| Filarmonica Alessandro Stradella | |
|---|---|
| Tipo | Associazione di promozione sociale |
| Fondazione | 1777 (tradizione); 1779 (riconoscimento granducale) |
| Fondatore | Odoardo Fantoni |
| Scopo | Attività musicale |
| Sede centrale | |
| Area di azione | Lunigiana |
| Motto | "Custodi della tradizione, interpreti del futuro" |
| Sito web | filarmonicastradella.it/ |
La Filarmonica Alessandro Stradella è un'associazione musicale di Fivizzano, in Lunigiana (provincia di Massa-Carrara). Deriva dall'Accademia dei Filarmonici Dissonanti, che la tradizione locale fa nascere nel 1777 e che il granduca Pietro Leopoldo autorizzò nel 1779. Nell'Ottocento prese il nome di Società Filarmonica di Fivizzano e si articolò in un'orchestra e in un corpo bandistico. Alla fine del Novecento assunse il nome del compositore Alessandro Stradella, discendente da una famiglia di Fivizzano. Nel 1872 la statistica ufficiale del Regno d'Italia la includeva tra le quattro accademie filarmoniche italiane fondate prima del 1800 e ancora attive, insieme a quelle di Roma, Bologna e Alba.
La tradizione fivizzanese colloca la nascita della società nel 1777. Nel 1987 il paese ne celebrò i 210 anni. Il primo documento noto sulla società è del 3 agosto 1779. In quella data l'Auditore fiscale di Firenze comunicò il «Permesso Sovrano» a una «Società Filarmonica di Canto e Suono» di Fivizzano. Nel 1790 gli accademici si dichiaravano «debitori della loro esistenza alla Grazia Sovrana».
La statistica del 1873 indica come fondatore il conte Odoardo Fantoni (1752-1813), fratello del poeta Giovanni Fantoni («Labindo»). Odoardo suonava il flauto. In una nota al Baccanale il fratello lo descrive, con il nome pastorale di Coridone, mentre suona nella valle del Rosaro con il musicista Angiolo Battaglia, al quale attribuisce un «genio straordinario per la musica».
Il nome «Dissonanti» è attestato dal 31 maggio 1780. In quella data il marchese Azzolino Malaspina di Fosdinovo ringraziò Odoardo Fantoni per l'ammissione «nel rispettabile Ceto dei Dissonanti» e promise di far risuonare la valle «col mio strumento in mano». Il 31 gennaio 1782 Carlo Malaspina d'Olivola ricevette la «patente di aggregazione» all'«Accademia dei Filarmonici Dissonanti».
I soci si chiamavano Accademici Filarmonici Dissonanti. Il diploma di ammissione porta in alto il motto «La soave armonia figlia del cielo» e in basso «Le dissonanze in un accordo solo». Fu disegnato dal pittore fivizzanese Ercole Lemmi e inciso dal fiorentino Giuseppe Poggiali, su ideazione di un autore indicato con le iniziali «C.L.F.». Raffigura un genio alato con una lira, strumenti musicali, una veduta di Fivizzano cinta dalle mura, un ovale con una lira e una stella e un'iscrizione che richiama l'antica Luni. Il modulo lasciava in bianco il nome del socio e la sua classe (nel diploma del 1787, «Accademico Ordinario»).
L'accademia era guidata da un «Principe» e da un segretario. Nel 1787-88 il principe era Antonio Cortesi e il segretario Antonio Pacetti. Nel 1789 la carica era tenuta dal marchese Carlo Emanuele Malaspina di Fosdinovo, che restaurò il teatro di Fosdinovo. Giosuè Carducci scrisse che «democraticamente il marchese era principe dell'Accademia filarmonica dei Dissonanti in Fivizzano». L'accademia disponeva di una propria sala, usata anche per cene e balli.
La patrona dell'accademia era santa Cecilia. La prima festa si tenne il 4 febbraio 1781 nella chiesa prepositurale dei Santi Jacopo e Antonio, con messa e vespri. La Gazzetta Toscana lodò «la maestria dei Professori, e l'abilità dei dilettanti» di un'accademia «recentemente con approvazione Sovrana instituita».
