| Fossombrone comune | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Massimo Berloni (lista civica) dal 4-10-2021 |
| Territorio | |
| Coordinate | 43°41′20.24″N 12°48′22.03″E |
| Altitudine | 118 m s.l.m. |
| Superficie | 106,88 km² |
| Abitanti | 9 002 (31-5-2026) |
| Densità | 84,23 ab./km² |
| Frazioni | vedi elenco |
| Comuni confinanti | Cagli, Fermignano, Fratte Rosa, Isola del Piano, Montefelcino, Pergola, Sant'Ippolito, Urbino |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 61034 |
| Prefisso | 0721 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 041015 |
| Cod. catastale | D749 |
| Targa | PU |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona E, 2 167 GG |
| Nome abitanti | forsempronesi, fossombronesi |
| Patrono | sant'Aldebrando |
| Giorno festivo | 1º maggio |
| PIL procapite | (nominale) 19,992 € (2023) |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Fossombrone (Fosombrón in dialetto gallo-piceno) è un comune italiano di 9 002 abitanti della provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche.
La cittadina di Fossombrone è il maggior centro della media Val Metauro ed è caratterizzato da un centro d'impronta medievale disteso sul pendio di un colle e dominato da una Cittadella e dai ruderi della Rocca malatestiana. La parte moderna del paese si estende sulla pianura su entrambi i lati del fiume Metauro mentre la zona industriale si trova lungo la via Flaminia, dopo la località San Martino del Piano in direzione di Fano.
La frazione Calmazzo, che si trova sulla vecchia strada Flaminia poco prima della gola del Furlo, è sede di antichi ritrovamenti dell'epoca romana. Nel 1989 uno scavo effettuato nella zona dall'Università di Urbino ha portato alla luce il recinto sepolcrale della famiglia Cissonia.
Il nome Fossombrone deriva da Forum Sempronii, nome dell'antico centro romano legato a sua volta al console Publio Sempronio Sofo, che fondò con Appio Claudio Russo la colonia di Ariminum.
L'area fu popolata dai nord-Piceni dall'ottavo secolo a.C. circa. Poi i Celti giunsero da nord e conquistarono il territorio. Si fusero parzialmente con i nord-Piceni, ma ne influenzarono profondamente la cultura. Gli scavi a Forum Sempronii rivelano la stratigrafia dell'area, e conducono a uno strato archeologico romano e, più in profondità, direttamente a un tipico villaggio nord-piceno. I Celti probabilmente non hanno modificato tanto il villaggio piceno.
L'abitato di Forum Sempronii, a 164 miglia da Roma, era situato più a est di quello che è poi divenuto Fossombrone, in località San Martino del Piano. Fu presto elevato al rango di municipio (I secolo a.C.) e conobbe un periodo di splendore in epoca imperiale. Plinio il Vecchio (II secolo d.C.) nella sua Naturalis historia chiama i suoi abitanti Forosempronienses.
La città fu devastata dai Goti guidati da Alarico, in transito verso Roma nel 409 d.C.. Durante la ventennale guerra gotica, ci fu un continuo passaggio di eserciti e dopo la vittoria dei bizantini di Narsete su Totila (552 d.C.), la città entrò a far parte dell'Esarcato di Ravenna, componendo la cosiddetta Pentapoli annonaria assieme a Urbino, Cagli, Gubbio e Jesi. Dopo tante rovine gli abitanti costruirono il nuovo centro sul colle che sovrasta la città. In epoca longobarda il suo territorio fu teatro di una battaglia tra il re Liutprando e il ribelle duca di Spoleto Trasmondo che vinto, fu deposto e chiuso in un convento.
Fossombrone, come risulta dai documenti scritti, rimase fuori dal dominio della Chiesa fino al 999, dopo di che passò sotto il potere di papa Silvestro II. Durante i primi decenni del XIII secolo sotto il pontificato di Innocenzo III la città fu feudo di Azzo VI d'Este, passando successivamente al figlio Aldobrandino e poi ad Azzo VII. Nel 1228 la Casa d'Este, per meglio tutelare il proprio dominio su Fossombrone dalle mire espansionistiche dei signorotti vicini, subinfeudarono la città al vescovo Monaldo. Nei primi anni del XIV secolo lo Stato della Chiesa investì la famiglia Malatesta a signori della città. Essi provvidero alla costruzione di imponenti fortificazioni.
Nel 1444 Galeazzo Malatesta, signore di Pesaro, vendette la città al conte Federico da Montefeltro. Sotto la sua signoria, Fossombrone godette di un periodo di prosperità per il fiorire di produzioni di lana, carta, seta e per il rinnovamento edilizio. A Federico succedette il figlio Guidobaldo che vi dimorò quasi costantemente a causa dell'amenità del luogo e per il clima salubre. A lui succedette Francesco Maria I della Rovere, nipote di Guidobaldo. Sotto i duchi Della Rovere la città fu notevolmente ampliata: Francesco Maria II nel 1616 fece espandere l'abitato nella zona pianeggiante al di sotto del colle fino a toccare il fiume Metauro. Nel 1631, essendosi estinta la famiglia Della Rovere, l'intero ducato d'Urbino, e quindi anche Fossombrone, passò sotto il diretto controllo dello Stato della Chiesa, sino al 1860, anno di annessione al futuro Regno d'Italia, di cui seguì da allora le vicende storiche.
