Formula di Grassmann

In matematica, la formula di Grassmann è una relazione che riguarda le dimensioni dei sottospazi vettoriali di uno spazio vettoriale o dei sottospazi proiettivi di uno spazio proiettivo.

La formula di Grassmann, il cui nome è stato scelto in onore del matematico tedesco Hermann Grassmann, afferma inoltre che i sottospazi di uno spazio vettoriale muniti delle operazioni binarie + e ∩ costituiscono un reticolo modulare.

Enunciato

Sia V uno spazio vettoriale su un campo K dotato di dimensione finita, cioè dotato di una base finita. Siano W e U due sottospazi di V. Indicando con W+U il sottospazio somma di W e U dato da:

W+U:={𝐰+𝐮 | 𝐰∈W,𝐮∈U}

e con W∩U il loro sottospazio intersezione, la formula di Grassmann afferma che:

dim⁡(W+U)=dim⁡(W)+dim⁡(U)−dim⁡(W∩U)

Somma diretta

Lo stesso argomento in dettaglio: Somma diretta.

Due sottospazi U e W sono in somma diretta se U∩W={0}. In questo caso la formula di Grassmann asserisce che:

dim⁡(U+W)=dim⁡(U)+dim⁡(W)

Se inoltre V=U+W, si dice che V si decompone in somma diretta di U e W e si scrive:

V=U⊕W

In questo caso il sottospazio W è un supplementare di U (e viceversa).

Ad esempio, lo spazio M(n) delle matrici quadrate n×n a coefficienti in un campo K si decompone nei sottospazi delle matrici simmetriche e delle antisimmetriche:

M(n)=S(n)⊕A(n)

La formula di Grassmann porta all'uguaglianza concernente le dimensioni dei due sottospazi della forma:

n2=n(n+1)2+n(n−1)2

Dimostrazione

Struttura della dimostrazione

La formula si dimostra individuando due basi per W e U che hanno in comune i vettori che costituiscono una base per la loro intersezione. Più precisamente, si prende una base B per W∩U, e si completa ad una base B∪BU di U, e ad una base B∪BW di W. I vettori in:

B∪BU∪BW

generano lo spazio U+W, si verifica che sono indipendenti, e quindi sono una base per U+W. Un conteggio degli elementi nelle tre basi trovate fornisce la formula di Grassmann.

Verifica dell'indipendenza lineare

L'unico fatto che necessita di una dimostrazione approfondita è l'indipendenza dei vettori in:

B∪BU∪BW

che viene mostrata nel modo seguente. Sia:

B={𝐯1,…,𝐯d},BU={𝐮1,…,𝐮s},BW={𝐰1,…,𝐰t}

Si supponga l'esistenza di una combinazione lineare nulla:

λ1𝐯1+…λd𝐯d+μ1𝐮1+…+μs𝐮s+γ1𝐰1+…+γt𝐰t=0

In altre parole, raggruppando:

𝐯=λ1𝐯1+…λd𝐯d,𝐮=μ1𝐮1+…+μs𝐮s,𝐰=γ1𝐰1+…+γt𝐰t

si ottiene:

𝐯+𝐮+𝐰=0

Da questo segue che 𝐰=−𝐯−𝐮, e poiché sia 𝐯 che 𝐮 appartengono a U, ne segue che anche 𝐰 appartiene a U. Quindi 𝐰 appartiene all'intersezione U∩W, e si scrive come combinazione lineare di elementi di B. D'altra parte, come elemento di W, è descritto come combinazione lineare di elementi di BW: poiché ogni elemento ha un'unica descrizione come combinazione lineare di elementi di una base, ne segue che entrambe queste combinazioni hanno tutti i coefficienti nulli. Quindi:

γ1=…=γt=0,𝐰=0

Si ottiene quindi 𝐯+𝐮=0. Poiché i vettori B∪BU sono una base di U, sono quindi indipendenti, e ne segue che anche:

λ1=…=λd=0,μ1=…=μs=0

Quindi i coefficienti sono tutti nulli, e l'insieme:

B∪BU∪BW

è formato da elementi indipendenti, ed è quindi una base.

Conteggio dimensioni

Usando le notazioni appena introdotte, il conteggio delle dimensioni dà proprio:

dim⁡(U+W)=d+s+t=(d+s)+(d+t)−d=dim⁡U+dim⁡W−dim⁡(U∩W)

Dimostrazione alternativa

Si consideri la funzione:

f:U×W→U+W:(u,w)↦𝐮+𝐰

che si verifica essere un'applicazione lineare. Si ha:

im(f)=U+Wker⁡(f)={(𝐯,−𝐯):𝐯∈U∩W}

Il nucleo è uno spazio vettoriale isomorfo a U∩W, e l'isomorfismo è dato da:

ϕ:ker⁡(f)→U∩W:(𝐯,−𝐯)↦𝐯

Si ha quindi:

dim⁡(U+W)+dim⁡(U∩W)=dim⁡(im(f))+dim⁡(ker⁡(f))
=dim⁡(U×W)=dim⁡(U)+dim⁡(W)

dove si è applicato il teorema del rango più nullità.

Dimostrazione con il teorema di isomorfismo

La formula di Grassmann può essere vista come corollario del secondo teorema di isomorfismo:

U+W/W≅U/U∩W

con U e W visti come gruppi (notazione additiva), e dove con / si intende l'ordinario quoziente insiemistico. Infatti si ha:

dim⁡(U+W/W)=dim⁡(U/U∩W)
dim⁡(U+W)−dim⁡(W)=dim⁡(U)−dim⁡(U∩W)

che è la formula di Grassmann.

Esempi

Questa formula si visualizza facilmente e significativamente nel caso in cui V sia lo spazio vettoriale tridimensionale sui reali ℝ3; le possibilità per i sottospazi portano alla seguente casistica:

Note

  1. ↑ S. Lang, Pag. 52.
  2. ↑ Hoffman, Kunze, Pag. 46.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

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