Il primo maestro di cappella dell'accademia fu il sacerdote Antonio Lamberti, «della Scuola Napoletana», attivo a Fivizzano dal 1781. Nell'aprile di quell'anno compose e diresse la musica per le esequie dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria, durante le quali Giovanni Fantoni recitò l'elogio funebre. Nel 1782 il frate agostiniano Giuseppe Cortesi, «Accademico Filarmonico di Fivizzano», fece eseguire una propria messa a Pietrasanta. Il 15 luglio 1786 Pietro Leopoldo visitò Fivizzano e ascoltò un Te Deum eseguito dagli accademici «con scelta, e nuova Musica».
La festa di santa Cecilia del 13 gennaio 1788 fu diretta dal maestro di cappella Angiolo Battaglia; seguirono una cena e un ballo nella sala dell'accademia. Il 3 maggio 1789 Battaglia diresse una messa di Giuseppe Sarti. Per l'occasione gli «Accademici Dissonanti» fecero stampare a Massa un sonetto dedicato al principe Malaspina.

Dal 10 al 12 dicembre 1790 Fivizzano festeggiò l'elezione di Leopoldo a imperatore. Nella chiesa prepositurale si tennero tre giorni di messe solenni con «nuova Musica resa più brillante dal concorso di esteri Professori a bella posta fatti venire, e da tutto il corpo degli Accademici Filarmonici». La sera dell'11, nella sala della marchesa Gargiolli Malaspina, l'accademia offrì a sue spese «una superba Accademia di Suono, e Canto», con una cantata su versi di Odoardo Fantoni e musica di Lamberti. Il giorno 12 in piazza Grande suonarono per la danza «quattro Orchestre con soprabbondante numero di Suonatori» e fu lanciato un globo aerostatico. Nel marzo 1791 l'accademia eseguì un Te Deum per la proclamazione di Ferdinando III.
Angiolo Battaglia (1760-1796) fu anche organista e compositore. Nel luglio 1791 tenne un concerto d'organo come «Direttore» dell'accademia. Nel settembre 1793 presentò una propria cantata, in cui debuttò il cantante Gaetano Notari, suo allievo. Il 1º febbraio 1795, per la nascita dell'arciduca Francesco Leopoldo, gli accademici accompagnarono la messa solenne con «nuova e scelta Musica»; Ercole Lemmi disegnò la macchina dei fuochi d'artificio.
L'attività musicale proseguì anche in età francese. Nell'aprile 1802, durante la processione del Venerdì santo, una banda suonò dal terrazzo di casa Grilli. La dirigeva l'avvocato Sarteschi in sostituzione del maestro di cappella Cortesi, malato. Nel 1810 il fondatore Odoardo Fantoni, tra i promotori del nuovo teatro di Fivizzano, ne curò l'apertura reclutando l'orchestra tra i professori del teatro di Parma.
Nel 1829 il Comune destinò i fondi del soppresso Monte Pio al pagamento di un maestro di cappella incaricato di insegnare musica ai giovani del paese. La spesa passò poi nel bilancio comunale. Il 24 agosto 1831 un sovrano rescritto «eresse in Banda Musicale» la Società e concesse ai suonatori un'uniforme per comparire «in pubblica forma». Nel 1839, tra le formazioni del compartimento di Pontremoli, solo quella di Fivizzano risaliva a un permesso sovrano del Settecento. La prima uscita pubblica documentata della banda risale al 27 settembre 1832, giorno di festa in cui essa «alternò fino a notte avanzata i suoi concerti». Nel 1835 il Calendario lunese descrive a Fivizzano una «Società Filarmonica con un corpo di Banda debitamente autorizzata».