Lo stemma è stato riconosciuto con DCG del 7 luglio 1927.
Il gonfalone, concesso, contestualmente al titolo di Città, con regio decreto del 27 febbraio 1927, è un drappo troncato di rosso e di bianco.





Nel comune vi è una roverella inserita nell'elenco nazionale degli alberi monumentali, secondo quanto stabilito dalla legge 10/2013, situata in località Santa Maria della Valle - Ca' Gelsomini - Ca' Baldoni, ad un'altitudine di 190 m s.l.m., alta 16 m e con una circonferenza del fusto di 440 cm.
Abitanti censiti

Secondo i dati ISTAT al 1º gennaio 2026 la popolazione straniera residente era di 737 persone e rappresentava l'8,2% della popolazione residente. Le comunità straniere più numerose nel 2025 erano:
In città vi è un Ospedale di Comunità dell’A.S.T. Pesaro-Urbino.
È inoltre presente una sede della Croce Rossa Italiana, il Comitato di Fossombrone, che svolge attività di soccorso sanitario, trasporto infermi, protezione civile e assistenza alla popolazione.
La confessione religiosa maggioritaria nel comune è quella cristiano cattolica, ma vi sono anche altre minoranze, come ad esempio quelle (islamica e cristiano ortodossa) legate all'etnie che si sono stabilite nel territorio negli ultimi decenni.
In merito alla chiesa cattolica, la città è sede vescovile dal V secolo. Nel 1973 fu unita in persona episcopi alla diocesi di Fano, a cui si aggiunse, nel 1977, anche la diocesi di Cagli-Pergola. Infine nel 1986 le tre circoscrizioni ecclesiastiche si fusero in plena unione, dando vita ad una nuova diocesi. Invece la frazione di Calmazzo ricade nel territorio dell'Arcidiocesi di Urbino-Urbania-Sant'Angelo in Vado.
Fu istituita nel 1784 dall'umanista e archeologo mons. Benedetto Passionei, con la donazione di circa 6000 volumi. Si accrebbe nel XIX secolo, con i lasciti del sacerdote Giambattista Paoloni e dei conti Andrea Buffoni e Lattanzio Lattanzi. In seguito all'Unità d'Italia, incamerò le biblioteche degli enti ecclesiastici soppressi. Agli inizi del XX secolo, acquisì la donazione di mons. Augusto Vernarecci (una raccolta di incisioni di Rembrandt, Durer, Parmigianino, Tiepolo, Annibale e Agostino Carracci) ed altre. Tra gli anni settanta ed ottanta acquisì il fondo Stellacci (storia), il fondo Cesarini (giurisprudenza, letteratura ed arte) e fu istituito un fondo dedicato all'editoria marchigiana ed una fototeca, con circa 3.000 fotografie.
Sul finire del XIX secolo, ebbe sede nell'ex convento francescano, fino alla seconda guerra mondiale, quando l'edificio fu parzialmente distrutto (assieme a parte del patrimonio librario) dai bombardamenti. La sezione antica fu trasferita nella Corte Alta, mentre quella moderna restò nell'edificio. Le due sezioni furono nuovamente riunite in questo edificio nel 1977, con l'acquisizione di altri ambienti; giungendo all'estensione di circa 550 m². La sala di consultazione e quella dei manoscritti comprendono 35 posti.
Possiede un patrimonio di 50.000 volumi, suddivisi tra: 700 manoscritti, 100 cartelle di fogli sciolti, 51 manoscritti musicali, 10 pergamene, 90 incunaboli, 1.500 cinquecentine, 3.000 volumi seicenteschi, 5.500 volumi settecenteschi, circa 2.000 volumi ottocenteschi, 73 stampati musicali, 15 libretti operistici, 22 atlanti (tra cui alcuni del Coronelli) e 7 carte geografiche. Comprende anche un'emeroteca, con 650 periodici (70 ancora attivi), ed una piccola cineteca, con qualche VHS. Inoltre possiede una cospicua collezione di grafica, con 194 disegni (tra cui opere di Giulio Romano, Ulisse Severino e le caricature di Pier Leone Ghezzi), 437 stampe, 1.000 manifesti e 4.500 fotografie.
Fondazione "Monte di Pietà"
Deriva dall'antico Monte di Pietà, risalente al 1492. La Fondazione nacque nel 1507, quando fu eretta in ente morale dal duca Guidobaldo I da Montefeltro, distaccandola dall'attività creditizia. È senza scopo di lucro, oltre alle tradizionali finalità di assistenza e tutela delle categorie sociali più bisognose; la Fondazione vi ha affiancato anche attività ed opere in favore dell'istruzione, della sanità, dell'arte, dei beni culturali ed ambientali. Ha sede nel cinquecentesco palazzo Cattabeni.
