cardinale Francesco Barberini, nipote di papa Urbano VIII, che nel 1678 ha fondato, con sede nell'antico castello, il monastero delle Clarisse Eremite.
Nel 1867 fu toccata con la frazione di Coltodino dalla Campagna garibaldina dell'Agro Romano per la liberazione di Roma. Giuseppe Garibaldi dopo la sconfitta di Mentana raggiunse con i suoi Volontari la stazione ferroviaria di Passo Corese in comune di Fara dove partì in direzione del nord. Sempre da Fara sulla riva del Tevere partì con alcune barche la sfortunata spedizione dei Fratelli Cairoli conclusa tragicamente a Villa Glori. Testimonianze della Campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma (1867) sono conservate nel Museo nazionale di Mentana.
Il 10 dicembre 1920 la frazione di Canneto Sabino fu teatro di un eccidio, il più cruento, quanto a numero di morti del cosiddetto Biennio rosso. Durante una manifestazione organizzata dai braccianti nel tentativo di ottenere migliori condizioni di lavoro un gruppo di Carabinieri ne uccise 11 in località Colle San Lorenzo.
Lo stemma e il gonfalone sono stati riconosciuti con DCG del 7 novembre 1941.
Il gonfalone è un drappo partito di giallo e di rosso.

Abitanti censiti

La parrocchia di Fara in Sabina fa parte della Vicaria dei Martiri Sabini, a sua volta ricompresa nella diocesi di Sabina-Poggio Mirteto.
Il comune è sede di una università agraria, quella di Corese Terra, un ente di gestione e mantenimento del patrimonio della collettività, erede di istituzioni medievali di autogoverno agrario.
Nel territorio comunale sono presenti scuole dell’infanzia (asili), scuole primarie (elementari), scuole secondarie di primo grado (medie) e scuole secondarie di secondo grado (superiori). Nel complesso al 2026 risultano censite 15 scuole e istituzioni scolastiche: 4 scuole dell’infanzia, 4 scuole primarie, 1 scuola secondaria di primo grado, 6 scuole secondarie di secondo grado, organizzate in un istituto comprensivo e un istituto superiore.
Per il secondo ciclo l’offerta comprende indirizzi liceali, tecnici e professionali: sono presenti percorsi di liceo classico, scientifico, linguistico, oltre a indirizzi tecnici e professionali, tra cui agricoltura e sviluppo rurale, amministrazione, finanza e marketing, elettronica ed elettrotecnica, informatica e telecomunicazioni.
La popolazione di Fara in Sabina è sparsa in un gran numero di centri abitati; solo 284 abitanti risiedono nella sede comunale. Rilevante in tutto il territorio la presenza di seconde case che si popolano solo nei festivi.
Passo Corese, sede della stazione ferroviaria di "Fara Sabina-Montelibretti", è la località più popolosa dell'intero comune, con 3 573 abitanti.
Le altre frazioni del comune sono: Baccelli, Borgo Quinzio (940 abitanti), Canneto Sabino (568 abitanti), Coltodino (420 abitanti), Corese Terra (676 abitanti), Montegrottone (80 abitanti), Prime Case (213 abitanti) e Talocci (827 abitanti).
Il territorio comunale è sede di produzione dell'olio extravergine di oliva a denominazione di origine protetta Sabina (DOP), e del vino Colli della Sabina doc, un vino delicato e fruttato.

La Via Farense (strada provinciale n. 41) collega Fara Sabina da un lato a Toffia e Osteria Nuova, e dall'altro alle frazioni di Talocci e Passo Corese. In entrambi i lati la Farense termina sulla Strada statale 4 Via Salaria e Salaria Vecchia, la principale arteria stradale del territorio (nonostante disponga di una sola carreggiata, che da circa un anno è in fase di raddoppio su alcuni tratti), che collega il comune a Roma e al capoluogo di provincia Rieti. Dalla frazione di Passo Corese ha inizio la Diramazione Salaria (SS4 Dir), una bretella a doppia carreggiata che collega la Salaria al casello Fiano Romano dell'autostrada del Sole.
Inoltre una strada vicinale collega il paese alla SP 42 Mirtense, e quindi a Montopoli e Poggio Mirteto.
Ai margini del territorio comunale, al confine con la città metropolitana di Roma, passa la ferrovia Roma-Firenze (linea lenta), e nella frazione di Passo Corese si trova la stazione di Fara Sabina-Montelibretti, che dista circa 12 km dalla sede comunale. La stazione è servita dal servizio regionale FL1. È la stazione più importante di tutta la Sabina: ogni anno vi transitano circa un milione e trecentomila passeggeri e rappresenta la porta di accesso via treno alla capitale per gli abitanti di buona parte della provincia di Rieti compreso il capoluogo, che vi confluiscono tramite la statale Salaria.
Nel 1923 passa dalla provincia di Perugia in Umbria, alla provincia di Roma nel Lazio, e nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Rieti, Fara Sabina passa a quella di Rieti.
| Periodo | Primo Cittadno | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1997 | 2001 | Tarso Venti | centro-sinistra | Sindaco | |
| 2001 | 2006 | Tersilio Leggio | centro-sinistra | Sindaco | |
| 2006 | 2011 | Vincenzo Mazzeo | L'Unione | Sindaco | |
| 2011 | 2016 | Davide Basilicata | per Fara in Sabina | Sindaco | |
| 2016 | 2020 | Davide Basilicata | per Fara in Sabina | Sindaco | 2º mandato Decaduto durante il mandato |
| 2020 | 2026 | Roberta Cuneo | Lega Salvini Premierfratelli d'Italia-Forza Italia-Civica | Sindaco | |
| 2026 | in carica | Roberta Cuneo | Uniti per Fara | Sindaco | 2º mandato |
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 145503079 · LCCN (EN) n86107337 · GND (DE) 4246930-2 · J9U (EN, HE) 987007562431705171 |
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