Dal 1848 al 1859 Fivizzano fece parte del Ducato di Modena. La statistica del 1873 indica una banda «istituita an. 1857 dalla Società filarmonica». Poiché un corpo bandistico esisteva già nel 1831, la data si riferisce probabilmente a una riorganizzazione.
Dopo l'Unità la Società fu diretta da maestri di professione. Il pratese Livio Nesti, già direttore d'orchestra in vari teatri, la diresse negli anni sessanta e nel 1871-72. Il pesarese Cesare Rossi (1842-1909) era nel 1869 «Maestro Direttore del Corpo Musicale di Fivizzano». Per la morte di Gioachino Rossini compose l'elegia per pianoforte La campana dei defunti, stampata a Bologna.
Accanto alla Società il Comune manteneva un proprio insegnamento musicale, erede del maestro di cappella pagato dal 1829. Nel luglio 1865 mise a concorso il posto di maestro di musica, con 1000 lire annue più 250 come organista; i concorrenti dovevano essere anche «abili suonatori di Violino».
Nel 1871-72 la Società contava 47 soci esecutori e 25 soci onorari. Era mantenuta dai soci e «dà pubblici trattenimenti». La banda, sussidiata dal Comune, aveva 25 elementi.
Nel settembre 1877 una sezione dell'Accademia militare di Modena, 160 allievi e una decina di ufficiali in viaggio d'istruzione, sostò a Fivizzano. La banda della «Centenaria Società Filarmonica» non riuscì ad accoglierli all'arrivo, perché nessuno sapeva l'ora; la sera, dalle 7 alle 10, suonò in piazza del Mercato davanti a tanta gente «da far credere con esattezza che nelle case non vi fossero rimasti che i gatti».
Pochi giorni dopo un fivizzanese scrisse al giornale per «liberare la nota Società Filarmonica dal pericolo di essere distrutta a lento fuoco». La Società, scriveva, «nel luglio del p. 1878 arriverà al vitale periodo di 100 anni», a gloria dei presidenti passati e di quello in carica, l'avvocato Alberto Ginesi; con le sue due sezioni, Banda e Orchestra, non aveva mai mancato di onorare i concittadini illustri e i forestieri, e d'estate offriva al paese le «ordinarie sortite della Banda». L'autore accusava gli amministratori comunali, che avevano un proprio «maestro comunale» e preparavano una banda del Comune. Proponeva una convenzione di sei anni tra il Comune e la Società per il servizio della banda, lasciando al maestro comunale il solo insegnamento del violino. La lettera è la più antica testimonianza nota sull'età che la Società si attribuiva. Un secolo dopo, i fivizzanesi ne collocavano l'origine prima del permesso sovrano del 1779, in accordo con la tradizione che la fa nascere nel 1777. Negli stessi mesi il giornale la chiama infatti «Centenaria» (settembre 1877) e «Secolare» (aprile 1878).
Nel 1878, per la morte di Vittorio Emanuele II, la Società partecipò al corteo delle esequie comunali del 31 gennaio. Durante la messa suonò invece «la fanfara del Comune»; il sindaco lasciò alla Società gli addobbi per la sua cerimonia della settimana seguente. Il 7 febbraio la Società celebrò le proprie esequie nella chiesa di San Giovanni, annessa al convento degli Agostiniani, con una messa da requiem. Vi presero parte i soci onorari e «le due Sezioni (Orchestra e Banda)», con le autorità, la Società operaia, la Misericordia e la presidenza dell'Accademia del teatro. Il presidente, l'avvocato Alberto Ginesi, pronunciò il discorso e telegrafò al re Umberto I. Un'epigrafe all'ingresso della chiesa ricordava «l'armonia della Società Filarmonica di Fivizzano».