Istituto d'Istruzione Superiore "Luigi Donati"
È composto da tre indirizzi: il Liceo delle scienze umane, l'Istituto Tecnico Economico e l'Istituto Professionale dei Servizi per la Sanità e l'Assistenza Sociale (I.P.S.S.A.S.).
Istituto Comprensivo "Luigi e Stanislao Mercantini"
Si compone di cinque scuole dell'infanzia (una nel comune di Sant'Ippolito e due nelle frazioni di Calmazzo e Isola di Fano), quattro primarie (una nel comune di Sant'Ippolito e due nelle frazioni di Calmazzo e Isola di Fano) ed una secondaria di primo grado.
Museo archeologico e pinacoteca "Augusto Vernarecci"
La Corte alta ospita il museo e la pinacoteca fondate dall'omonimo studioso forsempronese nel 1901, questa sede venne stabilita negli anni sessanta in seguito al danneggiamento della prima durante la guerra.
Il museo negli ultimi decenni ha subito una grande espansione a causa dei ritrovamenti fortuiti e delle campagne di scavo a Forum Sempronii, ciò ha reso necessario nel 1997 il totale riallestimento delle sale del museo che mostrano il susseguirsi delle culture umane nella zona.
La pinacoteca che si trova dal 1993 nella Corte alta è una prestigiosa collezione nata grazie ancora ad Augusto Vernerecci ed ampliata dalle donazioni di Gustava Augusta Von Stein Ribecchi e dal conte Luigi Rocchi Camerata Passionei di Jesi erede della nobile famiglia fossombronese. Nella pinacoteca si possono ammirare opere che vanno dal XVI al XIX secolo, miniature (XVIII e XIX secolo) ed una collezione di ceramiche dal XV al XVIII secolo.
Casa museo e quadreria Cesarini
La casa museo si trova nel cinquecentesco palazzo Pergamino un tempo appartenente all'omonimo letterato, riaperta al pubblico nel 1988 si articola in venti sale di cui solo una d'arte antica le restanti contengono opere d'arte contemporanea e moderna dei migliori artisti italiani.
La quadreria fu lasciata in eredità al comune nel 1977 dal notaio Giuseppe Cesarini.
Il "Trionfo del Carnevale" o Carnevale Storico è una rievocazione storica rinascimentale che si svolge a Fossombrone la seconda domenica di maggio, giorno della Cursa all'Anello, gara che conclude il Palio del Cardinale. Ambientata nel 1559, in onore del Cardinale Giulio Della Rovere, è una contesa fra quartieri, borghi, ville e castelli della città antica.
Il territorio comunale è suddiviso in 11 frazioni: Fossombrone, Calmazzo, Ghilardino, Isola di Fano, Montalto Tarugo, San Lazzaro, Torricella, Bellaguardia, San Gervasio, San Martino dei Muri, San Piero in Tambis, Santa Maria della Valle.
La favorevole posizione geografica della città, le ha sempre permesso di godere di una buona rete infrastrutturale di collegamento con i centri vicini, soprattutto nella Val Metauro.
Fin dall'età dei Romani la città è attraversata dalla Via Flaminia, sopravvissuta nei secoli al netto delle modifiche per adeguarla alle mutate esigenze viabilistiche, con la denominazione Strada statale 3 Via Flaminia. Inoltre il territorio comunale è attraversato dalla Strada statale 73 bis, che in tale tratto costituisce una porzione della Superstrada E78. In corrispondenza della città vi sono due accessi alla suddetta superstrada, Fossombrone est e Fossombrone ovest.
Il casello autostradale più vicino è quello di Fano sull'A14, che dista 28 Km.
La città fu servita dalla ferrovia Fano-Urbino, attivata nel 1915 e chiusa nel 1987; ne restano i binari e la stazione.
Ha ospitato l'arrivo dell'ottava tappa del Giro d'Italia 2023, proveniente da Terni e vinta dall'irlandese Ben Healy.
La società cestistica locale è la Metauro Basket Academy (Bartoli Mechanics per motivi di sponsorizzazione), nata nel 2019 dall'unione del Nuovo Basket Fossombrone, Pallacanestro Fermignano e Pallacanestro Calcinelli: la storia si è interamente dipanata nelle divisioni dilettantistiche locali. Partecipa altresì ai campionati giovanili FIP ed è attiva pure nel minibasket come Jumpers Fossombrone.
Il club calcistico è la Forsempronese, fondato nel 1949 con il nome di Polisportiva Forsempronese, ebbe una certa notorietà internazionale tra il 2005 e il 2010, allorché venne rilevato dallo stilista Dirk Bikkembergs e ribattezzato F.C. Bikkembergs Fossombrone. Sotto la presidenza della griffe belga la squadra raggiunse per la prima volta nella storia la Serie D riuscendo finanche a sfiorare la promozione in Serie C2. Sede delle gare interne è lo stadio Marcello Bonci.
Seconda squadra di Fossombrone è l'Isola di Fano, basata nell'omonima frazione di circa 400 abitanti e mai spintasi oltre i campionati locali. Egualmente dilettantistica è la Sammartinese, che ha sede nel quartiere di San Martino del Piano.
Il futsal è rappresentato dalla società FFJ, che parimenti disputa i campionati amatoriali a carattere locale.


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