| Glechoma | |
|---|---|
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superasteridi |
| (clade) | Asteridi |
| (clade) | Euasteridi |
| (clade) | Lamiidi |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Lamiaceae |
| Sottofamiglia | Nepetoideae |
| Tribù | Mentheae |
| Sottotribù | Nepetinae |
| Genere | Glechoma L., 1753 |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Sottoregno | Tracheobionta |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Asteridae |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Lamiaceae |
| Genere | Glechoma |
| Sinonimi | |
|
Chamaecissos | |
| Specie | |
Glechoma L., 1753 è un genere di piante angiosperme dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Lamiacee, dall'aspetto di piccole erbacee stolonifere perenni dal tipico fiore labiato.
Il nome del genere, che si trova per la prima volta negli scritti di Dioscoride (40 circa – 90 circa), medico, botanico e farmacista greco antico che esercitò a Roma ai tempi dell'imperatore Nerone, può essere tradotto dal greco (glechon) con "puleggio" col quale normalmente si indica una varietà di menta, forse il "penny-royal", Mentha pulegium.
Il nome scientifico è stato definito da Linneo (1707 – 1778) nella pubblicazione "Species Plantarum" del 1753.




L'altezza delle piante varia da 10 a 50 cm (massimo 100 cm). La forma biologica delle specie (almeno per quelle europee) è emicriptofita reptante (H rept), ossia sono piante erbacee e perenni, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve. Mostrano inoltre un accrescimento aderente al suolo con carattere strisciante. Le piante sono poco odorose. Alcune specie sono ginodioiche.
Le radici sono del tipo stolonifero e secondarie da rizoma.
I fusti sono a sezione quadrangolare a causa della presenza di fasci di collenchima posti agli angoli; sono inoltre più o meno pubescenti; sono striscianti e radicanti ai nodi dai quali possono spuntare o dei rametti eretti e fertili con dei fiori, oppure altri con portamento strisciante dai quali l'anno seguente possono generarsi altri rami fertili (con fiori): in definitiva delle nuove piante.
La disposizione delle foglie lungo il fusto è opposta; sono picciolate e senza stipole. Il bordo è crenato e la lamina è reniforme o cordata o cuoriforme. Le foglie superiori sono progressivamente sessili. Il colore delle foglie è verde e tutta la pagina superiore è ricoperta di piccole venature che le danno una fisionomia rugosa; sono inoltre pubescenti.
L'infiorescenza è formata da verticillastri ascellari di 2 – 3 o più fiori. I fiori sono disposti più o meno unilateralmente (non ad anello attorno al fusto). Insieme ai fiori sono presenti delle foglie normali e non delle brattee – possono invece essere presenti delle bratteole (queste ultime sono molto più piccole delle brattee e generalmente sono uniche alla base di ogni fiore). Il peduncolo è circondato da un anello di peli bianchi patenti.
I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetraciclici (con i quattro verticilli fondamentali delle Angiosperme: calice– corolla – androceo – gineceo) e pentameri.
Il frutto è un tetrachenio (composto da quattro nucule) racchiuso nel calice persistente. I semi sono sprovvisti di endosperma.
Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti tipo ditteri e imenotteri, raramente lepidotteri (impollinazione entomogama).
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).
Alcune larve di lepidotteri (Coleophora albitarsella) si cibano di queste piante.[senza fonte]
Queste piante in genere preferiscono le zone boschive (specialmente i margini dei boschi) fresche, lievemente umide e ombreggiate dal piano fino a quote medie (1000 - 1500 m s.l.m.). Per le specie alpine il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH neutro del terreno che deve avere valori nutrizionali medi e deve essere mediamente umido.
La distribuzione di queste piante in Italia è abbastanza buona a parte la specie Glechoma sardoa che si trova solo in Sardegna. Fuori dall'Italia sono presenti soprattutto nell'Eurasia.
La famiglia delle Lamiacee comprende circa 220 generi e quasi 7000 specie. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie: il genere Glechoma fa parte della sottofamiglia Nepetoideae (tribù Mentheae, sottotribù Nepetinae).
Il genere comprende le seguenti specie:
Nelle vecchie trattazioni botaniche le piante del genere sono descritte all'interno del genere Nepeta. In effetti le differenze tra le specie dei due generi sono minime: in Nepeta il lobo mediano del labbro inferiore della corolla è concavo e le foglie poste all'ascella dei fiori sono trasformate in brattee.
Le piante di Glechoma sono polimorfe per alcune caratteristiche:
In effetti questo polimorfismo causa delle diversità di classificazione in alcune specie di questo genere.

Sono stati fatti alcuni studi specifici di tipo filogenetico sulle specie del genere Glechoma. Questi studi in parte sono stati ostacolati dai cromosomi di piccole dimensioni e dalla poliploidia: le specie di questo genere sono tetraploidi (2n = 36) con un numero di cromosomi di base x = 9. Da tali ricerche risulta che le varie specie del genere sono raggruppate geograficamente in corrispondenza di cladi ben definiti. In particolare sono stati individuati tre cladi principali (gruppi monofiletici) in corrispondenza delle tre principali aree di distribuzione delle specie di Glechoma (Europa-Stati Uniti d'America, Cina-Corea e Giappone).
Per meglio comprendere ed individuare le varie specie del genere (solamente per le specie spontanee della flora italiana) l'elenco seguente utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche.

L'utilizzo di queste piante non è molto marcato. Nel giardinaggio si sfrutta la caratteristica tappezzante (e in parte anche invasiva) di queste specie per riempire delle zone di giardino in mezza ombra (o moderatamente soleggiate) con terreni umidi ma ben drenati; mentre in cucina sono usate raramente come non frequentemente sono usate nella medicina (a parte la specie Glechoma hederacea che possiede qualche proprietà farmaceutica interessante).