Nell'aprile 1878, in una mattina di tramontana, la banda della «Secolare Società Filarmonica» suonò in piazza del Mercato una mazurca per festeggiare la nomina a sindaco dell'ingegnere Vincenzo Contivecchi. Il corrispondente ne approfittava per criticare il vecchio Consiglio, che aveva speso «migliaia di lire» per «una banda meschina di 7 suonatori, allo scopo di disfarne una composta di oltre 20 membri, che farebbero il servizio per sole annue lire 300». La sera della festa dello Statuto, a giugno, la banda della Società suonò sulla piazza principale «per più di due ore». Il 24 giugno, all'inaugurazione della lapide a Vittorio Emanuele II, un coro di bambini e bambine cantò un «Inno di trionfo» su versi del segretario comunale Giustiniano Sottili, «musicato dal maestro signor Enea Nesti, direttore della Banda cittadina». A novembre, dopo l'attentato al re, la banda accompagnò per la città una dimostrazione con le fiaccole.
Nel 1880 fu costituita a Fivizzano una seconda società musicale, la «8 febbraio 1880». La costituzione formale avvenne il 14 marzo 1880. La vecchia Società conservava ancora il nome settecentesco: nel luglio 1880 un corrispondente la chiama «Società Filarmonica detta dei Dissonanti», esistente «da più di un secolo». Il 31 maggio i soci avevano proclamato presidente onorario il conte Giuseppe Fabbricotti, che l'aveva beneficata e aveva visitato il paese nell'ottobre 1879; presidente effettivo restava l'avvocato Ginesi. Nella sua risposta Fabbricotti ricordava la «rinnovata vestizione della Banda».
Nell'ottobre 1883 il Consiglio comunale doveva decidere se sopprimere il ginnasio e la Scuola comunale di musica. Un corrispondente sostenne che la Scuola si poteva chiudere senza danno se si fossero fuse in una sola «le due Società musicali ora esistenti». I tanti suonatori e i soci onorari, pagando la quota mensile, avrebbero mantenuto «una banda musicale per qualunque servizio», e tra i suonatori c'era chi poteva dirigerla. Il Comune avrebbe risparmiato oltre 2000 lire e il paese avrebbe riacquistato «quella pace che fino ad oggi è stata un pio desiderio».
Nel gennaio 1884 le «due società musicali, Filarmonica e Otto febbraio 1880» parteciparono con il municipio e con i reduci al pellegrinaggio nazionale alla tomba di Vittorio Emanuele II al Pantheon. Il Fanfulla notò che Fivizzano era «l'unico comune della provincia di Massa che abbia portato ben quattro stendardi». Nell'agosto dello stesso anno, durante l'epidemia di colera, arrivò a Fivizzano il prefetto Carmelo Agnetta. «La banda dell'8 febbraio 1880 e quella Comunale» erano già pronte a riceverlo, ma il prefetto le ringraziò e rinunciò, per non radunare gente. Il corrispondente chiese allora al sindaco di vietare per prudenza le uscite pubbliche delle «due bande musicali».
Nel maggio 1887 la «Società Filarmonica Fivizzano» inviò due rappresentanti, Giustiniano Sottili e Umberto Danesi, alle onoranze nazionali per la traslazione di Rossini nella basilica di Santa Croce a Firenze. A settembre Giosuè Carducci fu ospite della contessa Fantoni per studiare le carte di Labindo; ossequiato dal facente funzione di sindaco, la sera del suo arrivo ebbe in suo onore un concerto della «banda municipale».
All'inizio del secolo la banda accompagnava le feste civili del paese. Il 5 giugno 1900, alla proclamazione del deputato Vittorio Gargiolli, «la città è imbandierata; la musica percorre le vie in mezzo a una folla enorme». Nel settembre 1907 Fivizzano celebrò il centenario della morte di Labindo. Nel comitato delle feste, presieduto dal sindaco Ignazio Angeli, sedevano anche i presidenti delle società cittadine: la filodrammatica, la Filarmonica, i Reduci, la Società operaia e il Circolo cacciatori. Il 28 settembre la banda accompagnò al teatro degli Accademici Imperfetti la bandiera della società apuana «Juventus», e il giorno dopo un corteo di autorità e associazioni, «bandiere e musiche», salì in pellegrinaggio alla tomba del poeta; il busto di Labindo, opera di Umberto Bassignani, fu scoperto in piazza Garibaldi.
Nel primo Novecento la banda di Fivizzano era nota anche fuori dal paese: lo scrittore Mario Puccini ambientò a Fivizzano la novella Piccole vittorie, raccolta nel volume Viottola (1913). Il protagonista è un giovane musicista che arriva in paese per dirigere la banda.
Le fotografie della commemorazione del Milite Ignoto a Fivizzano, il 4 novembre 1921, mostrano lo stendardo di una «Società Musicale» di Fivizzano. Secondo la tradizione locale le due società di Fivizzano si unirono intorno agli anni venti. Negli anni trenta l'Annuario toscano registra la «Filarmonica M. S.», costituita anche come società di mutuo soccorso. L'11 novembre 1934 la Società passò alle dipendenze dell'Opera Nazionale Dopolavoro.
L'11 gennaio 1970 Fivizzano ospitò il convegno delle bande cittadine della provincia di Massa-Carrara e della Garfagnana. Il 19 luglio 1970 si tenne il primo concorso bandistico «Città di Fivizzano». Nel 1972 la rivista Risveglio bandistico dedicò spazio a una manifestazione di «fratellanza e amicizia» tra Fivizzano e la frazione di Moncigoli. Il 27 giugno 1987 iniziarono i festeggiamenti per i 210 anni della società, «fondata nel lontano 1777».
Il 6 dicembre 1997 la Società Filarmonica Fivizzano organizzò con il Comune e la Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara il convegno «Alessandro Stradella e la Musica Barocca. Le origini ritrovate», a Palazzo Cojari. Intervennero la musicologa Carolyn Gianturco e Patrizia Radicchi, che curò anche la direzione artistica; la sera un ensemble barocco tenne un concerto nella chiesa prepositurale. Lo stesso giorno l'amministrazione comunale, «auspice la Società Filarmonica», pose una lapide sulla casa degli Stradella. Il titolo del convegno si riferiva alle ricerche sul ramo fivizzanese della famiglia Stradella, dal quale discendeva il compositore. In ricordo di questa origine, alla fine degli anni novanta la società assunse il nome di Alessandro Stradella.
L'associazione è un'associazione di promozione sociale iscritta al Registro unico nazionale del Terzo settore ed è affiliata all'ANBIMA. Comprende quattro formazioni: l'orchestra di fiati Stradella Facendo, la Streetella Band, l'orchestra con archi Infieri e il gruppo di musica antica e barocca dei Filarmonici Dissonanti, che riprende il nome dell'accademia settecentesca. Nel 2027 ricorrono i 250 anni dalla data tradizionale di fondazione.
Della storia della società restano alcuni documenti originali, conservati in luoghi diversi (per i nomi assunti nel tempo vedi Denominazioni):
| Anni | Nome | Ruolo |
|---|---|---|
| 1781-1790 | Antonio Lamberti | maestro di cappella |
| 1787-1788 | Antonio Cortesi | principe dell'accademia |
| 1787 | Antonio Pacetti | segretario |
| 1788-1793 | Angiolo Battaglia | maestro di cappella, poi direttore |
| 1789 | Carlo Emanuele Malaspina | principe dell'accademia |
| 1802 | Cortesi; avv. Sarteschi | maestro di cappella; sostituto |
| anni sessanta dell'Ottocento, 1871-72 | Livio Nesti | maestro direttore |
| 1869 | Cesare Rossi | maestro direttore |
| 1865 | (concorso) | maestro di musica del Comune |
| 1877-1880 | Alberto Ginesi | presidente |
| 1878 | Enea Nesti | «direttore della Banda cittadina» |
| 1880 | Giuseppe Fabbricotti | presidente onorario |
La famiglia Stradella si trasferì a Fivizzano da Borgo Val di Taro nel XV secolo. Secondo Carolyn Gianturco, il medico Matteo, figlio di ser Giovanni di Marco Stradella, partecipò agli accordi con la Repubblica di Firenze, alla quale Fivizzano passò nel 1477. Fu tra i riformatori degli statuti della Comunità di Fivizzano, approvati a Firenze il 17 novembre 1480. Lo statuto lo chiama «magistrum Mattheum q. ser Johannis Marci de Stradella de Burgho Vallis Tare»; è conservato all'Archivio di Stato di Firenze (Statuti delle comunità autonome e soggette, n. 279).
Il figlio di Matteo, Pellegrino, sposò Alessandra Vugliani. Dei loro figli:
Alessio partecipò al Concilio di Trento e insegnò teologia a Roma, dove ebbe tra i suoi allievi Filippo Neri. A Nepi chiese al Comune un seminario «con un maestro di grammatica e di musica». Nominato nunzio apostolico a Graz, morì a Fivizzano, durante il viaggio, il 27 agosto 1580 e fu sepolto nella chiesa di San Giovanni. Scrisse anche memorie su Fivizzano, citate da Giovanni Targioni Tozzetti.
Fulvio si stabilì a Nepi, dove nel 1579 nacque il figlio Marc'Antonio. Giannotino destinò all'Ordine di Santo Stefano le rendite dei suoi beni di Fivizzano, costituendo una commenda, la «Commenda Stradella». Morì senza figli il 10 marzo 1588 e la commenda passò a Marc'Antonio. Gli Stradella rimasti a Fivizzano contestarono l'eredità. Marc'Antonio vendette i beni di Fivizzano nel 1611. Il prezzo fu di 3.200 scudi. In una supplica del 1638 si dichiarava ancora titolare della commenda «fondata dal qu. Giannotino Stradella di Fivizzano suo zio». Nel 1609 Marc'Antonio curò a Roma la stampa del primo libro di madrigali di Giovanni Girolamo Kapsberger. Alessandro, figlio di Marc'Antonio, nacque a Bologna il 3 luglio 1643. A Genova, negli ultimi anni di vita, ebbe tra i suoi protettori i Doria, già serviti nel Cinquecento dai suoi antenati. Morì nel 1682 senza moglie, figli né testamento; l'eredità passò ai nipoti, figli dei fratelli Giuseppe e Stefano. Un ramo della famiglia rimase a Fivizzano: nel 1610 vi nacque Giovanni Battista, figlio di Pellegrino Stradella e di Angelica Rossi. Ancora nel Settecento Targioni Tozzetti e nell'Ottocento il Calendario lunese (1834-1836) ricordavano gli Stradella tra le famiglie illustri di Fivizzano.
La casa della famiglia sorge a Fivizzano, vicino alle mura. Nel catasto leopoldino, verso il 1826, non apparteneva più agli Stradella. Fu danneggiata dal terremoto del 1920 e nella ricostruzione perse un piano. Vi è murata la lapide posta nel 1997 «auspice la Società Filarmonica». La lapide dà per Alessandro la data di nascita allora accettata, il 1644; l'atto di battesimo bolognese, che fissa la nascita al 3 luglio 1643, è stato pubblicato nel 2018.
| Anni | Denominazione nelle fonti |
|---|---|
| 1779 | Società Filarmonica di Canto e Suono |
| 1780-1795 | Accademia Filarmonica; Accademia dei Filarmonici Dissonanti; Accademici Filarmonici |
| 1831-1835 | Società Filarmonica con un corpo di Banda |
| 1869 | Corpo Musicale di Fivizzano |
| 1872-1887 | Società Filarmonica (sezioni Orchestra e Banda) |
| 1880-anni venti | accanto ad essa, la società musicale «8 febbraio 1880» |
| anni trenta | Filarmonica M. S. |
| 1934 | Società Filarmonica di Fivizzano, nell'Opera Nazionale Dopolavoro |
| 1987-1997 | Società Filarmonica (di) Fivizzano |
| fine anni novanta | Società Filarmonica «Alessandro Stradella» |
| dal 2026 | Filarmonica Alessandro Stradella APS |